14 pensieri su “Il grido

  1. la morte violenta procurata da chi dice” tu non hai diritto alla vita” è uno scempio all’umanità. mi unisco al cordoglio per una vita infranta, la vita di una donna coraggiosa, che vedrà altre vite spezzate se non si darà voce alla speranza e alla pace.

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  2. il fatto che un’altra donna muoia ammazzata in questo modo – non dimentichiamo che era donna di potere, quindi una donna quasi uomo; da questo punto di vista non è un’altra Politoskaia – una donna tuttavia “contro” il potere oggi egemone in Pakistan, denucia l’impudicizia e la certezza d’impunità dei potenti, che ormai possono uccidere alla luce del sole senza scomodare CIA, Sifar, ecc.

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  3. Il mondo nuovo stava già nascendo, è che le forze fanatiche distruttive del male allungano le mani, fanno scempio di vite, ma per affermare sé, in lotta, la banalità del male che va avanti. Ascoltiamo le sue ultime interviste, ci sono pagine sul rapporto coi figli da intenerire un sasso.
    Maria Pia Q.

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  4. Un’eroina che si è sempre battuta per i Diritti civili e politici del proprio Paese e per le realtà analoghe ad esse. Grida di rabbia certamente, un’anima operante non puàò più fare udire la propria voce reale, ma quella per cui si è battuto sì; poichè tutto rimane come prima, ma tutto dovrà procedere per la vera realizzazione del rapporto di pace, In alcuni luoghi la donna viene identificata a volte come persona non idonea a realtà inerente la Comunità in cui vive, è sbagliato, come è stato altrettanto vile portarla alla fine della vita terrena, come un quadrupede di medie dimensioni che perde il suo rapporto con la vitalità a causa di un “incidente” non ben identificato.
    Uccidere per rendere vendetta, non significa giustizia.
    Un’eroina con la saggezza alla portata di mano, sulla sua mano, cercando di renderla visibile a tutti.
    Sopprimere chi si adopera per la migliore convivenza prima della sua Gente e poi degli altri, al di là del sesso, più o meno usuale in quel mondo di realtà politica in un angolo di mondo è sempre “inciviltà” da non paragonare nè alla politica e neppure agli usi del luogo in virtù di caste che a volte si identificano in gruppi etnici e non che desiderano soltanto primeggiare perchè non si sentono: alla pari degli altri…
    E questo non è politica soltanto carenze della propria immagine personale che non c’entra nulla con quella degli altri ritenuta più o meno: operativa od importante in fattore di civiltà!
    Condoglianze alla Famiglia dell’Eroina, la Signora Benazir.
    http://www.mamm-mariag.it

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  5. Grazie “alleanza dei volonterosi”, per aver mollato la frontiera tra afghanistan e pakistan dove sicuramente ci sono basi di Al Kaeda, e di essersi inventati la guerra in iraq, il pantano dei prossimi dieci anni, un pantano petrolifero.
    L’insipienza è già un crimine, almeno in politica.

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  6. Perdonatemi, ma a certe cose sono sensibile:
    Signora Maria Grazia Mammì, Scrittrice Ed Ed, il suo commento sarebbe stato perfetto senza il link finale d’autopromozione.

    Ghega

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  7. Tentando di estrapolare dal contesto. E’ quando muore una donna che fa più male. Perchè una donna porta la vita, dentro, con se, stampata nel suo DNA, in quello che fa. Non è solo vile uccidere una donna, di più, è l’atto supremo di ingiuria alla vita, a se stessi. Quali che siano i motivi che hanno spinto il suicida di turno ad entrare nella storia, duole che da oggi, l’assenza di una donna cosi, una donna in più, non possa portare un raggio di luce, la dove regnano le tenebre, dell’integralismo, del fanatismo. Sono addolorato.

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  8. grazie, amici.
    sono addolorato anch’io, come scrive Clet.
    unico conforto: quello che resta, resta al di là degli assassini.

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  9. Buon giorno, Fabrizio.E’ stata una piacevole scoperta per me trovarti qui perchè conosco da tempo” La poesia e lo spirito” ma non sapevo che ne facessi parte. Ho avuto modo di apprezzarti come amico di Sante Bernardi, suo grande e insostituibile amico per tutto ciò che fai.Visito spesso il suo blog e ho mandato alcuni”commenti”.So che purtroppo,in questi giorni, sono subentrate nuove difficoltà,mi dispiace davvero tanto.
    E come non dispiacersi e non sentirsi impoveriti per la morte violenta di B. Bhutto? Si ha sempre paura delle persone scomode, di chi ci costringe a metterci in discussione, di chi si impegna per rendere il proprio paese più democratico, più libero. Se poi a portare avanti con determinazione questo progetto, in un paese come il Pakistan, è una donna, con alle spalle un cognome come il suo,tutto diventa estremamente più complicato. Io spero che un progetto così nobile vada avanti nonostante la morte feroce di Benazir e,non dimentichiamolo, di tantissimi altri pakistani senza un nome e un volto conosciuti.Chiedo scusa per essermi dilungata. A presto.Piera

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  10. grazie di cuore, Piera, sottoscrivo le tue speranze.
    e grazie anche per Sante, che ha bisogno di tutta la nostra solidarietà.
    un abbraccio
    fabrizio

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