Sono venuto a portare il fuoco

Stanotte, qui, hanno incendiato il cassonetto degli indumenti usati e manomesso la leva per l’afflusso dell’acqua corrente.

Noi aiutiamo gli extracomunitari difficili e i rom, anche alcolizzati, e dall’altare dico che oggi sono loro i pubblicani e le prostitute che ci precedono nel regno dei cieli.

Che esista un misterioso legame tra le due cose?

Vi tengo aggiornati, se me ne danno la possibilità.

32 pensieri su “Sono venuto a portare il fuoco

  1. “Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno” (Gv.17,14-15)

    solidale con te, fabry

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  2. Non mi stupisco.
    Non lo sanno che anche noi, soprattutto noi, siamo migranti, qui su questo mondo? Noi che “aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia”?
    No, è chiaro che non lo sanno.
    Un abbraccio
    Ezio

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  3. Nemmeno le parole del Vangelo suonano più sincere, se non in bocca a chi porta piegato nel portafoglio un biglietto che dice: “Sii pronto a morire per quello in cui credi”.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  4. Il Vangelo ha una forza spaventosa nelle mani di che comunqua detiene altri poteri, allora la strumentalizzazione che ne si fa ottiene risultati e riesce a “muovere” le coscienze.
    Diversamente quando le sue parole entrano in contraddizione con gli stessi poteri ecco diventare il Vangelo una superstizione inattuale e dannosa per lo sviluppo dell’economia e della società.
    Invito a leggere al riguardo questi versi, forti, di un uomo che spesso tenta di spezzare questa logica perversa.
    http://linutile.wordpress.com/2008/05/26/evoluzione/

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  5. E’ l solita storia che si ripete. L’immigrazione è sempre mal vista, i pregiudizi di troppo facile accesso.

    Una volta eravamo noi gli emigranti e ci proibivano l’accesso ai ristoranti, avevamo il marchio mafioso addosso e la nomina di gente che non aveva voglia di lavorare, anche se ci adattavamo ai mestieri più umili.
    Solo 20 anni fa, spostandomi dal sud al nord-est “d’Italia”, non di un altro Paese, trovavo chi mi negava l’affitto di una casa, temendo l’invasione dei terroni nel lindo e ordinato settentrione. E mi si diceva che noi terroni portavamo via il lavoro e le case ai loro figli. E gli sguardi e il dito puntato contro erano sempre addosso, in attesa di uno scivolone, di un comportamento meno che eccelso, di un accento troppo pesantemente straniero, per dare il via alle accuse.

    Oggi tocca agli extracomunitari, che vengono assemblati in un unico fascio e marchiati a fuoco con la voglia di farli fuori subito.
    Non viene accettato che qualcuno possa dare loro una possibilità. Non si tiene conto che forse molte volte basta allungare la mano per alleviare disagi tremendi.

    Nessuno chiede che tutti scendano in prima linea o si battano in prima persona, ma se almeno si lasciasse che lo faccia qualcuno che non ha paura nè pregiudizi, qualcuno che è animato da solo amore…
    Basterebbe questo, a fare del mondo un mondo migliore.
    Un abbraccio a Fabry, con tanta solidarietà.

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  6. La solita inqualificabile feccia xenofoba e nazista, creata, alimentata e protetta da chi si appresta, in un paese ormai privo di memoria e di futuro, a varare le nuove leggi razziali. Esattamente settant’anni dopo.

    Resisti, Fabrizio: le leggi non scritte dell’accoglienza sono uno degli argini possibili contro questa risorgente marea che sale dalle cloache della storia, dove ogni traccia di umano è azzerata, ridotta a melma.

    fm

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  7. Hai scelto l’impegno più difficile da portare avanti. Forza Fabrizio e grazie per le notizie.

    Proprio stanotte è mancato per malattia un amico, Giorgio che ha gestito fino a qualche mese fa una casa di accoglienza per stranieri nata nel 1987, qui in provincia di Milano.
    Lui capirebbe bene le tue difficoltà e ti sarebbe vicino con un sorriso.

    I poveri e chi li aiuta davvero, sono sempre un affronto continuo per tutti gli egoismi e le cattive coscienze.
    Un abbraccio
    Paola

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  8. Solidarietà anche da parte mia, Fabrizio. Episodi come questi si stanno moltiplicando, di tanti non ne parla nessuno, e quando si raccontano, certe cose sembrano impossibili…

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  9. Dice il Signore: Praticate il diritto e la giustizia, liberate l’oppresso dalle mani dell’oppressore, non fate violenza e non opprimete il forestiero, l’orfano e la vedova, e non spargete sangue innocente in questo luogo.
    (Ger 22, 3)

    Se vi sarà qualche tuo fratello bisognoso nella tua città, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso, anzi gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova.
    (Dt 15, 7-8)

    è orribile quello che sta accadendo intorno a noi, ma non laviamocene le mani, non facciamoci complici col nostro silenzio, dobbiamo alzare la voce e condannare qualunque minaccia,violenza dobbiamo cambiare i termini con i quali si usa parlare di questi problemi: i rom, gli extracomunitari, i poveri non vanno “tollerati” come fossero un male necessario,tollerare significa sopportare, lasciarli lì dove stanno, la tolleranza somiglia all’indifferenza che poi porta all’isolamento alla solitudine all’abbandono, è ora di cominciare a parlare di accoglienza, apertura, solidarietà perché noi non siamo meglio di loro, siamo solo più fortunati.

    con la speranza che il “vento” possa cambiare presto.

    un abbraccio

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  10. Stiamo assistendo a una vera e propria strategia del terrore attraverso i media, ogni giorno, per convincerci quanto siano pericolosi, sporchi e dannosi gli extracomunitari; quanto sia necessario e urgente liberarci di loro, assimilandoli ai delinquenti.
    Questi sono i risultati.
    Persino l’America ha bacchettato il governo italiano(ed è tutto dire): http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=7261&sez=HOME_ROMA&npl=&desc_sez=

    Siamo con te, Fabrizio, e con loro, anche nelle nostre case (per ora) sicure, il nostro pane (per ora) sulla tavola.

    Un abbraccio

    Giovanni

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  11. “… Abraham Foxman, ha scritto una lettera al ministro dell’interno Roberto Maroni…”

    Mi piacerebbe che il signor Foxman (al quale va comunque il mio plauso) venisse un qualsiasi giorno della settimana, ad un’ora qualsiasi, in un qualsiasi paesino della profonda provincia lombarda (ma ormai potrebbe andare/venire dappertutto, in ogni angolo della penisola), in un bar, per strada, al mercato, o dove vuole, e ascoltasse i “”””discorsi”””” che si sentono fare dagli “adepti” del signor Maroni. Vorrei proprio vedere che tipo di lettera scriverebbe, e indirizzata a chi…

    fm

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  12. Chiedo scusa, nella fretta mi era sfuggito un elemento essenziale:

    “signor” (sic!) Maroni

    fm

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  13. Fabrizio, che mondo è questo? Io non lo so più. Macerata è così teneramente lontana dal mondo che quasi mi sento protetto.
    Ale

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  14. Nel mio blogghino nei giorni scorsi ci ho tenuto a linkare l’articolo di repubblica sulla ragazzina marocchina violentata da un italiano…

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  15. Ragazzi, è davvero spaventoso. E la coppia di imprenditori del veronese che ha dato fuoco a un ragazzo rumeno loro lavorante, dopo averlo assunto, per incassare i soldi dell’assicurazione? http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_10/romeno_ucciso_verona_7534c6b6-36ff-11dd-97b9-00144f02aabc.shtml
    Ciao caro Adrian, a te, ai tuoi ventotto anni, alla tua speranza. L’articolo copre un quarto di paginetta, poco visibile, sul Corriere di oggi.

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  16. E’ un po’ dura immaginarsi il Paradiso, di questi tempi. Neanche chiudendosi occhi e orecchie…Mi viene solo in mente Warren Betty o gli angeli che volano sopra Berlino di Wim Wenders (già meglio)…Meno male che qualcuno lo nomina…

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  17. Sono molto dispiaciuta, Fabrizio,per quello che è successo.
    Differenziarsi dagli altri ha sempre dato fastidio perchè costringe le persone a guardarsi dentro, a confrontarsi, e quando il confronto non regge, ci si difende attaccando.
    Un caro saluto. Piera

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  18. Si scorre un po’ e si vede Massimo, nel “Postino”, con la sua bici nel mare delle Eolie. Ecco.. il Paradiso potrebbe essere passato di lì.

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  19. Non posso che sottoscrivere il commento @9 di Marotta. Prepariamoci!, l’ignoranza repressa da decenni trasformerà in lutti questa già “dolce dittatura”.

    Marco

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  20. prima eri più o meno gentilmente invitato a omologarti – pena l’emarginazione sociale. ora qualsiasi diversità, opinione politica, modo di vestire che si discosta da quello “ufficiale” viene additato, perseguitato e infine eliminato. i rom furono fortemente perseguitati soprattutto alla formazione degli stati nazionali come noi oggi li vediamo, cosa che ricorda la persecuzione degli armeni in Turchia. da tutto ciò se ne ricava che quando si rende neccessaria una maggiore coesione sociale, si agita lo spauracchio del diverso

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  21. Fabrizio,
    Ha da passà ‘a nuttata

    cominciamo a raccogliere candele e lampadine

    con tutta la mia solidarietà

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