“Il sogno della vita” di Giulio MARCHETTI


Carezza

Oltre questi anni la tua pelle riposa
e concede lo sforzo del sole
a qualcuno che ne possa godere
più a lungo di te che sei luce.
E allora tendere le dita
pressate dagli sguardi senza tempo
e memoria, perché nulla in quel momento
è visibile agli occhi più della bellezza.

*

La voce

Enumerati gli assalti del verbo
più forte. Elusi quasi avidamente
gli sprazzi abulici del torto
e della ragione, compiuto l’amore
da quel salto fugace
sulle tracce del volo, qualcosa resta.
Non è l’aria privata del respiro
che può farsi carezza
e all’improvviso scivolare
sugli avanzi del destino
ormai colati dalla schiena.
Ci sono solo occhi per fissarci
lungamente tra noi, solo una voce
per gridare lo spavento degli occhi
e sperare che un nome, almeno
un nome si possa chiamare
in questa lucida notte
senza parole.

*

Silenzio

Non c’è salto che superi l’assenza
del giorno. Non c’è soglia di intermittenza
tra gli allarmi sacri
della notte. La paura del silenzio
che trema per un soffio di vita
costringe la corsa del respiro
dentro i polsi e i globuli che abbiamo stretto
fino a farci cadere le vene
dalle braccia. E non c’è ancora salto.
Non c’è corsa lineare
se la voglia del respiro è la somma
di istanti isolati.
La tensione di palpiti ignoti
pronti alla ribalta del suono.

*

L’ultima volta

Vorrei avere il desiderio del vento e morire da fermo.
Vorrei prenderti e toccarti come l’ultima goccia
di questa oceanica distanza.
E la tregua degli arti
senza ali o confini
da recidere per tempo
qui sibila appena
la certezza del suolo, l’ascesa del volo,
la scienza del tuono.
L’inguaribile essenza di qualcosa
che torna a spingere fra noi
per l’ultima volta.

*

Il sogno della vita

L’illusione che calpesti è l’amore
che abbiamo perso.
E’ la polvere salita dagli spigoli
fin dentro le ossa.
La polvere che ci stringe le caviglie
è la nostra terra.
Ogni giorno c’è una strada più lunga,
ogni giorno una partenza.
La vita è l’amore che abbiamo perso.
E non ci resta che riviverla negli occhi
appena prima di aprirli.

*

“Il sogno della vita” di Giulio MARCHETTI
Joker, 2008
Collana “I lapislazzuli”

*

Giulio Marchetti è nato a Roma nel 1982.
Questa è la sua prima raccolta di poesie.

7 pensieri su ““Il sogno della vita” di Giulio MARCHETTI

  1. Che bello scoprire un poeta giovane o un giovane poeta degno di questo attributo| Bravo, Giulio, fatti conoscere.

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  2. Movimenti fluidi ma controllati governano la poesia di Giulio Marchetti, con equilibrio di immagini, incisive, e di una meditazione, dal tono vagamente sapienziale, che pervadono il lettore di un senso metafisico, come in Silenzio.

    Grazie a chi si è fermato a leggere, e a chi ha commentato.

    Giovanni

    "Mi piace"

  3. Nonostante ultimanente stia diradando presenza e commenti in rete, desidero far pervenire i miei complimenti a questo autore giovane e più che promettente. M’associo a Paolina insomma 🙂
    Un caro saluto e un grazie anche a Giovanni
    Antonio

    "Mi piace"

  4. Mi è capitato questo piccolo volumetto per caso tra le mani un giorno di luglio. La bellezza di alcune poesie non mi abbandonerà mai…

    Bravo Giulio, complimenti…

    "Mi piace"

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