Area protetta

di Paola Villa
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Almeno 180 grammi, il peso di un vinile puro: la dimensione di una musica scandita da tempi precisi e da gesti misurati che restituivano, insieme all’ansia dell’attesa, il senso e il valore dell’ascolto.
Una musica che , putroppo, nel corso degli anni, è andata progressivamente deteriorandosi perdendo fisicità e spazio: sia nel senso di ingombro (dalle vecchie copertine-opere d’arte, ai piccoli pieghevoli nei Cd per arrivare infine all’astratta codificazione numerica dell’mp3), sia (e soprattutto) in termini di peso specifico, sviluppando, infine, una sorta di anoressia musicale cui gran parte delle radio non ha tardato a conformarsi; i brani devono essere di pochi minuti, i “classiconi” vengono tagliati e i solo strumentali banditi o relegati a piccole emittenti di nicchia in orari impossibili.

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10 pensieri su “Area protetta

  1. Conoscere Sergio Mancinelli di persona significa riconciliarsi con il mondo dello spettacolo proprio perchè, nonostante la lunga carriera ed i grandi meriti che ha avuto, fin dal primo momento ti mette a tuo agio e si dimostra una persona “vera”.
    Forse è proprio per questo che il nuovo direttore “artistico” (che cosa avrà poi di artistico “quel” direttore, mah!!)ha ritenuto che uno così non potesse continuare in un mondo fatto di persone finte più impegnate ad ammirarsi allo specchio che ad ascoltare gli altri.

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  2. Credo che in Italia molti non sappiano chi è Joe Bonamassa o chi siano i Gov’t Mule e quei pochi li conoscono soprattutto grazie ad Area Protetta, un peccato perdere l’occasione di far scoprire artisti sconosciuti ai più e continuare a dare informazione musicale valida…..ma oramai gira così!!Comunque brava, ottimo articolo e se al posto di un’Area Protetta ci sarà una Zona a Rischio Estinzione ci mobiliteremo anche per quella, chiamatemi, io ci sono!

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  3. Ho amato molto Area Protetta che seguivo quasi ogni sera da anni. Da quando non c’è più non ascolto nemmeno più Radio Capital. Ho letto che ritornerà su Lifegate: ottimo! Ci sarò. Ho scoperto tanta buona musica grazie al “mitico” Sergio Mancinelli! Ben tornato.

    Un caro saluto

    Luca Ariano

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  4. Brava Paola,
    complimenti soprattutto per il concetto di tras-missione che ben identifica quello che il grande Sergio ha realizzato in questi ultimi anni.

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  5. Sergio sà trattare la musica (quella che si possa chiamar tale!!!!) come forma di cultura, ed in una società che tende ad appiattire tutto, non c’è da stupirci se tentano di spegnere il suo microfono; ma le persone continuano ed avrà comunque un posto per trasmettere!
    Grande Sergio!!
    giordano

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  6. Paola,
    intanto i miei complimenti per la bella penna che sei, fluida, essenziale, pungente ed elegante.
    Non mi cimento in alcun commento in quanto scadrei nell’ovvio o nel gia’ detto.
    Inutile dire quindi che la tua e’ una fedelissima istantanea della situazione: i colori, le luci, il contrasto, sono quelli di chi oltre ad avere ben “scattato” la foto, ha anche partecipato e contribuito a comporre questa bella inquadratura.
    La storia che hai raccontato e che ho avuto il privilegio di vivere in prima persona va ben oltre la musica, oltre la radio, oltre le scelte commerciali di poco illuminati bipedi; e’ la storia di Sergio Mancinelli e di altri uomini, che hanno combattuto un sopruso e realizzato un sogno.
    Tutto qui.
    Oggi, con orgoglio dico: “io c’ero!”.
    Un saluto.
    Chris Scorsone

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  7. Sergio Mancinelli era una voce amica, da ascoltare la sera, dopo un’intera giornata di lavoro. A casa, nel piccolo spazio che Area Protetta mi consentiva di ritagliarmi, lontano da tutto, lontano dalla famiglia e le sue tante responsabilità, lontano dal lavoro. Lontano: grazie a quella voce piena di talento e passione, per un paio d’ore c’eravamo solo io e la musica che tanto amo, come fossi tornato ragazzo.
    Quando tutto questo, inspiegabilmente, ha avuto fine, ho provato rabbia, delusione, amarezza. Ma poi ho scoperto un mondo, oltre la piccola oasi nella quale trovavo rifugio, che non avrei mai pensato potesse esistere. Un mondo composto da tante piccole oasi come la mia, che si sono unite, hanno lottato, hanno fatto sentire la propria voce: la Community di Area Protetta. E quella voce che la sera mi faceva compagnia alla radio, ha pian piano assunto un volto, un’anima, un’interezza. Ho conosciuto Sergio: e non potevi farne ritratto più fedele al vero, Paola. Come ho avuto modo di approfondire di persona, in tutta questa assurda vicenda lui ha sempre dimostrato grande umanità, umiltà e professionalità. E’ una persona da ammirare. Per l’amore e la dedizione con cui fa il suo lavoro e che l’ha spinto a cercare un contatto con noi ascoltatori (un legame che si è trasformato per alcuni in sincera amicizia) anche dopo che gli hanno tappato la bocca, senza altro fine se non quello di trasmettere della buona musica e coltivare questa grande passione. E non se ne trovano in giro, di professionisti come lui. Io, quella voce, posso dire con orgoglio di averla conosciuta. E so che presto tornerà a farsi sentire nelle nostre case, in altre, tante, piccole oasi.
    Mi perdonerai se ti “rubo” la chiosa, Paola, ma consentimi di dirlo forte: lunga vita a Area Protetta e Sergio Mancinelli!!
    Antonio D.S.

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  8. Anch’io ho avuto la fortuna e l’onore di ospitare Sergio in casa mia per una puntata di Area Protetta in Tour, primo e finora unico per quanto ne so esempio di radio “che entra nelle case” anche fisicamente, e mi unisco a chi ha scritto prima di me. Esperienza unica e coinvolgente quella di Area Protetta, in tutte le sue forme, radiofonica, scritta, via internet, di persona con Sergio e con i tanti ascoltatori che si vedono e si sentono tra loro perchè ormai sono amici e non entità astratte o numeri per l’auditel. Alla faccia di chi ci vuole male si diceva una volta, io parafraso dicendo alla faccia di chi vuole male alla buona musica.
    Chiudo dicendo che tutto ciò mi fa venire in mente almeno due canzoni: Ruggeri diceva “come stanno trattando male il rock’n’roll” e Finardi “Amo la radio perchè arriva dalla gente
    entra nelle case
    e ci parla direttamente”, parole sante come tutto il testo della canzone.
    Grazie Paola

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