Parole. Tre poesie di Volker Sielaff

giacometti_237_260.jpgVolker Sielaff ( Germania, 1966)
Nachmittagsmond
Er lag über uns, und sie zeigte
mit dem Finger drauf. Da, sagte sie.
Er hob sich kaum ab von dem grauen
Nachmittagshimmel. Es war der erste Tag
des Winterschlußverkaufs, die Leute
liefen in die Kaufhäuser
oder stritten sich heftig
um eine Parklücke.
Sie hatten viel zu tragen
weil es einfach alles
zu reduzierten Preisen gab.
Da, sagte die Kleine.
Manchmal
wird man in der Nacht wach
man kann nicht einschlafen und geht
zum Fenster hinüber
langsam
um niemanden aufzuwecken.
Dann sieht man ihn
man sieht ihn
über den Schornsteinen
kein Problem ihn jetzt zu sehen
wo er so hell ist und fern.

Aber am Tag
am Tag ist das was anderes
da ist es ganz schön schwer
da muß man ein Kind sein oder man darf
an nichts, an wirklich nichts anderes
denken.

Luna pomeridiana

Era sopra di noi, e lei la indicò
col dito. Ecco, disse.
Quasi non si distingueva dal grigio
cielo pomeridiano. Era il primo giorno
dei saldi invernali, la gente
correva nei grandi magazzini
o litigava animatamente
per un parcheggio.
Erano stracarichi
perché tutto
costava la metà.
Ecco, disse la piccola.

Qualche volta
ci si sveglia di notte
non si riesce a dormire e si va
alla finestra
lentamente
per non svegliare nessuno.
Allora la si vede
la si vede
sopra i camini
è facile vederla adesso
chiara e lontana com’é.

Ma di giorno
di giorno è un’altra cosa
è ben difficile
si deve essere bambini o non
pensare a nient’altro, proprio a
niente.

Orchidee

Gestern Nacht sah ich sie
vor den Fotos von Robert Mappelthorpe
eine Orchidee verschlingen,

es war ihre Art
sich New York einzuverleiben.

Aus denselben Gründen
essen die Kannibalen
Menschenfleisch,

die Seele rutscht
durch Mund und Speiseröhre
direkt in den Magen,

in das dampfende, brodelnde
säfteproduzierende
Schleimhautgeflimmer.

Es ist ruhig
über der 47.Straße,
über der 47. Straße
ist ein prächtiger Himmel zu sehen.

Orchidea

Ieri notte la vidi
divorare un’orchidea davanti
alle fotografie di Robert Mapplethorpe,

era il suo modo
di mangiarsi New York.

Per lo stesso motivo
i cannibali mangiano
carne umana,

l’anima scivola
attraverso la bocca e l’esofago
diretta nello stomaco,

in questo fumante, gorgogliante
sfarfallio della mucosa
che produce i succhi.

Silenzio
sopra la 47esima strada,
sopra la 47esima strada
c’e un cielo stupendo.

Wörter

Allen meinen Freunden
verschweige ich dich.

Ich spreche mit ihnen
über den Krieg im Fernsehen
und was man besten
heraushält aus einem
Gedicht.

Und wenn ich so spreche
fragt mich keiner nach dir
wie’s dir geht und wo
du deine Schuhe einkaufst.

Sie wollen mich einfach
nicht unterbrechen
das ist eine Frage
des Taktes.
„ Du musst die Gefühle streichen
Gefühle gehören
nicht ins Gedicht“,
sagen sie, meine
wortmächtigen Freunde.

Ich dachte an Teeblätter
wenn man Wasser aufgießt
entrollen sie ihren
Geschmack

Wie schmeckt das, frage ich
bitter, sagen sie.

Mit den Jahren mag ich sie
immer lieber, die Wörter,
und am liebsten
ungesüßt

mit nichts rein gar nichts
dazu, die Verschwiegenen, die man
sich heimlich ausdenkt
wenn die Freunde
(immer noch die Freunde)
gerade von was anderem
reden.

Und was soll ich sagen –
die kleinen herrschsüchtigen Fähnchen
sie zittern allzuschnell
im Wind.

Erst auf der Zunge dann, bitter
entrollen sie ihren Geschmack.

Wenn du sie gelesen hast
sind sie
nicht mehr dieselben.

Parole

Con tutti i mie amici
taccio di te.

Con loro parlo
della guerra alla televisione
e di ciò che è meglio
lasciare fuori
da una poesia.

E quando parlo così
nessuno mi chiede di te
di come stai e dove
compri le scarpe.

E’ solo che non mi vogliono
interrompere
è una questione
di tatto.

“ Tu devi togliere i sentimenti
i sentimenti non
c’entrano con la poesia”,
dicono i miei
amici eloquenti.

Pensavo alle foglie del té
quando si versa l’acqua sopra
sfogliano il loro
gusto

Com’è, chiedo
amaro, dicono.

Con gli anni mi piacciono
sempre di più, le parole,
le preferisco
non zuccherate

con niente proprio niente,
quelle taciute, che ci si inventa
di nascosto
quando gli amici
(sempre loro)
stanno parlando
d’altro.

E cosa devo dire –
le bandierine prepotenti
tremano al vento
troppo veloci.

Poi, sulla lingua, amare
sfogliano il loro gusto.

Quando le hai lette
non sono più
le stesse.

(Traduzione di Stefanie Golisch)

5 pensieri su “Parole. Tre poesie di Volker Sielaff

  1. Belle, col loro tono mezzo incantato malinconico e lieve, introspettive, come le poesie un po’ di altri tempi… E poi mi è venuto in mente il pezzo di Ivano Fossati dove dice “Ha ben piccole foglie la pianta del tè”.

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  2. Bella questa postura, morbida e visiva, di chi voglioso di parole non zuccherate, le lascia tintinnare al vento, e felpate scomparire, non lasciare traccia.
    Maria Pia Q.

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  3. “Ma di giorno
    di giorno è un’altra cosa
    è ben difficile
    si deve essere bambini o non
    pensare a nient’altro, proprio a
    niente.”

    Certi versi mi incantano mi portano un intero mondo.

    "Mi piace"

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