Personaggi precari

di Vanni Santoni

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Enio

Enio realizza piccole terrificanti sculture lignee, ispirandosi ai feticci voodoo, all’espressionismo tedesco e alle tsansa amazzoniche, dopodiché le piazza con cura in giro per i boschi.

Thankand

Thankand è un cavaliere scelto dell’orda di Tamerlano. I suoi occhi sono quelli di una fiera, scuri e selvaggi. Guerriero provetto, tuttavia non ama la guerra: preferisce cavalcare libero nella steppa e ignorare il destino degli uomini.

Artemio

– Buongiorno!
– Salve.
[…]
– Vogliamo fare uno shampoo, prima?
– Si.
– Chiara, fai uno shampoo a questo ragazzo!
[…]
– Antiforfora, per favore.
– Ok. Metto anche il balsamo?
– No.
[…]
– Bene, allora, che facciamo?
– Voglio i capelli di Himmler.
[estrae la foto]

Felipe

Felipe ha diciannove anni, la sua è una famiglia normale della media borghesia catalana. E’ un ragazzo moro e magro, senza particolari virtù e tormentato da una irrazionale malinconia. Passa intere giornate a disegnare, pur essendo privo di talento. Qualche volta si fa piccoli tagli sulle braccia, così, giusto per vedere il sangue uscire.

Fausto

Fausto ha compiuto da poco quarant’anni; benchè sia nato a Bologna, si sente più americano che italiano. Sua madre si trasferì a New York quando lui aveva tre anni, e Fausto non è mai uscito dalla città negli ultimi trentasette. Fausto è un pompiere, ha una moglie malata che non gli ha mai dato figli, ed ama la commedia romantica anni ’50. Tra pochi giorni il trovarsi ad essere testimone di un fatto di sangue cambierà la sua vita, catapultandolo in un mondo di pericolosi intrighi internazionali.

Maria

Maria è una ragazza bulgara di ventiquattro anni. E’ alta un metro e settantasei, ed ha capelli lunghi biondi con meches color cenere. Ha lavorato per tre anni a Mosca come cameriera prima di trasferirsi a Berlino, dove sogna di aprire un negozio di bigiotteria. Nel frattempo si mantiene facendo la cuoca in un ristorante pachistano. Pochi sanno che è cintura nera di karate, e che una volta, da piccola, uccise un gattino con una bastonata.

Galatea

Galatea è una ragazza normale. E’ alta un metro e sessantatre, mora, occhi castani. Nè bella nè brutta. Nè brillante nè sciocca. Nè buona nè cattiva. Le piacciono Battiato, Carmen Consoli, i libri di Milan Kundera, gli accessori Hello Kitty, il découpage. E’iscritta a fisioterapia e gioca a pallavolo.
Suo padre, uno dei più grandi letterati della sua epoca, non sa rassegnarsi alla normalità placida di Galatea, ed è arrivato a sospettare che non sia figlia sua.

Giuseppe

Sessant’anni, mocassino liso a pelle, un nasino piccolo così e due occhietti di mercurio, Giuseppe non si perde un solo viaggio organizzato e attacca bottone con chiunque. Sua moglie, più che una donna una spilla, lo segue ovunque e ride sguaiata a ogni suo motteggiare.

Antonio

Di tutti gli imprenditori ben pasciuti che scorrazzano per la cittá due mostriciattoli biondi e una carcassa di moglie con un SUV lustro e nero, Antonio é di gran lunga quello col peggior taglio di capelli.

Fabiano

Quando gli presentano un biglietto da visita con un “dott.” chiede sempre la facoltá e se si parla di vecchio o nuovo ordinamento.

Melchiorre

A sedici anni Melchiorre cambiò nome in Marco. La fine di un incubo! Ora che a trentuno sta iniziando ad essere piuttosto conosciuto come fotografo di moda, Melchiorre ha riesumato il suo vero nome.

Laudano

Mentre mangiava una pannocchia sotto il sole, Laudano capì tutto: da lì, un pomeriggio di riso isterico, poi, solo disperazione.

Michele

Michele è quel ragazzo altissimo che cammina scuro in volto lungo la Chiantigiana. Il suono di un sms nella tasca per un attimo pare quasi scaldarlo, almeno finchè non legge “TIM informa…”.

Charles

Charles Pizzi è il portiere di riserva di una squadra minore di un vecchio videogioco di calcio; nessuno si ricorda più di lui.

Morgana

Capelli lisci, corpo di nervi
Morgana scivola la vita urtando tutti i bordi.

Luisa

Luisa litiga rumorosamente al telefono per una squallida storia di soldi in cui ha pure torto. Ci piange, pure.

Agata

Agata odia essere dimenticata. Sfortunatamente per lei dimenticarla è facilissimo, e per questo capita di vederla ridursi ai più patetici escamotage, come mandare singolarmente a dozzine di persone diverse la stessa pietosa mail in cui “racconta cosa sta facendo questa pazza, pazza Agata”.

Cadmio

Calcisticamente parlando, Cadmio Siroli è tonico, guizzante, inesauribile, impreciso, utile se ben supportato, nervoso, incompatibile con Paolo Garellaro.

Daria

A ventidue anni, guardando stancamente un episodio di Tom&Jerry in cui ogni sorta di oggetto metallico e pesante finisce per schiacciare il gatto, Daria realizza che non l’ha mai vista, un’incudine dal vero.

Pietro

Vittima dell’ecatombe dirigenziale degli anni ottanta, Pietro continua ormai da diciassette anni a prendere il treno delle otto al mattino e quello delle sette alla sera, fingendo con tutti di essere ancora al suo posto. Di solito si nasconde in chiesa o in sala giochi.

Alessandro

Tutto il giorno, tutti i giorni, Alessandro riflette su quanto sarebbe stato meglio non trovare quel corpo sulla spiaggia.

Bea

La Bea era già una figura materna a tre anni.

Chiara

Ogni sera, a meno che non sia troppo stanca, Chiara mente con perizia al proprio diario.

Volturno

Volturno ha le piume. Tre (una parecchio più piccina), confuse tra i peli d’un braccio.

Simona

I generi di nascita sono quattro: dall’uovo, dalla matrice, dal prodigio, dal caldo&umido. Eppure Simona pare sorta dal secco, dal guscio, dal sonno di mattina, dalla carta.

Renzo

Renzo è capace – l’ha fatto poche ore fa – di perdere di tasca (all’imbarco in aeroporto!) un foglietto con scritto – la calligrafia è quella di un bimbo o una bimba sui sei anni – “BABBO TI VOGLIO BENE”, accorgersene, e non raccoglierlo.

Giulietta

Ogni sera, un tuono di sonno la schianta.

Fulvio

“Se anche solo una delle persone che conosco potesse leggermi nel pensiero, sarei finito”, pensa Fulvio passeggiando per i lungarni una sera.

Gessica

“Mi chiamo Gessica, ho venticinque anni, sono laureata in geologia. Nella vita mi piacerebbe fare qualcosa di significativo.”

Viola

Non riconoscerebbe l’amore neanche se la prendesse a calci in faccia.

Leoluca

Per essere felice gli sarebbe bastato nascere in una qualunque di quelle epoche in cui il tuo villaggio era il mondo, il tuo lavoro quello di tuo padre, e quando avevi un dubbio al massimo andavi da un vecchio, o dal prete.

Giulio

Giulio non si imbarca in relazioni improvvisate o casuali. Ogni sua compagna è ponderata, amata, scelta. E ognuna, sempre, scelta malissimo.

Lalla

Lalla canta e balla.
La parte seria della sua vita è un susseguirsi di pietosi stratagemmi.

Gianni

Dà alla gente soprannomi di uccelli. Pispola, Beccafico, Frosone, Capinera. La gente non gradisce.

Lia

Lia sogna uomini in bicicletta, vestiti con cappe scure, che vogliono portarla via.

Vanni Santoni è nato a Montevarchi (AR). Laureato in Scienze Politiche, vive e lavora a Firenze come giornalista e autore radiofonico. Ha cominciato l’attività letteraria nel 2004 sulle pagine della rivista “Mostro”. Il suo primo romanzo, “Vassilj e la morte” ha vinto l’edizione 2005 del concorso “Fuoriclasse” della ed. Vallecchi, dedicato agli autori emergenti. Il suo libro “Personaggi Precari” ha vinto il Gran Premio Scrittomisto 2006 della ed. RGB-Media per il miglior testo nato in rete e verrá tradotto negli Stati Uniti dal poeta Linh Dinh per Fascicle.
Ha pubblicato racconti su Mostro, Terranullius, La Repubblica, Scheletri e sull´antologia “Via agra” della Perrone Editore.
E´ideatore e fondatore di SIC – Scrittura Industriale Collettiva.

8 pensieri su “Personaggi precari

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