Vietata povertà

Provvedimento valido in un raggio di 500 metri da piazze e monumenti. Blindata la città di San Francesco. D’accordo i frati del convento. Assisi vieta le chiese ai mendicanti. Il sindaco: “Tutelo i luoghi di culto”.
(da la Repubblica, 27 aprile)

Ma perch’io non proceda troppo chiuso,
Francesco e Povertà per questi amanti
prendi oramai nel mio parlar diffuso.
La lor concordia e i lor lieti sembianti,
amore e maraviglia e dolce sguardo
facieno esser cagion di pensier santi;
tanto che ‘l venerabile Bernardo
si scalzò prima, e dietro a tanta pace
corse e, correndo, li parve esser tardo.
Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!
Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
dietro a lo sposo, sì la sposa piace.
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto, XI, vv. 73-87)

E sul tema ricordo anche questo.

18 pensieri su “Vietata povertà

  1. Mah! Io sono capitata ad Assisi l’estate scorsa, e mi è parso che se fossi stata Gesù avrei preso una frusta lunga 100 metri, e avrei infuriato a scacciare i mercanti dal tempio – compresi venditori di souvenir, ristoratori più che ladri, mendicanti di mestiere e un di tutto di più da shock anafilattico – con un vigore da far tremare l’Italia intera. Certo, scacciare i mendicanti e basta mantenendo il resto si inquadra alla perfezione nella mentalità corrente (via i mendicanti da Assisi, via i rom da Milano, via i rumeni dall’Italia, e quant’altro), però vi giuro che Assisi è una città morta, ma per quella roba oscena dell’organizzazione commerciale. I mendicanti ci razzolano, ma il tutto è talmente degadradato che non fanno neanche più la vecchia, buona, sana e pelosa pietà del caso. Impressioni di Anna L.B.

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  2. Niente di nuovo sotto il sole: succede quello che era già successo a Francesco e ai suoi poverelli, quando alle loro richieste di cibo accompagnate dal saluto di pace, ricevevano insulti e sterco.
    Mi chiedo perchè i frati si siano adeguati così facilmente. Non sarà per i richiami ricevuti dal Vaticano, per il loro schierarsi con i movimenti pacifisti?

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  3. così a caldo, potrebbe sembrare una nuova pagina delle Città invisibili: quella del Povero d’Assisi rovesciata nella città dei frati che cacciano i mendicanti. ma bisognerebbe approfondire. ad esempio, su laRepubblica.it ho letto questo.
    in ogni caso, da noi non cacciamo nessuno.

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  4. Certo, Fabrizio, che lo schiavismo è una cosa gravissima… tra le più gravi in assoluto, e ancora molto diffusa.

    Il caso dei nostri sindaci, di Firenze o di Assisi, è altro: però, che impressione che la povertà, sacra o comunque rispettata da tutte le religioni, tanto, ad esempio, da essere fatta oggetto di un precetto da parte dell’Islam, sia trattata così!

    Sulla tua accoglienza, per fortuna, non dubito!

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  5. da noi i poveri sono i primi, Giorgio. anche a costo di perdere la gente per bene.
    il vangelo del resto parla chiaro.
    grazie.
    fabrizio

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  6. E’ un argomento, quello del post, che si presta a facili strumentalizzazioni. Buttare lì una notizia di questo tipo ha solo ed esclusivamente uno scopo informativo generico e mi ricorda i ‘riempitivi’ che i giornali scrivono, estraendoli dal cassetto, sul gioco d’azzardo quando scoprono i ‘casini’ di qualche personaggio famoso o mezzo famoso. Il risultato sono un’ammucchiata di mezze verità che ognuno può commentare a proprio piacere.

    Ci servono le mezze verità?

    Blackjack.

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  7. Caro Fabrizio, ma cosa intendi con “da noi”? Hai una comunità o qualcosa del genere? Con grande stima.

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  8. abbiamo due comunità, Anna, una parrocchiale e un centro per i giovani, con moltissimi poveri che arrivano da tutta Roma e luoghi limitrofi.
    grazie
    fabrizio

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  9. così, come un frate asino che legge e non sa i particolari e parla magari a vanvera – la prima cosa che mi chiedo è semplice: perché è diventato così difficile essere buoni? Martin Eden parte con questa frase in testa: “prendila con te, è facile essere buoni, la farai tanto felice!”. e se Martin non fa niente è solo perché è troppo depresso per fare altro che uccidersi. ora non solo è difficile, ma non si capisce più quali azioni siano le vecchie “buone azioni”. forse non vogliamo capirlo – perché (lo ricorda Fabrizio) *il Vangelo parla chiaro*…

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  10. Certo che nessuna elemosina risolve la povertà, Marina, però nemmeno fare finta che non esista, o cercare di cancellarne alla vista le manifestazioni, o farla diventare reato.

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  11. Esiste un solo modo per sconfiggere la povertà: l’istruzione! La dimostrazione lampante ce l’ha data l’India, con la creazione del distretto formativo prima e tecnologico poi, di Calcutta. Prima ancora che l’area esplodesse, producendo i migliori programmatori del mondo o tra i migliori, il semplice fatto che il livello di istruzione della popolazione fosse superiore, consentiva a quelle persone di vivere meglio anche a parità di reddito basso.
    Ora, dopo venti anni di investimenti, il problema della povertà è notevolmente diminuito,il reddito è aumentato, e il governo indiano sta replicando il modello anche in altre aree.

    Blackjack.

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  12. qui il vangelo non c’entra molto: è la visione borghese della vita, il rifiutare anche solo la vista del povero, del mendicante, dello zingaro che incarna l’abiezione, la sporcizia insanabile, lo stupratore. è il sentirsi in diritto di passeggiare per strade pulite e asettiche, anzi si vorrebbe che la pulizia e l’ordine dei centri commerciali fossero estesi a tutti i centri storici, dove finalmente tutta le gente, anzi, come i più democratici dei nostri pretesi rappresentati ci chiamano – tutti i consumatori, potessero finalmente dedicarsi a l’unica attività collettiva democraticamente riconosciuta: il consumo. anche il termine “mutazione antropologica degli italiani” suona grottesco e approssimativo in difetto. oggi in autobus sento da una donna, dall’accento fortemente meridionale, che i peggiori sono, ora, i romeni. mi sono sentito umiliato per lei, per questa forma di umanità e di popolo; poi, sta cadendo pure ogni tabù sulle “ronde” di caccia all’immigrato, tutto diventa assolutamente legittimo e liberale, consumare e dare calci all’immigrato, potenziale attentatore al nostra pace

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  13. @ Domenico

    Scua Domenico,ma stiamo parlando di frati,se non si riferiscono al Vangelo e all’idea di povertà di S.Francesco,mi dici a cosa dovrebbero riferirsi?
    E’ facile predicare in un modo e poi comportarsi diversamente.Altrimenti non potrebbero chiamarsi frati.

    jolanda

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  14. cara Jolanda,

    la prima cosa che fecero i seguaci di san Francesco alla sua morte è di non seguire la Regola (la cui versione originale non fu approvata dalle autorità ecclesiastiche e che era mal vista da alcuni degli stessi neofrancescani – vedi le regole su povertà e lavoro manuale). poi fatto il santo, ucciso ed esorcizzato il rivoluzionario. vorrei solo dire che la forma mentis borghese è ormai tutt’uno con il sentire e l’agire della chiesa ufficale, quella gerarchica intendo. il singolo in teoria potrebbe comportarsi altrimenti.

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