Radunitza

La Pasqua ortodossa si celebra ridendo, dopo avere affrontato la piena della sofferenza. Nella Chiesa ortodossa russa, la festa dei morti è radunitza, da rad, “gioioso”, e corrisponde alla resurrezione di Gesù; cade nella seconda settimana dopo Pasqua e si celebra recando doni ai morti sulle tombe. I morti si confondono con i semi che sottoterra fermentano e distribuiscono il cibo, come cantava Esenin, così tradotto da Bazzarelli:

Sento la radunitza di Dio. / Non invano io vivo, mi inchino ai margini
delle strade / mi prostro sull’erba. / Fra i pini, fra gli abeti, / fra le colline ricciolute delle betulle, / sotto le coroncine, in un anello di spine, / mi compare davanti Isùs. / Egli mi chiama nei querceti, / come nel regno dei cieli, / e splende nel suo broccato lilla / il bosco coperto dalle nubi; / lo spirito di colomba viene da Dio, / come una lingua di fuoco, / ha invaso la mia strada, / ha soffocato il mio debole grido. / Fluisce la fiamma dell’abisso della visione, / nel cuore c’è la gioia dei sogni infantili, / io credo fin dalla nascita / nel manto (Pokròv) della Madre di Dio

3 pensieri su “Radunitza

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