Su Vibrisselibri, di Lucio Angelini.

vibrisselibri.jpg

Quasi giornalmente, ormai, dacché il Caso e Giulio Mozzi hanno voluto
elevarmi alle bassezze della carica di decone (= coordinatore del comitato
di lettura) di Vibrisselibri, ricevo mail del seguente tenore:

«Salve Lucio, XY ti ha anticipato che ti avrei scritto. Prima di inviare i
miei testi in lettura a Vibrisselibri, volevo capire se si possono inviare
anche racconti. Io ne ho due, uno di quasi 17 cartelle e uno di 24. Ti
chiedo questo consiglio: è meglio metterne insieme qualcuno in più e poi
mandarli tutti insieme come raccolta di racconti o posso già inviarli così
come sono? Grazie per l’attenzione!»

Ed ecco la mia risposta-tipo:

«Il mio vice Luca Tassinari, addetto allo smistamento allegati, ti
risponderebbe che VL prende in considerazione opere anche esili, ma non al
punto da scoraggiarne il passaggio alla versione cartacea (VL è editrice
online, ma funge da agenzia letteraria per gli editori tradizionali). Hai
tutto il tempo di completare la tua raccolta, se vuoi: stiamo ancora
smaltendo gli allegati del mese di *** (ne riceviamo a valanghe, dopo la
notizia che un nostro titolo uscirà per Rizzoli a gennaio, e un altro per Il
Maestrale subito dopo). Al momento, inoltre, non siamo in grado di proporre
più di una dozzina di titoli l’anno. Ti ricordo che gran parte dei testi che
***scartiamo*** sono ben scritti e perfettamente dignitosi. Purtroppo (per
gli esclusi) siamo alla ricerca del nuovo (nel contenuto e/o nello stile).
Niente ombelichismi, quindi:- ) Un saluto cordiale. Lucio»

7 pensieri su “Su Vibrisselibri, di Lucio Angelini.

  1. leggendoti riesco ad immaginarti… oggi c’è smania del “pubblicare”, è vero, e fa rima con il tormentone “apparire”… ma è figlia legittima di passate epoche proibizioniste quando la cultura era un fatto di pochi! Dicono che la scuola non formi… alla fine dei conti voi, che potete dare la misura della “qualità”, giustamente traghettate le attenzioni su chi, come sempre, ha nel sangue il Dna della trasgressione epocale, quindi dinanzi ad un nuovo “fatto personale”! Perchè il rapporto tra scrittura e uomo è solo un fatto personale… a volte l’uomo “mima”, a volte “recita”, altre rimane in silenzio… ma anche in questo caso egli è scrittore!
    con simpatia!

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  2. Anni fa, c’era un sito che si chiamava Pordenone Legge (e non Giurisprudenza) che per un periodo di tempo ha aperto le sue porte (generosamente donate le chiavi) ad una combriccola di buontemponi che orbitava intorno a vibrisse bollettino e al diario di giulio mozzi (che non suoni irriguardoso il minuscolo, ma era scritto proprio cosi). Ebbene, ci fu uno di noi che scrisse un post memorabile nel quale sostanzialmente confessava di aver passato la vita, lui, stimato professionista, padre di due adorabili bambini, marito esemplare, ad aver spedito manoscritti a tutte le case editrici del regno, senza mai una volta, una sporca unica volta, aver ricevuto una “decente” lettera di rifiuto. che gli mettesse conforto nell’animo, adducendo cause di impossibile confutazione e con una chiarezza esemplare tanta da indurlo per ciò che rimanesse della sua pur brillante esistenza, a desistere definitivamente. [A tal proposito, per i bibliografi, ricordo un memorabile PANTA tutto concentrato su illustrissime stroncature. ndr].

    Tale appello non rimase inascoltato e subito, complice l’intervento che qui umilmente riporto, si scatenarono nel gioco altri amici-blogger, dando vita ad un serrato scambio di commenti la cui lettura integrale, per chi vuole, ho a disposione, sebbene quel sito sia stato oscurato, cosi, dal giorno alla notte, con la grazia di un caterpillar guidato da un esteuropeo in evidente crisi etilica.

    Questo e’ il testo della lettera di rifiuto redatta dal sottoscritto.
    Gentile Sig. “Toni”,
    Intanto, che nome buffo per un autore, non trova ? Beh, se non trova fa lo stesso, perché questa, a tutta prima è una lettera di rifiuto bell’e buona.
    Vengo a spiegarle anche perché, e consideri questa mia, come segno tangibile di disponibilità nei confronti di chi, come lei, ha ritenuto di dover prima scrivere, poi fotocopiare, poi inserire in una busta e quindi affrancare una serie di pagine con su delle parole in sequenza organizzate in modo da voler/poter sembrare una raccolta di racconti.
    Lei non ha idea di quanto sia faticoso per noi, che per inciso ne riceviamo centinaia al mese, dover tener testa a tutte queste buste. A metterle in pila ci si potrebbero realizzare dei pezzi, o istallazioni, da arredamento moderno (e non è del tutto escluso che accada, anche qui in sede…prima o poi). Abbiamo “armadi” di manoscritti, lunghi, grossi, scritti a mano, a macchina, ne abbiamo ricevuto anche uno scritto in alfabeto morse, ma l’abbiamo smascherato, era un marconista malinconico depresso che ci ha bersagliato per mesi con i suoi deliri composti nel corso di lunghe, e immagino inoperose, traversate oceaniche.
    Veniamo al punto che più le preme.
    Il suo lavoro fa schifo. Si, lo so è brutale sentirselo dire ma abbiamo imparato, col tempo, che tale crudezza alla fin fine è nobilitante, dona, per capirci, un che di sincero in un mondo governato dalla furbizia, dalla raccomandazione, in fin dei conti dall’ipocrisia. Ecco, noi riteniamo, come modus operandi, di non dover contribuire ad alimentare illusioni nei confronti di chi, come lei, immaginiamo abbia già una sua pressochè certa fonte di sostentamento (lo tradisce il suo lessico, Sig. Toni, di uno che ha potuto studiare) e che giochi a fare lo scrittore perché, vattelapesca, la vita al momento non ha avuto ancora un cazzo di meglio da offrigli. Ne, lei, se lo lasci dire, sembra esserselo voluto andare a cercare. Beninteso, le sue storie, i suoi racconti cosi intrisi di tutti, ma proprio tutti, i luoghi comuni e i tic degli aspiranti scrittori, hanno ottenuto da parte dei due lettori ucraini preposti alla loro recensione, lo stesso equanime giudizio: fanno schifo. Senz’appello, se ne faccia una ragione. No, adesso non scomodi le stroncature famose, non si faccia coraggio con altri illustri precedenti. No, ed è bene che se mai pensieri del genere le balenassero in testa, lei faccia di tutto per scacciarli con sicurezza inusitata. Si rassegni, Signor Toni (ma non ha uno pseudonimo migliore…? Che so, magari Cletus, che suona già da “strano”…) la sua è una battaglia persa. Se anche fossimo alla frutta, e costretti a pubblicare donandogli l’allure che gli si deve, che so, le liste della spesa di Raymond Carver, graziosamente messeci a disposizione dalla sua amata consorte, ecco noi, Signor Toni, saremmo sicuri di poter vendere molto ma molto di più che non le sue balbettanti e velletarie avventure, dense di dejavù e senso di melanconia. Ha pensato di cambiare i personaggi ? Ha ipotizzato un ricorso massiccio a episodi di sesso estremo ? Ha praticato una lobotomia nell’asfittico cervello di un quindicenne dedito all’uso di sostanze stupefacenti ? Ecco, in tal caso avremmo potuto inviarle una lettera di ben altro tono, signor Toni (perdoni il bisticcio). La sua, nella migliore delle ipotesi, è letteratura da cronicario, roba da “cicl.in prop.”, altro che una casa editrice affermata e blasonata come la nostra.
    Adesso la lascio che mi sono anche dilungato troppo, e ho il campo di golf che mi aspetta. Abbia una cura migliore del suo tempo, che non è molto, come lei ben sa. Sorrida e prenda questa mia come la migliore delle azioni possibili, una stroncatura che le risparmierà un bel po di delusioni, e perché no, potrebbe restituirle, per intiero, una gioia di vivere inaspettata.
    Con sincera disistima,
    Il responsabile di collana, Ed. XXXXXXXXX.
    Posted by: cletus at 14.11.05 20:35

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  3. solo le sue, solmi.
    mi sorprende, tra l’altro, che non mi abbia più riposto nell’altro post dedicato alla lingua portoghese.
    la ossequio.

    p.s. mi permetto di risponderle io, perché anche la sottoscritta fa parte di vibrisselibri.

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  4. Mi permetto di correggere Gaja (che immagino scherzasse): NON solo le sue. Chiunque è libero di mandare ciò che vuole, come noi di respingere ciò che non ci fa vibrare le vibrisse.

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  5. ma sì, Lucius, eccerto che scherzavo! 😉 potrei mai permettermi MUA’ di dire “tu, no”, “tu, sì”? MA MAI AL MONDO!!! :-)))

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  6. Pingback: vibrisselibri » Istruzioni per l’uso di vibrisselibri

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