Provocazione in forma d’apologo 57

Da bambino gli piaceva l’ottovolante: quella lenta salita fino alla sommità, quel precario indugiare su di essa, quel precipitare che comunque giungeva sempre improvviso e come non più atteso.

Poi quel po’ di studi che fece gli insegnò a smontare il giocattolo, a vedere e capire ciò che conteneva; ma fu solo nella sua prima maturità, quando per tre settimane accompagnò l’agonia dell’amata nonna, che sentì su di sé, provò nella propria carne il vero e personale significato di quello che fino ad allora era stato, al principio, nient’altro che un gioco puerile, e in seguito non più di una raffigurazione allusiva, di un generale ed astratto segnale.
Oggi, giunto a sua volta al sommo, domina, è un modo di dire, il panorama di propria spettanza: disgustoso e pauroso, ma con dettagli di struggente bellezza e bontà, per i quali si avrebbe desiderio e varrebbe la pena di un indugio ulteriore in quella posizione per eccellenza precaria. Ma un’eccitazione chiassosa alle sue spalle lo sospinge avanti, verso la caduta che gli giungerà comunque improvvisa e nonostante tutto non più attesa.

8 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 57

  1. La sorpresa e il panico della caduta, di ogni caduta, anche quando ne abbiamo già il sentore.
    E l’eccitazione chiassosa di chi ti è alle spalle, e vuole prendere il tuo posto, non tanto nella caduta, quanto nell’illusione di fermarsi al sommo.
    Bellissimo.

    P.

    "Mi piace"

  2. non più attesa, certo…per chi ha sperimentato il dolore, la caduta può essere rivelatrice, e comunque, necessaria,
    come lo è il dolore, che ci fa vedere.

    "Mi piace"

  3. Quand’ero ragazzino i miei cugini, peraltro assai amati, mi trascinarono una volta sull’otto volante. Durante la discesa provai un TERRORE SENZA NOME, da non riuscire ad aprire i denti, e giurai che mai più avrei messo piede su un simile aggeggio. Forse un anticipo del mio orrore adulto per la violenza.

    "Mi piace"

  4. quando si vuole consolare qualcuno, si dice spesso che la vita è fatta di alti e bassi.
    ci sarebbe un’altra possibilità. quella della Città invisibile di Calvino, dove ogni sei mesi trasferiscono in altro luogo la parte mobile: i ministeri, gli ospedali, le scuole, mentre restano sul posto le strutture fisse: l’ottovolante, le giostre, la cupola del circo…

    "Mi piace"

  5. Cari amici,
    grazie a tutti e specialmente a Blackjack: sì, siamo giocatori d’azzardo con la consapevolezza della sconfitta e della fine che, ognuno a suo modo, finché è possibile camuffiamo o soffochiamo.
    Troppo difficile stare ad occhi aperti, fare “come se”.
    Evidentemente quasi per tutti la cosa peggiore è vivere nella Verità.
    Un caro saluto,
    Roberto

    "Mi piace"

  6. c’è anche chi vive da “già precipitato”. sente l’eccitazione chiassosa alle sue spalle e scuote il capo con un sorriso indulgente e, sebbene abbia dimenticato come potesse, lui, un tempo, pensare, anche solo per un istante, di ignorare la sconfitta, da sconfitto vive, sperando che dopo l’abisso in cui ha già trovato posto, ci sia una vetta di luce o che quell’abisso sia il rovescio stesso della vetta sperata.

    "Mi piace"

  7. Cara Elena,
    forse non andrebbe detto ma è proprio così, anche se l’indulgenza resiste solo a tratti e non si capisce bene verso chi o che cosa è rivolta.
    Un caro saluto,
    Roberto

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.