17ème colloque international Louis-Ferdinand Céline

dal 4 al 6 luglio 2008, Centre culturel français de Milan, Corso Magenta 63 Milano

Traduction et transposition

17ème colloque international Louis-Ferdinand Céline

Ingresso libero nei limiti dei posti disponibili.

Traduction et transposition

Il Convegno è organizzato dalla Société d’Études Céliniennes, creata a Parigi nel 1975, che riunisce ricercatori, scrittori, professori e studenti di tutto il mondo che si ritrovano ogni due anni per fare il punto sull’avanzamento dei loro lavori e confrontarsi con gli altri membri dell’associazione. Ospite ogni anno in un paese diverso, il convegno si terrà quest’anno in Italia, presso il Centre culturel français de Milan. Interamente dedicato all’opera dello scrittore francese Louis-Ferdinand Céline, il convegno affronterà il tema della traduzione e trasposizione, con gli interventi (in lingua francese) di studiosi internazionali. Gli atti del convegno saranno pubblicati successivamente. Continua a leggere

Bambini paglia sole

di Emanuele Kraushaar

Le cose stanno così: non sono mai stato bambino.
E quegli esseri piccoli e piagnucolosi mi terrorizzano. Per mia fortuna lavoro da casa e i posti che frequento non prevedono la presenza di bambini: cinema d’essai e discoteche.
L’unico rischio è Villa Pamphili. La parte dove vado è abbastanza sicura, perché è quella di chi, come me, va a correre. Ma ogni tanto sbuca dal nulla qualche mamma col passeggino.
L’altro giorno ho deciso di sfidare la paura. Mi sono fermato e messo a guardare uno dei passeggini. Non c’era nessuno dentro, ma un mucchietto di paglia che il sole accecante avrebbe potuto accendere. Ho alzato gli occhi verso la madre. Aveva paglia al posto dei capelli e un sorriso senza bocca.
Per la prima volta, dopo tanto tempo, mi è venuta in mente mia madre. Anche lei era così e anche la mia infanzia infatti è bruciata come paglia al sole.

Credere in Dio (quarta puntata – Gli indizi)

Torniamo al problema originale: è possibile provare se Dio esiste o no? Come si può evitare di cadere nel tranello di una logica ristretta o nei paradossi dell’autoreferenzialità?
Si può provare a prendere una strada che non sia l’analisi di un concetto. Si possono andare a cercare dei punti di partenza nella realtà. Per esempio nella fisica, nella morale, nell’estetica. Tommaso d’Aquino individuò cinque di questi punti di partenza, Kant tre.
Le strade prese da Tommaso (le riporto con un po’ di editing) sono le seguenti: Continua a leggere

Tre post per tre libri: 1. Romanzi esilaranti

di Ezio Tarantino

Una serie di coincidenze mi ha messo fra le mani tre libri (e alla fine un articolo di giornale), due dei quali abbastanza simili fra loro, e un terzo che, apparentemente, non c’entra nulla.
Tutti e tre parlano del terrorismo italiano degli anni ‘70-‘80 e di quello che è venuto dopo.
Il fatto che ancora si parli di “riconciliazione”, dopo tanti anni, dimostra che c’è una ferita ancora aperta. Come fuoco che covi sotto la cenere, la polemica si riattizza, di solito, quando un ex terrorista viene arrestato (ma non li vogliamo chiudere questi benedetti conti con il passato?), o estradato (idem), o liberato anzitempo (la ferita si riapre, non sono garantiti i diritti delle vittime: le voci in questo caso provengono dal fronte opposto – come se fosse ancora possibile parlare di fronti, eppure è così, lo strappo sociale del terrorismo ancora divide) o, infine, scrive un libro o viene intervistato alla televisione. Continua a leggere

Dialoghi d’amore.1: Hermann Broch

di Antonio Sparzani

“Ingegnere tessile” era Hermann Broch, nato nel 1886 a Vienna, e tale era diventato perché suo padre possedeva una fiorente industria tessile a Teesdorf, vicino Vienna; il figlio ne ereditò la conduzione, che tenne dal 1909 al 1927; ma dal 1925 studiò matematica, filosofia e psicologia all’università di Vienna e decise definitivamente di diventare scrittore, ora tra i grandi del Novecento.. La sua prima impresa letteraria fu la trilogia I sonnambuli (Die Schlafwandler, 1930/32) di tre romanzi, ambientati a 15 anni di distanza l’uno dall’altro (1888 – 1903 – 1928). Protagonista del primo, intitolato Pasenow o il romanticismo (Pasenow oder die Romantik), è il tenente Joachim von Pasenow, militare di carriera, supposto garante dell’ordine costituito, che riapparirà poi nel terzo romanzo del ciclo, Hugueneau o il realismo (Hugueneau oder die Sachlichkeit).
Elisabeth, figlia del barone Baddensen, è amica d’infanzia di Joachim e sembra naturale, anche se non ancora esplicitamente detto, che gli sia destinata come futura moglie. Ma durante una gita a cavallo dei due con Eduard von Bertrand, caro amico di Joachim, il cavallo di quest’ultimo si infortuna, il che permette all’autore di scrivere uno dei dialoghi d’amore più belli che io conosca nella letteratura di tutti i tempi, il seguente, tra Eduard e Elisabeth: Continua a leggere

Europiè 7 – In fin dei conti c’ho solo quarant’anni

Ed eccoci qua, in abbondante ritardo sui tempi canonici delle cronache calcistiche. Mi veniva da dire: freschi di lutto stretto. Ma i lutti sono cose serie, lasciamoli per i discorsi seri. Al pallone, invece, è possibile dedicare la celia.
E quindi: gli Europiè.
Le semifinali saranno tra Germania e Turchia, mentre i russi, anziché incontrare gli europieduti Azzurri, avranno l’onore di incrociare tacchetti e parastinchi con coloro che agli Azzurri hanno fatto la fiesta, approfittando dall’italica siesta, soprattutto dalle parti del settore d’attacco.
Tutti coloro che avevano Donadoni fermo di traverso dalle parti del piloro, hanno finalmente l’occasione di dirne peste e corna, ché nella disgrazia è possibile infierire (col conforto di innumerevoli spassionati), mentre, a fronte di vittorie, ancorché faticose, l’esercizio è vivamente sconsigliato, e il rischio di sonore smentite alto. Continua a leggere

Vistocogliocchi

di Giorgio Morale

“Prego, il biglietto”.
Una pattuglia di controllori e vigili con manganelli e pistole sale sulla filovia. Porte e finestre vengono bloccate.
A chi non ha il biglietto chiedono:
“Documenti”.
Alcuni stranieri non hanno i documenti e vengono fatti scendere e salire in un pullman che aspetta in piazza, con grate di ferro alle finestre.
“È finita la pacchia” dice un passeggero. “L’Italia non è più il paese delle meraviglie”.
“Fanno bene” dice una signora “se no cercano di scappare… Così è sicuro che arrivano a destinazione”.
Alcune persone sui marciapiedi applaudono. (Milano, nei pressi di piazzale Lodi) Continua a leggere

Credere in Dio? (terza puntata – C’è chi dice no)

Nel doppio binario su cui cammina la Dea Ragione si incontra di tutto. C’è chi preconizza l’avvento dello Spirito Assoluto, ma c’è anche chi proclama: “L’uomo è ciò che mangia”. Per di più, i binari non sono paralleli: ogni tanto si intersecano, si scambiano idee, se le prestano e se le restituiscono. Marx mette insieme la dialettica di Hegel e il materialismo di Feuerbach. Spencer sostituisce la dialettica con l’evoluzione. Nietzsche aggiunge la volontà di potenza, il superuomo e l’eterno ritorno.
Stranamente, i figli dell’illuminismo non si preoccupano di dimostrare le loro tesi con dei sillogismi: per lo più le propongono in forma di assiomi, come se fossero verità evidenti di per se stesse. Spesso si lasciano andare a vere e proprie profezie. La prova di ciò che predicano, più che da esperimenti o dimostrazioni razionali, la aspettano dalla diffusione e dal successo. E così le dottrine che procedono dalla vittoria della Dea Ragione adottano il metodo dei predicatori di religioni e di dottrine esoteriche. Il Così parlò Zarathustra è costruito anche formalmente in modo da presentarsi come un anti-Vangelo. Continua a leggere

Per mano

di Pietro Pancamo

Un potere di sintesi tanto sviluppato e incisivo da sfociare quasi spontaneamente nella forza sgomenta del versicolo ungarettiano o nel respiro contratto e conciso dell’haiku. Ecco la silloge Per mano di Lucia Visconti, in cui parole talmente essenziali da apparire violente, e così precise da assumere i contorni di un’accusa, indicano “senza quartiere” nella discendenza di Adamo un utero impuro che – incapace da sempre di partorire la salvezza, perché reso sterile dallo sperma del male – aveva bisogno d’inseminazione artificiale. Provvide Gesù, servendosi però di una tecnica troppo avanzata e all’avanguardia, incompresa tuttora qui sulla Terra: il sacrificio. Continua a leggere

Credere in Dio? (Seconda puntata – Il ribaltamento)

Ed ecco il ribaltamento alla maniera di Raymond Chandler: credevamo che l’argomento di Anselmo volesse dimostrare che Dio esiste, ma in realtà dimostra tutt’altro.
Kant era già quasi arrivato a dirlo a chiare lettere, ma se ne era trattenuto per una specie di timore reverenziale. Si era limitato a dire che l’argomento ontologico non contiene errori e dunque non è criticabile, ma che non raggiunge lo scopo per cui era stato pensato. A duecentoventisette anni di distanza, possiamo fare qualche passo avanti su questa linea di pensiero. Continua a leggere

da “Plettro di compieta”, 2008 di Marina Pizzi

Plettro di compieta

2008-

1.

stagioni al pane

critica e memoria

dove la casa in estro di giostrina

secca le stanze che si stanno atee.

in meno di un marsupio

il nodo della corsa

per rivedere il sasso

che mi portò sott’acqua

dalla canoa più sciatta

alla novellina tanica di fuoco. Continua a leggere

Giugno di amori, di Mario Rigoni Stern

[a cura di Antonio Sparzani]

Le sere di febbraio si passano in casa a guardare il fuoco e ad aspettare la primavera, ma queste sere di giugno dal lungo crepuscolo sono belle da godere camminando per le strade e i sentieri lontano dalle case. Non ci sono ancora villeggianti e turisti, cercatori di funghi, cacciatori; i boscaioli contadini sono stanchi per la lunga giornata di lavoro, gli altri so¬no seduti davanti alla televisione o in discoteca. Così, dopo le uscite primaverili delle motociclette che fanno fuggire nel folto i caprioli che bramano l’erba novella ai bordi del bosco, in queste sere puoi camminare in altro tempo. In altri tempi da collocare nel tuo vissuto o nel vivendo che puoi scegliere.
In queste passeggiate, per non distogliere il vagabondare della mente e del corpo, non voglio per compagna nemmeno Ambra, la mia cagna spinona. Questo o quel sentiero? Uno vale l’altro, ognuno e qualsiasi può richiamarmi una storia o riservarmi una sorpresa. Al bivio prendiamo la strada che scende dolcemente per la valle o quella che sale diritta verso il monte sul dosso della morena? Qui, da ragazzi, ci conducevano in primavera per la Festa degli Alberi; il bosco era stato distrutto dalla guerra, ora è alto e fitto d’abeti. Pane e formaggio, una gazzosa in tre, una canzone in tutti ed eravamo felici. Quanti ragazzi eravamo! Continua a leggere

Credere in Dio? (Prima puntata – La prova)

Questo post e i seguenti partono dal presupposto che nessuno è tenuto ad avere l’hobby della filosofia, ma che almeno una volta nella vita tutti si trovano di fronte al problema dell’esistenza di Dio. Fra gli “intellettuali” italiani è diffusa l’idea che certi argomenti, come la storia o la filosofia, debbano essere riservati agli addetti ai lavori, e hanno sempre fatto il possibile per escludere le masse da certi discorsi. Però ultimamente sembra esserci un risveglio di interesse per Dio. Vito Mancuso con “L’anima e il suo destino” ha avuto un grande successo; Eugenio Scalfari, dopo aver girato a lungo intorno al tema, l’ha preso di petto nel suo ultimo libro; i pamphlets pro-ateismo di Piergiorgio Odifreddi sono diventati dei best seller; su un blog prestigioso come Nazione Indiana appaiono periodicamente post a favore dell’ateismo. Eccetera eccetera.
Stando così le cose, e a beneficio di chi gradirebbe un po’ di divulgazione sull’argomento, credo che valga la pena di ripercorrere le “prove” a favore e contro l’esistenza di Dio, e relative critiche. Certo, una serie di post divulgativi non può avere la pretesa di passare in rivista l’intera storia della filosofia e nemmeno di esplorare ogni argomento nei particolari, ma può fornire alcune informazioni basilari, e il viaggio non dovrebbe essere poi troppo lungo. Per poco che ci si appassioni alla materia, sarà come leggere un giallo di Raymond Chandler: nelle prime pagine sembrerà che il caso sia già bell’e risolto e invece, andando avanti, si scoprirà che non soltanto il colpevole non è l’indiziato, ma che addirittura il delitto non era quello che sembrava: era tutta un’altra faccenda. Continua a leggere

“Il sentiero” di Villa Dominica BALBINOT


Il sentiero – o per essere più esatti la strada sterrata che dalle ultime propaggini della frazione si snodava polverosa tra campi non tutti coltivati verso la vecchia strada non più ricostituita dopo la frana – era ondulato e a saliscendi, e sulla destra presentava panorami contornati d’azzurrino, pendii declinanti e, in alcuni punti, quasi scoscesi. Continua a leggere

Hassan

“Are you a believer?”
Questa è una scorrettezza, Hassan, un vero colpo basso. Stiamo discutendo di affari, come ti viene in mente di chiedermi se credo in Dio? No, non dirmi niente. Conosco già il tuo argomento: voi europei fate tante distinzioni, ma siete incoerenti. Vi arrampicate sugli specchi pur di non fare i conti con la morale e con la religione.
Abbi pazienza, Hassan, vediamo di capirci. Ogni quindici giorni tu e io ci incontriamo a questo tavolo. Passiamo venti ore a discutere, poi ci diciamo arrivederci e io torno in Europa a far rapporto, a ricevere istruzioni. Apparentemente, lavoriamo per mettere in piedi una società: come due sensali di matrimonio contrattiamo a chi toccherà allestire la cucina e a chi la camera da letto. In realtà, mentre discutiamo di investimenti, manodopera e tecnologia, sappiamo bene che il punto è: quanto costa tutto ciò? E in ultima analisi: ne vale la pena?
Ma non è tutto: tu e io vogliamo far carriera, uno a spese dell’altro, se necessario. Vogliamo consegnare ai nostri superiori un risultato del quale possano valersi per ascendere lungo una scala infinita, che si perde nelle nuvole di chissà quale Paradiso. Perché l’unico modo per far carriera è diventare vassallo di chi sta un gradino più su e salire con lui montando sulle spalle degli altri, tutti impegnati a salire la stessa scala. Eppure, troppi sono i gradini. La speranza di raggiungere una condizione beata, presto o tardi, si trasforma in un imperativo fine a se stesso. Che differenza fa arrivare al centesimo o al millesimo scalino se, tanto, in cima non si arriva mai? Continua a leggere

La poesia a Massenzio

La sera è decisamente invitante. Una di quelle che ti viene da chiederti “devo proprio restare a casa, con una luna cosi ?”.

Cosi, adocchiata nel programma prelevato nella serata precedente dedicata a Gibson e Lansdale, la grande teoria di poeti ospiti nella serata conclusiva del Festival delle letterature, puntuale come una cambiale svizzera, prendo S. e raggiungiamo Massenzio.

C’e’ tanta gente, ma riusciamo ugualmente a prendere due biglietti…la coda arriva fin quasi sui fori. Prendiamo posto. La cosa bella di Massenzio è che grazie ai maxi schermi, puoi prender posto dove vuoi, mantenendo una buona visuale di quanto avviene sul palco.
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