Altre mattine verranno

turner_sun_setting.jpgErwin Walter Palm (1910-1988 )

Andre Morgen kommen

Niemand geht wieder nach Hause und
Niemand dreht sich um und sieht
Den Morgen wieder oder den dünnen Rauch
Über den Dächern.
Andre Morgen kommen, aber der nicht.
Überall brennen Feuer in der Frühe, aber
Nicht dieses. Und hinter den Scheiben
Die Frau ist um eine Nacht
Anders.
Hinter jedem Schritt fällt die Zeit wie
Ein Beil. Und wir treiben, Abgeschnittne, hinaus
Ins Offne. Leuchttürme sind
Von Erinnerungen, ferne auf Landzungen
Vor der Küste.
Wir nehmen den Geruch mit von Erde und von
Toten Blumen: wie alle Toten auf die Stunde warten
Wenn der erste Rauch aus den Schornsteinen kommt
Und durch das Kastanienlaub das
Verbrannte Holz riecht.
Merke: alle Dinge bleiben zurück,
Flinten und Angeln und Herd
Und Eimer. Aber Deine eignen Hände sind andre.
So anders wie die von Enkeln oder von Deinem Vater
Wenn Du nach ihnen greifst. Denn niemand
Ist es gegeben noch einmal zurückzugehen,
Niemand noch einmal über die gleiche Schwelle zu gehn,
Selbst einem Kind nicht.

Altre mattine verranno

Nessuno torna a casa e
Nessuno si gira e rivede
La mattina o il filo di fumo
Sopra i tetti.

Altre mattine verranno, ma non questa.
All’alba s’accendono ovunque i fuochi, ma
Non questo. E dietro i vetri
La notte ha trasformato
La donna.

Dietro ogni passo il tempo cade come
Una scure. E noi, a pezzi, sospinti
Al largo. Fari
Di ricordi, lontani sulle lingue di terra
davanti alla costa.

Portiamo con noi l’odore di terra e di
Fiori morti: come tutti i morti aspettano l’ora
Quando il primo fumo esce dai camini
E le foglie del castagno
Odorano di legna bruciata.

Ricordati: tutte le cose restano indietro,
I fucili, le canne da pesca, il focolare,
I secchi. Ma anche le tue mani sono altre.
Così diverse da quelle dei tuoi nipoti o di tuo padre

Quando le afferri. Perché a nessuno
È dato tornare indietro.
A nessuno superare la stessa soglia.
Nemmeno a un bimbo.

Traduzione di Stefanie Golisch

7 pensieri su “Altre mattine verranno

  1. “Und wir treiben, Abgeschnittne, hinaus ins Offne.”
    Semplice e terribile. Destinati a perderci dove non siamo riusciti nemmeno ad orientarci e in possesso di nulla, nemmeno del nostro passato.
    Bellissima proposta.
    Grazie
    m.

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  2. ciao.
    mi è piaciuta questa poesia.
    la sobrietà del suo stile mi rimanda a Cesare Pavese, soprattutto nella raccolta “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”.

    grazie!
    Francesca

    "Mi piace"

  3. Bella! E vedi un po’, anche a me ha ricordato Pavese alla prima strofa. Quella poesia dove dice “Avere un paese vuol dire sentirsi qualcuno”.
    Mi riprometto a breve di fare un post con qualche poesia di un altro poeta del genere, sconosciuto, maledetto, morto alcolizzato, Mario Porcheddu.
    Notarella inutile e rompipalle, tanto per perdere un po’ di tempo prima di attaccare a lavorare: ma la raccolta in questione di quell’immenso nasone delle Langhe non si intitola “Lavorare stanca”?

    "Mi piace"

  4. …. si, un po’ Pavese forse … non l’avevo pensato, nonostante che amo tantissimo Pavese!
    Questo autore, Palm, era il marito di una grande poetessa tedesca, Hilde Domin. Scrisse poesia in gioventù, poi divenno uno studioso di letteratura, professore universitario a Heidelberg e smise…

    Grazie del vostro interesse – e un particolare grazie a Ricardo Ferazzi dell’incoraggiamento che mi fa molto piacere!

    Un caro saluto!

    Stefanie G.

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