Una nota per chi vuole # 3 – Giorgio Caproni

Per Franco Costabile,

suicida

 

Si muore d’asfissia,

è noto, per difetto

d’ossigeno. Lo si può anche,

e forse più dolorosamente,

per mancanza d’affetto.

[da Res amissa, a cura di Giorgio Agamben, Garzanti, 1991]

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20 pensieri su “Una nota per chi vuole # 3 – Giorgio Caproni

  1. Quando l’anima si barrica nel dolore-silenzio-solitudine e il desiderio di affetto diviene uno spasmo che stringe il cuore in una morsa metallica,allora si può anche morire.
    Grazie Marina per aver ricordato il grande cantore del sud con una poesia di Caproni.

    Cari saluti
    jolanda

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  2. Il grande Caproni: più si faceva rarefatta la sua poesia più si riempiva di contenuti e profondità di pensiero…
    Antonio

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  3. LA ROSA NEL BICCHIERE

    Un pastore

    un organetto

    il tuo cammino.

    Calabria,

    polvere e more.

    Uova

    di mattinata

    il tuo canestro.

    Calabria,

    galline

    sotto il letto.

    Scialli neri

    il tuo mattino

    di emigranti.

    Calabria,

    pane e cipolla.

    Lettera

    dell ‘ America

    il tuo postino.

    Calabria,

    dollari nel bustino.

    Luce

    d’accetta

    l’alba

    dei tuoi boschi.

    Calabria,

    abbazia di abeti.

    Una rissa

    la tua fiera

    Calabria,

    d’uva rossa

    e di coltelli.

    Vendetta

    il tuo onore.

    Calabria,

    in penombra,

    canne di fucili.

    Vino

    e quaglie,

    la festa

    ai tuoi padroni.

    Calabria,

    allegria

    di borboni.

    Carrette

    alla marina

    la tua estate.

    Calabria,

    capre sulla spiaggia.

    Alluvioni

    carabinieri,

    i tuoi autunni,

    Calabria,

    bastione

    di pazienza.

    Un lamento

    di lupi,

    i tuoi inverni.

    Calabria,

    famigliola

    al braciere.

    Francesco di Paola

    il tuo sole.

    Calabria,

    casa sempre

    aperta.

    Un arancio

    il tuo cuore,

    succo d’aurora.

    Calabria,

    rosa nel bicchiere.

    Da: “La rosa nel bicchiere e altre poesie”

    omaggio a franco costabile.
    nonostante.

    saluti,
    rs

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  4. Evaporato in una nuvola rossa
    in una delle molte feritoie della notte
    con un bisogno d’attenzione e d’amore
    troppo, “Se mi vuoi bene piangi ”
    per essere corrisposti,
    valeva la pena divertirvi le serate estive
    con un semplicissimo “Mi ricordo”:
    per osservarvi affittare un chilo d’era
    ai contadini in pensione e alle loro donne
    e regalare a piene mani oceani
    ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
    fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
    senza rimpiangere la mia credulità:
    perché già dalla prima trincea
    ero più curioso di voi,
    ero molto più curioso di voi.

    E poi sorpreso dai vostri “Come sta”
    meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
    tipo “Come ti senti amico, amico fragile,
    se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”
    “Lo sa che io ho perduto due figli”
    “Signora lei è una donna piuttosto distratta.”
    E ancora ucciso dalla vostra cortesia
    nell’ora in cui un mio sogno
    ballerina di seconda fila,
    agitava per chissà quale avvenire
    il suo presente di seni enormi
    e il suo cesareo fresco,
    pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
    debba in qualche modo incominciare una chitarra.

    E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
    mi sentivo meno stanco di voi
    ero molto meno stanco di voi.

    Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
    fino a farle spalancarsi la bocca.
    Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
    di parlare ancora male e ad alta voce di me.
    Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
    con una scatola di legno che dicesse perderemo.
    Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
    Il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero.
    Potevo assumere un cannibale al giorno
    per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
    Potevo attraversare litri e litri di corallo
    per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

    E mai che mi sia venuto in mente,
    di essere più ubriaco di voi
    di essere molto più ubriaco di voi.

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  5. Egregio Solmi questo suo intervento mi rincuora.
    Se le capita di incontrare quel tale delle poetiche geografiche,gli parli di Costabile,ma dubito
    che possa riscrivere la sua personale cartina dell’italia e oltre.

    un caro saluto
    jolanda

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  6. Marina ho recitato, ho inscenato la parte del commentatore rompipalle, per sperimentare e tirar su un collage, l’ultimo per LPELS. Non pensavo quello che scrivevo, ma camuffavo lo stile e la falsa incazzatura, la mia. Ma ho visto che la piega andava in malo modo, non mi aspettavo che reagissi così, credevo che avresti ribattuto a tuo modo, questo alla luce dei tuoi commenti in LPELS, sempre così icastici.

    Ti chiedo scusa, ho esagerato.

    f.s.

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  7. Scusa!

    Allora capisco perché hai reagito così.

    Ti giuro che all’inizio mi aspettavo uno dei tuoi commenti icastici, volevo tirar su un collage tra il tipico commentatore anonimo e te, come spesso ho letto in LPELS, tanto per esorcizzare il medium.

    Devo confessarti che ti leggo e trovo “speciali” i tuoi commenti (secchi e a volte criptici) in LPELS, e volevo creare qualcosa con te, a tua insaputa, almeno inizialmente, che poi avrei svelato l’arcano.

    Ma mi hai spiazzato. E io ho esagerato.

    ancora scusa.

    f.s.

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