Europiè 6 – Ho fatto pace con Cane Parlante

Cane Parlante è seduto sul seggiolone Chicco di mia figlia. Lei è fuori con la mamma e ho voluto approfittarne per rappacificarmi col migliore amico della bambina.
“Sai, credo che dovremmo spiegarci.”
“Sei uno spasso.”
“Hai ragione, mi merito questo sarcasmo, ma considera la situazione in cui mi trovavo. Oddio, so che non è una giustificazione, ma spero che tu capisca lo stesso.
“Questo è il mio pancino.”
“Sì, che la cosa ti sia rimasta sullo stomaco posso pure capirlo; nemmeno io avrei accettato un comportamento del genere. Lanciarti dietro il divano a quel modo, poi…”
“Orecchio, orecchio azzurro.”
“Ti fa ancora male? Come posso fare per farmi perdonare?”
“Ho bisogno di coccole.”

Lo abbraccio e gli si innescano tutti i sensori in contemporanea. La sua gioia prorompe sotto forma di tenera cacofonia che compensa il mio silenzio imbarazzato.
“Mi sono comportato male, Cane Parlante. Perdonami,” gli sussurro nell’orecchio azzurro, ma quello senza sensore.
“Abbracciami.”
Ecco, trascorro la giornata del 17 giugno molto meglio. La lite con Cane Parlante mi aveva segnato profondamente. Io non sono un cattivo ragazzo, ma devo stare attento ai famosi cinque minuti, quelli che ti fanno, magari, scaraventare un innocuo cane parlante di peluche dietro il divano solo perché tifa Olanda.

Tanto più che, ieri sera, anche io (assieme a qualche milione di italiani) tifavo Olanda. Non sto a spiegare i motivi, perché se eravate tra quei milioni di italiani che tifavano con me lo sapete benissimo. E se non c’eravate, vuol dire che non ve ne frega niente della Nazionale europieduta, e allora che ve lo spiega a fare?

Parlando di Italia – Francia, devo assolutamente affermare una cosa: come faccia Toni a essere uno dei migliori bomber in circolazione rimane (ma lo è, i gol fatti parlano chiaro), per me, un assoluto mistero. Voglio, dire, ci mette tre anni per stoppare una palla, sui passaggi in profondità parte con la scatto di un Ciao sovraccarico (ve li ricordate i Ciao sovraccarichi? Ecco, quelli), ha una mira da miope con otto diottrie (vabbè, dieci, la porta è grande). Senza occhiali, naturalmente. Ma mi tocca dirgli grazie lo stesso, perché se non si fosse fatto buttare giù da Abidal, non avremmo sbloccato il risultato, e allora chissà come sarebbe potuta finire. Per carità, le fortune le abbiamo avute tutte, e forse sarebbe girata giusta lo stesso, ma Eupalla è una dea volubile, ora ti dà, subito dopo toglie. Insomma, meglio non averla stuzzicata.
La partita l’ho vista tutta, salvo i calci d’inizio. E ho una confessione da fare: forse con l’Olanda abbiamo perso per colpa mia, perché ai mondiali di Germania, avendo perso l’inizio dei due tempi col Ghana (due a zero per noi, per quelli di memoria corta), ho fatto mia la precauzione scaramantica di perdere tutti i calci d’inizio, e sappiamo com’è andata. Pensate che la semifinale con la Germania l’ho vista seduto per terra con mia moglie addormentata sul divano, e quindi, per la finale, ho costretto la povera consorte a riprendere la posizione, e a dormire, anche se lei, all’inizio, non voleva saperne. Credo che si sia arrivati ai rigori per questa, per le proteste della signora, ma Materazzi ha segnato proprio quando lei ha chiuso un attimo le palpebre. Quindi il sistema dovrebbe funzionare.
Con l’Olanda, chissà perché, mi son fatto prendere da un inopportuno spirito illuministico, e alla fine il risultato ha parlato chiaro. Quindi, se mai dovessimo arrivare alle semifinali, mi toccherà acquistare dei sonniferi e inventarmi un modo per rifilarli a mia moglie a sua insaputa. Qualche suggerimento?

La partita, volete sapere della partita? Diciamo che vale lo stesso discorso di prima: se l’avete vista che ve la racconto a fare? E se non l’avete vista vuol dire che non v’interessava. E, lo stesso, che ve la racconto a fare? Ma magari ci ripenso, che ne so?

Una piccola considerazione soltanto, anzi due. Bene, abbiamo passato il turno, speriamo solo che le traversie patite ci rendano un poco più umili e molto più saggi.
Seconda considerazione: alla fine Pirlo è uscito e al suo posto è entrato Ambrosini. Pirlo, l’unico centrocampista che sa fare la finta coi capelli (non è mia, questa, e ringrazio chi l’ha inventata).

Adesso scappo. Sono a pranzo con Cane Parlante, e dato il fresco rappacificamento, non mi pare il caso di farlo aspettare troppo. Cucina lui: ossi di pelouche.

Prima di questo

Europiè 1

Europiè 2 (i motivi della lite con Cane Parlante)

Europiè 3

Europiè 4

Europiè 5

16 pensieri su “Europiè 6 – Ho fatto pace con Cane Parlante

  1. @ Alessandro – Be’, durante il pranzo mi sono commosso anch’io. Ma sono cose private

    @Miky – obbligato

    @ Lamberti Bocconi – Un asino? Oddio, e perché?

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  2. Per l’espressione attonita di quando sbaglia, e quella certa docile lentezza, insomma la pesantezza di fondo. Non so, eh… io sono pirlofila.

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  3. Mauro, puoi provare con un cocktail alla frutta allungato con un po’ di Lexotan: dovrebbe scomparire il sapore :-DDD

    Bella questa serie di racconti ‘pallonici’!

    Blackjack.

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  4. @ blackjack – Lexotan, eh? Ok, segnato

    @ LB & Gaja – Ah, ho capito: il fascino dell’esotico. Giustamente, Pirlo è un tipico nome sinti. Come Brambilla.

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  5. Faccia meno lo spiritoso lei, altrimenti dico due paroline al Cane Parlante: è tutto vero!
    Anche io ho sentito la stessa storia di cui parla ALB!
    😛

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  6. Dico solo che dopo aver letto quest’ultimo Europost, pur non avendo infanti in casa mi è venuta voglia di uscire e andare ad acquistare un Cane Parlante (per fortuna a Bologna i negozi sono chiusi, al giovedì pomeriggio…).
    A rileggersi fra domenica e lunedì. Olé!

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  7. Pirlo sinti? A me risulta che sia un bresciano che più bresciano non si può nemmeno col candeggio. Ma magari ho fonti sbagliate 🙂

    Blackjack.

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  8. Black, è strano però che sia Anna che io abbiamo saputo le stesse cose…
    aho, poi non lo so per certo. però è vero che la notizia è arrivata anche a me!
    baaaaaaaaaci!

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  9. @ Sandra – Un cane parlante (Cane Parlante) è terapeutico.

    @ BLKJ & Gaja – Ma anche fosse Sinti, cosa cambia? Resta un centrocampista eccezionale imprigionato nel corpo di un bancario. Praticamente un supereroe.

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  10. Mauro: non ha alcuna importanza, solo che, miseria trota spudorata, non ci sarà con la Spagna!!! Ach ach ach…

    Blackjack.

    PS: Portogallo e Germania se le stanno suonando di santa ragione.

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