Ravenna Poesia

26ª edizione

sabato 13 ottobre 2007
Teatro Alighieri, Ravenna
ore 21 – nel corso della “Notte d’Oro”
ingresso libero

W VERDE!
POETI PER L’AMBIENTE

– 1ª parte –

Gino Pellegrini comincia il suo pannello-scenografia
ispirato alla Natura: riuscirà a completarlo
entro la fine dello spettacolo?

Ho sognato le balene dagli occhi azzurri
Renzo Morselli per Lawrence Ferlinghetti
♫ Aquarium e Le cygne di Camille Saint-Saëns

La tempesta in cui siamo ha il nostro nome
Gianni D’Elia

Paghiamo tre, prendiamo due
Franco Costantini per Edoardo Sanguineti
♫ I clowns di Nino Rota

La passeggiata del poeta
Francesca Serra per Alessandro Parronchi
♫ Romance di Narciso Yepes

Gli animali ci guardano
Gabriele Marchesini per Montale,
Grünbein, Szymborska, Armitage
♫ Royal Blue di Henry Mancini
Minuetto di Luigi Boccherini

Pipistrelli!
Giuseppe Bellosi per Raffaello Baldini

Nel parco del Po
Gian Ruggero Manzoni

La pioggia nel pineto
Maria Giovanna Maioli e Franco Costantini per Gabriele D’Annunzio
♫ sonorizzazione dal cd Harmonia Mundi di Giancarlo Di Maria

– intervallo –

presso lo spazio Feltrinelli
Dacia Maraini, Gianni D’Elia e Gian Ruggero Manzoni
saranno a disposizione del pubblico per firmare i loro libri

– 2ª parte –

Un alberello che chiamerò estinzione
Dacia Maraini

Equinoziale
Maria Giovanna Maioli per Andrea Zanzotto
♫ sonorizzazione dal cd Harmonia Mundi di Giancarlo Di Maria

Vita nei boschi
Renzo Morselli per Henry D. Thoreau
♫ Pavane di Gabriel Fauré

Amazzonia, respiro del mondo
Franco Costantini per Marcia Theophilo
♫ The River di Eleni Karaindrou

Noi penultimi
Gigi Canestrari per Adriano Guerrini
♫ Romanze senza parole op. 30 n. 6 e op. 19 n. 6
di Felix Mendelssohn-Bartholdy

Deserto d’acqua
Gabriele Marchesini per James G. Ballard
♫ Styx di Giya Kancheli

Futuri
Maria Giovanna Maioli per Daria Menicanti
♫ Time Suspended e Leonard di Abigail Mead
e canti di balene

♫ What a Wonderful World di George D. Weiss e Bob Thiele

RAVENNA POESIA (sito e contatti)

4 pensieri su “Ravenna Poesia

  1. Caro Gian,

    premesso che è molto bello sia il luogo e che il programma, e può solo rallegrare i cuori,
    mi stupisce -e piace doppio doppio lo so)che orami ogni città d’Italia faccia il suo festival poesia, e nello stesso tempo , rimpiango quando: uno a Roma, uno a MIlano, ma anche tre o quattro nazionali, li rivedevi tutti i poetorum, eravamo più folla, più simpatici e svegli e allegri.

    Non è certo colpa di qualcuno di noi in particolare, ma è vero che è segnale anche, s e mi sbaglio dimmelo, di tanto frazinato dovere stare..a casa, propria. perché “A comunitad” ther’s not.

    Ieri ero a Parma: e vedevo i dé pliants delll’appena trascorso festival di Modena, dopo quello di Parma etc , Oppure, oppure: devo abituarmi alla deterritorializzazione, che farà del bene(omeopatico) nel frattempo.
    Certo è assai meglio del silenzio, lavorare per piccoli gruppi, ma io sono un’inquitona mi paice il futuro..che ci vuoi fare.
    E ti abbraccio,

    Maria Pia

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  2. Caro Gian,

    mi ha mangiato il post…poco fa, uffa, PIù breve:
    Dicevo che un pò, però, rimpiango ANCHE quando i festivals erano pochi e nazionali, cioé li rivedevi in tanti i poetisque, e d oggi ce ne sono uno per ogni città, che qui, data la stupenda regione, mi fa anche piacere, ma è che che molta territorialità che vorrà dire, infine, dopo esserci salvati e protetti,giustamente, che non tiene più quell’altra di idea?

    Con tutto ciò che il progranma e la qualità sono super-lativi, e ottimi, ma mi viene da chidermi: non si potrà tornare un giorno a reindirli, quelli più corali, etc?(con promotori nuovi, off course, sono amante del futuro, lo sai)

    Baci sinceri dalla MPia

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  3. In effetti, Maria Pia, siamo all’inflazionamento dei Festivals di ogni genere… di buono quello di Ravenna ha che esiste da circa una trentina d’anni (visto che ogni tanto ha saltato un anno). Il “nazionalpopolare” imperversa, e il mettere in piedi festivals pare faccia fare soldi a chi, appunto, li organizza, ai bottegai e ai baristi della città che ospita l’evento, fa brillare la dentiera ai politici che governano detta città, danno quel po’ di lustro agli artisti o poeti autoctoni, fanno pensare a molti di coloro che intervengono come pubblico di essere un po’ più intelligenti e via così… quindi servono quel tanto a tutti. Resta il fatto che se si creano sempre nuovi festivals d’arte, di filosofia, di poesia, di letteratura si rischia di far diventare ciò che ho elencato pocanzi alla stregua della porchetta, dei tortelli, delle frittelle etc. a cui sono dedicate ben altre iniziative-sagre – meno nobili… o più nobili dei suddetti festivals? spesso indubbiamente + nobili 🙂

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  4. Caro Gian Ruggero,
    vedo che sono riemersi i miei(la ragione dei due messages era la scomparsa..): sono d’accordo su tutto,mentre mi congratulo che proseguano le iniziative forti, o storiche, con una loro ragione interna, insomma.
    L’esposizione mediale della poesia come “qualsiasi” intrattenimento, come sinonimo di show, mi fa incazzare invece. Ecco la nota, vedo condivisa. Perché la competizione gratifichi i sindaci, e non la poesia, ne consegue..
    Auguri a te,guerriero di pace.
    Maria Pia

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