Poesia “Buon anno”, buon sempre

Io vivrò sempre uguale.
Sarà un mio vanto, azzimato, azzurrato,
come la sigaretta di un signore.
Vivrò d’amore e di lacrime.
Sarò la persona straordinariamente
giovane, che sorprende gli antichi compagni
di liceo un giorno sul treno,
nel variare dei casi: “Ma tu…
ma tu non sei…?”. Sì, lo sono.
“Non sei cambiata per niente!”.
E sono infatti colei che non sente,
del passaggio del tempo, se non il graffio
costante, e quindi da sempre, e quindi
non invecchiante. In fin di
vita o appena nati, noi siamo
sempre uguali, malati
per gli occhi belli, oppure di acetone.
Rimarrò sempre uguale, sul portone
slogato, così aperto, sulla porta
del campo di pallone, all’oratorio,
sulla buca di topo, ghiro, gatto,
presso la mangiatoia e sul sentiero.
Dirò di no all’asilo, al cimitero.
Sempre uguale sarò: grazie, buon anno.

10 pensieri su “Poesia “Buon anno”, buon sempre

  1. Vivrò d’amore e di lacrime.
    Sarò la persona straordinariamente
    giovane, che sorprende gli antichi compagni
    di liceo un giorno sul treno,

    E sono infatti colei che non sente,
    del passaggio del tempo, se non il graffio
    costante, e quindi da sempre, e quindi
    non invecchiante

    meravigliosa, Anna.
    sono versi che (mi) nutrono e che si inscrivono alla perfezione in quelle sagome vuote che ho nella mente e che non riesco – talvolta – a riempire di significati e parole.

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  2. Bravissima!!!!
    Sei riuscita ad infondere “grazia” ed amara ironia
    in una composizone dal tema tutt’altro che semplice,

    mi ritiro ammirato
    ed invidioso ma augurante ogni bene

    MarioB.:-))

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  3. grazie, Anna, per questi splendidi auguri. li estendiamo a tutti gli amici di LPELS, perché sia un anno da non dimenticare.
    fabry

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  4. Dolcissima Anna,

    che dal letto non sapevo cercare, diciotto giorni ci ho messo a risorgere, e mi ha spaventato, perciò ora fuggirò via (dallo smog urbano), ma volevo farti auguri belli come questa poesia:
    mi ha fatto pensare al tono dell’Anna Snegina di Esenin , per le azzurrate inferriate di infanzia…pe rla fedeltà e l’imperitura grazia (della poesia, che c’è)!

    e come dice mia figlia – t.v. b. MPia

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