Bloc notes. Appunti di viaggio: in Grecia. 3

di Giorgio Morale

Quanto conta che un monte si chiami Olimpo; una valle, Tempe; un fiume, Peneo; una terra lontana, Eubea?

Per un mese – essere pietra, essere acqua.

Il senso dell’ora viene meno. Guardiamo un tratto di mare e cielo, e potremmo essere in qualsiasi luogo.

Salonicco è un libro aperto. Puoi leggere le sue strade come capitoli di storia.

Di fronte alla più grande moschea dei Balcani. Una costruzione cadente, pericolante, recintata.

Di fronte a un’altra moschea. Il minareto è spezzato, bambini giocano sotto il portico. Volontà di cancellare una presenza. E vicino una chiesa bizantina. La fede vinta e la fede trionfante.

“Che spazi aperti!” dice Erin.
E Elle a me:
“Hai occhi più grandi”.

La luce è visione. Mi sembra di vedere meglio.

E’ tutto oro e verde, bianco e azzurro. La vista mi dà un piacere fisico.

Il paesaggio, lo fa il colore. Alcune fasce colorate: il verde intenso degli alberi riflesso nelle acque, la striscia rossastra della riva e l’azzurro del cielo: ecco cosa fa del lago di Plastira uno dei luoghi più belli che io abbia visto.

Una sera andiamo ad ascoltare un quartetto in cui suonano due amici di Demetrio, Costantino e Zafirula, a Kato Gatsea. Il concerto è sul molo. Alle spalle dei musicisti i riflettori illuminano gli scogli; la luna, il mare.
“Senti” mi fa Elle.
E’ il pubblico che canta sottovoce.

So dire poco dell’Acropoli di Atene. Sono intimorito dal luogo, abbagliato da luce e pietre, stordito dal caldo, confuso dal vento.

A Sesklo e Dimini, nei siti neolitici più antichi d’Europa. Non ci sono visitatori né segni d’uomo. Vallate rigogliose separano montagne che sembra di poter toccare allungando la mano. Pare di essere in vetta al mondo. Il silenzio è sottolineato dal vento. Viene da pensare che questo è quello che vedeva l’uomo prima della storia, e il pensiero dà le vertigini.

Poi penso alle variazioni climatiche, ai cambiamenti di fauna e flora, a come tutto allora era diverso, e lo smarrimento è ancora maggiore.

Succede gli ultimi giorni. Soddisfatta l’ansia di girare, finalmente ci abbandoniamo al riposo.

(Gli appunti precedenti qui e qui)

7 pensieri su “Bloc notes. Appunti di viaggio: in Grecia. 3

  1. Ciao, Carla, grazie! Postare questi appunti è un modo per tornare col pensiero all’estate!

    Buona sera anche a te!

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  2. “Viene da pensare che questo è quello che vedeva l’uomo prima della storia, e il pensiero dà le vertigini.”

    Credo che sia difficile non pensare, in certi luoghi, allo sguardo di chi ci ha preceduti; a me capita, e si va a cercare la ragione profonda di quel luogo invece che di un altro, lo spirito che vi aleggia e che sembra accompagnarci, in silenzio.

    Grazie, Giorgio

    Giovanni

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  3. Giovanni e Carla, grazie.

    Giovanni, sì, anche nei luoghi, la stratificazione delle storie, degli sguardi, è un pensiero in cui mi perdo…

    Carla, su luce e ombra: mi riferisco a un’esperienza fisica, a una luce che viene prima della distinzione luce-ombra: una luce in cui splende anche l’ombra…

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  4. forse a volte, semplicemente, guardiamo con gli occhi degli altri.
    momenti in cui i muri si sbriciolano e l’impressione che resta si può perdere, ma ti ha cambiato per sempre.

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  5. Grazie, Fabrizio, degli spunti e della compagnia in questo viaggio in Grecia, che si concluderà alla prossima puntata, domenica o lunedì.

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