SI BACIANO di Valter Binaghi

bacio canino

L’altro giorno, all’intervallo sono uscito come al solito nel cortile della scuola per una sigaretta. A quell’ora il cortile è pieno di capannelli che progettano serate al pub e varia umanità, e qualche coppietta appartata che si sbaciucchia dietro un albero.
Senza volerlo, mentre passeggiavo, mi sono trovato a una ventina di metri da una di queste. Si baciavano non proprio svogliatamente, ma con una tale alternata puntualità, riaccostando le bocche dopo essersi sussurrati qualcosa, da far pensare già a un rituale.
Lui era voltato dalla mia parte, e mi ha visto arrivare. A quel punto l’ha stretta con maggiore forza, e si è attaccato alle sue labbra con una foga divorante. Lei ha sussultato leggermente, stupita dell’assalto, poi ha visto me con la coda dell’occhio e ha corrisposto appassionatamente.

Ci si può leggere l’esibizione dispettosa: ecco, vecchio stronzo, quello che tu ti puoi scordare. Ma sarebbe stupidamente, gratuitamente cattiva: i ragazzi non sono così.
E’ il mio sguardo che li ha svegliati: ha svegliato lui, ha letto nel mio sguardo un possibile desiderio, e ha ritrovato in sè il fuoco del proprio. Più sociale che biologico: lei è ancora più desiderabile se tutti la vogliono. Ha svegliato lei: lo slancio rinnovato è un richiamo irrefrenabile per il cuore giovane.
Nella mia adolescenza, l’occhio persecutorio che ci seguiva negli angoli bui era quello del catechismo jahvista, lo scrutatore delle impurità, la minaccia incombente della confessione e il fiato pesante del prete. Siamo cresciuti tra il digiuno dichiarato e il furto di pere dall’albero, col cuore in gola. Oggi i ragazzi sono liberi da tutto questo, ma non dal riflettore che sentono puntato su di sè, un censore fattosi tutto esterno e collettivo che non legifera su quanto ma su come, l’approvazione estetica di un pubblico ideale, che trasforma ogni espressione in spettacolo, e i pensieri in prove tecniche di trasmissione.
Dal comandamento della castità all’obbligo del consumo: del Super Io non ci si libera, nè dei panni cacati di Edipo, ma per fortuna col tempo gl’impulsi all’azione si riducono, e così anche le contrattazioni con l’ultima versione di Jahvè. Benvenuta vecchiaia.

A diciott’anni la giovinezza sembra l’unica verità di questo mondo, a cinquanta un’illusione inevitabile. A posteriori pensi che senza quella stagione dissennata avresti avuto meno frustrazioni, miglior carattere, più facile saggezza. Ma non è così.
Senza quella, non avresti avuto voglia di continuare.
E’ lì che la vita ha avuto per la prima volta sapore.
L’astuzia previdente della natura, che ti vuole attivo fino all’accudimento della prole.
Matrigna finchè si vuole, ma che ci tiene a mantenersi giovane, e mica scema.

11 pensieri su “SI BACIANO di Valter Binaghi

  1. Visto di cosa è capace un bacio? Ma i ragazzi fanno tante altre cose. Qualcuno, per esempio, si sveglia cinquantenne e incomincia a cianciare di rivoluzione o di nuova tradizione. Bisogna avere pazienza e confidare nel buon cuore dei teatranti. Non essendo ancora pronto per un secondo avvento, il tempo intanto passa e continua a passare. Se qualcuno lo vede, gli dica di rallentare e di rispettare tutti i limiti di velocità. Questa è la volta buona che lo stacchiamo e ce lo leviamo definitivamente di torno. C’è qualcuno che ha rimasto un ovetto con la sorpresa?

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  2. molto suggestiva l’interpretazione, binaghi, ma credo che sia “buona la prima”. neanche seguendo un impulso inconscio due liceali reagiscono in questo modo. ci vuole una complessità razionale che non hanno, perché l’es li spinga a una reazione siffatta. quando entriamo nel loro campo visivo e loro stanno facendo qualcosa che, sperano, possa suscitarci una qualche reazione, la ostentano. il gusto non è dirci: guardate e non toccate, non vi spetta più. né tanto meno, da uomo ad uomo, questa è mia: provaci! ma il dispetto fine a se stesso sì, perché tutta la loro vita (non di tutti gli adolescenti) è, che tristezza, un continuo tentativo di rompere le scatole a noi vecchi. senza tanti retroscena. gli altri, quelli che non sono “cattivi”, infatti non si baciano durante l’intervallo. e questi sono i veri trasgressivi, quelli che mi impegnano e mi danno da lavorare seriamente: in classe e a casa.

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  3. Io invece questa scena la vedo in modo meno poetico. Sarò cinica, ma mi dico che il sapersi osservati può aver regalato a quei due adolescenti quello che tutti (giovani e meno) oggi, mi pare desiderino ferocemnte: un pubblico, un faro puntato addosso, un palco.
    Potrebbero semplicemente aver voluto dare il meglio di sè, a favore di telecamera.
    Ma magari la giovinezza spudorata e ribelle esiste ancora, non so. Mi piacerebbe.

    sabrina

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  4. la crudeltà felice dell’esibizione nei giovani amanti è eterna – oggi poi ne possiamo vedere il culmine

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