Alloro di Svezia (a cura di Daniela Marcheschi)

di Massimo Maugeri

“Perché mai studiare la letteratura italiana oggi? Quali significati e quali valori tanto grandi essa porta con sé, grazie ai nomi che l’hanno resa illustre, da farla amare con passione – nonostante ogni convenienza in un mondo votato alla causa dell’interesse economico – e da far quasi dannare taluni per studiarla, se non addirittura per farla?”

Avete appena letto l’incipit di “Alloro di Svezia” (Mup, 2007, euro 16, pagg. 118), libro curato da Daniela Marcheschi, nota italianista e critica letteraria, autrice di saggi tradotti in varie lingue, curatrice dei Meridiani Mondadori delle opere di Carlo Collodi e Giuseppe Pontiggia, vincitrice, per il suo lavoro di traduzione e critica in campo scandinavistico, del Tolkningspris dell’Accademia di Svezia.

In questo volume la Marcheschi chiarisce le ragioni critiche che hanno determinato il conferimento dei Nobel ai letterati italiani, fornendo un’analisi comparata e una valutazione delle motivazioni dell’Accademia medesima che – precisa – “sono diverse tra loro per profondità ed ampiezza di argomentazione (…) com’è naturale cambiano nel corso del tempo alcune regole e la composizione stessa dell’Accademia di Svezia. Mutano quindi anche i parametri e la capacità di giudizio critico dei suoi membri, che sono eletti a vita e che, in ogni modo, rappresentano una classe intellettuale colta, capace nei casi meno brillanti di parlare correntemente, oltre alla propria almeno tre lingue e di leggere con facilità tre letterature”.

Apprendiamo, per esempio, che (nel 1906) quando ottenne il Nobel, la poesia di Carducci godeva già di salda notorietà internazionale da quasi cinquant’anni; che la Deledda giungeva al Premio (siamo nel 1926) dopo aver ottenuto una fama cospicua e una lunga serie di candidature apertesi nel 1913; che la candidatura di Pirandello fu sostenuta da Guglielmo Marconi, in qualità di Presidente della Classe di Lettere dell’Accademia d’Italia, la stessa di cui era membro lo stesso Pirandello; che nel 1959 il Premio fu conferito a Salvatore Quasimodo “per la sua poesia lirica che con il fuoco della classicità esprime il sentimento tragico della vita della nostra epoca”; che anni dopo, quando fu premiato Montale (nel 1975), solo sette su diciotto erano i membri votanti e già facenti parte dell’Accademia di Svezia nel 1959.
Fino ad arrivare a Dario Fo (1997), la cui premiazione può essere considerata “una sorpresa”, ma fino a un certo punto. Fu determinante il ruolo di Lars Forssell, ma anche il fatto che la Svezia può vantare una significativa tradizione di letteratura “giullaresca”, di poesia e di satira moderna dalla fine del Settecento, secolo in cui importante fu l’assimilazione del magistero Swift.

Massimo Maugeri

9 pensieri su “Alloro di Svezia (a cura di Daniela Marcheschi)

  1. grazie, ottimo volume che andrò a vedere, l’italianistica andrebbe più praticata, insegnata e amata, fortunatamente il nostro Fabry ne è un appassionato cultore.
    Mi ha stupito che Carducci, nato nel 1835, fosse già così ben noto a 25 anni!

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  2. Mi pare un testo molto interessante, già l’incipit si apre con un domandone mica da ridere, e – a proposito delle convenienze “in un mondo votato all’economia”- c’è anche chi prova a conciliare letteratura e mondo economico, tipo certi volumi che propongono letture per manager, dove si spacciano I Promessi Sposi come un esempio per le strategie aziendali, Il fu Mattia Pascal per cosa non bisogna fare se non si vuole fallire,vabbe’, tutto serve alla causa….

    Grazie a Massimo!
    Paolo

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  3. @ Sparz e Paolo
    Grazie a voi per i commenti.
    In effetti questo è un libro che mi sento di consigliare a tutti coloro che sono interessati a conoscere meglio i meccanismi che stanno dietro l’assegnazione del Nobel per la letteratura (con riferimenti particolari ai “nostri” Nobel).
    In materia Daniela Marcheschi è senz’altro un’autorità.
    Ancora grazie.
    Massimo

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  4. Ho il piacere di conoscere Daniela, lucchese come me. Intellettualmente è un terremoto, inarrestabile, ricca di curiosità e di interessi culturali di vasto respiro. Animatrice culturale, conferenziere mai banale, interlocutrice delle più avvedute e battagliere, è difficile starle dietro. Appassionata della bicicletta, è temprata per sostenere qualsiasi confronto.
    Fa onore alla mia città.
    Poiché non la vedo da un po’ di tempo, sempre in giro per l’Italia e impegnata in università, le mando da qui un affettuoso abbraccio.

    Bart

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  5. Pingback: Kataweb.it - Blog - LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri » Blog Archive » TOTO NOBEL PER LA LETTERATURA 2008

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