Secondo consuntivo

deserto-2.jpgOgni tanto bisogna fare il punto. Perché siamo nomadi del tempo e dello spazio, e nel mondo virtuale è più chiara la consistenza effimera dei messaggi e dei silenzi, in cui si rivelano e nascondono paure e desideri, tensioni che non trovano sbocco e sollievi temporanei per un cenno d’intesa, un’idea finalmente condivisa. Sappiamo. Sappiamo che la parola scritta sullo schermo è una foglia che danza, prima di atterrare ed essere schiacciata: la guardiamo con gli occhi spalancati di bambini che non sanno scacciare le illusioni, anzi, se ne nutrono, ne fanno il cavallo o il cammello che avanza nel deserto di un’attesa ingenuamente ostinata.

E’ il deserto che ci unisce, la sua natura di vuoto, il richiamo delle sue mancanze, dell’assenza inevitabile, del nulla. L’horror vacui sorregge il ticchettio delle dita sui tasti del computer, ne sospinge la danza, al pari di quella delle foglie, delle nostre anime autunnali che attendono pazienti primavere di senso. Perché il senso esiste, e batte alle pareti del cervello, nereggia sullo schermo, si spreme come olio dall’oscuro frantoio della notte, concentrata nella stanza. In questa notte vi vedo: ognuno chiuso nel mantello di un sogno troppo grande per entrare nella carne della vita, o troppo angusto per tenerla eretta, e farne finalmente un luogo, seppure virtuale, d’incontro. Vi vedo: come vedevo i compagni di classe, o quelli del campo di pallone, con il filo di complicità sottile che ci univa tutti, allora sui banchi di scuola o tra i ciuffi d’erba rivoltati, ora nella macchia bianca dello schermo dell’Acer, sul tavolo che segna il confine tra le possibili intese e l’equivoco insito nell’essere umani, e non divini. Ma tutti invochiamo il dio dei sogni incorreggibili, della manna capace di colmare il vuoto del deserto, dove in sella ai cammelli lasciamo sulla sabbia una traccia della nostra ostinata, infantile ricerca. Mi fermo. Vi vedo. Lo schermo dell’Acer è il volto del fratello, della sorella che marcia accanto a me, mentre una mano invisibile spreme l’ultima speranza dall’oscuro frantoio della notte, nella stanza. Vi vedo. La foglia danza. Lo sguardo di bambino ne segue l’estremo, incerto movimento, il desiderio inconfessabile di trovare un punto, nello spazio e nel tempo, un’idea, un filo, una traccia che sopravviva al nulla che circonda i nostri passi, sulla sabbia.

16 pensieri su “Secondo consuntivo

  1. “Cio’ che abbellisce il deserto”, disse il piccolo principe, “e’ che nasconde un pozzo in qualche luogo…”

    forse non è importante lasciare un’orma,(nel deserto tutte saranno cancellate) ma cercare insieme l’acqua.

    "Mi piace"

  2. Grazie per la tua benigna scrittura.
    Solo un paio di settimane fa ho finito “I Sette pilastri della saggezza”: ottocento pagine di deserto al fianco del colonello T.E. Lawrence e della sua veloce e infaticabile cammella.
    Sulla sabbia, accanto alle “tracce della nostra infantile e ostinata ricerca”, macchie di sangue color castagna, perché “Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Coloro che di notte sognano nei polverosi ripostigli della loro mente, scoprono al proprio risveglio la vanità di quelle immagini; ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perchè forse recitano il loro sogno ad occhi aperti, per attuarlo.”
    La tua mi sembra una terza via.
    Parto per l’Uadi Rumm.

    "Mi piace"

  3. Bellissime parole, Auberon, soprattutto queste: “ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perchè forse recitano il loro sogno ad occhi aperti, per attuarlo”.
    Secondo me Fabrizio sogna in modo molto concreto. E mi piace anche l’idea di andare a cercar l’acqua insieme espressa da Elena.
    In ogni caso, sono felice di essere qui: sin dal primo istante mi sono sentita accolta con affetto, amata, circondata di persone in gamba. Non posso chiedere di più: sono stimoli preziosissimi alla creatività – letteraria e spirituale.

    Un bacio a Elena
    Un abbraccio a te, Auberon.
    E a Fabrizio: procediamo impavidi! 😉

    "Mi piace"

  4. Occorre un grande amore per cercare e saper trovare nello schermo dell’Acer il volto del fratello, quando non si ignora che esistono presenze che dietro agli specchi e alle nebbie elettroniche riescono a celarsi e a travestirsi ancor meglio che altrove. Le conosciamo e a volte ne accenniamo ma non ce ne facciamo paralizzare e proseguiamo: qui è la Rodi del nostro tempo e qui deve spiccare il suo salto chi preferisce il rischio di errori generosi a una magari troppo avara prudenza, che può giungere a farsi negazione di sé.
    In questo il discrimine (ma non vorrei diventare noioso per nessuno) sta nel non presumere di poter fare tutto da soli, e nel sapersi affidare.
    Un caro saluto,
    Roberto

    "Mi piace"

  5. Vi vedo nella piena delle vostre anime che si riversano in parole e come il sole mi danno luce e accecano. Vi vedo e la fatica del cammino mi sembra minore, vedo un’oasi e grido: “acqua!”

    Vi vedo attendermi in quel posto che c’è e non è solo un miraggio e vi vedo seguirmi, per chi come me si è attardato. Mi attendi fratello o sorella, compagno o amica e dalle tue mani vedo brillare acqua pura di sorgente.

    Beduini, nel deserto del vivere di ogni giorno, vi vedo, nomadi coperti di abiti polverosi che impediscono al nostro corpo di prendere aria. Aria per dar respiro alle nostre solitudini, aria e mostrarsi finalmente nudi per comprendere che non si è mai soli.

    Ti vedo, vi vedo con occhi rossi del sangue dei nostri silenzi, vi respiro attraverso il velo delle nostre diffidenze e vi trovo al di fuori del mondo e del tempo, pazzi di sentimenti, troppo spesso repressi, che nudi si mostrano in uno schermo.

    “Bisogna vivere, bisogna amare, bisogna credere” dice Tolstoj e come pioggia nel deserto far fiorire la vita.

    un abbraccio
    Stella

    "Mi piace"

  6. IL deserto può unire, certo. La folla no. La folla schiaccia, anonimizza, annienta.
    Ci vorrebbe, un po’ di deserto. E un’oasi poco frequentata.
    Tuttavia una foglia danza, ogni tanto. Danza…

    "Mi piace"

  7. Elena, Lucio, Auberon, Gaja, Francesco, Roberto, Paolo, Stella e Giovanni, grazie.
    la rete è anche questo: incontri. sta a noi farne il punto di contatto tra correnti vive, che aprono spiragli nonostante le mediazione elettronica, lo schermo. ha colpito anche me, che l’ho scritta, l’immagine della foglia che danza: potersi concentrare in istanti sospesi sul nulla, come se custodissero un segreto da contemplare insieme.

    "Mi piace"

  8. “…un punto, nello spazio e nel tempo, un’idea, un filo, una traccia che sopravviva al nulla che circonda i nostri passi, sulla sabbia.”

    il dono di sé e lo slancio, la fiducia, il voler esserci al meglio. non solo dunque il contributo misurabile – destinato sì, questo, a scomparire nella sabbia – ma l’energia viva di cui si nutrono le buone iniziative, e di cui restano pervasi i luoghi. motore invisibile di ogni comunità e civiltà, l’una che esiste grazie all’altro. lo si chiami poi come si vuole

    grazie, Fabrizio. ottima prosa e non soltanto.

    giovanni

    "Mi piace"

  9. Non sempre è facile trovare una traccia,un segno che sia e che si dia come fratellanza quando le dune sembrano insormontabili e il vero deserto te lo fanno gli altri ,le oasi solo un miraggio,restano mani graffiate a scavare tra la sabbia,caparbiamente,forse gli ultimi frammenti
    d’umanità.

    "Mi piace"

  10. nel deserto ciò che manca è anche il limite, il confine, il cerchio in cui sentirsi al sicuro perchè l’orizzonte cambia di continuo e gli spazi sono o sembrano illimitati, come la libertà nella vita, che è nostra e altrui, senza limiti e per questo così difficile da vivere e da offrire: saper essere limite, confine a se stessi, darsi una misura è forse più difficile che trovare il pozzo del piccolo principe, ma è questo ciò che si dice creare spazi di libertà

    grazie fabry

    ciao a tutti

    "Mi piace"

  11. padre, lei irradia fede, entusiasmo e passione. altro che acer, lei è un megaschermo cinematografico.

    peccato, a volte, essere cinici.

    saluti,

    rs

    "Mi piace"

  12. grazie di cuore anche a Giovanni, Jolanda, Vitaldust, Ruggero (smack!) e Giorgio.
    chissà che la notte di Ognissanti non aggiunga ulteriori elementi a questo consuntivo…

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.