Prospettive. di Nicola Tassoni

assaggio 1
Notte di Maggio

L’inverno è passato senza lasciare altri segni. Bologna si è svegliata dal torpore di un inverno freddo e disordinato. Appena il primo sole ha cominciato a baciarla sul collo (o sui colli) si è emozionata. Ai balconi sono apparsi i primi vasi di gerani e nei giardini i bambini hanno cominciatoa correre dietro ai palloni evitando, per quanto possibile, le cacche dei cani. Le ragazze sono passate direttamente dalle giacche imbottite, alle canottiere e alle mini senza calze, mettendo in mostra la maggior parte dei centimetri di pelle possibile. Sotto le magliette si vedono girare capezzoli dritti, quando uno sbuffo di vento ancora freddo le colpisce, oppure quando sono costrette a camminare all’ombra, perchè qui al contrario dell’America i palazzi sono ancora fatti di mattoni rossi e non di vetro.
Dentro a tutto questo io e Silvia ci siamo ancora, dentro alla nostra storia, alle giornate piovose di Aprile, immobili come le lucertole fuori dal buco, con le Domeniche ecologiche in bicicletta che un po’ mi fanno tenerezza nella loro quasi inutilità.
Siamo qui appesi al tempo che ci sfiora, con tutte le nostre emozioni raccolte e ben ordinate in testa, con i nostri momenti, le nostre assenze e tutti i dubbi possibili. C’è anche tutto il contorno, di gente, di luoghi, di situazioni, ci sono le strade, le stanze, le piazze di questa città che ci abbraccia e alla quale in qualche modo assomigliamo. E ancora c’è la pancia di Camilla che cresce, la frenesia di mia madre e mio fratello, ci sono i campi da calcio dove io
e Max continuiamo a fare le nostre belle figure barbine,c’è Giulia alle prese con la dieta e la palestra, perchè l’estate è dietro l’angolo anche se mancano ancora due mesi e l’estate ci vuole in forma, fisicamente corretti, possibilmente già abbronzati e belli.
Poi, ci sono Laura e Simona, Sandro, la zia Norma, il mio e il suo lavoro e in più dentro a tutto questo si è aggiunta Martina, che ogni tanto mi aspetta fuori dall’ufficio e insieme andiamo a berci un caffè in un piccolo bar del centro.

Assaggio 2

Sotto le stelle del Messico a rimirar Silvia ha prenotato in un agriturismo sulle prime colline fuori Bologna, nella speranza di trovare aria fresca, di mangiare bene e in modo genuino. Ci siamo dati appuntamento al Bar dello sconvoltoper un aperitivo alla frutta senz’alcool e già non abbiamo cominciato benissimo. Poi sulle due ruote dello scooter siamo scappati dalla città infuocata, come gli eroi di un film di fantascienza scappano da un pianeta maledetto. Non ho contato i rossi che abbiamo preso o i limiti che abbiamo superato, volevamo solo evadere al più presto dai muri soffocanti del centro e sparire, per quanto possibile, nel tramonto arancione e lontano.
Fuori città guido piano, con una mano sul gas e l’altra su una coscia di Silvia. Lei accetta il gesto e si stringe a me per contraccambiare. L’aria è leggermente più fresca, scivola sul parabrezza, pulisce i pensieri e crea un vortice che ci colpisce alla schiena.
Giulia è uscita con Sandra, ne avranno di cose da raccontarsi. Le ho dato le mie chiavi di casa, semmai dovesse tornare tardi e le ho detto di non aspettarmi sveglia. So che nei discorsi che stasera farò con Silvia almeno per un po’ sarà presente, poi, spero di riuscirla a nascondere per un attimo, anche se non sarà facile, dietro ad altre ragioni per concedermi quasi completamente alla persona che adesso è seduta sul retro della sella e mi indica dove devo girare.
Il posto è carino, si mangia bene, il vino è fresco e gradevole e Silvia interpreta il ruolo della compagna di viaggio in maniera esemplare. Non ho ancora capito se nella nostra storia noi siamo i primi attori o le comparse, comunque so che non vinceremo mai l’oscar, nemmeno per la sceneggiatura, ma questo non ha nessuna importanza.
«Quando ho chiamato al tuo cellulare e ha risposto Giulia, mi sono presentata e ho avuto l’impressione che nella sua voce ci fosse un po’ d’imbarazzo».
«Tu nella sua situazione saresti imbarazzata?».
«Non ho capito la sua situazione, la tua si però e se anche lei come te aspetta solo che l’altro faccia una mossa per riprendersi quello che crede gli appartenga di diritto, forse sarei un minimo imbarazzata. Però io la mossa la farei, non aspetterei che sia l’altro a farlo…».
«Tu pensi che ci manchi solo il coraggio di tornare indietro?».
«Se fosse così semplice sareste stupidi».
«…non lo so Silvia, io forse sono solo troppo pigro, sono in una situazione di comodo e mi piace, tu mi piaci e non è una cosa di poco conto…».
«… non tirarmi dentro…».
«Ci sei dentro, colpevole o innocente non ha importanza, ma ci sei e ci stai anche benino, o sbaglio?».
Ride. Beve un sorso di vino. Arriva la cameriera e tutto rimane sospeso. Poi riprende: «Ci sto bene, non benino e anche tu mi piaci, ma non sono io il vostro problema, siete voi…».
«… mi succede una cosa strana, mi sto eccitando e non capisco se è per colpa tua, di Giulia o della cameriera…».
Ride ancora, forse ha bevuto un po’ troppo, oppure è il caldo… «Va bene la chiudo qui. Ma sai cosa fai stasera? Vai a casa e fai tutto da solo?».
«Potrei chiedere a Giulia…».
«… è un rischio che non vuoi correre».
Purtroppo è vero. Chiamo la cameriera.
«Due caffè e… a che ora finisce di lavorare?».
La ragazza mi guarda perplessa, Silvia la toglie subito dall’imbarazzo: «Lasci stare è un cretino. Ci porti anche il conto per favore, paga lui».
«Toccata. Uno a zero per me».
Pago volentieri, certe soddisfazioni non hanno prezzo, soprattutto se consideriamo il fatto che, oltre al conto, c’è un bigliettino con il numero di cellulare della tipa.
Due a zero e palla al centro, adesso mi aspetto contro mosse vendicative. Siamo di nuovo sulla strada. La notte è appena iniziata.
Il rumore del quattro tempi presa diretta rompe il silenzio, mentre un riccio tenta di attraversare: la luce lo abbaglia, ma lui annusa l’aria e scompare. Non penso che arriveremo nel letto di Silvia, sarebbe quasi un delitto rinchiudere una notte così dentro le pareti afose di una stanza.
Scambierei volentieri la musica di un cd con il canto dei grilli, la luce soffusa di una lampada con l’intermittenza di una lucciola, il profumo di un deodorante ambientale con l’odore dell’erba appena tagliata. Bologna è ancora lontana, distesa sotto di noi quasi immobile, bella, le sue luci si perdono nella pianura, la sua
voce è un respiro e lo stiamo ascoltando. Ci sediamo in un prato in leggera discesa, lo scooter è un’ombra dietro ad un albero, il cielo è una mappa, le stelle un sentiero, le labbra di Silvia sanno ancora di semifreddo ai frutti di bosco e il grande carro sembra stia scivolando verso altri orizzonti o forse è la costellazione della vergine, che scappa da toro, ariete e sagittario per rimanere illibata? Ma allora di chi sono figli i gemelli? Mentre mi faccio questi viaggi interplanetari, non so perchè mi torna in mente una vecchia canzone che a un certo punto dice …sotto le stelle del Messico a rimirar, più di quelle parole non ricordo ma non importa, passa l’attimo e la luna si affaccia sorridendo.
Mi ritrovo ad essere sdraiato di schiena e sento il corpo di Silvia sul mio, il suo viso e i suoi capelli mi coprono. Se questa è la sensazione che provoca un eclissi lunare… vorrei eclissarmi più spesso… Il resto della serata è la nostra intimità, ma qui… non posso che fermarmi.
D’accordo: non siamo in Messico… ma non si dice nemmeno rimirar.

Per gentile concessione dell’Editore Eumeswil, due estratti tratti da Prospettive ( Quasi una storia d’amore ) di Nicola Tassoni.

2 pensieri su “Prospettive. di Nicola Tassoni

  1. Nicola Tassoni sa scrivere veramente. Leggere Tassoni è entrare a contatto con l’anima dell’uomo e dell’intorno che vive e soffre intorno ad esso. Molti passaggi sono ricchi di poesia, una poesia minimalista di alta classe. Per certi versi, la scrittura di Tassoni, personalmente, mi ricorda quella di Vasco Pratolini.

    Mi piace

  2. Mi viene la voglia irrefrenabile di leggerlo. Grazie, mi hai pur dato qualcosa in questa triste sera.
    Se vuoi, commenta il mio blog, aperto oggi e chiuso chissà…
    🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.