19 pensieri su “25 aprile 1945 – 25 aprile 2008

  1. Buon 25 aprile a tutti. A chi c’è ancora, e ha combattuto per la Liberazione, e a chi non c’è più. E a tutti gli italiani.
    Perché il 25 aprile è l’unica, vera Festa della Liberazione.
    [emozionante questa foto]
    un abbraccio.

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  2. Che questa festa rimanga per sempre tale sui nostri calendari.
    Notare il passo fiero, cadenzato e allineato da parte di tutti i componenti del gruppo. E’ davvero una bellissima foto.
    Al centro c’è il gen. Cadorna, alla sua destra Parri ed alla sinistra Longo.

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  3. siccome c’è uno strano caos calmo in questo paese ultimamente, non ho sentito le sonore strombazzate inopportune sui valori della liberazione e sulla festa che andrebbe cancellata che qualche anno fa invece imperversavano. la destra forse sta diventando finalmente “conservatrice”.
    quanto a tutti, conserviamo i valori e i riferimenti che meritano di questa nostra italia, per non dover dire ancora “ahi serva italia” o “italia mia, benché il parlar sia indarno…”
    per me, che sono della serenissima, gli auguri valgono il doppio. grazie, gaja.

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  4. Grazie a te, Lulù, e a chi ha pensato di postare questo annuncio, sempre attuale, sempre preziosissimo. Io non ho fatto nulla, solo limitarmi a ringraziare per il ricordo.
    La memoria è una ricchezza ed è sicuramente una risorsa, anche se a volte è dolorosa.

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  5. http://it.youtube.com/watch?v=klTFIJ0gRfw

    Primo Levi
    Se questo è un uomo

    Voi che vivete sicuri
    Nelle vostre tiepide case,
    voi che trovate tornando a sera
    Il cibo caldo e visi amici:
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per un pezzo di pane
    Che muore per un sì o per un no.
    Considerate se questa è una donna,
    Senza capelli e senza nome
    Senza più forza di ricordare
    Vuoti gli occhi e freddo il grembo
    Come una rana d’inverno.
    Meditate che questo è stato:
    Vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    Stando in casa andando per via,
    Coricandovi alzandovi;
    Ripetetele ai vostri figli.
    O vi si sfaccia la casa,
    La malattia vi impedisca,
    I vostri nati torcano il viso da voi.

    G. Ungaretti

    Per i morti della resistenza

    Qui
    vivono per sempre
    gli occhi che furono chiusi alla luce
    perché tutti
    li avessero aperti
    per sempre
    alla luce.

    Salvatore Quasimodo
    da La vita non è sogno

    Dialogo

    “At cantu commotae Erebi de sedibus imis
    umbrae ibant tenues simulacraque luce carentum”
    Siamo sporchi di guerra e Orfeo brulica
    d’insetti, è bucato dai pidocchi,
    e tu sei morta. L’inverno, quel peso
    di ghiaccio l’acqua l’aria di tempesta
    furono con te, e il tuono di eco in eco
    nelle tue notti di terra. E ora so
    che ti dovevo più forte consenso,
    ma il nostro tempo è stato furia e sangue:
    altri già affondavano nel fango,
    avevano le mani, gli occhi disfatti,
    urlavano misericordia e amore.
    Ma come è sempre tardi per amare;
    perdonami dunque. Ora grido anch’io
    il tuo nome in quest’ora meridiana
    pigra d’ali, di corde di cicale
    tese dentro le scorze dei cipressi.
    Più non sappiamo dov’è la tua sponda;
    c’era un varco segnato dai poeti
    presso fonti che fumano da frane
    sull’altopiano. Ma in quel luogo io vidi
    da ragazzo arbusti di bacche viola
    cani da gregge e uccelli d’aria cupa
    e cavalli, misteriosi animali
    che vanno dietro l’uomo a testa alta.
    I vivi hanno perduto per sempre
    la strada dei morti e stanno in disparte.
    Questo silenzio è ora più tremendo
    di quello che divide la tua riva.
    “Ombre venivano leggere”. E qui
    l’Olona scorre tranquillo, non albero
    si muove dal suo pozzo di radici.
    O non eri Euridice? Non eri Euridice!
    Euridice è viva. Euridice! Euridice!

    E tu sporco ancora di guerra, Orfeo,
    come il tuo cavallo, senza la sferza,
    alza il capo, non trema più la terra:
    urla d’amore, vinci, se vuoi, il mondo.

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  6. Liberazione da

    che? Ma da ciò che altri vollero

    e imposero: tiranno e popolo

    bove. Non si ha cuore per maledire

    i nostri avi, né per ricordarne altri.

    L’enigma della vita in una foto

    in un tratto del carattere

    di un volto che riaffiora.

    Richiuso ora il solco di quel vomere

    rimane – a chi rimane – la memoria

    di un sibilo, di un urlo, nella notte.

    gn

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  7. *nulla senza memoria*. e nulla senza attenzione. per esempio: il prezzo dei cereali cresce a dismisura, notizia del telegiornale di oggi, e questo significa morte, senza se e senza ma. la liberazione dalla fame, come dalle catene, è urgente. *Qualcuno* ha detto che nessuno metterebbe in mano un serpente al figlio che gli chiede pane. in ricordo, in silenzio
    massimo

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  8. BUON 25 APRILE A TUTTI

    A tutti i pasti consumati assieme invitiamo la libertà. Il posto rimane vuoto ma il piatto resta in tavola.

    René Char

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  9. E grazie!

    E sia – si spera – che l’italiano non si dica *fiero* di essere Italiano – solo quando Cannavaro alza la coppa…
    Che la memoria [anche quella a breve – termine] sembra scomparsa…

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  10. Il 25 aprile é una data che dovrebbe essere scolpita nel sentimento collettivo.
    A volte si evita di pensarci perché rivedendo la bella foto nel post viene da pensare a De Gasperi, Togliatti, Nenni, Ravera, Anselmi, uomini e donne che pur nelle divisioni ideologiche stavano ricostruendo questo nostro paese mettendosi al servizio degli altri.
    Gente di spessore, e di grande onestà.
    E certo azzardare confronti con questo nostro presente é impossibile.
    Dovremmo rimuovere meno. Ci aiuterebbe ad essere un popolo fiero e meno arreso.
    Buon 25 aprile!

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  11. Credo che il declino di questa festa possa comprendersi meglio se osserviamo la Liberazione con gli occhi di un grande Resistente, il mitico capitano Alexandre, e cioè René Char.

    Il primo problema è la retorica e lo sfruttamento che si sono fatti della Resistenza.
    Già nei Fogli d’Ipnos Char scriveva: “La qualità degli uomini della resistenza, ahimé, non è la stessa ovunque! (…) quanti inafferrabili saltimbanchi più intesi a godere che a produrre! E’ da prevedere che codesti galli del nulla ci scasseranno le orecchie, una volta giunta la Liberazione”.

    Il secondo problema è che la Liberazione corrispose per mezza Europa ad una nuova schiavitù durata più di 45 anni.
    La liberazione dal nazismo, per i Polacchi come per i Cechi e i Rumeni, fu l’inizio delle terribili dittature comuniste.
    E questo resta un problema ancora irrisolto nelle nostre celebrazioni.

    Nel 1947 Char scriveva una lettera a Bréton denunciando il “brulot policier du communisme”, la natura poliziesca e oppressiva dell’ideologia di tanti “liberatori”.

    Credo che un’Europa davvero unita dovrà fare meglio i conti con la storia successiva al 1945, perché la festa della Liberazione non risulti una festa a metà.

    Grazie e auguri comunque di una continua, esterna ed interna, liberazione.

    Marco Guzzi

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  12. Ho risposto sul post che cita Andrea Zanzotto, sulle relazioni passato-presente del 25 aprile.
    Nulla di ideologico o sistematico, però io ho appreso e continuato, scartando anche, dall’esperienza di un padre internato in un campo di concentramento: vuole dire che si può essere stati come i polacchie, ed anche come i vietanamiti.
    La resistenza in Italia essendo diventata un’altra.
    Condivido, ad esempio, con Zanzotto e Sannelli la preoccupazione del modello di sviluppo infinito sostenibile, perché ci sta condannando ad un fine precoce, della vivibilità per noi ed i nostri figli.
    MPia Quintavalla

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  13. 25 APRILE PER TUTTI
    Category: Blogging

    GIU’ LE MANI DAL 25 APRILE

    «Il 25 aprile? Una festa da abolire. Meglio sarebbe festeggiare la vittoria della Dc del 18 aprile 1948, la vera svolta dell’Italia».

    Fabio Garagnani , neoparlamentare PDL

    Reggio Emilia , 23 Aprile 2008

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  14. « Tu non sai le colline
    dove si è sparso il sangue.
    Tutti quanti fuggimmo
    tutti quanti gettammo
    l’arma e il nome. »
    (Cesare Pavese, da La terra e la morte 9 novembre 1945)

    Liberazione = “La restituzione della libertà o della normale funzionalità, o anche l’allontanamento o l’eliminazione di quanto costituisce motivo di ostacolo o di obbligo: libertà dalla schiavitù, dalla tirannia; la libertà di una casa dalle ipoteche…” (Devoto-Oli ed. 1990)

    …GIU’ LE MANI DAL 25 APRILE

    Giovanni Nuscis

    Italia, 28 aprile 2008

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  15. Ma che liberazione…Il 25 aprile è la suggellazione della nostra sudditanza agli americani…poveri coloro che credono sia stata una liberazione…magari si, liberazione dai nazi-fascisti (ora non si sa perchè tanto in voga, bah…), ma punto d’inizio dell’invasione americana in Italia…povera Italia, ridotta da quel giorno a provincia americana…non so se avete mai sentito parlare di “Neo-colonialismo”; col piano marshall secondo voi c’hanno voluto aiutare a risorgere? Avevano grandi interessi nel farci risorgere, non l’hanno fatto certo per noi…e il referendum in cui vinse la repubblica (sulla quale vittoria incombono forti dubbi), e le elezioni in cui vinse la DC, mano americana in italia? Tutta la storia Italiana dalla II G.M. in poi è stata condizionata dagli americani…Sono ormai tanti i documenti, che confermano che l’omicidio Moro fu da loro commissionato, poi compiuto attraverso le vendute brigate rosse…e la Dc nn fu invitata dalla moglie di Moro al funerale, perchè non fecero niente x evitare l’uccisione del grande uomo che era Moro, pronto con Berlinguer al compromesso storico…Perfavore, rendetevi conto della storia che abbiamo vissuto, prima di inneggiare al 25 aprile…

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