Il villaggio

di Giovanni Agnoloni

L’aria era satura di minestrone. Arrivava a fiotti dalla cucina, che era aperta in direzione del campo. Le felci ondeggiavano stancamente, e ormai erano quasi le otto. Pedro e Alonso lavoravano chini sui carciofi, sfruttando la luce che ancora indugiava nel cielo. La sagoma scabra del Montserrat si ergeva placida sul fianco della montagna, e c’erano degli uccelli notturni che già cominciavano ad aggirarsi per quel tratto di spazio.
Dora si era affacciata una volta alla finestra per controllare a che punto fossero i due uomini. Era una donna tranquilla. Viveva lì da quando era piccola, e le volte che era andata a Barcellona si contavano sulle dita di una mano. Pedro era suo marito da dieci anni, e Alonso, suo fratello, era giunto dal capoluogo da soli tre mesi. Aveva perso il lavoro, e in attesa di una nuova sistemazione aveva accettato l’offerta del fratello di andare a stare da loro. Tanto era abituato alla vita dei campi, perché anche la loro era una famiglia contadina. In un primo tempo Dora e Alonso avevano temuto che la convivenza fosse difficile, ma poi le cose erano andate piuttosto bene. E lavoravano molto di più, senza dubbio.
Pedro alzò il capo, saggiando col capo la fragranza dell’aria. Aveva fame. Diede una pacca sulla spalla al fratello, che aveva appena posato l’attrezzo da lavoro, e gli fece cenno che si avviassero. Alonso lo seguì in silenzio. Non era mai stato molto loquace, ma ultimamente tendeva a restare zitto più a lungo del normale. Pedro interpretava questo suo atteggiamento come imbarazzo misto a delusione. Si sentiva di peso in casa loro, e la frustrazione della disoccupazione gravava su di lui come un rapace sulla testa di un ferito. Eppure si dava molto da fare, e veramente non aveva motivo di sentirsi in colpa. Pedro, anzi, apprezzava molto il suo impegno. Ne aveva parlato anche con Dora, una sera che Alonso era andato a letto per primo, ma lei si era mostrata piuttosto evasiva sull’argomento.
Comunque, adesso era ora di cena, e a cena bisogna star tranquilli. Dora li accolse con un sorriso timido e posò la zuppiera nel centro del tavolo. I piatti erano già stati disposti ai lati, e da una parte c’erano dei pezzi di pane integrale, pronti per essere inzuppati. “Siediti, Alonso,” disse Pedro, rivolgendosi al fratello. Lo vedeva frastornato, come se cercasse di ricordarsi qualcosa. Alla fine però si mise a sedere. “Tutto bene, Dora?” Pedro chiese, con l’aria di chi vuole allentare la tensione. La moglie, però, non rispose direttamente, ma si limitò a fare spallucce.
Davvero strano, pensò lui: di solito non era così. Alonso teneva lo sguardo basso, fisso sulla zuppa, come se il nutrimento potesse mettere a tacere i suoi dubbi inespressi. Aveva dieci anni meno di Pedro, il che voleva dire due più di Dora. Al momento del matrimonio, lei aveva vent’anni e Pedro trentadue. Non avevano avuto figli. Dora era una ragazza riservata e insicura, con la cultura che ci si può aspettare da una contadina nata e cresciuta in provincia, e l’intraprendente Pedro l’aveva conquistata. O almeno questo è quello che lui aveva sempre creduto, perché lo diceva la gente e di conseguenza sembrava così anche a lui.
Ma in realtà la moglie, che pure gli era sempre rimasta vicina, non gli aveva mai fatto grandi dichiarazioni d’amore. Più che esprimerlo, lo lasciava indovinare. Davanti agli altri era sempre stata contenuta nelle sue manifestazioni, limitando le proprie affermazioni a poche frasi rituali, o addirittura a monosillabi. E anche con Alonso le cose erano sempre andate così, almeno fino a quando era vissuto per conto suo. Ultimamente erano entrati un po’ più in confidenza, viste le mutate circostanze, ma niente di che.
Alonso non si muoveva e Dora non serviva. Fu Pedro, allora, a prendere l’iniziativa, e cominciò a versare la zuppa nei piatti. “Ma che diavolo vi piglia, stasera, a tutti e due?” bofonchiò, mezzo serio e mezzo scherzoso.
“Aspetta, Pedro, dai, faccio io,” Dora lo interruppe, con un’ombra di stanchezza irritata nella voce. Il marito le cedette il mestolo, piuttosto sorpreso dalla sua reazione, e intanto osservò per un secondo il fratello, che sembrava in crisi.
“Alonso, che c’è, stai male?” gli domandò. Quello scosse il capo, e subito dopo si udì un rumore metallico, seguito da un singhiozzo. Era Dora, che aveva lasciato cadere il mestolo e piangeva.
“Ma volete spiegarmi che diavolo sta succedendo, per la miseria?” Alonso sbottò. La voce gli tremava. “Che c’è che tu mi debba dire, Dora?” si rivolse quindi alla moglie, seriamente preoccupato.
Lei esitò ancora qualche secondo, dopo aver represso le lacrime. Alla fine si decise a parlare: “Sono incinta, Pedro.”
“Oh…” fece il marito, restando di stucco. Sul suo volto c’era dipinta un’espressione a metà tra la sorpresa e la contentezza. Era talmente tanto tempo che sperava di…
…Poi sentì un altro singhiozzo, stavolta proveniente dal fratello.
Allora capì che le cose non stavano come aveva sperato.
Ricadde sulla sedia. La zuppa gli fumava davanti, ma non poteva interessarlo più.

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