Osteria Calcutta

Osteria Calcutta” di Marina Valente, edito da Sensibili alle Foglie, è la storia di un sogno che, per qualche tempo, è stata una realtà capace di cambiare le sorti di oltre duemila Adivasi, diseredati, intoccabili di uno slum di Calcutta, una delle città più aperte e più contraddittorie di tutta l’India.

Una città capace di accogliere decine di migliaia di persone senza terra e di avvelenarne altrettante con le cicliche epidemie per avvelenamento da arsenico causate dai pesticidi e dai fertilizzanti chimici introdotti in modo massiccio in un’agricoltura naturale e dagli stabilimenti della Coca Cola (bevanda, fino a pochi anni fa completamente inesistente nel West Bengal) le cui pompe hanno raggiunto gli strati più profondi della terra, pescandovi -assieme all’acqua- metalli pesanti ed arsenico.

C’è qualcosa di profondamente poetico nel diario di Marina Valente e nella sua sincera passione per queste persone che vivono, dormono e muoiono in strada e che non hanno niente: neppure la certezza di potersi svegliare l’indomani.

Persone massacrate e sfruttate, che non possono entrare neppure in un bar malfamato, neanche nella bottega d’un commerciante che espone le immagini dei suoi sacri protettori: Vivekananda, Gandhi e Madre Teresa.
Persone che vendono i proprio reni ed i propri polmoni in cambio di poche rupie, o che non hanno altra soluzione per sopravvivere che dar via i propri figli di nove anni, valutati 100 rupie, poco più di un euro e mezzo.

La poesia che va oltre le parole e riesce a trasformare il quartiere di Sarada Pally, dove vivono ubriaconi, prostitute, ladri disposti a tutto pur di sopravvivere anche senza alcun diritto, neanche quello di consocere la propria storia, la propria data di nascita neanche quello di avere degli ideali o di provare il sentimento della fiducia nel solo luogo dove -anche solo per un momento- è stato possibile allargare “la maglia grondante sangue, miseria e fame” di un sistema capace di controllare tutti.

E’ stato fatto con concretezza e fiducia nella popolazione: con un dispensario, un corso di inglese, un laboratorio di cucito, un microcredito e decine e decine di azioni fatte solo per loro, per la loro salute per la loro crescita, per la loro autonomia e che ha prodotto il miglior risultato, il riconoscimento del progetto, la comprensione, la fiducia e la collaborazione proprio nel luogo tenuto a bada dalle mafie politiche attraverso l’ignoranza, la separazione degli uni dagli altri e la negazione della loro stessa esistenza.

Osteria Calcutta” è la poesia cruda e dolorosa di un sogno interrotto, ma non concluso in una Terra ancora troppo stretta da lacciuoli ancestrali che, ad ogni istante, presetna un nuovo volto ed il più bello è sempre quello di chi resiste: con i rally, le rivolte, le associazioni e soprattutto con la conoscenza, all’avanzare di chiunque voglia distruggere la fierezza e la dignità.

per chiunque fosse interessato alle attività dell’Associazione di Promozione Sociale Osteria a Calcutta questi sono i riferimenti: http://www.osteriacalcutta.com/ , http://www.myspace.com/osteriacalcutta, osteriacalcutta@gmail.com, osteriacalcutta@libero.it

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