La luna. di Toni La Malfa

Di solito si pubblicano gli incipit in rete, e mi é costato non farlo, perché La luna di Toni La Malfa ha un bel incipit. Alla fine ho deciso di prendere questo brano, uno qualsiasi, come un pezzo di spazio sconosciuto che ci separa dalla luna, uno spazio che non sia il primo della vista. Perché questo é un romanzo che non aiuta a vedere la luna, vedere é un gesto scientifico, un calcolo, la luna bisogna guardarla, e guardare é inventare, é fiction. Guardiamo la luna, e leggiamola in questa bella e generosa e intima narrazione. Scopriamo finalmente come sia stato il mare miliardi di anni fa ad aver sognato per primo la luna. Cos’é del resto, secondo molti studiosi, la luna, se non un’onda, una marea generata dalla terra quando questa aumentava la sua quantità di moto. Col tempo queste maree incredibili si alzarono troppo per poter essere stabili, giacché la forma dei mari era di puro gas, di nebbie e cosí una di queste onde gigantesche venne sputata nello spazio. Era la luna.

Paolo parcheggiò con il muso della Uno rivolto verso il mare, verso l’Elba, di cui ormai si intravedeva solo la sagoma e le luci del Cavo e di Porto Azzurro. Il mare era illuminato dai riflessi della luna.
Verso piazza Bovio videro un paio di auto con sirene lampeggianti, altre macchine ferme; forse un incidente, forse un semplice controllo, ma riuscivano a distinguere altro.
“Che hai scritto nel tema?”
“Ricordi d’infanzia. Tu?”
“Su ieri sera. Manco a farlo apposta guardavo la luna dal terrazzino di casa. Puramente descrittivo. Poi mi è venuto in mente di fare il parallelo tra la luna e la donna.”
“Buffo.”
“Cosa?”
“Io ho paragonato la luna ad un uomo.”
“Avrai avuto i tuoi buoni motivi, altrimenti Sergio…ma poveretto, ha altro a cui pensare. I temi da correggere aspetteranno…”
“Ieri sera c’era vento, e nuvole, stasera è tutto calmo. Ma la luna è uguale.”
“Come stai?”
“Non è un bel periodo. Insomma…non lo è per molti, qui. C’è la cassa integrazione per babbo, i soldi che scarseggiano a cose normali, figuriamoci adesso. E poi mio padre che comincerà a girare per la casa come un leone in gabbia. Stamani, l’incidente. Vorrei pensare con maggior leggerezza alla vita..”
“Ma non ce la fai…”
“No, non ce la faccio, e inoltre non mi pare che la vita mi aiuti in questo. Ma sorrido, di tanto in tanto.”
“Sei bellissima quando ridi.”
“Paolo, non dire scemenze.”
“No, dico sul serio.”
Tania lo guardò, ed ebbe paura. Al buio intravedeva gli occhi di Paolo fermi, determinati, sicuri. Aveva sempre pensato a Paolo come ad un caro amico, a cui si può telefonare alle sei del mattino per raccontargli un brutto sogno. A cui si può dire che le cose non vanno bene senza che lui ti risponda “su con la vita”. A cui si può chiedere di essere ascoltate e basta. Insomma, cose così, ma niente di più.
Ora doveva riconsiderare tutta la faccenda, e in fretta.
Quegli occhi non lasciavano molto tempo.
Si voltò verso la luna, la fissò, cercò di capire dove fosse il Mare della Tranquillità. Ripensò alla luna di Venezia, a Sergio, il tutto le parve straordinariamente simile, poi tornò a quegli occhi. Allargò lo sguardo a tutto il volto, poi gli passò un braccio intorno al collo.
Il viso di Paolo si fece vicino, avvertì il suo odore.
“Paolo…”
“Sì?”
“L’hai messo il freno a mano?”
“Sì.”
“Bene.”
“Non ti rilassi mai, eh?”
“Ora sì.”
Le loro labbra entrarono in contatto, il cambio ed il freno impacciavano i loro movimenti. Passarono al sedile posteriore.
Il Mare della Tranquillità. Ripensandoci, non è che le piacesse poi tanto, quel nome.
Ma forse sulla luna tutto era possibile, persino che un mare fosse eternamente tranquillo. Neanche fosse uno stagno.
Buonasera, signora luna. Non era piena in quel momento, ma le andava lo stesso di salutarla.
E di ringraziarla.
Ringraziò la luna per i suoi regali: le contraddizioni e l’imprevedibilità che le offriva quotidianamente.
La bocca di Paolo aveva un buon sapore, sapeva di quella leggerezza che stava ricercando.
Tania naufragò, senza dibattersi, nel mare della leggerezza, in assenza di gravità. Così, dolcemente.
Si salutarono in Corso Italia, lui con il motore acceso, lei con il casco integrale già in testa, una specie di extraterrestre. Lei alzò un braccio, lui dal finestrino abbassato balbettò qualcosa come “Allora…ci vediamo domani”, lei spenzolò il testone avanti e indietro, sorrise con gli occhi.
Tania entrò in casa con il sapore di quel sorriso.
“Ciao mamma”
“Ciao”
“Babbo?”
“E’ di là”
“Ma che c’è? Ah già, il referendum?”
La mamma scuoteva il capo. Tania si precipitò in cucina e vide il babbo con la testa tra le mani.
“Babbo, allora…”
“Ha vinto il sì.”
“E…”
“Io non rientrerò più.”
“Ma c’è qualche margine dell’accordo che vi fa sperare, un reimpiego dopo la cassa integrazione…”
“Sono le promesse del ministero, Tania. E io sono scettico. L’organo centrale del sindacato ha preso le briciole che il Lucchini e il ministero del lavoro ci hanno promesso. E non so se queste persone abbiano agito in buona fede. Forse qualche sindacalista ha agito per tornaconto personale, non so. Comunque. La fabbrica ha accettato l’accordo. La solidarietà con i seicento cassintegrati è finita. Del resto è da trentotto giorni che scioperano. Hanno perso già una mesata, non si poteva pretendere di più da loro. Ma dai sindacati nazionali sì.”
La mamma servì il brodo in tavola.
“Babbo, mi spiace.”
“Non ti preoccupare, Tania. Ce la faremo.”
“Sì.” Intervenne la mamma. “Io mi cercherò qualche nottata in più in ospedale. E anche il nonno ci darà una mano.”
Il telefono. Si guardarono tutti e tre, fino al quarto squillo. Rispose la mamma.
“Pronto? Sì, un attimo. Tiziano, ti vogliono.”
“Pronto? Oh, ciao Barbieri. Cosa? Non ci credo. No. Sì. Sì. Sì, vengo, ciao.”
La mamma e Tania si avvicinarono a Tiziano con aria interrogativa.
Tiziano riattaccò.
“Devo uscire.”
“Che è successo?”
“Un cassintegrato, si è suicidato.”

11 pensieri su “La luna. di Toni La Malfa

  1. Benvenuto questo racconto, intanto per la scelta dell’argomento e per il contrasto tra l’immagine della luna (contesto di sogno, forse di evasione) e l’immagine della tavola a cena, dove si parla di come arrivare a fine mese.

    Vorrei mettere questo piccolo frammento, scritto dopo un’intervista al padrone della MIVAR (fabbrica di televisori lombarda, prima in lunga cassa integrazione e poi passata di mano).

    Da riciclare

    Dove andranno a lavorare
    i figli di operai, le loro madri
    e i padri dopo la cassa integrazione?
    Il vecchio padrone non lo sa.
    Arrivano i cinesi, il resto non si sa.

    La responsabilità del suicidio dei cassintegrati e dei disoccupati è sociale, ai diversi livelli di istituzioni e di potere.

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  2. Ringrazio Marino Magliani per questa introduzione a “La Luna” di Toni La Malfa la cui sensibilità di scrittore ammiro da tanto.
    La scrittura di Toni ha il gran pregio di non distorcere la realtà, di non cercare effetti speciali, i suoi personaggi sono antieroi, sono le persone che incontriamo ogni giorno, quelle con cui viviamo, ci confrontiamo, così come le tematiche affrontano il vivere quotidiano.
    Come si può percepire dalla lettura di questo brano, è ai piccoli particolari, ad una semplice frase nel corso di un dialogo che Toni La Malfa affida la responsabilità di scendere nel profondo della storia, e andare così oltre la trama.
    C’è un aggettivo che è stato usato nella presentazione che trovo calzante a questo brano del romanzo, ma alla scrittura di Toni la Malfa in genere : intima.
    Bravissimo Toni.

    grazie
    lisa

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  3. Da tempo leggo e ammiro Toni.
    Scrivere un racconto di puro dialogo è quanto di più difficile esista, e non mi sorprende che Toni sia riuscito nel suo intento, conoscendo le sue abilità.
    Aggiungerei anche l’accuratezza, la profondità con cui ha fotografato l’attimo in cui si è verificato il cambiamento di Tania. Lo trovo commovente e doloroso al contempo.
    Ringrazio Marino, mi associo a Lisa: ha scritto un’introduzione magnifica, che ci accompagna in quel “Mare della Tranquillità” che non è mai veramente statico.
    Come il racconto di Toni: un’istantanea su un frammento di vita in continua evoluzione. Vien voglia di sapere cosa succede “dopo”. Cosa è successo “prima”.
    Bello. Attuale.

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  4. Grazie, sono contento che la prosa di La Malfa sia apprezzata.
    Bartolomeo Di Monaco su Parliamone ha pubblicato parecchie sue cose per chi lo desiderasse.

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  5. “Hai il sentimento mistico e incantato del viaggiatore”. Così ho commentato un altro bel brano di Toni, pubblicato il 6 marzo sulla mia rivista d’arte Parliamone. Il brano lo si può leggere qui:

    http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=1092#more-1092

    Ringrazio Marino per aver citato la rivista Parliamone, cui tengo molto e che da quando l’ho fondata (agosto 2007) occupa ormai molto del mio tempo, felicemente.

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  6. Dalla luna quello sguardo torna alla Terra e si sofferma sull'”umano stato”. Un modo di guardare che si è fatto più lieve, consapevole e capace di “consolare”. Il riferimento è a al “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, di G. Leopardi

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  7. una piccola perla incastonata nella vita moderna un gioiellino di letteratura che viene dalla penna di un uomo che ha vissuto con profondità. c’è tutto: amore morte sesso e politica conditi con un disincanto sincero ma impercettibile. La gioventù, isogni,le delusioni….la vita insomma!!
    Un accavallarsi di situazioni sottolineata da una forma letteraria originale. Non so giudicarti come collega, ma sicuramente ti apprezzo come scrittore e ti ringrazio per avermi offerto l’opportunità di conoscerti un pò meglio.
    Per ora ho letto solo “la luna”. L’ho stampato ieri (sai com’è ….il tempo è tiranno) e l’ho tracannato tutto d’un fiato lasciando solo l’ultimo capitolo che ho sorseggiato lentamente con il primo caffè del mattino…
    complimenti sinceri

    From: Dona

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    L’email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail

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  8. Il dialogo “si tiene”, certo estratto cosi, è una crudele prova “tassello” (come quella che d’estate ti offrono i venditori di cocomeri per convincerti che quello che ti stanno vendendo è proprio buono). Di assurda attualita’invece il finale. Proprio in questi giorni, ne hanno dato risalto quasi tutti gli organi d’informazione, si è tolto la vita un operaio della Thyssen. Nel biglietto lasciato ai suoi cari, pare abbia scritto qualcosa che ha a che fare con un concetto che non dev’essere molto popolare, in quest’epoca. Parlava di dignità.

    Toni La Malfa ha mano felice. E una bella testa.

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