Jean-Michel c’è, e lotta insieme a noi

vitrolles.jpg

Ecco l’amico Jean-Michel Vitrolles, dj, rapper e poeta francese.

Chiunque voglia comunicare direttamente con lui può scrivere a vitrolles@gmail.com o a krauspenhaar@fastwebnet.it nel caso Jean-Michel fosse in tour e

quindi impossibilitato a scaricare la posta elettronica. Al più presto verrà riattivato il sito personale del nostro artista, dove troverete notizie di tutti i tipi sulla sua attività.

In primavera inoltrata Jean-Michel dovrebbe venire in Italia per alcune letture. A Roma sarà ospite di Fabrizio Centofanti nella sua parrocchia di Acilia (Roma).

A Milano, sarà mio ospite nell’ormai mitico appartamento di via Antonello da Messina, 5 (metrò Gambara – per chi volesse venire in pellegrinaggio).

FK

48 pensieri su “Jean-Michel c’è, e lotta insieme a noi

  1. Franz, ma è grandioso! E’ assolutamente il migliore della sua generazione (ed è questo che ce lo fa di gran lunga preferire)!
    Devi farmelo conoscere di persona a tutti i costi, perché voglio chiedergli se mi dà l’esclusiva per la traduzione in italiano di tutte le sue opere.
    Sono capace di andare a piedi fino ad Acilia pur di incontrarlo.

    Grazie del dono inaspettato, mon ami.

    fm

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  2. Oserei dire che non disturba nemmeno l’occhio! (chissà se Santuzza è in ascolto e come la pensa in merito ;-))

    Nice to meet you, Sgiàn Miscèl!

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  3. fem, perchè?

    Vienimi a trovare quando vuoi…

    Signori, Jean Michel stamattina andava a una presentazione di Tecla Dozio alla Libreria del Giallo, con Pinketts. Ci sarà nel pomeriggio, mi ha detto di salutarvi caramente, soprattutto Marotta di cui ha letto varie cose. Gli piacerebbe apparire sul suo blog, Francesco, vedi tu, forse la poesia di Jean-Michel accostata a quella di Lorenzo Carlucci… mah, non so.

    FK

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  4. @Gaja cara, non disdegno ma il capello a spazzola è un po’ passsato di moda. Non è tanto il mio tipo, preferisco l’uomo con la capigliatura selvaggia come, che so, viggo mortensen nel signore degli anelli, per dirne uno. comunque non è male, bisognerebbe vederlo tutto intero. certo se sapesse suonare uno strumento, magari il contrabbasso…

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  5. Santuzza: VIGGO! VIGGO! ti VEGGO e VIVA VIGGO! (ma come ti capisco, non sembra eh :-D, ma ti capisco e condivido! ;-D) Il contrabbasso è sempre bene accetto. Ciò mi fa pensare sempre e comunque a effebì. 😀

    Fem: solmi ci ucciderà, lo so. Ma io mi diverto troppo a stuzzicarlo! 😀

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  6. Franz, ringrazia Jean-Michel da parte mia e digli, semplicemente, che il mio blog è suo, può farne quello che vuole in ogni momento.
    Amo talmente il suo lavoro, che è stato per me, per moltissimo tempo, una fonte sicura di ispirazione, che cancellerei il blog e tutto il suo contenuto, se solo me lo chiedesse.

    Publicarlo, poi, sarebbe né più né meno che realizzare uno degli scopi della mia esistenza.

    Grande Jean-Michel, ragazzi.

    fm

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  7. Gajuzzabella e tesoramia, e pensi bene! 😀 lo so che mi capisci, siamo sintonizzatissime! Ti bacio cara e non temere la vendetta solmiana, siamo meravigliose streghe buone, se stiamo unite chi c’ammazza?! :-)))

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  8. Santissima Santuzza mia adorata, ma cosa c’è di plus bello al mondo di una congrega di streghe buone? 😀 Ah, che bello averti come alleata!!! ah, non ci sono più gli effebì di una volta (cioè, ce n’è uno, ma si fa desiderare: la prossima volta che lo vedo ci metto una parola buona per te, anche se non ne hai bisogno perché la tua beltade parla da sola! ;-))

    @per l’egVegio signoV MaVotta: voVVei metteVmi in competizione con lei nel poVgeVe tutto il mio spazio uèb al gVande Sgiàn Miscèl. Non la pVenda come un affVonto: lei sa quanto io la stimi e la ammiVi.
    Sgiàn Miscèl: iu ar oll of as.

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  9. @ Gaja e Santuzza

    Se siete “unite”, sicuramente nessuno osa toccarvi;
    se poi vi ritrovate a essere anche “un(i)te”, beh, allora è sicuro che non temerete alcun male.

    I problemi sorgeranno, magari, quando inizierete a disputarvi J-M…

    fm

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  10. Gaja, lèggoti or ora: d’acchito ti direi subito di no; ma poi penso che se ne può riparlare, se magari mi pvesenti la tua amica Sant’Uzza…

    fm

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  11. @Caro Francescomarotta le streghe buone non sono come quelle di eastwick mai si disputerebbero alcunché… sono streghe collaborative 🙂 altrimenti non sarebbero “buone”!

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  12. @EgVegio dottoV MaVotta: mai avVei pensato che la mia offeVta geneVosa avVebbe geneVato in lei una contVoffeVta così pVecisa: lascio alla mia amica Santuzza la libeVtà di sceglieVe se vuol esseVle pVesentata! (gaVantisco peV MV MaVotta, ovviamente)

    PeVò, lei dovVebbe concedeVmi di ospitaVe Sgiàn Miscèl, oVsù!

    VoVvei altVesì aggiungeVe che Santuzza ha Vagione: noi siamo complici, non Vivali! EH! 😀
    Santuzza: vòglioti bene, tesoVa! 😉

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  13. Gvazzie ad entvambe, vagazze. E’ chiavo (*) che tutto ciò mi confovta molto, e, osevei dive, anche di più. Ma fovse è il caso di non vubave altvo spazio a J-M nostvo.

    (Penso alla faccia che favà Vuggevo Solmi: in qvesto momento savà invidioso e livido di vabbia…)

    (*) Con la evve mossia, può succedeve ancve qvesto. Absit… etc. etc.

    fm

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  14. Sì Gaja, cvedo sia meglio, almeno pev il momento, che a ospitave J-M sia tu, possibilmente in collabovazione con la tua complice, la tesovona.

    Meglio evitave ova, ancve pevché poco fa mia moglie ha gettato un’occhiata distvatta su cvello che stavo scvivendo (pavlo dei miei omaggi a J-M) e non viesco pvopvio a capive non solo pevché mai continua a guavdavmi in modo divei “stvano”, come se mi vedesse pev la pvima volta, ma sopvattutto pevché, impvovvisamente, ha pveso con sé i figliuoli e se n’è andata senza nemmeno salutavmi.

    Pvovo a indagave…

    fm

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  15. Lei, pVofessoV MaVotta, è davveVo aulico! SpeVo di esseV stata chiaVa! (*) 😀

    (*) ecc. ecc…

    Non ho saputo tVatteneVe una Visata iVVefVenabile leggendo dello sguaVdo di sua moglie! 😀 Lei è foVtissimo, lo sa? 😀
    TESOVONA: lo ospitiamo insieme sul mio bròg il tizio Sgiàn Miscèl? Magari gli facciamo un’acconciatura alla VIGGO? 😉

    Solmi: non esseVe livido. Ti si vuol bene nunc et sempeV!

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  16. @Gaja peV me può andaVe, peVò è chiaVo che se mi chiama effebbì io devo scappaVe! PeVò non cVedo che succedeVà 😦
    Facciamogli pure l’acconcituVa a ‘sto Sgiàn Miscèl, ci voVVanno le extensions, cheddici?
    pVofessoV MaVotta il suo inteVesse mi lusinga e la ringVazio ma non voVVei contVaViaVe sua moglie!

    Amici gVazie peV aVeVmi fatta Videre!

    Ma peVché paVliamo come cVetini?!

    AbbVacci
    TesoVona

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  17. 😀 sapevo di poter contare su di te, Santuzza! E poi, riguardo a effebì, mai dire mai, eh! Se non ti chiama, lo strozzo, vedinpotté… 😀 e io so’ moooooolto violenta (e convincente;-))

    TesoVa, te le procuri tu, le extension? Poi l’acconciatura gliela facciamo a mezzi, almeno ce lo “costruiamo” come ci piace di più.

    Ah, sai peVché paVliamo così? DovVestri chiedeVlo al MaVotta: ha iniziato lui, da tempo immemoVe, e io sono Vimasta contagiata! 😀

    p.s. Tu oVmai sei TesoVona. E io come potVei chiamaVmi? Dammi un suggeVimento!

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  18. Franz,in quanto poeta quale lo hai presentato,mi sarei aspettata un volto più poetico e soprattutto più in là negli anni.Questo qui,da un punto di vista visivo,non mi dice nulla,che gusti barbari i miei,però,in quanto poeta itinerante dalla frenetica attività oso chiedere:credi che potrà leggere alcuni miei testi tradotti in francese da un mio amico e darmi un suo parere spassionato? Se pensi che tra un tour e l’altro possa farlo,fammelo sapere così comincerò a inviargli qualcosa.

    abbracci abbracci
    jolanda

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  19. Mannaggia la vecchiaia! Imperdonabile fuja! Gaja,Francesco e tutti gli altri,un carissimo saluto anche a voi.

    ancora abbracci
    jolanda

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  20. Cava Santuzza, pavdon, cara Santuzza: mia moglie, purtroppo, non ce l’aveva né con la tesova né con la tesovona, anzi. Il problema vero, è chiavo ovmai, è che voi donne siete troppo complicate: lei ha scambiato, di bvutto, le mie lodi all’arte di J-M in una sorta di pvoffevta d’altvo tipo, sotto forma di vecensione lettevavia: in questa, poi, male indirizzata dal fatto che, impvovvisamente, mi si eva avvotata la evve.
    E mi fatto passave un gvan brutto pomeriggio, con una tensione tale che, di tanto in tanto, la evve ancova mi si aggvoviglia! Infatti, quando l’ho vaggiunta in piazza, dove si eva rifugiata coi bambini, per chiedeve spiegazioni, non appena mi ha visto avvivave si è messa a uvlare, tanto che qvalcuno ha pensato bene di chiamare i cavabbinievi. Solo il loro avvivo pvovvidenziale, tra l’altro (che dio abbia in glovia tutta l’avma), mi ha salvato da un sicuro linciaggio della folla già pvonta a dave addosso al maniaco! Che pauva! Ancora mi tvema tutto!

    Passando alle cose gradevoli, e cercando di ovviare all’increscioso OT, vovvei dire al baldo Baldrati che col grande J-M si va sul sicuro. Non è tanto questione di somiglianza fisica con questo o con quello (Montand? sì, può essere), quanto piuttosto di inimitabilità della proposta poetica (e di espressione scvitta in geneve) del nostro Vitrolles: se non fosse una fvase un po’ troppo abusata, potrei anche dire, chiavamente, che sta inventando una nuova lingua, sta aprendo nuovi orizzonti alla creatività del nuovo millennio. Credo che in Europa (le Americhe e l’Asia ancora non so) ci sia ben poco di paragonabile a questo mirabolante crossover che taglia a fette le varie arti, le rovescia come guanti e ne assembla i resti ancora fumanti in creature di viva e carnale contemporaneità, calde o umide poco impovta, capaci di dave e di riceveve allo stesso tempo: con una scarica di sensazioni, a ogni lettura o ascolto in diretta che sia, che passa e trapassa dal piano intellettuale a quello fisico, sovvertendo il controllo dell’intera sfera sensoriale.

    Mi dispiace un po’ citavmi, dovete perdonarmi, ma cvedo di esseve stato il primo in Italia a scrivere (meglio sarebbe: ad avere l’ardire di scrivere) una pagina di recensione per salutare l’uscita in Francia, qualche anno fa, della prima parte (“En Avant”) di quelo che è, per me, il suo capolavoro assoluto: “Quattro movimenti per un corpo immobile”.
    Sarei veramente onorato se qualche editore che va per la maggiore mi affidasse il compito di tradurre quest’opera sublime. In tutti i sensi.

    Grazie ancora a Franz per queste proposte di cui non gli saremo mai grati abbastanza.

    fm

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  21. Grazie a te, caro Francesco! “En Avant” è qualcosa di straordinario. Soprattutto in questo testo “Traction d’amour”, che la mia amica Cristina Bonetti ha tradotto per te e per i lettori di Lpels in esclusiva:

    TRAZIONE D’AMORE

    ero sereno sul golgota di un amore pieno
    ventinove e due centimetri, come ventuno grammi di anima
    tua cugina arrivò col rinforzo
    si aggiunse Betise, il Barbaro
    con la bandana di fuoco
    e Carmen, la spagnola Lovable
    io stetti lì in attesa della crocifissione
    ma non avvenne.
    il sangue non ripaga dalla mancanza di sentimenti nel mondo contemporaneo
    questo lo sa bene max bellocchio, mario salieri e il mio amico – che mi somiglia molto – philippe dean, sempre in trazione – avanti – come una audi competitiva.

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  22. Carissimo Francesco,di grazia,capisco la tua voglia di mettere mano su un simile dettato poetico,ma se puoi,lasciagli almeno un po’ di tempo per i miei testi tradotti nella sua limgua. Dovrò ben sapere se licenziare o meno il mio traduttore. Perdona questa mia intromissione.Sempre amica

    jolanda

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  23. Jolanda, devi scusarmi, ero talmente coinvolto a livello emotivo nella disavventura di oggi pomeriggio che non mi sono nemmeno accorto degli altri commenti. Più tardi ti scrivo, ma ti anticipo che il postino oggi ha suonato.

    Un grande abbraccio.

    *

    Franz, devi assolutamente fare i miei complimenti a Cristina Bonetti: la sua versione è “linguisticamente” perfetta, veramente da brividi.

    fm

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  24. Francesco,felice per il postino,spero che la tua disavventura non abbia a ripetersi.Attenderò scritto con grande pazienza.

    ti riabbraccio
    jolanda

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  25. Grazie Francesco! Cristina te ne renderà merito! Ti segue assiduamente sul tuo blog e vuole conoscerti, come dire, in privato, vuole, ecco, vederti da vicino; le ho detto che possiamo vederci all'”Akademia” (delle birre medie) quando vorrai – al limite (in francese au limite, vero Jean-Michel?) io vado a farmi un lungo giro…
    fk

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  26. Confesso che questo post mi ha spiazzato. Davvero. O si tratta della solita persona o c’e’ un caso di omonimia sconcertante…

    Anni fa mi imbattei nella misconosciuta, quanto interessantissima, ricerca di un affascinante Indiana Jones made in France, chiamato appunto Jean Michel Vitrolles, che tentava di dimostrare l’esistenza del Krausposauro, creatura dalle misteriose fattezze apparsa sulla terra assieme all’uomo, ma scomparsa subito dopo, forse a causa di una caccia senza frontiere … pare infatti che le sue unghie contenessero sostanze altamente afrodisiache, ed il suo fegato fosse utilizzato in potentissimi medicamenti contro la gotta. Vitrolles era certo che ve ne fosse una rappresentazione nei murales di alcune grotte della Francia sud orientale.
    Se e’ lo stesso Vitrolles, sono sbalordita e vorrei chiedergli notizia del compianto Krausposauro, amico dei primordi…

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  27. vitrolles è poeta importante, scava nelle coscenze francesi con particulare acacia. io credo che lasciera un segno forte, sono multo contento que anche in italia viene conoscuto da un publico importante.
    ringrazio a nome dela critica francese prof. franz kravspenhar, prof marota, professa bonetti (saluto il marito jean-luc!)e le commentattari di lpels.
    a rivederci!
    prof. emanuel ride

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  28. Professor Ride, che sorpresa, che incredibile sorpresa! E che grande emozione risentirLa dopo tanti anni! Non potrò mai dimenticare le Sue lezioni all’università, gli insegnamenti indelebili che ne ho tratto, la Sua umanità, la Sua generosità, quel contatto umano con gli studenti che Ella ricercava e praticava come unica ragione del suo magistero.

    Sono veramente commosso al pensiero che possa ricordarSi di me…

    Non mi vergogno di confessare pubblicamente che ho le lacrime agli occhi…

    Mi scusi, ma adesso non mi vengono altre parole, tanto sono scosso dalla sorpresa.

    La abbraccio caramente, Maestro.

    fm

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  29. Un benvenuto anche da parte mia al professor Ride.Credo che un civile scambio linguistico non possa far altro che bene a tutta la poesia.

    cari saluti
    jolanda

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  30. Anzi,già che ci siamo,desidero dedicare al professor Ride e a Jean-Michel,questa mia breve lirica d’amore.

    TU ME PRENAIS

    Tu me prenais
    et sur ma tête
    un papillon se posait.
    Chaude
    aèrienne
    palpitante
    la lumière
    dans mon sein incandescent.
    La saveur de la nuit
    sentait de tes baisers.
    Musc
    mimosas
    genets
    d’une été.
    Tu me prenais
    et sur ma tête
    un papillon se posait.

    ancora saluti
    jolanda

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  31. multo contento madame de questa sua poesia otimo franscese, complimenti vivi!
    e grazie davero a mr.marota per disponibilità al dialogo. sono io il comosso per la supresa de vedere franscesco dopo tanti anni qui in grande forme per portare avanti la pòesia italiana. e in questi siti come nazioneindiana ho notata la mia vechia amica veronique vergè, che saluto ancora, bravò veronique!
    spero che l’opera importante anzi descisiva di jean michel vitrolles possa essere spaziosa en queste contexte italiani. che franscesco marota è un uomo di onore lo sapiamo tutti.
    grazie encora, a presto!

    emanuel

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  32. Cher professeur,je suis beaucoup heureux que ma poesie vous soit plue.

    je vous salue cordialement
    jolanda

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  33. alors ma petite jolanda, voilà “merci beaucoup” de gilbert becaud, seulement pour vous! rappelez que le meilleur ami de “merci” est “beaucoup”!
    merci encore, au revoir!
    emanuel

    Pour Monsieur le savant, savant,
    qui a le prix Nobel,
    pour les autres qui dans cent ans
    nous rendront éternels,
    pour l’avion qui dans le brouillard
    retrouve son terrain,
    pour la joie de dire le soir
    “à demain!” :
    merci bien {2x}, merci beaucoup {2x},
    oh oui.’

    Pour ceux qui très tôt le matin
    s’en vont de leur banlieue,
    et pour toi qui plantes un sapin
    bien que tu sois très vieux,
    pour le noir qui chante à Saint-Louis,
    pour le rouge à Moscou,
    pour le riz du petit Hindou
    qui a faim :
    ‘merci bien {4x}, merci beaucoup {2x},
    oh oui.’

    Pour Chaplin et pour Picasso,
    pour Molière et Shakespeare,
    pour les intelligents, les sots,
    les meilleurs et les pires,
    pour le diable et pour le bon Dieu
    qui s’entendent si bien,
    pour tes dents et pour tes cheveux,
    et pour rien :
    ‘merci bien {4x}, merci beaucoup {2x},
    oh oui.’

    Pour les secondes et pour les heures
    que nous jette le temps,
    pour l’enfant qui rit ou qui pleure,
    mais qui est bon enfant,
    pour la fille qui va donner
    son premier cri d’amour,
    pour le fils qui prend le chemin
    qui retourne :
    ‘ merci bien {4x}, merci beaucoup {2x},
    merci beaucoup.’

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  34. Ah mon professeur je regarde cette chanson,ah gilbert,je regarde,ah gilbert!

    merci,merci beaucoup cher Emanuel!
    jolanda

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  35. Ma che bella congrega di nostalgici! Come scordare le animate lezioni del professor Ride, ospite per svariati anni delle nostre amene sale sparse per il globo. Professor Ride lei crede ancora, ci dica, che la Francia sia il sole e la terra le giri attorno?

    Quando volete tornare, saremo lieti di servirvi (rammentiamo sempre con dolore la fuga di Krauspenhaar, spaccando la nostra vetrata di Murano piu’ bella con un freezer – o era una lavatrice – una fredda notte di primavera…).

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