METAFISICA DEI NANI DA GIARDINO

RACCOLTA DALLA VIVA VOCE DI MAMMOLO DA VALTER BINAGHI

nano da giardino

Dal basso della nostra esperienza, e da una riflessione che non supera in altezza quella di una felce maschio, tre passi distinguiamo nel cammino delle cose umane.
L’indistinto, l’irriducibile, il comprensivo.
Continua a leggere

Mario Luzi

fiamma.jpg

Continuità

Forse quanto è possibile è accaduto,
ma da te si rigenera l’attesa,
la piena d’avvenire trattenuta
dal cielo fino all’ultima preghiera
mentre,sempre immaturo, con perenne
vicenda si ricrea dalle sue ceneri
il domani e ogni giorno precipita deluso
come musica stanca di sgorgare
musica rifluisce alla sorgente. Continua a leggere

Poesia “Buon anno”, buon sempre

Io vivrò sempre uguale.
Sarà un mio vanto, azzimato, azzurrato,
come la sigaretta di un signore.
Vivrò d’amore e di lacrime.
Sarò la persona straordinariamente
giovane, che sorprende gli antichi compagni
di liceo un giorno sul treno,
nel variare dei casi: “Ma tu…
ma tu non sei…?”. Sì, lo sono.
“Non sei cambiata per niente!”. Continua a leggere

La costruzione del freddo, di Lucetta Frisa

frisa.jpg

di Marco Ercolani

Questo poemetto nasce da una molteplice riflessione sulla grande metafora del freddo: il freddo come costruzione di un clima artificiale, di un mondo umano disumanizzato, dominato dal tutto-visibile e dal tutto-detto, dove trionfa l’omologia, la sterilità, la superficie: e, d’altra parte, il Freddo invernale e sensoriale, a sua volta metafora dell’inevitabile fine della vita terrena, exitus biologico a cui dovrebbe seguire un adeguamento psicologico e morale alla morte, come testimonia l’invocazione finale ”Vieni, Freddo” (Epilogo). Continua a leggere

Terza Lezione

Nella seconda lezione abbiamo esaminato la tecnica della narrazione in prima persona singolare usata attraverso un narratore che si identifica ai lettori in quanto protagonista della storia narrata. L’io narrante quindi parla di ciò che lui ha vissuto in quanto personaggio centrale della storia.

Ma esiste un’altro modo di narrare in prima persona singolare, quando l’io narrante non parla di se stesso, dove l’io narrante non è il protagonista principale della storia, dove addirittura l’io narrante svanisce alla presenza del o dei personaggi che si accinge a descrivere, dove la storia narrata ha l’io narrante in veste sopratutto di testimone di ciò che ha visto, sentito o gli è stato riferito.

Continua a leggere

Canti emiliani dei morti di Giuseppe Caliceti

L’idea sottostante a Canti emiliani dei morti è raccontare un lungo pezzo della vita del suo autore, dall’infanzia – Giuseppe Caliceti nasce nel 1964 – fino al 2000, anno della morte di suo padre. Il libro è strutturato in quattro canti ed è scritto in forma di poesia narrativa. Continua a leggere

The great pretender – di Lisa Sammarco

james-abbe-rudolph-valentino-e-natasha-rambova.jpg
“Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.”*

E va da sé che anche tutto quel che scrivo
è negazione e affermazione, è tempo che si elide
vita acquea che evapora nei versi, io parlo, azzanno l’aria Continua a leggere

La Parola Lontana

Chi cerca non trova, chi
non cerca viene trovato.
Franz Kafka

Non l’amata che è lontana,
ma la lontananza è amata.
Karl Kraus

La PAROLA LONTANA.

Nell’indagine fisiognomica il dettaglio minimo e fratto conta tanto quanto la regola generale ed astratta nella tradizione scientifica aristotelica. Continua a leggere