Giuseppe Bonura e il suo viaggio nel tempo

di Stefania Nardini

Giuseppe Bonura ha viaggiato attraverso la sua vita per regalarci uno dei più bei ritratti dell’ Italia del novecento. Ma alla qualità dello scrittore, di un grande scrittore, ha aggiunto qualcosa di se stesso: l’onestà intellettuale.

Critico letterario per il quotidiano “Avvenire”, con Le radici del tempo (ed. Avagliano), Bonura si avventura nella sua esistenza in un romanzo in cui ogni lettore potrebbe ritrovarci sua nonna, uno zio, un padre e forse brandelli della propria vita. Una storia di famiglia, una famiglia semplice, in cui le complessità dei caratteri sono lo spaccato di un’epoca. Nonno Giulio anarchico e habitué dell’osteria, l’amica di famiglia timorata di Dio, una madre determinata e rigida come le veniva chiesto dalla cultura di quel tempo. Un padre che indossava una divisa, lontano da casa, finanziere, meridionale nell’anima, capace di trasmettere nei piccoli gesti il gusto per la vita.

Luoghi, personaggi, la storia del Paese che attraversa questo nucleo familiare tra momenti di felicità e di dolore. Un dolore al quale ci si doveva “abituare” fin da piccoli. Per imparare a stare al mondo. Con un risultato: cio’ che poi resta dentro. Ed è il tarlo che l’autore si porterà dietro, e che si trasformerà in una straordinaria sensibilità emersa poi nella magia della scrittura.

Un romanzo bello. A tratti anche divertente. E direi coraggioso. Perché rimettere assieme pezzi di vita, collocando affetti, sentimenti, ideali non è un’operazione facile. Ma Bonura ci riesce. Passando nelle città dove ha vissuto, dove ha lasciato pezzi di se stesso poi ritrovati. Dal mare del Conero alla costa romagnola, dove un bagnino, un giorno, aprirà una libreria e lui, l’autore, da commesso, si ritroverà per caso giornalista. Dall’amore per i libri e la letteratura esploso grazie a una relazione adolescenziale, dalle ideologie sessantottine al suo mondo di uomo in cui preserva un’integrità interiore non banale.

E poi l’Italia. Il fascismo, la guerra, la fame, i partigiani, le macerie e la ricostruzione. Un libro cosi’ è possibile scriverlo in una stagione, la stagione della saggezza, quando ripercorrere la propria storia è come rivedere l’immagine di un film in bianco e nero che diventa lentamente a colori.

Giuseppe Bonura ha scritto numerosi romanzi che hanno lasciato il segno nel panorama della nostra letteratura, ma in questo c’è qualcosa in più. C’è lui. C’è un uomo, il suo tempo, il suo rapporto con la vita. Una vita che a volte nulla risparmia e tanto dà.

E che a Giuseppe Bonura ha dato un grande dono: il saper narrare con semplicità e senza mediazioni, lasciando i fatti per quel che a volte sono: scherzi del destino.

(pubblicato su Scritture& Pensieri de Il Corriere Nazionale)

5 pensieri su “Giuseppe Bonura e il suo viaggio nel tempo

  1. un saluto affettuoso..da tutte le persone che ti conoscevano, che ti stimavano e ti apprezzavano.
    rimarrai sempe nei nostri cuori..e in un momento di tristezza sfoglieremo le pagine di un tuo romanzo per farci ritrovare il buon umore..

    con affetto

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  2. è impressionante parlare di lui al passato ma tant’é… lo ricorderò come la splendida persona che ho conosciuto anni or sono, leggerò attraverso i suoi dipinti e viaggerò mediante i suoi libri, in un mondo da lui creato che non terminerà mai… certo che la sua vita sia stata ampia e vissuta, colgo l’occasione per fare le mie condoglianze alla famiglia.

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