Un gatto bianco pulitissimo

di Emanuele Kraushaar

gattobiancopulitissimo.jpg

“È una questione di principio” ripeteva sempre.
E sempre la moglie annuiva con lo sguardo o con la testa.
Era spettinata la moglie e poco curata nei vestiti. Teneva in braccio il suo gatto bianco, che era sempre pulitissimo.

Quando scendevano in paese lui comprava il giornale e lei faceva la spesa.
Mentre leggeva e aspettava la moglie, guardava i giovani che stavano attorno al bar centrale. Seduti sui loro motorini che spesso neanche si alzavano per alcune ore.
Parlavano o stavano zitti, ma non si muovevano più di tanto.
Il gatto rimaneva con lui sulla panchina e chiudeva gli occhi.
La moglie arrivava con due buste, lui piegava il giornale e lei apriva il bagagliaio della macchina.
Un giorno un ragazzo chiamò il gatto. Voleva far divertire una che stava seduta sul motorino davanti al suo.
Lui non si accorse che il suo gatto bianco e pulitissimo era sceso dalla panchina.
Chissà che fine aveva fatto, perché per giorni lo cercarono e non lo trovarono.
E la moglie non gli parlò per una settimana fin quando il gatto, che non era più pulitissimo e che non sembrava quasi più bianco, si fece trovare sulla panchina alla solita ora.
La moglie era rimasta a casa e lui, prima di fare la spesa, si mise a leggere il giornale, seduto vicino al gatto. E pensò se fosse il caso di riportarlo a casa dalla moglie.

2 pensieri su “Un gatto bianco pulitissimo

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