Babsi Jones. Sappiano le mie parole di sangue. di Monica Viola

Lo sanno.
Ogni parola un coccio di vetro senza impugnatura, una squama di drago staccata a ogni parola.
Mi chiedo: la sua pelle di drago ricresce? O ogni pezzo staccato lascia una cicatrice inerme? E se è così, quanto è lungo il corpo di Babsi Jones, per avere una scorta così grande?
E poi: il sangue dove intinge il pennino non è, non mi pare, quello del suo braccio, no no. Mi pare quello del suo utero, come la mammana col ferro da calza. Quando lasci crescere Babsi? Forse si può sopravvivere a un fondale pastello senza rimettere di paura.
Chi lo vuole leggere questo romanzo? Nessuno, penso, può essere tanto folle da affrontare un libro così. E invece bisogna proprio leggerlo, con risolutezza, prenderlo come un viaggio nell’inconscio e nel rimosso, personale e collettivo.
Il mio passaporto di lettura: nel ’99 alla manifestazione contro la guerra di D’Alema al ponte di Castel Sant’Angelo a Roma c’ero. Io e altri 200, fotografi e giornalisti compresi. E questo libro non mi fa paura. Grande Babsi, tra vent’anni il tuo romanzo lo ameranno tutti, per ora dobbiamo rimuoverlo un altro po’.

25 pensieri su “Babsi Jones. Sappiano le mie parole di sangue. di Monica Viola

  1. “Sappiano le mie parole di sangue”, Babsi Jones: il libro dire che è pessimo è poco.
    Molto meglio, e più istruttivo, leggere uno dei tanti diari di Liala: soldi molto meglio ben spesi che non questa scrittura sfilacciata, impossibile, che porta al nulla assoluto.
    Diaristico?
    Magari, sarebbe già un risultato.
    Solamente degli appunti, per giunta scritti male, come dei post-it decapitati o amputati, e messi sotto il titolo “Sappiano le mie parole di sangue”. Non un diario ombelicale, nemmeno uno zibaldone della peggior fattura.
    Oramai però ho smesso di chiedermi perché mai si pubblicano simili immani panzane. La risposta la porta, la risposta la sa il vento…

    Però wow! Finalmente Liala si è reincarnata. E l’ha fatto con un nome di serpente piumato, Babsi Jones. Mon Dieu, non se ne può più di simili pubblicazioni tirate per le orecchie – rigorosamente d’asino -, con il naso lungo per giunta.
    E che dire degli impossibili quanto divertentissimi paragoni fra Babsi Jones e Virginia Woolf avanzati da Giuseppe Genna? Da rimanerci secchi: Babsi come la Woolf?! Ma dove siamo di casa? A Collegno?
    Per farla breve, una “cosetta” impubblicabile. Eppure “Sappiano le mie parole…” è stato pubblicato. E poi mi si viene a dire, con ostinazione perniciosa, che l’editoria non è malata.

    Davvero non c’è molto altro da dire, tranne che per arrivare alla fine del pastrocchio anti-leopardiano e anti-shakesperiano, mi sono dovuto fare violenza, una violenza fisica per riuscire a tenere gli occhi aperti e non slogarmi la mascella per via dei tanti sbadigli. Sono ancora devastato nel corpo e nell’anima.

    Leggete Liala, soldi molto meglio ben spesi.

    Fonte: http://biogiannozzi.splinder.com/post/14447534/Babsi+Jones%2C+troppe+parole+per#14447534

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  2. Iannozzi, una domanda. Se non ti piaceva la scrittura di Babsi Jones – ho letto in qualche commento che hai lasciato sulla rete che non ti piaceva assolutamente il suo blog – perchè hai comprato il libro?

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  3. Io penso che per farsi un ragionamento autentico occorra anche conoscere ciò che non piace. Almeno per non dire di essere prevenuti e basta.

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  4. Però:

    “Il mio passaporto di lettura: nel ’99 alla manifestazione contro la guerra di D’Alema al ponte di Castel Sant’Angelo a Roma c’ero.”

    Se fosse un vero romanzo non dovrebbe essere necessaria una premessa del genere. Così fa pensare a una lapide.

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  5. Francesco, il testo era

    “Sappiano le mie parole di sangue”. Lo sanno.

    Ma poi è stato usato come titolo e quindi non ripetuto nel testo da Marino, perdendo il senso del riferimento diretto, mi dispiace 🙂

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  6. Valter, il “passaporto di lettura” è riferito alla condivisione emotiva sui contenuti, valore aggiunto di una lettura appagante per la potenza disarmante della sua prosa.

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  7. “Almeno per non dire di essere prevenuti e basta.”

    Che però è precisamente l’impressione che mi fanno sempre gli interventi di questo Iannozzi. Che infatti del libro di Babsi Jones non dice niente (improperi a parte, e un paragone con Liala che non sta né in cielo né in terra). A me, che il libro l’ho letto, mi da proprio l’idea di uno che ne parli senza averlo nemmeno aperto. Poi forse sono malizioso io, chissà.

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  8. Non ho letto Liala. Sì il libro di Babsi Jones. Mi è piaciuto, anche per la “condivisione emotiva dei sentimenti”. Per la memoria della solitudine dei pochi che scesero in piazza mentre in tanti se ne stavano a casa, lasciando le bandiere arrotolate in attesa di un governo nemico, di guerre meno umanitarie.

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  9. @ ALESSANDRA

    L’ho letto e tanto fa.
    Ma non l’ho comprato.

    @ CONTE

    Gli unici improperi che ho letto io sono i deliri di chi pensa che Babsi Jones reincarnazione di Virginia Woolf. E io sono Caio Giulio Cesare reincarnato in Giuseppe Iannozzi.

    E per essere onesti: magari Babsi sapesse scrivere almeno come Liala. Magari. La sua scrittura è talmente sfilacciata che è meno di un diario. Appunti? Nemmeno. Pensieri alla deriva – quando comprensibili – di e su Babsi Jones.

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  10. Impara a scrivere senza ambiguità. Anche se sospetto che le ambiguità siano volute, perché ti permettono di restare sul vago. L’hai letto ma non l’hai comprato, dici. Comodo pretesto per non fare riferimenti chiari al contenuto, di cui non sai niente, è chiaro. L’hai letto in piedi in libreria? Quindi hai letto superficialmente un libro molto denso e complesso. L’hai letto perché qualcuno te l’ha prestato? Allora significa che per un po’ di tempo lo hai avuto a disposizione. Allora quando lo hai “recensito” come mai non hai fatto un esempio che fosse uno, non hai citato un solo virgolettato, non hai detto nulla su cosa c’è scritto dentro? E’ chiaro: perché non lo hai mai nemmeno aperto, quel libro. Mi fanno sapere che non è certo la prima volta che stronchi un libro perché ti è antipatico l’autore o qualche amico dell’autore. Mi dicono che è una cosa nota a tutti e non c’è nemmeno da perdere tempo. E quindi la chiudo qui, ribadendo l’epiteto usato sopra: patetico. Sei patetico.

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  11. @ ALDO

    Se hai problemi, ti ricordo che c’è l’olio lubrificante Durex. Serve anche per i tuoi problemi di stitichezza, lo applichi, e vedi che gli strunzi vengono che è una bellezza.

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  12. Mi pare che il commento di Omniaficta, e la recensione linkata, vengano a proposito. Tutte le guerre lasciano uno strascico di odio. E l’odio prepara altre guerre. Se non si spezza la spirale si cade nella faida.

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