40anni fa, il 9 ottobre 1967, il “Che” venne ucciso… fu vera gloria?

El 9 de octubre de 1967, el guerrillero argentino-cubano Ernesto “Che” Guevara fue asesinado por un soldado del ejército boliviano que, para probar su muerte, no tuvo empacho en mostrar el cuerpo a la prensa internacional. Esta foto, una de las pocas a colores, fue tomada por Marc Hutten de la Agencia France Presse.


come il Cristo del Mantegna

Los seguidores de la Revolución Cubana y el Ejército boliviano recordaron ayer, de distinta manera y por separado, la muerte hace 35 años del guerrillero argentino-cubano Ernesto “Che” Guevara en el sureste de Bolivia. Mientras la Fundación “Che” Guevara realizó una romería hasta el pueblo de La Higuera, donde el mítico guerrillero fue asesinado el 9 de octubre de 1967, jefes del Ejército boliviano honraron a los soldados que combatieron la insurrección en su territorio.
Guevara, que había ingresado en Bolivia en noviembre de 1966, condujo a medio centenar de guerrilleros, en su mayoría bolivianos y cubanos, y fue capturado el 8 de octubre de 1967 y muerto al día siguiente, dejando tras sí una estela de heroicidad que muchos aún respetan.
Los convocados por la Fundación “Che” Guevara realizaron en La Higuera, a unos 500 kilómetros al sureste de La Paz, una ceremonia con discursos, música y poesía dedicados al ex compañero de Fidel Castro, actual jefe de Estado de Cuba. En La Paz, varias organizaciones juveniles se unieron para recordar a quien consideran aún el portador de un pensamiento liberador de los países latinoamericanos. La filial de la Fundación “Che” Guevara de La Paz realizó una exposición de textos y fotografías del fallecido guerrillero en la Plaza San Francisco, en pleno centro de la sede del gobierno boliviano. Uno de los responsables de la entidad, Sergio Ustarez, dijo a EFE que el homenaje tiene la finalidad de volver a discutir el pensamiento del “Che”, en el marco de la realidad actual de los países de Latinoamérica.
“Aunque reconocemos que hay una comercialización de su figura, por encima de su pensamiento, hay gente que aún cree en él porque dirigió sus ideas a los problemas de América Latina y a combatir el imperialismo que pretende dominar la región y el mundo”, declaró.
A 60 kilómetros, en Vallegrande, el Ejército de Bolivia hizo un acto dedicado al triunfo de los soldados que combatieron al grupo guerrillero y lo derrotaron con ayuda de la Central de Inteligencia Americana.
El comandante del Regimiento Marzana, Hernán Osinaga, presidió el acto cívico-militar al que también asistieron varios ex soldados residentes en la zona que fue escenario del intento guerrillero de Guevara.
En Vallegrande, donde fue enterrado el “Che” junto a otros miembros de su columna guerrillera, está inconcluso el mausoleo que comenzó a construir la Alcaldía de la localidad después de que, en 1997, fueron hallados sus restos y llevados a Cuba.

12 pensieri su “40anni fa, il 9 ottobre 1967, il “Che” venne ucciso… fu vera gloria?

  1. veramente fuori luogo la parola gloria. i rivoluzionari lottavano per la giustizia sociale, e, ormai, il concetto glorioso ha fatto tutto il suo tempo in ogni versante dell’umano. un’icona per il computer, per la maglietta, ecc. un Cristo martoriato con il fegato di un umano gigante. niente e nessuno è senza pecca e la gloria è un egoismo borghese o di massa. un’eccellenza del coraggio del/nel sangue, questo sì.

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  2. Cara Marina io credo ancora alla gloria… forse sono fuori tempo e fuori luogo… quel tanto romantico, quel tanto sconsiderato… ma di gloria si può parlare ancora. E’ cmq certo che, nell’oggi, pochi sono i gloriosi così come i giusti… probabilmente il ‘900 ha visto gli ultimi fulgori dell’uomo, oggi vediamo degli omologati… degli omuncoli… dei quaquaraquà (borghesi o nella massa che siano) che, come massimo della gloria, vedono-innalzano un calciatore o una velina, oppure un attore da filmone all’americana o un politico con le zeppe sotto i piedi o un comico che lancia anatemi alla Savonarola o un pupazzo (leggi Gabibbo) che fa opinione (e molte volte ahime nel giusto… visto che comunque è un pupazzo) più del Presidente della Repubblica. Ma la gloria esiste ancora, io la vedo, e con me alcuni altri… non molti… ma la vediamo. Io vedo chi tutti i giorni va a marcare il cartellino in fabbrica per 980 euro, così come vedo chi, volontariamente e senza compenso, porta aiuto a coloro che ne hanno bisogno, come vedo gente che lotta per i diritti umani rischiando la morte o venendo messi a morte così come altri che si lanciano con un gommone contro una baleniera giapponese, facendosi arpionare al posto del cetaceo. Demagogia da bar e retorica gli esempi che ho fatto? Sì, e ben venga la demagogia e la retorica da bar (se nel bar la si fa) in un mondo in cui si raccontano solo balle o si tifa per un concorrente da quiz. Almeno l’emozione prende e il sangue pompa nelle vene. Gloria, Marina, ce n’è, ma si preferisce far passare icone nazionalpopolari come gloria o fama, quando è solo ‘fame’… forse di falsi miti… per demitizzare-desacralizzare? Penso di proprio di sì. Del resto il ‘neutralizzare’ chi scomodo è sempre stato una prerogativa del potere, così come il potere ha sempre creato miti a suo uso e consumo, tanto per innalzare falsi monumenti o falsi altari.

    Mi è venuto in mente di inserire questo post dopo aver sentito ieri sera al telegionale di RAI 2 ore 20.30 un pistolotto sul “Che” in cui il cronista, imboccato dal suo direttore, ha cominciato a menarla dicendo che Guevara ha anche sparso sangue, fomentato rivolte in cui molti sono stati i morti, operato per sovvertire governi stranieri, così come credeva in una dottrina politica marxista-leninista-stalinista portatrice di guai all’intera umanità (ma chi o cosa non ha portato lutti e tragedie all’umanità? Anche Gesù e anche Gandhi, visto che seguaci degli stessi sono stati martirizzati, come poi i loro maestri, e visto che nel loro nome o nel nome dei loro ‘sacerdoti’ si è mosso guerra, si è massacrato, si è sgozzato… forse che l’uomo non riesca a fare un passo senza scannare chi ha davanti o chi la pensa diversamente? Reputo di sì, e lo so da un pezzo, come da un pezzo so che ancora andremo avanti così, e per molto).

    Ernesto “Che” Guevara, sebbene io non comunista (anche se totalitarista, massimalista, assolutista), fu vera gloria, e assieme a lui molti altri… rivoluzionari, ragionieri, operai o preti che siano stati… massaie, pompieri, spazzini, lavavetri, capi di stato, re, carabinieri, minatori… etc.
    Chi ha avuto il coraggio di andare fino in fondo, chi è stato coerente, chi si è prodigato per un suo simile sfidando la morte, chi ha dato la vita per un’idea o una fede (anche se nefanda, ma in cui credeva) è degno di gloria (…sebbene, a questi ultimi, io gli avessi potuto sparare, ma comunque in gloria sarebbe andata quella pistolettata). Io la penso così. Non è glorioso chi traffica, complotta nell’ombra, succhia sangue, ruba, uccide dietro compenso… e via via via… ma già sapete se avete un senso etico o ancora un briciolo di dignità nelle vene. Già sapete se capite dove il soffio vitale luminoso o dove il grigiore.

    Gloria, quindi, e onore delle armi.

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  3. dunque, Gian Ruggero, con tutta l’umiltà della mia persona ti dico che non sono credente ma che il Cristo, l’unico Cristo, senza chiesa e senza stato, mi ha sempre commossa. e il Che è un Cristo con le pecche inevitabili che l’unico Cristo non ebbe. sono gemelli di coppia, non monozicoti e questo è fondamentale. Ernesto avrebbe potuto vivere un’onesta vita borghese, e, invece! è qui e [solo e soltanto] qui la sua immensa grandezza umana. il suo CORAGGIO davvero infinito e degno del rispetto massimo. di Gesù Cristo l’urlo umanissimo: Padre! perché mi hai abbandonato: CARNE della nostra CARNE blasfema o orante, poco importa. ecc. ecc. ciao

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  4. Gloria= “fama straordinaria, onore grandissimo ottenuto per meriti o capacità eccezionali” (De Mauro)

    Il termine “gloria” può far sorridere, ma la “fama straordinaria è fuori discussione”, incarnando il sogno di un mondo “rivoluzionabile” e non, rassegnatamente, immutabile.

    Il Che fu anche …autore di poesie, saggi letterari e storici (http://it.wikipedia.org/wiki/Che_Guevara)

    Giovanni

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  5. Caro Gian Ruggero, ieri ho sentito alcune interviste a dei ragazzi. Chiedevano chi fosse Ernesto Che Guevara e cosa avesse fatto di così importante per entrare nei loro cuori. Bene, le risposte sono state: “Che Guevara? Ehm… ha liberato l’America latina?”; “Mah… non so… era un medico?… io non mi intendo di queste cose, per favore, non mandatemi in onda”… Molti di quei ragazzi indossano la maglietta del Che, frequentano i centri sociali e partecipano alle manifestazioni pacifiste… D’altra parte, reputo che l’argomento richiami l’altro tuo post sul dio denaro, emblema del nichilismo imperante. Se aggiungiamo la povertà culturale e di spirito che ci attanaglia il gioco è fatto. La gente ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa: che sia l’icona di un rivoluzionario argentino morto ammazzato, o i comizi-spettacolo di un comico genovese sempre meno comico e sempre più Masaniello, un capopopolo piuttosto ignorante (l’otto settembre sarebbe l’anniversario della liberazione…) ma aggiornatissimo sulle nuove tecnologie e sulle sfide energetiche (e politiche) del ventunesimo secolo… ecco, la sostanza non cambia. Il “popolo” ha bisogno di colmare il vuoto di un’esistenza spogliata di certezze, perché è questo il punto, è inutile girarci intorno: la gente ha bisogno di certezze. Che sia il potere della chiesa a garantirle – attraverso una “tranquilla” e confortante organizzazione medioevale (non erano dello stesso avviso ovviamente i “ribelli” e quanti volevano vederci chiaro…) – o l’esaltante ed esaltata organizzazione nazionalsocialista o il capitalismo di Stato mascherato da socialismo poco importa. Cambiano le formule ma la sostanza è la medesima. In tutte queste forme di organizzazione sociale si chiede al popolo una cosa sola: non pensare. E i metodi sono gli stessi: tutt’e tre le forme hanno fatto ampio uso di lavaggi del cervello, epurazioni, genocidi… Quando si parla della questione ebraica si pensa ad Auschwitz, ma non ci furono solo i lager nazisti… Io ti ammiro Gian Ruggero, e non è piaggeria, lo sai. Ti ammiro non tanto per la tua coerenza quanto per il tuo seguitare a credere in dei valori vecchi come il cucco (ma di bruciante attualità…), e ne sei consapevole, eppure te ne freghi, e vai avanti per la tua strada: ecco, pur nella diversità delle posizioni è questo il motivo della mia stima. Per te la parola “gloria” ha ancora un valore. Tanto di cappello amico mio. Ma sappiamo entrambi quale sia il significato attuale del termine: oggi è glorioso intraprendere delle “scalate”, non dell’Everest o del K2, ma di quelle mostruose fabbriche del denaro che si chiamano banche, ed è glorioso per i politici spalleggiare i loro amici “furbetti” che combattono tali gloriose battaglie; è glorioso per un sindacalista difendere i padroni anziché i lavoratori (illudendoli con partecipazioni “democratiche” dall’esito preannunciato [oltre al danno la beffa]: era così anche ai tempi dei plebisciti fascisti o mi sbaglio?); è glorioso per un governo che si dice di sinistra preservare questo precariato selvaggio e la logica aberrante del lavoro in affitto – cara alle multinazionali e agli imprenditori che amano addossare alle “risorse umane” il rischio di impresa – e non capiscono, questi governanti, che l’unico modo per non finire come l’Argentina è puntare sulla ricerca e il terziario (magari anche un po’ di più sulla cultura…); non capiscono che è l’unico modo per non morire, schiacciati da questa nuova economia globale dove a comandare sono le lobby finanziarie, a danno di miliardi di uomini, in questo nuovo libero mercato dove il manifatturiero (e fra un po’ anche la ricerca) “conviene” spostarlo nei paesi a più basso costo di manodopera (certo, da quelle parti si lavora come nell’Ottocento… ma il “civile” occidente cosa fa? Mica si batte per estendere i nostri diritti anche a loro, no! Il civile occidente smantella le nostre fabbriche [anche quelle che continuano a produrre margine] e va pure lui nel far east a sfruttare quei poveracci, mentre gli azionisti se la ridono a crepapelle e i nostri operai e impiegati non più giovanissimi ma non abbastanza vecchi per la pensione sprofondano nella disperazione più totale, e magari qualcuno si toglie anche la vita).

    Hasta la victoria siempre!
    Pasquale

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  6. se gloria esistesse, mio padre sarebbe ricordato nei secoli, con gli allori, e non Cesare, e con lui tutti gli operai che muiono in fabbrica come mosche; se gloria esistesse non sarebbero ricordati i vincitori e solo a volte i vinti, per onore delle armi. quale gloria tributata a un altro Cristo imbrattato di sangue che io vedo in Pasolini? (con tutto quello che rappresenta, senza volerne fare un idoletto, con tutta la sua ambiguità). andate a chiedere in giro chi era Pasolini, appunto come Guevara: chi era Pasolini? – un famoso pederasta.

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  7. Onore a te, Marina, e a quel Cristo che ha dato la vita per noi !
    Onore a te, Giovanni, e a tutti i poeti del mondo caduti per un’idea !
    Onore a te, Pasquale, a tutti i sudisti del mondo e a tutti coloro che lavorano con onestà !
    Onore a te e a tuo padre, Domenico, e a tutti gli operai del mondo !
    Onore a Pasolini e a tutti i pederasti come lui!

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  8. mi è piaciuto il primo commento di gian ruggero.

    Ricordo che la rivoluzione cubana non è nata come rivoluzione comunista filosovietica ma soprattutto come lotta armata per liberarsi dalla colonizzazione americana che ne aveva fatto una terra di bordelli e di casinò (in mano alla mafia italoamericana) mentre il popolo era allo stremo. E’ nata come movimento socialista libertario, che si è successivamente inquadrato saldamente nell’area filosovietica solo in seguito alle pressioni, le minacce e i tentativi di putsch americani (vedi la baia dei porcxi, organizzata da settori deviati della cia con la collaborazione della mafia, pazza di rabbia perché aveva perso i casinò e i bordelli). Per non soccombere castro fu costretto ad accettare la protezione dell’URSS (protezione ovviamente interessata).

    Lunga vita al Comandante.

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  9. Certamente oltre lo stampo di un grande personaggio, in lui albergava l’animo di un grande generoso pronto a pretarsi sempre per il bene comune , io non sono comunista , quindi non condivido con lui una fede poitica ,ma ho una grande venerazione per l’uomo che è stato e che sempre rimarrà nella storia ,so con certezza che se potesse vedere come sono finite le rivoluzioni che ha fato , e che sono partite come grandi ipotesi di libertà , probabilmente si rivolterebbe nella tomba , ma comunque penso che per l’operato di quest’uomo, per il suo modo di vivere , per la sua coerenza ,molto probabilmente è stato uno degli ultimi grandi eroi ,per cultura per intelletto,per carattere,peccato abbia avuto poca fortuna nella scelta dei compagni di viaggio , poiche essi sicuramente sono stati quelli che l’anno tradito, non v’è dubbio che comunque sia stata vera gloria , un’uomo nella storia , o la storia insita nell’uomo, non lo sappiamo resterà come uno degli ultimi grandi della stessa.

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