Veltroni’s Gospel

muoiono gli operai nelle fabbriche
si ammala la gente nelle discariche
e il popolo stenta a sopravvivere

yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change

si continua a morire negli ospedali
mentre i politici si arrichiscono
e la sanità edifica le sue cattedrali

yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change

un bianco con il sangue neroblusy
scimmiotta il cambiamento
e le moratorie uccidono le donne
e i killer d’azienda scaricano i dipendenti

yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change

il porpora è il colore dominante
uno stato nello stato con l’antistato
una guerra nella guerra con la guerra
una casta nella casta con la casta

no, we cannot change
no, we cannot change
no, we cannot change

18 pensieri su “Veltroni’s Gospel

  1. Caro Marco, è vero che l’ironia addolcisce, è anzi sale della vita, però caspita, qui siamo nel “that is true!”
    Fai bene, prima che rimettano la voce del grande brother, ridiamoci sopra a suon di blues..

    Maria Pia

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  2. Marco, l’unica cosa che non mi è piaciuta è il titolo.
    Te ne suggerisco uno io: “Cialtroni’s blues”.

    fm

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  3. A me non è piaciuta la chiusa, ci vorrebbe qualcosa che lasci l’amaro in bocca, ma senza chiusure definitive… Fra le strofe, credo che la più convincente sia l’ultima, con quell’isteria trascinante. Ma anche…
    ‘notte!

    Michele

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  4. grazie per questa poesia, soprattutto per i temi proposti e per l’analisi che c’è sotto, molto condivisibile. Il finale è un po’ pessimista, anche se adeguato alla realtà. Ma non è quasi d’obbligo intravedere e giocarsi una speranza?

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  5. #6

    Certo Paola, vediamo, ora, quali saranno i contenuti programmatici anche se dubito fortemente sulla loro credibilità.

    #5

    Grazie Nadia, speriamo che da questi signori ci arrivi una lezione di serietà!

    #4

    Ciao Michele, la chiusa non lascia scampo, lo so, ma il sistema è come “una metastasi che guarisce sempre”

    #3

    Condivido Francesco, in effetti questa mia divagazione non è un attacco al politico ( anche se non lo ritengo un volto nuovo) ma a una classe politica complessiva e “cialtrona” che se ne deve andare a casa. Ma, come possiamo, noi cittadini, gestire il cambiamento?

    Un caro saluto
    Marco

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  6. quest’oggi ci sono le primarie del PD. ma credete che le facce nuove arriveranno da qualche parte? io credo di no e se qualche nome nuovo farà capolino nel mare magnum dei mille, sarà per via di qualche nome eccellente che lo spinge avanti per avere una faccia in più su cui
    (pro)sperare. noi cittadini, cambino pure i sistemi elettorali, non abbiamo nessun potere. ma voi, potendo stare comodamente al calduccio a far niente, con uno stipendio da favola, case a prezzi stracciati, auto blu, privilegi vari, piccolo feudo a casa e a roma, vi preoccupereste di come va il vostro paese? se costoro dovessero rendere davvero conto al paese, e pagare di persona e finire in galera come tutti per le loro malefatte, il discorso cambierebbe. e sarebbero ben contenti di diventare 2-3cento invece di mille
    “garibaltoni”.
    un saluto da una semplice lettrice e cittadina.

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  7. #9

    Cara Lucy,
    è iniziata la campagna elettorale. Il nostrano e ruspante Obama ha promesso meno tasse e salari più alti perchè la lotta all’evasione fiscale ha dato ottimi risultati, forse che si decurtino i loro stipendi? 🙂

    Marco

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  8. #11

    Sì, Michele, sicuramente è, a mio avviso, “il meno peggio” ma è quel meno peggio che mi tormenta, di Montanelliana memoria…e sempre questi nostri poveri nasi che non sentono più odori…

    Ciao
    Marco

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  9. Quando sento che il PD è il partito nuovo mi chiedo:”Ma ci sono o ci fanno?”
    Il più giovane va per i sessanta…

    Ottimo blues Marco!

    Un caro saluto

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  10. #13

    Ciao Luca, vero quello che scrivi, e poi parlano di “maquillage”, il problema è che chi nasce , cresce in questi apparati di partito solo a quota sessanta riesce a proporsi come burocrate/premier!

    Marco

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  11. Però, e qui sono polemico, dovremmo anche metterci tutti in discussione in prima persona. Non possiamo pretendere una classe politica giovane e trasparente, quando persino noi, in questo blog, finiamo spesso per commentare solo gli scritti di chi conosciamo, dando vita ad un circuito ridondante che, seppur in misura estremamente meno grave e macroscopica, ha certe somiglianze con le tanto vituperate caste.
    Fine polemica.
    Buonanotte,

    michele

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  12. Il tuo gospel fotografa la triste realtà ed io mi chiedo se mai verrà un deus ex machina a trarci d’impaccio da una farsa che dura ormai da molto,moltissimo tempo. Gli attori continuano la loro recita scambiandosi ogni tanto le parti,il pubblico è veramente stanco.Ma basta lanciare sul palco verdure e ortaggi,che neanche più si possono comprare,per porre fine a questo teatro dell’assurdo?
    Io mi rimboccherei volentieri le maniche,come altri,credo,ma per far cosa? se fino a qualche tempo fa m’illudevo di poter canticchiare alle mie figlie la splendida Vedrai vedrai,ora che sono più che cresciute non ho risposte e so che sulla loro pelle dovranno sopportare e tentare di divincolarsi dentro uno stato che non garantisce neanche i bisogni primari.Potrei continuare fino a domani ma a che pro? ne ho viste troppe ed ora sono veramente stanca.
    Grazie a te Marco
    jolanda

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  13. no, we cannot change…

    Di fronte all’impoverimento e al degrado crescente del paese, all’odio sempre più forte per questa classe politica, ci saremmo aspettati prove tangibili di rettitudine e di dignità, come quella, ad esempio, dell'”autoriduzione” del loro numero (prima di sciogliere le camere) e del loro (lauto) stipendio.
    La loro distanza dal sentimento della gente è galattica, così la nostra, verso di loro.

    Ciao, Marco

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  14. #17

    “La loro distanza dal sentimento della gente è galattica, così la nostra, verso di loro.” é proprio così.

    Per non parlare poi del tentativo di “appropriarsi” del vitalizio pensionistico anche con legislatura conclusa in anticipo.

    #16

    Sì, Jolanda, il senso di impotenza come cittadini è forte e siamo tutti stanchi. Rimboccarsi le maniche, forse le liste civiche proposte da qualcuno potrebbero avere un senso per stimolare una “nuova passione/stagione politica?

    #15

    Caro Michele, io auspicherei un passaparola di “dissenso politico” che viaggi per la rete, lo so ,è poco ma è sempre un inizio. oppure un nuovo 68′ ma ne mancano le condizioni e stimoli “esterni” perchè ciò accada. le nostre “castine”, poi, sono un nulla, magari avessero la forza di contrapporsi.

    "Mi piace"

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