E tu, che principessa sei?

carlabruni.jpg Tipo che Biancaneve ha compiuto da poco settant’anni (il 21 dicembre per l’esattezza), ma sembra più arzilla che mai, è riprodotta dalla Disney in milioni di esemplari, con aspetto sempre più giovane e sexi, il film è da sempre il più visto e il più venduto tra le favolette disneiane.
Tipo che forse è inossidabile il mito stesso della principessa come marchio per la fanciulla a la page, come imprinting per tutte le brave bambine del mondo che dovranno crescere con sani principi occupando il ruolo che compete in società, cioè sposarsi bene con principe azzurro possibilmente dotato di porsche e villa al mare.
Tipo che ultimamente i videogiornali di regime ci bombardano con l’ultima candidata principessa, Carla Bruni,
(ohibò,
a Sarcò
mica dico di nò,
io che vengo dal Pò
)
la nuova liason è un fulmine che ha offuscato pure la stella cometa,
nell’epoca del fast food s’impone il fast love,
tocca esser decisionisti anche in amore,
e allora fiato alle trombe, già s’annunciano le regali nozze e a noi non resta che intonare un’ode alla nuova
[eroina
novella paladina
della Biancaneve canterina,
che come principe azzurro
mica trovò un buzzurro,
Sarcolo, il suo nomignolo,
l’ottavo nano, alto un comignolo
.]

Guardate, stupite, ammirate, care amiche di LPELS. E preparatevi, che qualcuno potrebbe chiedervi: Ma tu, cara, che principessa sei?

14 pensieri su “E tu, che principessa sei?

  1. Emilia

    Eh, caro Paolo, solitamente sorriderei divertita di questo post, purtroppo ultimamente c’è poco da ridere… a leggere quello che si scrive e si dice in giro ultimamente sulla 194. Un suggerimento per tutte/i: che Carla Bruni sia un po’ cio’ che le va, e che lascino anche noi, principesse o befane, fare ed essere un po’ cio’ che ci va.

    🙂
    Emilia

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  2. paolocacciolati Autore articolo

    Vero Emilia, ma non solo ultimamente. E’ un pò di anni che nel nostro belpaese si assiste a un pesante arretramento di posizioni: che dire, ad es., della medievale legge 40 del 2004 (c.d. fecondazione assistita)? Pensare che è stata votata da parecchie parlamentari…O((

    Paolo

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  3. Stella Maria

    Caro Paolo,
    io sono quella addormentata nella torre, punta da un fuso, il cui bosco è diventato così folto che nessuno sa come trovare la torre. non ricordo ma si chiama forse Raperonzolo?
    del principe azzurro non mi interessa preferisco Caio Giulio Cesare.
    però un uomo l’ho trovato e me lo tengo stretto perchè se mi molla io non sono mica Carla Bruni e un altro che mi si “piglia” e mi sopporta dove lo trovo?
    ti abbraccio
    Stella

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  4. jolanda catalano

    Io preferivo cenerentola,una bella sfida la sua,tra cenere e sorellastre e matrigna cattiva. Peccato però,i principi azzurri o variopinti si sono ingialliti tra le pagine delle fiabe e ormai si sono definitivamente estinti.
    Riposino in pace!
    jolanda

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  5. elena f

    la piccola fiammiferaia, non è una principessa e non sogna principi… è assolutamente la favola più bella del mondo!

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  6. Francesca

    Veramente la principessa che si punge con un fuso è La bella addormentata nel bosco. La prima versione scritta di questa fiaba tra l’altro è italiana: Sole, Luna e Talia ne Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile all’inizio del seicento. L’Italia ha un primato anche riguardo alla tradizione fiabesca, ma pochi lo sanno. Tant’è: siamo italiani, per l’appunto. Poi Perrault ha fatto il resto, aggiungendo anche la morale. Se si pensa a Cenerentola che nel Basile è La gatta Cenerentola e insomma mica è così innocente e indifesa…
    Raperonzolo buttami il codinzolo
    è la fiaba dei Grimm dove la ragazza è chiusa nella torre dalla strega ad aspettare e aspettare…
    In realtà in quasi tutte le fiabe popolari le ragazze fanno ben poco, più che altro aspettano passivamente – quando sono attive, orgogliose di se stesse e volitive stanno moralisticamente dalla parte sbagliata. Vedi la madre (chè mica è la matrigna) della Biancaneve dei Grimm o La regina delle nevi, il simbolo per eccellenza dell’intelletto. Anche se Andersen è un caso a sé, ascrivibile solo in parte alla tradizione popolare.
    Disney ha semplicemente dato un’interpretazione (la più buona) di un mondo fiabesco che sta lì a parlare di noi.
    Quello che succede ora, con il mito delle bambine in rosa che sognano il principe azzurro è sconcertante e preoccupante. Per fortuna quando ero bambina io davano la Principessa Zaffiro in tv!

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  7. lambertibocconi

    Cara Francesca, le bambine in rosa che sognano il principe azzurro sono la versione edulcorata che affianca quella porno-patinata delle veline coi calciatori e chissà quant’altro che ho il bene di non sapere. Secondo me la televisione ha trionfato nel genocidio culturale del nostro popolo. Francamente non vedo speranze. Baci delle 10.26.

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  8. paolocacciolati Autore articolo

    Cara Anna, secondo me le veline e la televisione sono solo l’ultimo anello, manco il peggiore. Prima c’erano quelle di nonèlarai, prima ancora le Kessler, prima ancora le ballerine dell’avanspettacolo, prima ancora….
    Io non mi spavento tanto delle veline o dei velini, mi spavento che le trasmissioni dedicate ai libri passino all’una di notte, mi spavento che RAICULT abbia un’audience media di 800 spettatori ecc. ecc.

    Un abbraccio
    Paolo

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  9. mariobianco

    Vabbè, Biancaneve Bincaneve!
    Insomma: sempre lei o il principe azzurro, ecco, invece nessuno dice mai dei sette nani,
    loro poverini sempre a faticà,
    mica come il figlio di papà,
    giù a scavar nel la minera,
    da mane a sera,

    e la lotta di classe, orcoboia?!
    Tanto lei si sposò ‘l principe
    abbandonando nel bosco i sette figliolini che ebbe dai sette nani, che si chiamavano:
    Ciccino, Pizzino, Fruino, Certosino, Fanfani, Andreotti è Alì Berlù.
    Però gli ultimi due hanno fatto carriera,
    E’ una storia triste e schifosa.

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  10. pamela

    Più che con Biancaneve, da piccola mi identificavo con Cenerentola o, se mi sentivo aristocratica, con la Piccola Principessa, ricca bambina decaduta al ruolo di colf nel collegio di lusso. Purtroppo i miei principi azzurri sono sempre in partenza per gli States, con una scarpetta di cristallo nel bagaglio a mano. Spero che almeno abbiano problemi alla dogana.

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