Notizia l’è morta

di Mauro Baldrati

Lunedì sera, su La7, è andato in onda il programma Exit, condotto da Ilaria D’Amico. Il titolo era “Fannullopoli”. E’ un argomento, questo, utilizzato a piene mani dai media, perché si aggancia perfettamente a certi luoghi comuni popolari (i dipendenti pubblici sono tutti dei mantenuti che ci costano miliardi), come la sicurezza del resto (il mondo è devastato dal crimine e i criminali sono immigrati). I media enfatizzano i fatti, per sfruttare l’emotività, la paura, sentimenti che vengono per così dire nutriti dalle stesse notizie enfatizzate. Anche i politici soffiano sull’emotività popolare, a caccia di consensi: abbiamo visto il candidato e futuro sindaco di Roma Alemanno precipitarsi sul luogoci di uno stupro, seguito dalla televisione; mi ha ricordato Giancarlo Cito, il mitico sindaco di Taranto che andava sui cantieri ripreso dalla sua televisione Antenna 6 mentre sgridava gli operai perché battevano la fiacca.
Nel titolo vi era già la sentenza, benché la conduttrice continuasse a ripetere “verificheremo se ciò corrisponde a verità”; infatti ha iniziato subito a produrre numeri, che dimostravano che i fannulloni degli enti pubblici usufruiscono tra ferie, malattie e permessi di circa 60 gg all’anno. E prendono pure “la quattordicesima”. Ora, il tutto era riferito ai dipendenti di alcuni ministeri romani, ma il discorso era generalizzato all’intero settore pubblico. Elemento che il rappresentante sindacale ha tentato di spiegare, poiché gli enti pubblici comprendono molti settori, per esempio i vigili del fuoco… ma la conduttrice Ilaria D’Amico l’ha interrotto immediatamente con urla ed esclamazioni stizzite. Ma come si permetteva costui di fare questi discorsi noiosi? Sembrava la signora Verdurin, “la padrona”, l’immortale personaggio creato da Proust che non sopporta i noiosi, coloro che non si adeguano al trend del suo salotto, e li maltratta. Infatti era ovvio che l’enunciato doveva essere chiaro e definito: i dipendenti pubblici sono dei fannulloni e il sindacato li difende, punto e basta. Nessuno si doveva permettere di controbattere. Anche quando il rappresentante dei dirigenti ha affermato che un problema è costituito dalla politica, dagli amministratori, che spesso fanno scelte non chiare, è stato redarguito dalla conduttrice Ilaria D’Amico, che urlando ha cercato di portarlo sulla strada giusta: “ma sono i sindacati che si oppongono al cambiamento, VERO?”
Poi sono partiti i filmati e le interviste, tutti realizzati a Roma nelle sedi dei ministeri. Personaggi col volto oscurato affermavano che le loro giornate scorrono nel nulla più assoluto, internet, mail private, pause caffè, passeggiate in città, televisione via computer, giornali. E la conduttrice Ilaria D’Amico, al colmo dell’eccitazione, continuava a gridare: “Vedete? Le mail private, tutto il giorno!”.
Sono seguiti altri filmati, questa volta in Alto Adige, dove la linea dura di un dirigente contrastava la naturale tendenza all’ozio dei dipendenti pubblici – e qui, sulla scia della prima parte del programma, i casi di “fannullopoli” dei dipendenti ministeriali romani erano già transitati nella categoria “pubblico impiego” nel suo complesso – che vanno a lavorare addirittura ammalati e, come finale catartico, le denunce, gli arresti, le irruzioni della forza pubblica e i fannulloni colti con le mani nel sacco.
C’erano altri ospiti, il “giuslavorista” Ichino del Partito Democratico, particolarmente adulato dalla conduttrice Ilaria D’Amico, il ministro ancora in carica Di Pietro, che era unicamente interessato a dimostrare che alle ultime elezioni il suo partito ha raddoppiato i consensi e da quando c’è lui al ministero delle infrastrutture si lavora sodo, Sacconi di (ex) Forza Italia, che all’inizio sembrava moderato, cercando di distinguere e di non generalizzare (ma si è ripreso presto), suscitando per questo l’irritazione della conduttrice Ilaria D’Amico, che urlando cercava di portarlo sulla giusta strada dell’enunciato di partenza.
Altri dati informavano che i dipendenti pubblici, oltre a percepire la quattordicesima, hanno avuto un aumento di oltre 100 euro al mese.
Ora, andrebbe chiarito che questo si riferisce ai ministeriali, perché i dipendenti degli enti locali (comuni, province, regioni) si fermano alla tredicesima, e l’aumento per il nuovo contratto, scaduto nel 2006, ammonta a circa 90 euro lordi (una sessantina netti); che gli stessi dipendenti di ex settimo livello, per il quale è richiesta la laurea, guadagnano meno di 1200 euro al mese; che molti servizi essenziali sono stati esternalizzati, cioè consegnati ai privati (mense scolastiche, assistenza), senza che ciò che resta dell’organizzazione del lavoro precedente venga rivista; che negli enti pubblici sono compresi servizi come la sanità, la polizia, e non solo i ministeri; che gli enti pubblici assumono per legge persone con gravi problemi di salute e handicap, svolgendo per questo anche un importante servizio sociale, e queste persone, assentandosi spesso per varie difficoltà, alzano la media delle assenze, tanto sbandierata; che occorre distinguere tra casi singoli di malaffare e il comportamento di intere categorie di lavoratori; ma questa sarebbe presentare i fatti, sarebbe informazione; invece nei programmi come questo, per parafrasare una famosa canzone della Resistenza, “informazione l’è morta”.

34 pensieri su “Notizia l’è morta

  1. Mauro, scusami, ma non sono, al di là del discorso mediatico di comodo, d’accordo sulla tua disanima. E’ un dato di fatto incontestabile che l’Italia ha il maggior numero di dipendenti pubblici fra i paesi occidentali e una delle burocrazie meno efficienti al mondo.
    Questo è il dato di fatto e solo dopo che questo dato di fatto sarà accettato da tutti, sarà possibile discutere. Cosa ci sia da discutere non mi è chiaro, perché l’unica via che vedo è la diminuzione drastica dei dipendenti pubblici a un quinto degli attuali.
    Non capisco perché Londra debba avere un quinto dei dipendenti pubblici di Roma e riuscire a erogare servizi in tempi minori. Non capisco perché se, a Innsbruck vuoi aprire un’azienda, l’amministrazione pubblica in una settimana ti mette nella condizione di farlo e in Itali ci vogliono 20 giorni, se va bene, solo per sbrigare le pratiche iniziali.

    No, a questo gioco non ci sto e i dipendenti pubblici, fatte salve le RARE, eccezioni (fra queste i Vigli del Fuoco), sono una manica di lazzaroni e, a modo loro, una minicasta super tutelata.

    Mi sono francamente rotto le tasche di queste difese d’ufficio di gente che lavora sì e no un paio d’ore al giorno e poi ha anche da recriminare. Sei mai entrato in un Ministero? in un Comune? in una Provincia? ad osservare quello che fanno?
    A me capita, non gioco solo a carte (purtroppo mi serve una facciata pubblica) e il livello di non produttività è INDEGNO! In qualunque ente pubblico romano (e non solo) non riesci a fissare un appuntamento che è uno prima delle 10 del mattino e, se arrivi alle 10, spesso non trovi la persona: imbottigliata nel traffico è la scusa. Ok, era lo stesso traffico che avevo affrontato io, alzandomi prima, per arrivare in orario!

    Ilaria D’Amico non è una santa, la televisione ci marcia, ma i dipendenti pubblici fanno del loro meglio per sostenere la marcia e io, scusami il termine, mi sto rompendo i coglioni: pesantemente. Forse questo, assieme ad altri, è uno dei motivi per cui la sinistra ha perso le elezioni e per i prossimi 15 anni non tornerà al governo.

    Blackjack.

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  2. Tanto per farti un esempio concreto. Anni fa mi è capitato, per la prima e l’ultima volta, di partecipare a un bando di gara di un ente pubblico: la sfortuna volle che, dopo un anno, l’ente mi telefonò dicendo che avevo vinto la gara (della quale nel frattempo mi ero dimenticato).
    Il bando prevedeva, fra le altre cose, anche la fornitura di Personal Computer. Niente di strano, se non un piccolo dettaglio: il modello offerto un anno prima era diventato vecchio e, allo stesso prezzo, gli avrei fornito macchine più recenti (dello stesso produttore, ma con caratteristiche superiori). La risposta fu: “No, lei ci deve dare i modelli di un anno fa!”.

    La mia di risposta, che non riporto per decenza, non fu molto ‘polite’, per dirla all’inglese, e mandai a quel tal paese l’Ente che affidò il lavoro alla solita ‘Cooperativa’ che fornì PC vecchi e un software da schifo.
    Dopo un paio d’anni lo stesso ente mi richiamò, dopo aver scoperto le meraviglie di una soluzione installata presso un’amministrazione non italiana (e il viaggio di “studio”, inutile perchéè impossibile trasformare una capra in leone, è stato pagato con i nostri soldi), e mi chiese di sostituire tutta la fornitura con una GARA PRIVATA.
    Non conosco la normativa, ma ritengo che la cosa non fosse molto ‘legale’.

    Così funziona l’Amministrazione Pubblica in Italia. Ovviamente, da coglione, li rimandai a quel tal paese.

    Ti pare strano? A me no e se consideri che, quando ti va bene, la pubblica amministrazione ti paga a 120 giorni, scusami, ma preferisco andare a lavorare con il Governo del Canton Ticino che ti scassa i maroni all’inverosimile, prima della fornitura, ma ti ti paga dopo due settimane.

    Ne vuoi un altro di esempio? Pronto! Quel rimbambito che insegna informatica a mio figlio, che ha dodici anni e la conosce meglio di lui, fa lezione di informatica obbligando i ragazzi ad utilizzare Microsoft Office (che costa una cifra), quando è disponibile Open Office che non costa nulla e funziona come e meglio delle soluzioni di Microsoft (la suite Microsoft costa più di 450 Euro se non sai che strade percorrere per avere un prezzo migliore). Premesso che non mi è chiaro che informatica possa essere insegnata con Microsoft Office (una presa in giro!), perché non utilizzare, come da linee guida europee, software Open Source e calare sulla testa delle famiglie o costi esorbitanti o l’obbligo di utilizzare software illegale?
    Io, uno così, lo licenzierei domani mattina e senza pensarci due volte. In Italia invece no! Uno così, anche se stronzo, impreparato e dannoso, lo si tiene a insegnare in una scuola e quando mio figlio gli racconta che ha iniziato a utilizzare un interprete LISP (open source) a 5 anni, lui non sa nemmeno cosa sia il LISP.

    Sono tutti così quelli che lavorano nella Pubblica Amministrazione? Sicuramente no, ma quelli ‘così’ io vorrei vederli a fare altro e lavorare sul serio, non a formare bimbi più intelligenti e preparati di loro o far partire sistemi informatici che non servono a nulla.

    Blackjack.

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  3. Giocatore d’Azzardo smettila di dire fesserie l’Italia non ha il maggior numero di dipendenti pubblici degli altri paesi occidentali, nè in proporzione alla popolazione nè in valore assoluto. Ad esempio gli Stati Uniti d’America hanno più dipendenti pubblici dell’Italia, in rapporto alla popolazione!

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  4. …e mi chiese di sostituire tutta la fornitura con una GARA PRIVATA.
    Non conosco la normativa, ma ritengo che la cosa non fosse molto ‘legale’.

    Oddio! Ecco un’altro che non sa cos’è una licitazione privata ma si permette di esprimere sentenze!

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  5. Franco, non sono un legale (faccio altro e gli avvocati li pago per gestire le mie rogne, che sono tante), ma che,dopo un bando di Gara, si indica una licitazione privata per un importo superiore ai 50.000 euro, e che come tale al di là delle forniture militari, prevede OBBLIGATORIAMENTE, l’emissione di un bando di gara pubblico (dopo in 200.000 il bando di gara deve essere europeo), mi pare strano.

    La licitazione privata è prevista, se non sbaglio ma potrei, solo per forniture con funzionalità UNICHE non presenti in altre soluzioni di mercato. Fatti salvi sempre i Militari che non sono sottoposti a vincoli simili per ‘una parte’ delle loro forniture.

    Oh, Franco; io non capisco nulla, e lo so, ma tu capisci molto meno di me; fidati che è meglio.

    Blackjack.

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  6. Ah, dimenticavo; se consideri nel novero dei dipendenti pubblici degli Stati Uniti: militari, FBI, CIA, NSA, etc… beh, forse potrei essere d’accordo. Epperò il paragone con l’Italia non regge; la nostra ‘ammiraglia’ è la Garibaldi e ci atterrano gli elicotteri e quegli altri aerei a decollo verticale che non ricordo come si chiamano. Ach… l’età, che brutta malattia 🙂

    Blackjack.

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  7. L’entita’ dei dipendenti pubblici va ascritta a quel becero costume chiamato clientelismo. Forti della necessita’ di “svoltare”, in cambio di tutto (molto spesso di un voto, appunto, quando non di peggio) negli anni allegri giù a caricare forza lavoro che poi, a fronte di mancanza di formazione, volutamente sottopagata ect. ect, da luogo a questi luoghi comuni. Un costume radicato si dirà, con italica rassegnazione. A fronte di qualcuno che meritoriamente si guadagna la pagnotta, c’è chi sentendosi sostanzialmente un vegetale applica alla lettera il principio sotteso che andava in voga anni fa nei cortei…”a salario di m*****, lavoro di m****” . Farglierne un torto ? La cosa corretta sarebbe prendersela con chi li ha imbarcati a questi signori qua. Non prendersela con loro. Quanto allo stile dell’informazione, posto che la 7 abbia una sua policy, la bella (e consapevole di esserlo) D’Amico, non ha fatto altro che cavalcare, in modo nemmeno originale sembra, il solito tormentone. Moralmente, da qualsiasi latitudine la si voglia vedere, chi non lavora non rende un buon servigio, ai colleghi, intanto, che lavorano davvero, al pubblico che riceve prestazioni da terzo mondo, al sistema paese che allegramente, visto l’andazzo se ne fotte ed evviva il paese dei furbi, indipendentemente dalla tessera che hanno in tasca, se ce l’hanno.

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  8. Sì, in effetti qualche giorno fa a me è capitato di sentire una tranquilla dichiarazione di un dipendente pubblico di fronte a utenti del servizio, che suonava apertamente così: “…se posso frego lo Stato…”. Per dire che quel senso di “furbizia” è molto diffuso nell’ambiente, come cosa normale. Questo senza nulla togliere a quelli, che sicuramente lavorano con senso di particolare responsabilità.

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  9. L’Italia è un Repubblica fondata sul nepotismo. Yu-uh.

    A mio avviso il problema restano il giro di clientele e l’illegalità dilagante su cui si regge il sistema.

    Però il post resta divertente (parlar male degli impiegati pubblici è quasi sport nazionale ;)).

    re

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  10. Bisognerebbe riflettere su come i dipendeti pubblici vengono gestiti (nel loro lavoro) dai dirigenti pubblici che spesso tanto pubblici non sono dato che spesso fanno altri lavori. Alla fine la questione è senpre la stessa. In Italia mancano i controlli. Invece di tante chiacchiere non si potrebbe pensare di potenziare (dato che ora devono anche portarsi la carta igienica da casa) l’ispettorato del lavoro? Comunque la vedo brutta. In questo cazzo di paese si prova solo a fregare il prossimo, anche nel mondo della poesia accade. Anche all’interno delle famiglie. Un certo Enrico Berlinguer nei primi anni ottanta pose una certa questione morale, ma alla sua morte cadde nel dimenticatoio.

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  11. chi non è dipendente pubblico scaglia tutte le pietre possibili sui DP che, tanto per cominciare, non sono più così tanti come un tempo e verranno ulteriormente ridimensionati. l’emblema del malcostume italiano è tutto lì. se poi, ciascuno nel proprio mestiere, cerca di fregare il prossimo, direttamente o indirettamente (per esempio non pagando le tasse), si sente a posto, mentre in altre forme sta esattamente raschiando la cosa pubblica di cui a noi italiani in genere non importa un fico secco. è peggio di un DP pigro e furbetto: perché anche lui ruba e devasta ciò che è di tutti, ma non gli tirano le pietre.

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  12. Quel che dice Lucy è sacrosanto. Ma ognuno al suo turno. Adesso tocca ai dipendenti pubblici. Forse era ora.

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  13. Non solo ho messo piede in un comune, come chiede Blackjack, ma ci lavoro. Conosco i problemi, i ritardi, le contraddizioni; e la burocrazia, frutto anche di una legislazione complicata, contorta, a volte folle. E conosco la tendenza, molto diffusa, a scaricare sulle spalle larghe, ma non larghissime, del comune i propri errori e le proprie trascuratezze. Per poi lamentarsi delle inefficienze. D’altra parte il vittimismo è uno degli sport nazionali, e chi ha vinto le elezioni è il campione mondiale. Per dire, abbiamo istituito un’agenda elettronica per permettere ai professionisti (ingegneri, architetti, geometri) di prenotare da casa un appuntamento per presentare una pratica o chiedere informazioni. Dopo poche settimane era già piena per i mesi a venire. Cosa era accaduto? Alcuni professionisti – non pochi – prendevano due, tre, anche quattro appuntamenti per una pratica, così se non potevano di lunedì venivano di mercoledì, o venerdì ecc. Valanghe di accuse sul comune che non sapeva gestire l’agenda ecc. Così abbiamo dovuto inserire le sanzioni, chi prenota e non si presenta per due volte senza disdire non può prenotare per un mese. Valanghe di accuse sul comune, siamo burocratici, fiscali, insomma, ho avuto un problema col traffico, ma cos’è, un regime militare ecc. Così va. C’è la tendenza a non assumersi le proprie responsabilità, a disprezzare le regole, a scaricare sugli altri, ad accusare. E nascono i luoghi comuni (tutti lazzaroni, tutti fannulloni mantenuti), le invidie, i rancori, sui quali prosperano i programmi scandalistici.

    Ma non solo. Ho anche lavorato nel settore privato, per anni. Conosco il clientelismo che sta dietro alla cosiddetta meritocrazia, i favori, le meschinità, e lo sfruttamento, gli scandalosi privilegi, il mobbing, il tirare al risparmio e lo scadimento del servizio.

    Ma non solo. Sono stato anche libero professionista iscritto alla camera di commercio, per anni. Conosco il disinteresse per le regole, la tendenza diffusa a fregare, a evadere, a tirare via il lavoro quando fa comodo.

    Ma non solo. Sono stato anche disoccupato, conosco la disperazione, il senso di vuoto e la paura.

    Eppure cerco di non generalizzare, di non lasciarmi andare a questi luoghi comuni stupidi, perché so che in tutti i settori, tutti, ci sono i furbi, i ladri, ma anche chi si dà da fare e paga per tutti.

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  14. Ah, dimenticavo; se consideri nel novero dei dipendenti pubblici degli Stati Uniti: militari, FBI, CIA, NSA, etc… beh, forse potrei essere d’accordo.

    Non puoi paragonare le pere con le mele. Se consideri *tutti* i dipendenti pubblici italiani (3,5 milioni) allora stai includendo anche militari, carabinieri (sempre militari), gdf, polizia statale (fbi), polizia locale (sceriffi vari), ecc. cosi si arriva a 3,5 milioni. Lo sai che in Francia i dipendenti pubblici sono oltre 5 milioni?

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  15. Mauro, che in Italia la pubblica amministrazione, fatti salvi pochi casi quasi sempre legati alla persona e mai alla struttura: fa schifo.
    E’ un dato di fatto che, pur con tutta la buona volontà del mondo, è impossibile negare e non riesco a capire perché si debba sempre cercare di difendere a spada tratta i dipendenti pubblici. Mi sforzo, ma non ci riesco.

    Che poi, per bilanciare, si cerchino paragoni con il privato, mi lascia alquanto perplesso: parliamo del pubblico o del privato? Il post è relativo alla pubblica amministrazione e non mi consola sapere che anche il privato in Italia non funziona come dovrebbe e il fatto che tu lavori in un Comune non sposta il problema di mezzo millimetro. Io gioco a carte, anche cifre molto alte, ma non ho mai riciclato denaro; questo però non sposta il fatto che i Casinò di tutto il mondo sono una delle probabili vie per riciclare denaro; che io non abbia mai contribuito non sposta il problema di mezza virgola.

    Nessuno nega la mancanza di senso civico e del rispetto delle regole di questo Paese, ma questo cosa c’incastra col fatto che la Pubblica Amministrazione è stracolma di gente che non fa nulla?

    Blackjack

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  16. Santo Cielo Blackjack, ho delle serie difficoltà a discutere in questi termini. Ho cercato – e non solo io – di spiegare che non ha senso generalizzare su centinaia di migliaia di persone, e tu continui a esprimerti per slogan. Che si può dire ancora? Uno ti molla, rinuncia, no? Dovresti sforzarti di aprire un po’ la mente, cercare anche di ascoltare il prossimo, chi vive una certa realtà, chi conosce le storie, oppure ti ritrovi col dialogo ridotto a zero.

    Il privato l’ho tirato fuori per il semplice motivo che lo si oppone sempre al pubblico come esempio di efficienza, e anche questo è uno slogan privo di senso. Si cerca di svilire il pubblico, di demolirlo, di smantellarlo, per aprire sempre più porte alle privatizzazioni selvagge.

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  17. Sono un dipendente di un ente ex parastatatale trasformatosi in ente di diritto privato qualche anno fa.
    Ho lavorato sodo per lunghi anni le 36 ore contrattuali a settimana. Lavoravo quando vedevo i miei colleghi ammalarsi 3-4 giorni e tornare abbonzati in ufficio. Quando il mio collega di stanza passava ore al telefono con le sue donne. Quando m’affacciavo alla finestra e vedevo gruppi di colleghe e colleghi passeggianti davanti alle vetrine dei negozi. Quando il dirigente mi respingeva 2-3-4-5 volte una lettera o una delibera per una stupidaggine qualunque. Quando entravo in centralino per fare una telefonata interurbana e c’era il gruppetto che giocava a carte. Quando constatavo che i soliti raccomandati mi passavano avanti di qualifica. Quando vedevo che lo stesso lavoro di mansioni superiori svolto insieme ad un collega, a lui veniva riconosciuto, a me no. Quando, passati ad ente di diritto privato, i nuovi assunti, in tre anni, sono avanzati di tre qualifiche, promossi tre volte. Io pure sono passato tre volte di qualifica, ma in ventitre anni, di cui una volta per aver vinto uno dei due posti interni di un concorso pubblico all’epoca bandito.
    Potrei continuare a lungo, e raccontare dei funzionari e dei dirigenti che hanno strumenti e mezzi a disposizione per stanare gli impiegati fannulloni, ma non li adoperano perché essi stessi sono capi dell’inutilità e del danno alle amministrazioni che amministrano. Parassiti. E qui entra in gioco il discorso di scarico delle responsabilità richiamato da Mauro Baldrati.
    Per cui, come è facile intuire, chiunque può venire coinvolto da questo soporifero meccanismo di fancazzismo, per poi sentirsene cullato, o tritato, o inseguito, a seconda dei temperamenti dei soggetti in questione.
    Io me la sono cavata, da adulto, con le mezze misure: cortesia e un minimo di efficienza con il pubblico. Servizi essenziali garantiti. Niente lingua biforcuta, o coltelli in mano pronti a colpire. Secondo lavoro pomeridiano più che soddisfacente per bilanciare la depressione mattutina. E nulla più.

    Poi, per Blackjack:
    tu hai scritto, poco sopra: “Io gioco a carte, anche cifre molto alte, ma non ho mai riciclato denaro; questo però non sposta il fatto che i Casinò di tutto il mondo sono una delle probabili vie per riciclare denaro; che io non abbia mai contribuito non sposta il problema di mezza virgola”
    ma anche, qui: https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/04/20/contro-i-pacchi/#comment-44822
    che “sono i Casinò che mi pagano per giocare a determinati tavoli. Ho un mio tariffario, discreto, e sono sempre i Casinò a coprire le puntate; a meno che non decida, e capita, di giocare soldi miei. Ma quella è un’altra storia.”
    Potresti quindi fungere da strumento inconsapevole ad uso dei casinò per eventuale riciclaggio di denaro, o ho sparato una cazzata gigantesca?

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  18. “informazione l’è morta.”, …e il senso critico anche: sostenuto com’è da competenze e conoscenze in buona parte “mediatiche” (enorme la responsabilità dei media nell’attuale clima di contrapposizioni tra categorie lavorative e sociali, oltre che etniche e religiose) o tratte da “esperienze dirette e/o indirette” su un campione limitato.
    La pubblica amministrazione vive la stessa schizofrenia, le stesse ambiguità di altre organizzazioni e della società stessa.
    Da un lato, un lungo percorso di riforme importanti (la legge 241/90, le leggi Bassanini, il D.L.vo 165/01), dall’altro il ristagno e le resistenze al cambiamento, il falso egualitarismo tra dipendenti e ruoli diversi, la mancanza di controlli e di un sistema sanzionatorio efficace, l’assenza di valutazione dei lavoratori pubblici e di un sistema premiante, i contratti collettivi di lavoro che non esprimono né l’interesse degli enti né quello dei lavoratori, favorendo alcuni ruoli e mortificandone altri, che non attuano leggi dello stato.
    Tutto ciò con le conseguenze che vediamo o intuiamo.
    La pubblica amministrazione è l’organo deambulatorio del poteri pubblici, e ne è il prodotto e l’immagine: dispongano, allora, con coraggio e giustizia, affinché l’immagine e la percezione dei cittadini e degli stessi lavoratori cambi.

    Grazie, Mauro

    Giovanni

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  19. sono d’accordo con mauro baldrati: primo non generalizzare, secondo che il cittadino faccia la sua parte. un cittadino-professionista con i suoi clienti fissa un appuntamento che, solo in caso di impedimenti seri, viene spostato ad altra data: però dà per scontato che la pubblica amministrazione sia un’entità astratta con cui si possono fare i propri comodi. non si può pretendere sempre, se il senso della res publica resta quello che è stato descritto. anch’io sono dipendente pubblico, insegno. è il settore che vanta meno assenteismo e, vi assicuro, da quando insegno io non ho mai fatto i famosi “tre mesi” di vacanza (che quest’anno si sono ulteriormente ridotti: e siamo gli unici, credo, che non possono decidere quando fare le proprie ferie). però tutti a sparare sulla scuola: a che titolo, in nome di che? fin che gli studenti sono le teste vuote che si vedono in giro che imparano presto a come fare a non studiare, a inventarsi mille scuse, assenze strategiche etc. e i genitori dietro a supportare atteggiamenti di comodo, che credibilità ha chi si sciacqua la bocca su una scuola che non funziona?
    non funziona perché con tutte le contromisure del caso, non avendo studiato un piffero, lo studente viene fermato un anno per le “molte e gravi insufficienze”: forse l’insegnante doveva andare a casa del ragazzo e sedersi accanto a lui e farlo studiare? io ricordo ai ragazzi così che se vanno a scuola ci vanno con i soldi di tutti, anche i miei.

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  20. La generalizzazione è una delle varie facce della demagogia populista che impregna il nostro paese.
    Una frase come questa: “i dipendenti pubblici[…] sono una manica di lazzaroni e, a modo loro, una minicasta super tutelata” è falsa nei suoi presupposti (chi l’ha scritta non puo’ conoscere _tutti_ i dipendenti pubblici, neppure le rare,anzi RARE eccezioni) e quindi non vale nulla.

    Io so per certo di non essere un “lazzarone”, né una manica né un polsino, ma di fronte a una affermazione del genere non posso né discutere né motivare, né posso aspirare a convincere chi l’ha fatta di far parte delle “RARE eccezioni” (non sono un vigile del fuoco), visto che non esistono argomenti logici per dimostrare né la lazzaronità, né l’eccezionalità. Di fronte ad affermazioni del genere non resta che una privata indignazione. Segno che una affermazione del genere è nei presupposti e nelle conseguenze tecnicamente “fascista” (o stalinista).
    Né vale, questo è logico, portare esempi: l’esempio è appunto “UN” esempio. L’esempio registra una singolarità, o una somma di singolarità, certo, mai una “generalità”, una totalità. “Totalizzare” porta al totalitarismo (culturale – qui si parla di “cultura”, non di “sistemi politici”).
    La demagogia populista è, per sua stessa natura, il nulla, e chi la incarna è nulla.
    Ciao,
    Ezio

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  21. Bah. Se la temperatura esterna segna 26 gradi e io sudo come se ce ne fossero 33, o ho mangiato pesante o c’è un’umidità del 90%.
    E’ una questione di percezione. La generalizzazione viene automatica quando esiste una diffusa percezione che i dipendenti pubblici sono fannulloni. E’ chiaro che non lo sono TUTTI. E nè tutti lo sono del tutto. Vai poi a stabilire le percentuali di operosità…
    Nemmeno spostare il discorso sulla demagogia populista – tecnicamente sono perfettamente d’accordo con Ezio e condivido il senso dei sarcastici auguri di Lucy – illumina la questione, anzi, forse ingigantisce la percezione negativa che l’opinione pubblica ha della gestione della res publica. E di certo non convince nessun elettore a votare a sinistra.
    Sprechi e inoperosità sono spesso mutazioni o eredità deformi di fondi stanziati con precisi e lodevoli obbiettivi e di anni di anzianità tritati dal meccanismo perverso cui facevo riferimento nel precedente commento. Le responsabilità sono a tutti i livelli, e maggiori sono quelle dei livelli alti. L’annosa domanda ritorna. Chi controlla i controllori?

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  22. Mauro, faccio un passo indietro. Possiamo essere almeno d’accordo sul fatto che la Pubblica Amministrazione italiana non è un ‘incubatore’ di eccellenze? Spesso il contrario.
    Credo che su questo punto si possa essere tutti d’accordo.

    Un volta definito questo, si tratta di capire come fare a trasformare un ‘incubatore’ non eccellente in qualcosa che funzioni meglio. Se si parla con quelli che lavorano all’interno della PA, tutti (come sta succedendo qui) sostengono che loro fanno il proprio dovere. Bene, ma se qualcosa non funziona e tutti fanno il proprio dovere dove sta il problema? Perché che un problema ci sia mi pare lampante.

    Scandalizzarsi per la trasmissione della D’Amico sortisce qualche effetto?
    Fare le battutine sui quindici anni (li porto a venti se continua l’atteggiamento da battutine) di nulla sortisce qualcosa?

    A me non pare; anzi, un simile atteggiamento mi ricorda le posizioni dei politici a difesa dei loro privilegi. Sono i Dirigenti il problema? Sono i dipendenti che si fanno i cavoli loro? Una legislazione non adeguata? Strumenti che mancano? Una formazione insufficiente? I politici che interferiscono?

    Blackjack.

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  23. Ezio: c’è un solo modo per capire: misurare. O ti viene in mente qualche altro metodo? Se questa è la soluzione rimane solamente da decidere chi è in grado di definire delle metriche che consentano di valutare l’operato della Pubblica Amministrazione (a me del singolo francamente non me ne frega nulla, è l’insieme della struttura che deve essere efficiente).

    Come diceva qualcuno: una brutta misura è meglio di nessuna misura. Nella situazione attuale, per quel poco che ho capito, nessuno è in grado di misurare l’operato della PA.

    Blackjack.

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  24. Plessus, il nesso che fai è divertentissimo. Come dire che tutti quelli che collaborano con la Siemens, che è stata condannata dalla corte europea per il pagamento di tangenti, richiedono il pagamento di tangenti.

    Il tuo racconto dell’esperienza nell’ente pubblico è comunque edificante: la D’Amico non avrebbe saputo fare di meglio. Agli inizi della mia ‘carriera seria’, mi sono ritrovato pure io in una situazione simile; potevo decidere di fare esattamente lo stesso percorso che tu hai descritto, e per tre anni l’ho fatto. Ma poi mi sono rotto i maroni e ho iniziato il mio percorso di auto-precarizzazione. Questione di scelte.

    Blackjack.

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  25. Lucy, scrivi: “fin che gli studenti sono le teste vuote che si vedono in giro che imparano presto a come fare a non studiare, a inventarsi mille scuse, assenze strategiche etc. e i genitori dietro a supportare atteggiamenti di comodo, che credibilità ha chi si sciacqua la bocca su una scuola che non funziona?”.

    Mi lascia allibito una simile generalizzazione!

    Potrei, senza alcun problema, presentarti quintalate di studenti molto più intelligenti e motivati dei loro docenti. Sto generalizzando? Sì, esattamente come fai tu quando affermi che tutti gli studenti sono scemi; perché è quello che scrivi.

    Ti ha mai sfiorato il dubbio che, se gli studenti in questa scuola non ci vogliono stare, magari un po’ di colpa sia anche di un sistema scolastico ‘poco interessante’ e che campa per inerzia? A me verrebbe.

    Blackjack.

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  26. A Blackjack, famo a capisse, come si dice amichevolnmente a Roma: io non ho scritto che “tutti quelli che collaborano con i casinò, che sono stati condannati dalla corte europea per il riciclaggio di denaro sporco, riciclano il denaro sporco”.
    Ho scritto altro che certamente ti è sfuggito.
    Mollo argomento e polemica perchè completamente fuori tema.
    Saluti e salute

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  27. nono, non ci provare: io non generalizzo. e non ho detto che “tutti gli studenti sono scemi”: ho detto che fin che… le teste vuote che ci sono in giro. infatti quelli che non vedi in giro sono a casa a fare gli…studenti. comunque uno la metta, caro il mio blackjack, con te non se ne esce. bisogna lasciarti dire tutto il male e tutto il bene che pensi e prenderlo, soprattutto, come oro colato in ogni campo. ma con me non attacca: sei insegnante? no. al massimo sei un genitore. io sono genitore e insegnante. non mi sognerei mai di dirti come devi giocare alla roulette e su cosa puntare. vale!

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  28. Lucy, parola che sto ridendo. Non riporto la frase che hai scritto, ma mi pare lampante che fosse una generalizzazione, altrimenti avresti utilizzato altri termini; meno generalisti.

    Vabbé continuo a sorridere e ripongo la domanda: ma a nessuno viene il dubbio che, se gli studenti in questa scuola non ci vogliono stare, magari un po’ di colpa sia anche di un sistema scolastico (pubblico, perché si parla del pubblico se non ricordo male) ‘poco interessante’ e che campa per inerzia?

    Mi rispondi affermando che sei più esperta di me; ti credo sulla parola, ma a me il dubbio, legato alla domanda precedente, rimane 🙂

    Blackjack.

    PS: ho insegnato, per un paio di anni; tenevo un corso di statistica, presente quella roba noiosa che maschera le bugie dietro ai numeri? Ecco, quello. Ho smesso perché, anche come attività accessoria, era pagata poco; almeno rispetto ai miei canoni.

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  29. Plessus vedi, la disattenzione è reciproca: nessun Casinò è stato condannato dalla corte europea, ma era la Siemens che pagava tangenti ad essere stata condannata. Così avevo scritto.

    Non capisco perché te la prendi. Seriamente. Con la tua frase finale infilavi il dubbio che, facendomi pagare dai Casinò (che potrebbero essere una delle vie tramite le quali riciclare denaro) fossi pure io un ‘mezzo’ per riciclare denaro. Avrei dovuto arrabbiarmi io; non credi?

    Per quanto riguarda il passaggio precedente… hai semplicemente descritto lo sfacelo standard visto dal di dentro.

    Blackjack.

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  30. SOLDI PARLAMENTARI 2005
    Scritto da Visitatore il 2008-07-02 15:08:55
    ——————————————————————————–
    (documento del maggio 2005)
    Sull’Espresso di qualche settimana fa, un articoletto spiega che, recentemente, il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti (ma che strano!?) un aumento di stipendio per i parlamentari, di circa euro 1.135 al mese.
    Inoltre, la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
    STIPENDIO: Euro 19.150
    STIPENDIO BASE: Euro 9.980
    PORTABORSE: Euro 4.030 (generalmente parenti o familiari)
    RIMBORSO SPESE AFFITTO: Euro 2.900
    INDENNITA’ DI CARICA: tra Euro 335 ed Euro 6.455
    TUTTO ESENTASSE!!!
    più
    TELEFONO CELLULARE: Gratis
    TESSERA DEL CINEMA: Gratis
    TESSERA TEATRO: Gratis
    TESSERA AUTOBUS –METROPOLITANA: Gratis
    FRANCOBOLLI: Gratis
    VIAGGI AEREI NAZIONALI: Gratis
    CIRCOLAZIONE su AUTOSTRADE: Gratis
    PISCINE e PALESTRE: Gratis
    TRENI: Gratis
    AEREO DI STATO: Gratis
    AMBASCIATE: Gratis
    CLINICHE: Gratis
    ASSICURAZIONE INFORTUNI: Gratis
    ASSICURAZIONE DECESSO: Gratis
    AUTO BLU CON AUTISTA: Gratis
    RISTORANTE: Gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000)

    Hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in Parlamento, mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!). Circa 103.000 euro li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per coloro che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera (es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio). La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. La sola Camera dei Deputati costa al cittadino: Euro 2.215 al MINUTO !!

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