Segreti di Pulcinella – Intervista a Massimo Acciai

1) Che cos’è Segreti di Pulcinella e come nasce?

È diverse cose. È una rivista online di letteratura e cultura, ma è anche un punto d’incontro virtuale tra artisti e saggisti italiani e non che in piena libertà decidono di prender parte al progetto, in modo continuato nel tempo o magari solo occasionalmente. È anche una vetrina di progetti ed un archivio di testi e di file mp3 liberamente scaricabili.
L’idea alla base è di rendere, in pagine web, quella che è una rivista cartacea: limitatissimi quindi gli aggiornamenti tra un’uscita e l’altra. Io e il mio amico Francesco Felici, pisano, abbiamo concretizzato questo progetto agli inizi del 2003. Il nome è uscito da uno scambio di e-mail tra noi due, allora in nazioni diverse; Francesco, da Trondheim (in Norvegia), propose Segreti di Pulcinella al posto dell’originale Aquila d’Oro. Francesco disse, nella sua lingua madre: “Noo see è pacchianotta, stantia, fa ride, deh!” (in italiano “No, è un’immagine troppo barocca, non va bene”)…
È ancora un ricordo emozionate la storica serata alle Giubbe Rosse – era la giornata mondiale della poesia, il 21 marzo 2003 – in cui furono distribuiti i primi volantini pubblicitari stampati in poche copie quello stesso pomeriggio.
Da allora ci siamo impegnati ad un continuo miglioramento numero dopo numero, vincendo la timidezza di rivolgerci per le interviste a personaggi anche molto noti. Penso che continueremo su questa strada, aperti a nuove idee e progetti.


2) Che differenze vedi fra un lavoro redazionale che si sviluppa su Internet e uno cartaceo?
Avendo sperimentato entrambi i lavori redazionali – su internet e su cartaceo – vedo molte cose in comune, ma anche qualche differenza. Come dicevo, Segreti di Pulcinella vuol imitare in larga misura una rivista cartacea, quindi gli aggiornamenti avvengono quasi esclusivamente a cadenza trimestrale; di solito invece i siti vengono aggiornati un po’ per volta e con una certa frequenza ed irregolarità. L’uscita di ogni numero di SDP pone delle scadenze per i redattori e collaboratori come qualsiasi periodico cartaceo, così come un lavoro di lettura e selezione dei testi. Per quanto riguarda le differenze tra i due tipi di lavoro – per la carta e per il web – nel primo caso ad esempio ci sono dei vincoli dati dal numero di pagine (e quindi dalla lunghezza dei testi) mentre nel secondo caso non ci sono praticamente limiti: si possono inserire interi romanzi (il lettore magari potrà stamparseli per leggerli a proprio agio) ed inserire altri tipi di file multimediali, come audiovisivi. C’è insomma una diversa concezione dello spazio a disposizione. Certo, anche il tipo di scrittura è – o dovrebbe essere – diversa tra i due formati (cartaceo e video): testi più brevi e ricchi di link nel secondo caso, ecc. Il lavoro di impaginazione, quello cambia molto.
Da tener presente anche la possibilità, su web, di poter correggere magari un errore; cosa che, dopo l’uscita della rivista cartacea, è impossibile.
Per quanto riguarda strettamente il lavoro redazionale, tutto sommato però le differenze non sono moltissime.

3) Quali soddisfazioni intellettuali o personali ti ha dato in questi anni il progetto?

Moltissime. Innanzitutto ho avuto la possibilità di concretizzare la mia idea di creatività al di fuori di una logica di mercato in cui per pubblicare qualcosa spesso occorre mettere mano al portafoglio. Questo non vuol dire ovviamente che ogni cosa che arriva finisce poi sulla rivista; c’è una cernita basata sia sulla qualità dei testi che arrivano, sia sull’aderenza o meno alla linea editoriale (che esclude ad esempio le volgarità). Ho avuto l’onore di leggere e pubblicare testi inediti di alto livello, che magari sarebbero rimasti nel cassetto (non ho nulla contro i cassetti, magari l’autore decide di metterci le sue cose e non aprirli mai, anche questa è una decisione rispettabilissima), dare spazio insomma a cose valide, in un certo senso “scoprirle”. Ho avuto anche il piacere di avvicinare personaggi di ogni tipo, famosi e non (mi viene in mente ad esempio il musicista Claudio Simonetti, lo scrittore Matteo B. Bianchi, ecc.) con cui ho scambiato impressioni ed idee durante le interviste (in un paio di occasioni sono stato anche a Milano).

La soddisfazione più significativa è quella di veder crescere la rivista nel tempo, in termini di “notorietà”, di visite, di contributi, di materiale pubblicato, ecc. Personalmente poi Segreti di Pulcinella ha aperto un dialogo tra me e colleghi italiani e stranieri. Per me la collaborazione e lo scambio tra persone che condividono un interesse come quello della scrittura, e delle altre espressioni artistiche, uscire insomma dall’isolamento e dalle torri d’avorio è molto importante.

4) Oltre che ad occuparti di Segreti di Pulcinella tu hai una pratica personale di scrittura creativa. Trovi che il lavoro redazionale abbia in qualche modo influenzato la tua scrittura? Se sì, come?

L’ha influenzata grazie agli scambi e alla collaborazione di cui parlavo sopra. Un autore è influenzato da ciò che legge, soprattutto se si pone nel ruolo non usuale di valutare un testo per la pubblicazione, sia pure una pubblicazione sul web. In questi anni sono entrato in contatto con moltissimi poeti e scrittori, avviando con alcuni di loro delle amicizie importanti. Dando poi un tema ad ogni numero, mi sono “assoggettato” anch’io a questa regola, scegliendo il tema senza sapere se avevo qualcosa di già pronto. Il lavoro di redazione mi ha anche aiutato a mantenere una certa “disciplina” nella scrittura, a rimanere sempre e comunque in contatto con essa…

5) Qualche anticipazione sul prossimo numero?

Come da un annetto a questa parte, anche il prossimo numero sarà a tema. Stavolta ho scelto un tema molto generale e – a quando mi dicono i primi commenti che ho ricevuto – molto stimolante: IL VIAGGIO. Sono già arrivati ottimi testi… Ci saranno poi un paio di interviste ad altrettanti musicisti, uno toscano (Franco Baggiani) ed uno siciliano (Paolo Filippi), interviste a poeti (Dario De Lucia ad esempio) e come al solito molte poesie, racconti, recensioni, fumetti, articoli vari, ecc. Presenterò anche un video che sto preparando in questi giorni insieme allo scrittore Paolo Ragni. Insomma, tanta roba.


			

6 pensieri su “Segreti di Pulcinella – Intervista a Massimo Acciai

  1. grazie, Marco, un’iniziativa interessante.
    ho letto qua e là e riporto queste parole di Massimo:

    “La Luna è un mondo pacifico per il solo motivo che lassù non c’è vita. C’è chi pensa che siamo troppi su questo pianeta, che se ci fossero soltanto qualche migliaio di anime equamente distribuite sulla Terra non ci sarebbe neanche una guerra. Io ho il sospetto che se anche ci fossero soltanto due persone sulla Terra, prima o poi ci scapperebbe il morto”.

    sono valide per molti contesti:-)

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  2. Grazie Marco per l’intervista, le tue domande sono state interessanti per me. La stima sai è reciproca.
    Grazie anche a Fabry2007 per il commento, sono felice che tu abbia colto questa citazione (intitolata non a caso “Caino e Abele” 🙂

    "Mi piace"

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