ARGO rivista d’esplorazione

di Alessandro Seri

Argo è una rivista d’esplorazione, proprio come dice il sottotitolo. Nata a Bologna nel 2000 sotto l’impulso di alcuni studenti, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e oggi si è trasformata in un pamphlet di tutto rispetto. Diffuso bene nelle librerie, su tutto il territorio nazionale, con una redazione folta (tra i tanti cito Lorenzo Franceschini e Giovanni Tuzet perché li conosco), un gruppo nutrito di collaboratori e un infaticabile direttore responsabile, il bel Valerio Cuccaroni. Dato che viene patrocinata dalla facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Bologna ci si aspetterebbe qualcosa di un po’ statico, accademico. Invece è l’esatto contrario. Argo è una rivista di ricerca, aggiornata sui temi del contemporaneo che resta contemporanea sui contenuti ma anche nell’aspetto grafico a volte osando un po’. Viene edita dalla Pendragon di Bologna e ha come logo la nave che le da il nome colta mentre, tra cielo e luna, solca il mare, oppure lo divide. E’ distribuito in questo periodo un ricco numero 13 monotematico, insomma denominato numero verde – contatta la natura e ovviamente dedicato alla natura stessa. Partendo dalla copertina (doppia) con foto di Marina Abramovic intitolate Balkan Erotic Epic, dove donne con fazzoletti neri, offrono mammelle a una divinità epica (in una) e uomini nudi sdraiati sull’erba sembrano accoppiarsi con la madre terra (nell’altra), si intuisce il taglio dissacratorio e ricercato di questa monografia. All’interno è possibile trovare poi delle rarità piuttosto interessanti come un’intervista telefonica ad Angelo Branduradi, definito nel titolo del pezzo come un insospettabile inquieto, alcuni testi più o meno poetici di Salvatore Ritrovato, Fabio Posterla, Luigi Di Ruscio e un discorso oracolare fuori sincrono dell’immenso Enrico Grezzi. La natura è soggetto artistico da sempre ma il suo aggiornamento tecnico e mediatico la sta trasformando a volte in merce da mercato, altre in fantascienza da incubo, altre ancora in passato remoto. Argo fa una perlustrazione esterna del tema, lo approfondisce dal di fuori, lo sviscera come suo dovere in quanto opera d’arte. Molto attraenti le foto che ritraggono il signor Silvio Berlusconi e altrettanto piacevole il fumetto centrale di Brizzi e Manfredi così come inquietante e illuminante il pezzo di Giuseppe Colomasi condito con le foto di feti anomali conservati in barattoli di vetro probabilmente sotto formalina. D’altronde questa è una rivista che punta a dividere (anche il mare come nel logo) quindi non si aspettino i possibili lettori un politically correct modaiolo. Forse c’è qualche strizzatine d’occhio alla cultura, modaiola anch’essa, dell’apocalittico ma si può sopportare pensando al futuro. In fondo credo che Argo sia una rivista di parte, non per chiunque, non da sfogliare, penso sia una rivista da leggere non leggeri. Se qualcuno fosse interessato ad esplorarla di più c’è anche un sito internet www.argonline.it/ dove ricercare vecchi articoli, vecchie recensioni e qualche curiosità in più.

4 pensieri su “ARGO rivista d’esplorazione

  1. Grazie Alessandro per la segnalazione e peccato che il cartaceo della rivista sia difficile da trovare.Cmq perlustrerò online

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  2. @Alessandro
    Grazie delle parole che hai scritto, perché non ti sei limitato all’elogio ma hai avanzato anche qualche appunto critico. Mi piacerebbe che approndissi il discorso sulla grafica (lo ritieni negativo “osare”? In che senso?). Purtroppo invece mi sembra inevitabile notare che l’Apocalisse non è più un’opzione, è un dato di fatto. Ieri ero sulla seggiovia di Frontignano ad ammirare i monti Sibillini carichi di neve: fra 20 anni, forse anche prima, un simile spettacolo probabilmente non lo vedremo più (si parla della chiusura di centinaia di impianti sciistici sulle Alpi). Credo che all’Apocalisse ci si debba preparare, non in modo confessionale, né tragicomico, però, bensì “pratico”, leggendosi “Corporale” o “Il pianeta irritabile” del nostro grandissimo corregionale Paolo Volponi.

    @Nadia
    La rivista si può richiedere in qualsiasi libreria: è presente nel catalogo Pendragon, quindi, se non c’è, basta ordinarla. L’elenco dei punti di distribuzione, dove dovresti trovarla esposta, cmq è qui:
    http://www.argonline.it/distribuzione.html

    @Massimo
    Crepi il lupo!

    @tutti
    Volevo ricordare che ARGO è una rivista aperta alle collaborazioni e alla pubblicazione di testi inediti (interviste, saggi brevi, recensioni, racconti, poesie). Quindi, se volete, inviate i vostri contributi a argo@argonline.it – verranno segnalati ai responsabili dei vari settori e in tempi (più o meno) ragionevoli vi verrà data risposta.

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