“e i seni azzurri e il quadro e il sonno sotto” – Inediti di Lara Lucaccioni

21.Risveglio

Troppo calda l’acqua stamattina

mi svapora nei pensieri secchi

di domande all’amo che mi pasce.

Sto aggrappata e il labbro si rigonfia

spingo l’occhio a domandare tregue

dallo specchio che scartella albe di me.

Respiro e non controllo, chiudo rughe

a mastice rappreso. Chiedo al gatto

pareri sulle scarpe rosse. Ed esco.

22.

Un rigo cenere resta di noi

ho fatto linee con le tue carezze

diventate schiaffi, quasi aquiloni

senza padrone che hanno preso vento

E allora spingo vite più lontano

serviranno altre mura, materassi,

rosari da sgranare lenti e slanci,

e altre canzoni e poi mitografie

e baci al freddo e risposte che andranno

dall’altro viaggio intercontinentale

all’acqua a risvegliare gli occhi sparsi

23. Marche

Sfrigolano le albe e odorano di fritto

accarezza il passo l’abside svettante

e i seni azzurri e il quadro e il sonno sotto

24

Chiedimi la cura delle lenzuola

caste, del pane che aspetta la lama,

del corpo cavo che lava l’abbraccio

nel censimento delle cicatrici

Mi hanno offerto al banco delle risposte

a domande non formulate a fughe

di silenzi, come pensieri e colpe,

che mi svaporano e schiacciano ancora

25. Padre Pio

Mi sono incriptata nella chiesa

scesa tra le strisce dell’inferriata:

guarda la testa che non si posa

che annusa il tanfo miracoloso

e cerca testimoni il teschio e il mento

mezzo d’ossa e mezzo di carne antica

e va aspettando la rivelazione

il segno che già eri e che sarai

spettatore pure dell’altro mondo.

Intanto mia madre si fa metallo

e va annegando il senso e pure il Cristo

Pasqua ancora d’acqua e altri veleni

e babbo pure versa quote ai preti

che contano centoni agli occhi stanchi

di chi cercava solo compassione.

27.

E crolla la forza delle intenzioni

di sere a corollario delle idee

a spudorare scelte con la tele

la De Filippi o la cronaca nera

rimestare ricordi e decisioni

su cretti dove c’era terra arata

e sbavature cieche e riscoperte

del suono della banda e il gran finale

faremo il botto, sì, da valigette

controllate da capi americani

30

L’angelo aspetta segnali di aiuto

disperazione di attimi, storte

Francesca che crede ancora alle voci

e poi sono vent’anni che non parla

a noi ai vicini alle domande

di lui che non s’arrende all’evidenza

di averla persa ancora per la gente.

L’angelo aspetta pezzi di dolore

le ricorda dei pasti digiunati

di sole insalatine non condite

a diventare sempre più sottile

fino a sparire, a ritornare niente

come era come sembra pura mente

Lara Lucaccioni vive a Macerata, è dottore di ricerca in Storia e Conservazione dei Beni Culturali e ha lavorato a lungo in teatro, un’esperienza attorica ricca la sua che la spinge a privilegiare l’aspetto performativo della poesia. Recentemente una silloge di suoi testi è apparsa nella raccolta Le voci. La città, curata da Luigi Nacci e Gianmaria Nerli per Cadmo Editore. Ha ideato e portato in scena C’è chi dice è una strega, basato sulle sue poesie.

20 pensieri su ““e i seni azzurri e il quadro e il sonno sotto” – Inediti di Lara Lucaccioni

  1. Evviva la poesia di idee espresse attraverso immagini e con la ricerca sui suoni. Evviva la sensibilità e l’intelligenza, l’inquietudine e – perdonatemi – quella specie di morso continuo alle chiappe (nobilitiamo: come il cane o il gatto che addenta le braghe al matto dei Tarocchi), che diventano sguardo e verso. Evviva la presenza delle cose che mute rispondono enigmatiche agli enigmi. Brava Lara e grazie Renata.

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  2. Ho sempre sostenuto che le poesie di Lara sono inconfondibili per il ritmo che sembra scandire non solo i versi e darne (già ad una prima occhiata) un’impronta di lettura, ma anche i tempi e i luoghi del pensiero che hanno permesso la stesura dei versi stessi. E’ come se Lara “pensasse ritmicamente” e le immagini e le parole che fluiscono da questo modo surreale di pensare hanno già un’ordine, una cadenza, un’armonia interna..
    Da questi versi trepela la ricerca (secondo me apprezzabilissima) di una forma (anche canonica e istituzionale) che va riscoperta e che oggi non può essere solo un vezzo, ma una necessità forte..un’urgenza
    Serena

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  3. ciao anna, confidavo che avresti apprezzato i testi di lara(anche per l’astrale consonanza di gatti che vi unisce:)
    questa poesia è sensuale e materica ma attenta a non feticizzare l’emotività, come si vede anche dalla cura metrica, e a tenere accesa la luce blu della mente. brava. r

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  4. Complimenti a Lara che già sa l’apprezzamento per i suoi endecasillabi ancestrali, tellurici e al tempo stesso padroni del suono e del passo, una danza delineata dalle parole.

    mdp

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  5. Lara è un’autrice in costante miglioramento, poche parole solo per i complimenti non rittuali ma viziati dall’affetto.

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  6. Cara Lara, per te e per le tue poesie cercherò di superare la mia diffidenza (dovuta
    soprattutto all’imbranataggine) verso i blog e tenterò di lasciare un commento (il
    mio primo commento on line!). Le tue poesie sono difficili da capire lì per lì,
    soprattutto per una pigra come me che vuole capire tutto e subito. E di solito se non
    capisco subito mi stanco e mi annoio. Invece le tue poesie mi trascinano lo stesso,
    di suono in suono, di immagine in immagine, mi aggrappo come una Tarzan alle tue
    liane di versi e scorro tutta la foresta tropicale delle tue strofe uniche, compatte,
    alluvionali. Le tue poesie mi sanno di foresta, di verde, di cascata…e con questo
    caldo….ti assicuro che è un piacere! eh eh 😉
    Poi, ti dico che vorrei aver scritto io questo verso: “nel censimento delle
    cicatrici”. Ha qualcosa di forte e vero. In generale, mi piace quando si
    riescono a stravolgere le parole dal loro impiego abituale: soprattutto prendere
    quelle più burocratiche o tecniche e metterle in poesia, mi sembra una bella
    sorpresa, quasi un regalo, per il lettore (e per la parola stessa che te ne sarà di
    sicuro grata per averla presa dall’archivio formale e messa in poesia). Forse perchè
    è quello che vorrei che accadesse a me: essere rapita dalla burocrazia e portata
    via, nella fantasia.

    Poi mi piace Padre Pio, soprattutto la fine:
    “Intanto mia madre si fa metallo

    e va annegando il senso e pure il Cristo

    Pasqua ancora d’acqua e altri veleni

    e babbo pure versa quote ai preti

    che contano centoni agli occhi stanchi

    di chi cercava solo compassione.”

    Da brava gattara quale sono, infine, non posso che solidarizzare con:
    “Chiedo al gatto
    pareri sulle scarpe rosse”.

    E ora devo tornare alle mie scartoffie…
    sig sob..
    grazie Lara per la pausa poetica!
    Natalia

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  7. che belle lara.
    sono i tuoi -a capo- che stanotte, leggendoti, mi trattengono il fiato e il pensiero e poi lo lasciano andare via, più leggero e libero, come quando si trovano le parole per dire.
    è un bel regalo averti “incontrata”.

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  8. Ciao a tutti.
    Ringrazio prima di tutto Renata per la stima dimostratami e per l’opportunità di far leggere i miei versi qui. E, ovviamente, ringrazio tutti quelli che hanno letto e commentato.

    Un ringraziamento speciale ad Anna Lamberti Bocconi. Il tuo commento mi ha stupito molto, stamattina. Hai colto gli elementi essenziali della mia poesia, e soprattutto la mia inquietudine, con semplicità ed efficacia, e, quando questo accade da parte di una persona che non mi ha mai letto, è sempre un’emozione molto forte. Grazie davvero!

    Un grazie a Cristina per la lettura attenta. Vista la nostra limitata frequentazione recente, le mie poesie ti dovrebbero risultare del tutto nuove. Sono molto contenta che hai apprezzato il mio lavoro sul ritmo e sulla metrica: è per me una necessità come dici, specie in questo momento.

    Un grazie speciale anche a Marco e ad Alessandro. Ad Ale devo davvero tanto: si può dire che mi sono fatta le ossa al suo laboratorio di poesia, che è sempre una continua fonte di stimolo e di crescita. E Marco è un validissimo e attento compagno di percorso.

    Ringrazio, poi, molto Natalia, che finalmente ha superato le sue resistenze al commento sul blog. Hai usato delle immagini molto belle per descrivere le mie poesie e certe mi hanno colpito davvero molto. E poi ti ho alleggerito pure la giornata…
    Son cose e viva i gatti (e le gattare) 🙂

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  9. Il lavoro sul decasillabo è curioso e non privo di efficacia, in fatto. Sembra più interessante la ricerca sulla rima, comprendendo quele interne e le rimalmezzo, riportate in piccola auge da certi neometrici contemporanei cui giusto Cortellessa presta attenzione (e Cortellessa è un uomo d’onore)

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  10. Carissima Lara, io fin da piccola ho questa particolarità che quando certe corde mi vanno in risonanza, scatta la chiaroveggenza. Che bella Macerata e le Marche tutte. Scriviamo uno spettacolo teatrale insieme. Non scherzo! Tanto io per ottobre devo finire il mio romanzo e poi artisticamente sono libera. Se sei interessata scrivi, telefona, manda un piccione.

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  11. Cara Lara,
    la tua poesia è un intreccio di emozioni che sussultano di volta in volta sui ritmi di una musica, con la quale non ricerchi effetti, ma sicuramente attimi di fedele specularità con la tua sfera di pensieri più “interni”. La cadenza del verso è un contrappunto di tensioni ascendenti e discendenti, lungo le quale è possibile leggere anche quella parte di te che tieni gelosamente nascosta.
    Leggo sempre volentieri le tue liriche, perché non appartengono a un metodo espressivo conquistato una volta per tutte, ma costituiscono un mosaico di umori cangianti e variegati.
    Complimenti ancora!
    Enzo Santese

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  12. # Misia. Cara Misia, sei una scoperta importantissima di questi giorni. Sono proprio felice di averti incontrata per caso (ma poi esiste davvero il caso?) sul web e per di più grazie alle mie poesie. Sei speciale, dotata di una sensibilità delicata e raffinata insieme, un’anima compagna di viaggio, se me lo concedi. Grazie di cuore!

    # Giovanni. Grazie per la lettura, caro Giovanni. L’esperimento del decasillabo in Risveglio, seppure parziale, lo trovo anche io molto interessante, sebbene sia un verso non troppo usato e quasi privo di tradizione. La rima interna, poi, fa parte di una ricerca del passato e me la sto portando dietro senza lavorarci troppo a livello consapevole, concentrandomi di più sui versi e sull’endecasillabo, in particolare.

    # Anna. Carissima Anna, anche io ho avuto delle sensazioni molto positive dopo aver letto il tuo commento (e la chiaroveggenza la sto ereditando dalla mamma) e la tua idea mi interessa davvero. Vorrei tanto contattarti, ma non ho il tuo indirizzo. Ti lascio il mio indirizzo e-mail qui oppure scrivo alla mail del blog per chiederlo?

    # Enzo. Caro Enzo, grazie come sempre! Ogni volta che fai un commento alle mie poesie mi colpisci sempre per quello che dici: fai scoprire anche a me alcune reazioni provocate dai miei testi e in certi casi è davvero una sorpresa.

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  13. Cara Lara che bello risentirti dopo tanto tempo: l’occasione sono le tue parole. Arrivano come una festa. Oggi a Firenze si alzato un vento insperato ( prima e dopo il nostro lasciare le porte spalancate per “far circolare l’aria”).
    L’aria circola e la mente è disponibile.
    Ho rimandato questa lettura per giorni.
    Complimenti vivissimi.
    Che bello sarebbe sentirle leggere dal vivo. Io mi sono permessa un rito privato e le ho rilette tutte a voce alta – ho chiuso la porta e forse l’aria non circolava troppo, però qualcosa poi si è mosso. Si è mosso per tutta la stanza.
    Scriviamoci ancora! Un abbraccio grande,
    Elena

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  14. Ciao Elena Cattaneo, ma sei la ragazza che ho conosciuto tanti anni fa a Milano? Ricordi, ti avevo regalato un libro di M. Cvetaeva? E se no ciao lo stesso. Anna L.B.

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  15. Cara anna, sì sì, sono io. Hai visto che strani giri fa la vita?
    Vedo che la tua mail è quella di sempre. La mia è cambiata. Ti mando un piccione viaggiatore.
    Il libro della Cvetaeva mi è sempre stato carissimo ed è nella mia lista d’oro, non potrei dimenticare chi me l’ha regalato.
    Sono passati tanti anni, è vero.
    Spero tu stia bene!
    Elena

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  16. Carissima Elena, che emozione ritrovarti qui, dopo tanto tempo, a commentare le mie poesie. Grazie per la lettura attenta e per le tue parole, sempre delicate, ma precise insieme, proprio come le ricordavo. Sono sicura che ci rivedremo presto e che potrai sentire le mie poesie direttamente dalla mia voce.
    Ho appreso, poi, via e-mail da Elena che lei ed Anna si sono incontrate anni fa: mica male che le persone si ritrovino grazie alle parole delle poesie. Piccole magie del web.
    Un abbraccio gigante ad Elena ed un carissimo saluto ad Anna.

    Lara

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  17. Ciao Anna,
    ti ho scritto tre giorni fa. Provo a rimandare la lettera, forse non ti è arrivata.

    A presto!

    Lara

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