Guido Seborga

da Quaderni del GIRASOLE Casa editrice Spaziani 1942:

Valle

Qui il giro lento delle notti, l’ansia cresce la flora meravigliosa della valle.
Qui ogni riposo è dolore,
il tempo nei rami degli alberi e la notte conduce
alla fissità irreale della sostanza.
Pietra od erba nel campo
e la valle in me si sprofonda al grido ilare degli uccelli.
.Sia di conforto la voce.
Qui giace la vita perduta.

da MAESTRALE 1943:

Amore

Nella rossa pineta
la resina del tronco
è un balsamo al cuore
che vive sempre in pena.
Ho invocato amore
Sveglio nella pace notturna

da CORRIERE DELLA RIVIERA 31 agosto 1960

da Epigramma

Se non conosci la palma e l’ulivo
Tradisci la tua faccia
Se non conosci i fiori
Non sai nulla delle donne
Se nulla sai dei colori dei muri vecchi
E ignori gli slanci verticali delle torri
E la strettezza dei vicoli
Se non ami l’odore di muschio del porto
E gli spacchi a doppia prospettiva della costa
Se non sai nulla di queste cose
Perché vuoi scrivere, dipingere, architettare
………………………………………………….

Da SE AVESSI UNA CANZONE 1964:

LIBERTÀ (1964)

Questo dolce tempo autunnale
Per un istante riposa il mio animo
Libertà ti ho amata
Come la sola non-legge
Che realmente crea
la vita umana
L’istante può essere dolce
Dopo – lo so – sarà nuovamente
l’inferno
ove tutto è morto

VALLE DEL ROYA (1959)

Tu sei come il falco
Che scavalca la montagna
Piomba a valle e si disseta
C’è tempesta bianca nella valle arcuata
E l’autunno sta morendo nei suoi colori
Rosseggianti e d’oro
Ma l’oro mi ricorda i tuoi capelli baciati
Che oggi non m’avvolgono più
Fame di vita mi divora
Forse non ho altro ostacolo
Che in un me stesso piagato
Ma perchè sradicarmi?
A fondo valle vedo ancora il mare
La tua casa poi più nulla
Sono tra le gole di pietra
Corrosa da un mare antico
Rientrato nel suo incavo più grande……..

PER ME (1964)

Non ditemi più nulla
Lasciate che la notte dimentichi
Per me che non so dimenticare
Lasciate che un cielo senza stelle
Mi avvolga senza tenerezza
Forse questa notte preferisco remare
Verso l’infinito
Ed essere caos e materia
Aspettando la nascita del sole
In un oceano di morte

LUNA (1964)

Son nato per un mondo
Che forse non potrà mai essere
Mi troverò disperato sull’orlo
di un fallimento mortale
In una notte
fosforescente
di luna livida

EPIGRAMMI (1962)

………….

JAHIER

Piero aquilotto vola
con la tua ala alpina

PAVESE

se sei tanto piemontese
perché fai l’americano
cosi ti capitò di morire
senza la penna in mano
amico sia in pace
finalmente il tuo triste animo
dalla società nauseato
e per questo ti ho sempre amato

……………………………………….

da SANGUE E CEREBRUM 1980:

TERRA

Non lascerò la mia terra
Gli scogli carichi d’onda
Le valli gialle di mimosa
Qui ho lasciato sangue di mie vene
Qui compagni sono morti
Ogni viaggio mi porta lontano
Ma mi riconduce nel cielo tempestoso
Tra gli ulivi ritorti
Non lascerò mai la mia terra
Ma perché io possa restare
Vieni a viverci con me
Il tuo animo è nel mio
Siamo fusi caldi

Biografia

Guido Seborga nacque a Torino nel 1909. Il suo vero cognome era Hess, lo pseudonimo è legato all’amore per quella che considerava la sua vera terra d’origine e non solo d’elezione. Studiò nella Torino antifascista di Augusto Monti e partecipò alla Resistenza. Fu giornalista su quotidiani e riviste della sinistra italiana e internazionale e collaborò a riviste letterarie con poesie, racconti e critica d’arte . Partecipò alla fondazione dell’Unione Culturale di Torino. A Parigi diresse “Italia Libera” e collaborò a “Europe” e “Editions du Minuit”. Pubblicò due romanzi con Mondadori L’uomo di Camporosso (1948) e Il figlio di Caino (1949), cui seguirono Amori capitali (1959), Gli innocenti (1961), Ergastolo (1963), Parigi due amori (1968). Nello stesso anno pubblicò il diario Occhio folle occhio lucido. Compose anche opere drammaturgiche e versi riuniti nelle raccolte: Se avessi una canzone (1965), Vivere e disvivere (1973) e Sangue e cerebrum (1980), affiancando all’attività di narratore quella di poeta. Affascinato dalle incisioni rupestri della Valle delle Meraviglie, dagli anni ’60 si dedicò alla pittura, creando le ideografie e vivendo un periodo di grande entusiasmo e di intensa ispirazione e attività.
Morì nel 1990, colpito molto duramente da una vecchiaia che gli limitò in modo insopportabile quella libertà e quella autonomia alla quale aveva tenuto per tutta la vita.

3 pensieri su “Guido Seborga

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