André Rieu e la sopravvivenza del mito

Avete mai sentito nominare André Rieu? No? Be’, avete perso qualcosa. Ma ve ne parlo più avanti, perché il discorso va preso da lontano.
Forse avete visto in televisione il concerto di Capodanno della Filarmonica di Vienna. I professori della più famosa orchestra sinfonica del mondo si riuniscono tradizionalmente la mattina di Capodanno sotto la bacchetta di un grande direttore per suonare, non musica classica, ma i valzer di Strauss. Come mai?
Vienna è un posto tutto particolare. È vero che i viennesi parlano tedesco, ma per certi aspetti somigliano ai napoletani. Non c’è poi da meravigliarsene gran che. Vienna non è in Austria: è in Kakania (come Musil chiamava l’Impero Asburgico) e probabilmente non smetterà mai di starci. Tanto l’Austria è montanara e provinciale (e se non ci credete chiedetelo a Thomas Bernhard), tanto Vienna è cosmopolita. Un esempio: se ci andate in auto e uscite dall’autostrada a Schoenbrunn, scendendo verso il centro percorrerete la Mariahilfer (Maria dell’Aiuto), uno stradone pieno di negozi di tappeti. Sono tutti gestiti da ungheresi scappati a ovest ai tempi della cortina di ferro, e i viennesi hanno cambiato nome alla strada: la chiamano Magyarhilfer (Aiuto per i Magiari). Altro esempio: la chiesa più veneranda di Vienna è la cattedrale di Santo Stefano, ma quella che i viennesi sentono più propria è la chiesa di San Carlo (che è poi san Carlo Borromeo; proprio lui, il Sancarlone di Arona).
Allo stesso modo, a Vienna (come a New York, ma in modo meno sfacciato) ci sono zone infeudate dalle varie nazionalità dell’ex impero: boemi, slovacchi, ruteni, sloveni, croati, turchi, romeni. Anche italiani. A Innsbruck o a Linz gli italiani non sono amati alla follia (diciamo così). A Vienna ognuno è rispettabile o detestabile per ciò che è, non per il paese da cui proviene. Come dicevo, l’Austria è una cosa, Vienna è un’altra.
Una ulteriore caratteristica di Vienna è che ci sono passati tutti i più grandi musicisti della storia: Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Brahms, Wagner, Bruckner, Mahler, Richard Strauss, Schoenberg, Webern, ecc. ecc. I viennesi sono imbevuti di musica esattamente come i napoletani (vi avevo già detto qualcosa del genere, vero?). Ma non si sono scelti un beniamino fra i grandi. Mozart l’hanno regalato a Salisburgo. Bruckner a Sankt Florian. Beethoven l’hanno messo in alto, sull’ultimo ripiano dello scaffale, così non disturba.
Vienna va matta per Johann Strauss, per il valzer. L’inno nazionale della Kakania non è più il “Gott erhalte”, ma “Il bel Danubio blu”. Con una coda importante: oltre a migliaia di valzer, polke e mazurke in confezione sciolta, Johann Strauss compose anche un’operetta, il “Pipistrello”, e la maggior parte dei viennesi non andrebbe a teatro neanche gratis per il Pierrot lunaire o l’Idomeneo, ma è disposta a pagare per ascoltare il Pipistrello. Sulla scia del Pipistrello arrivarono Lehar e gli altri facili melodisti che in poco più di mezzo secolo misero in piedi una letteratura operettistica impressionante, che va dalla Vedova allegra al Cavallino bianco. (C’è poco da storcere il naso: non sono operette anche West side story, Jesus Christ superstar, Hair, Evita, ecc. ecc.?)
Ma non soltanto i viennesi vanno matti per le melodie in tre quarti: non c’è paesino di lingua tedesca, dalla stolida Prussia alla furbesca Saar, in cui il classico um-pa-pa non trascini immediatamente l’anima dei grassi Metzger e dei biondi Mueller in un sogno belle-époque sospeso tra Parigi e, appunto, Vienna. Perfino i teutoni più refrattari al riso e al buonumore si deliziano agli scherzi (studiati e programmati) che le orchestre infilano fra una polka-schnell e le storielle del Wienerwald. Nel valzer, e solo lì, ostrogoti e visigoti ammettono l’irruzione dello humour viennese, del Witz, della gag anche un po’ grassa ma interpretata da gentiluomini in frack (il che la rende anche più esilarante).
Be’, vi ricordate che all’inizio vi ho chiesto se conoscete André Rieu? Chi è costui? Adesso posso dirvelo: nonostante il nome francese, André Rieu è nato a Maastricht quasi sessant’anni fa (ne dimostra quindici di meno) e fra le cinque o sei lingue che parla elenca orgogliosamente per prima il dialetto limburghese. Ha studiato violino al conservatorio ma, dopo averci provato senza troppo successo, ha capito che la sua strada non era quella del solista. Però non si è dato per vinto. Ha messo insieme un’orchestra di quaranta-cinquanta elementi e gira per il mondo, ma soprattutto per i paesi di lingua tedesca, riunendo folle smisurate. Per le sue esibizioni ci vogliono anfiteatri della capienza di un’arena di Verona. Rieu incanta il suo pubblico con valzer, arie di operetta, joedler, la canzoncina di Heidi, tutto fa brodo. In salsa deutsch, è l’equivalente di Arbore e la sua orchestra (vi ho già detto qualcosa a proposito di Vienna e Napoli, vero?). Ma moltiplicato per dieci.
Perché vi racconto tutto questo? Per consolarvi: non siamo soltanto noi italiani a vivere di nostalgie per mondi ideali che non esistono più (se mai sono esistiti). La differenza è che noi sognamo repubbliche platoniche, mentre la gente concreta come i tedeschi va in brodo di giuggiole sognando i séparé di Chez Maxim e canticchiando i valzer della Vedova Allegra. André Rieu l’ha capito e ha trovato l’America in Germania: non conosco la sua denuncia dei redditi, ma ho letto da qualche parte che il suo violino è uno Stradivari datato 1667.

26 pensieri su “André Rieu e la sopravvivenza del mito

  1. Anche la mia impressione dell’Austria e più o meno quella che racconti in questo articolo. Mi divertii tantissimo lassù in un viaggio con amici. Sui nostri sogni di Repubbliche Platoniche concordo in parte, ma in fondo l’Italia è più la patria di Arlecchino che altro.

    Grazie per l’articolo e per la conoscenza di Rieu
    e del suo violino datato 1667
    (si dice infatti: impara l’arte e mettila da parte)

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  2. la melodia di alcune canzoni con violino e orchestra è fantastica, e poi la voce della ragazza che per altro non so chi sia rende più armonioso tutta la canzone!

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  3. Hai proprio ragione
    Ho assistito al concerto italiano ( Cortona 2003) diANDRE Rieu e lo ho trovato trascinante e fantastico
    Mi chiedo come mai non ha più fatto concerti in Italia
    Io lo vedrei benissimo al Arena di Verona

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  4. Penso che in in Italia non troverebbe il pubblico che merita, se è stato a Cortona e non è più tornato , uno che gira il mondo, un motivo ci sarà.
    Comunque ho sopperito a questa mancanza, è il terzo anno che vado a Salisburgo al Salzburgarena ( il più vicino è Innsbruck), ho quasi la stessa età di Rieu e vedremo chi si stanca per primo.
    Ma penso che sia meglio così perchè perchè mi permette di entrare anche in un atmosfera più idonea che non troverei in Italia.
    Nota bene che sono da Verona

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  5. Non conoscevo Rieu, ma adesso sto ascoltando tutti i suoi concerti. E’ un un “Grande”un incantatore ed ha la passione della bella musica.
    Sono napoletano e posso dire che ha la musica nel sangue.
    Complimenti comunque per le note storiche dell’Austria e di Vienna. Andrò sicuramente a qualche concerto. Viva Rieu.
    Grazie.

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  6. Sono un violinista dilettante,suono con orchestre di amici. Ho una collezione di dischi dei violinisti concertisti ,jazzisti (Venuti ) etc .Di recente ho acquistato tutta la serie dei CD di Andrè Rieu,anche se diverse melodie ed arie si ripetono. Rieu ha capito che lui,il solista deve suonare accompagnato da una grande orchestra e non come fanno in tanti da una base. La sua orchestra mi ricorda quella del grande Helmut Zacharias,violinista tedesco che ebbe un grande successo tra gli anni cinquanta e sessanta,portando la sua grande orchestra d’archi e non solo,in giro per il mondo. Somigliano molto. Molto più virtuoso Zacharias,molto più melodico e sentimentale Rieu.Comunque la loro musica ha reso e rende meno melanconiche le nostre giornate. L’ultimo suo DVD “Fiesta mexicana” è un tripudio di musica e di folla,folla tarscinata dalle sue melodie e che al sentire Cielido Lindo,ha cominciato a danzare ed a cantare a squarciagola. Bravissimo Rieu,l’ultimo dei sentimentali,dalla cavata dolce ed emozionante. Sergio Santilli

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  7. Da poco (tre mesi) ho conosciuto il nome del Direttore André Rieu,la bellezza delle esecuzioni orchestrali. la selezione delle musiche folk locali, nonchè l’interpretazione dei lgusti dei popoli ove ha diretto. Ho letto molti commenti di coloro che mi hanno preceduto e concordo assolutamente.
    Ho osservato, dalle immagini, che in occasione di un concerto in Italia gli venne assegnata una piccola piazza (!!!) . Penso che gli organizzatori non conoscessero chi egli fosse; grande trascinatore attraverso la musica,lo show e il dialogo con i partecipanti; è di grande valore internazionale.
    Spesso mi dedico all’ascolto e alla visione delle sue clips (internet).
    E’ mio desiderio partecipare a suoi concerti, spero in futuro; la mia ex agilita’ non mi
    dà grandi chances ai grandi spostamenti. Un mio piacere avere riscontrato il suo nome ed avere conosciute le sue capacità di ambasciatore P.R. mondiale della bella musica, della dolcezza dell’interpretazione; viva la sua orchestra e lei stesso.
    viva l’arte musicale di André Rieu.

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  8. io dopo aver conosciuto lui la sua orchestra e la sua musica in un concerto a Vienna sulla televisione satellitare ZDF quattro anni fa ho deciso di vederlo dal vivo proprio a casa sua a maastrich e il 17 luglio 2011 ho visto il mio primo concerto e il più bello della mia vita.peccato che pochi Italiani conoscano Andre Rieu e del suo unico concerto in Italia a Ortona non ne sono suguiti altri.

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  9. Ho scoperto Andre Rieu su ZDF casualmente e ne sono rimasta stregata. La sua musica entra nel cuore. Dai suoi concerti emana un alone coinvolgente. Penso sia nato già con quella eccezionale gioia di vivere ed è quindi elementare comprendere perché – come si racconta lui stesso – abbia desiderato sin da giovanissimo di riuscire a proporre una musica classica che trasmettesse gioia e che questa gioia il suo pubblico fosse libero di esprimerla: piangendo, ridendo, ballando…Penso anch’io che – ipocrisie a parte – quando la musica trasmette sensazioni lugubri e tragiche sia raccapricciante e fine a se stessa. Da sempre, per me, è un’esigenza che la “MUSICA” faccia volare l’anima ed anche quando è malinconica o triste deve riuscire a far vibrare una corda di positività attraverso le emozioni…Come a dire: le preferenze variano ma è inaccettabile pretendere che quelle “altrui” valgano meno cercando di ridicolizzarle, che si tratti di individui o di interi popoli!!!
    Certo la popolarità planetaria di A.R. deve suscitare grosse invidie tra i tanti palloni gonfiati che abbiamo in Italia e, forse, per pedissequa riverenza a costoro, i nostri media fanno catenaccio e non lo menzionano mai altrimenti il grande pubblico lo scoprirebbe e, sono certa, in tanti lo amerebbero.
    Successe al grande Pavarotti: venne sdegnosamente criticato dai suoi colleghi quando duettò con cantanti di musica leggera, eppure il grande pubblico proprio per questo lo amò ancor di più. Un “GRANDE” rimane “GRANDE” anche fuori dagli schemi.
    Sul Guestbook del sito di A.R. si scopre che gli scrivono da tutto il mondo ma dall’Italia raramente. Forse se gli chiedessimo spesso di ritornare in questo Paese scoprirebbe di avere fans anche qui e…chissà…

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  10. Scoprii Andrè Rieu, vedendo una coppia di ballerini campioni del mondo danzare sulle note di un viennese, del quale ne rimasi affascinato.
    Seppi dopo che era il famoso Second Watlz. Iniziai così a cercare le sue musiche ma dovetti constatare che nei normali circuiti musicali non c’è praticamente nulla e ordinai così da negozi più ‘open’ per l’importatorizione i suoi cd.
    L’ho seguito sul sat ma non ho mai avuto il piacere di sentirlo dal vivo.
    La sua musica è travolgente e unica, probabilmente l’esatta trasposizione dello Strauss dell’epoca. Mi duole constatare che l’Italia, paese di musicisti non lo sappia apprezzare e lo snobbi, come tanti altri grandi artisti del resto (Michael Flatley, il Lord della danza ne è un altro esempio)… Che tristezza…
    Mario Petternella

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  11. Salve mi chiamo Manuele e ho avuto la ( fortuna ) di scoprire su ytube Andrè R. mentre guardavo spezzoni di una telenovela ( la hija del mariachi )( con musiche rancere per me stupende ).
    Bene, dicevo che ho visto filmati di questo meraviglioso strumento musicale di nome ANDRè RIEU. SI lo definisco strumento perchè sia a sentirlo suonare che a vederlo suonare, vedere l’espressione del suo viso che esprime musica mi lascia senza fiato e spesso commosso.
    Non conoscevo questo maestro ( come molti credo ) perchè non ho mai visto publicizzare Lui e la sua orchestra.
    Ho visto il concerto che ha fatto in Toscana, un groppo allo stomaco e le lacrime agli occhi mentre ascoltavo le musiche. Ho ascoltato con gli occhi chiusi e vedevo i colori sentivo i profumi di quella regione di quella piazza e di ogni parola non cantata, giulia sul balcone sulle note di Morricone fa piangere e fa sognare, il publico trattiene il respiro e nei loro occhi si vede la vita serena che scorre.
    Ho visto tanti filmati dei sui concerti in giro per il mondo, sono superbi, e nella maestosità dei luoghi guardavo spesso Lui e vedevo umiltà nel suonare , nel dare alla gente le note che ognuno di loro volevano ascoltare.
    Mi sono chiesto perchè??????
    Perchè noi in italia non possiamo vivere la gioia di vivere quelle note?
    Perchè noi in italia non possiamo sognare su quelle note così potenti suonate da lui con umiltà?
    Perchè noi in italia non abbiamo la forza e la volontà di richiedere Andrè Rieu per far si che un solo secondo o una sera intera ci possa dare anni di gioia passati o a venire??
    Vorrei scrivere molte cose su A.R. e la sua orchestra, ma mi limito e dico solo che vederli suonare con il sorriso, con gesti che ognuno di noi farebbe perchè non sono alieni ma persone come Noi, mi da la gioia di guardare di parlare di vivere il domani con la gente con uno spirito diverso e ho notato che la gente sorride.Grazie anche a voi che amate ciò.

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  12. Sono un “cacciatore di musica”, spazio in lungo ed in largo su You tube alla ricerca della musica strumentale, melodica e sentimentale. Mi sono imbattuto in Andrè Rieu per caso e sono rimasto affascinato per la facilità con cui sa coinvolgere il pubblico con le sue magiche note, con le sue parole e battute spiritose. Diverse volte mi sono emozionato ascoltando i suoi brani ed ho anche pianto, specialmente nella toccanti “My way” e “Amazing grace”. Molto difficilmente mi emoziono al suono di uno strumento, così come difficilmente vedo gente emozionarsi ai concerti strumentali. Bravisimo Andrè Rieu ed è un grandissimo peccato averlo avuto solamente una volta qui in Italia. Io ne sto facendo propaganda di questo bravissimo artista, tra la gente che conosco e li invito anche ad ascoltarlo. E per farlo ho scaricato alcuni suoi brani, tra i più toccanti e orecchiabili nel mio mp3, e che ascolto sempre, nelle cuffie, quando monto in sella alla mia bici da corsa e mi fanno così da eccellenti compagni di viaggio.

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  13. Salve, sono Christine e vivo da 30 anni in Italia. Sono tedesca e ho conosciuto Andre Rieu tramite mia cugina che ha visti i suoi concerti in Germania. Devo dire che mi ha stregata subito e mi sono messa a guardare tutti i suoi video che si trovano in internet … ma non mi basta e penso che partirò in maggio per Vienna visto che il 18 terrà un concerto proprio nella patria del valzer. Anche mio marito, italiano, ne e’ rimasto affascinato e verrà con me… tutti e due comunque ci chiediamo : perché non viene mai a suonare in Italia ?!? nessuno che organizza concerti ha mai pensato di fare questo passo oppure e’ lui che non vuole venire ? lo vedrei benissimo all’Arena di Verona,
    proprio come l’altro giorno Morricone ! Chi sa che emozione, il pieno e’ garantito, basterebbe un po’ di pubblicità ed il passaparola…

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  14. Da quando ho scoperto André Rieu anch’io cerco di farlo conoscere ad amici e parenti: assolutamente tutti, finora, sono rimasti entusiasti se non incantati e mi chiedono “da dove salti fuori” un musicista così geniale, carismatico, famoso in tutto il mondo… tranne che in Italia! Che bel primato avere un popolo tenuto nell’ignoranza di realtà comuni a tutti i continenti…Il compito dell’informazione non sarebbe una prerogativa dei media? Perché i media non hanno speso una parola, ad esempio, neanche per i BRIT AWARDS la cui cerimonia di oggi coinvolge e premia anche molti italiani (Andre Bocelli, Ennio Morricone, Luciano Pavarotti, Nicola Benedetti) oltre che André Rieu? Pensano che pomparci di demenzialità ci abbia resi dementi? Ho scritto più volte a blog o forum di quotidiani ponendo il quesito circa questo silenzio assordante su André Rieu…nessuna risposta MAI!!! Troppo intenti a rispondere ai quesiti sull’Isola dei Famosi e/o Grande Fratello…Aldo Grasso per primo: giornalista di “spessore”.
    Siamo solo noi che apprezziamo un personaggio boicottato a rimetterci perché così di lui non trasmettono nulla, non sono in commercio i suoi CD/DVD e non ci sono molte speranze che organizzi concerti in un Paese dove pochi andrebbero ad applaudirlo.
    …Ed in questo modo, forse, i media hanno ottenuto esattamente quello che “dovevano”.

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  15. Salve a tutti ! A Natale dalla Germania mi hanno portato l’ultimo DVD di Andre’ : BELLISSIMO !!! compratelo in internet, esiste anche in inglese in Blu Ray, merita davvero…poi andrò al suo concerto a Maastricht in luglio…ho già i biglietti ! si comprano in internet e con un volo dall’Italia, prenotando adesso, si spende veramente poco, per l’albergo a Maastricht ci sono dei prezzi alti,
    ma andando appena fuori in un B&B non c’e’ problema…Felice Anno Nuovo a tutti e speriamo di vedere nel 2013 Andre’ anche in Italia !

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  16. Cara Christine, intanto che tormento la RAI (http://www.scriverai.rai.it/eService_ita/start.swe?SWECmd=Start&SWEHo=www.scriverai.rai.it) chiedendo uno spazio per André Rieu, ho anche molte volte chiesto a lui stesso, sul suo guestbook, perché – intanto che rifà per la terza volta il giro del globo toccando entrambi gli emisferi- non inserisce una capatina in Italia ma, appena la richiesta è più insistente, la mail viene stralciata e come sempre risposte agli appelli dei fans italiani non ci sono neanche in forma indiretta: sul calendario dei concerti in programma, sul suo sito, ci sono già molte date che arrivano persino al 2014 ma l’Italia non c’è. Considerando che viene spesso a fare le sue vacanze da noi, devo dedurre che forse preferisce farle in un Paese dove, non essendo noto, può soggiornare più tranquillo…oppure davvero gli piace l’Italia ma non gli Italiani…ma noi siamo tutt’uno. Spero tanto che non sia così perché adoro la sua musica e mi rattrista non poter stimare anche lui come persona. Anche da me Auguri per il Nuovo Anno a tutti.

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  17. Chiedo scusa a tutti se mi intrometto in questa sequenza di osanna per questo bravissimo commerciante di musica; è vero ha ragione lui: uno stradivari non se lo possono permettere tanti violinisti molto più bravi di lui, lui si, grazie al genere che ha scelto: di poco impegno e molto redditizio. Io chiedo ancora scusa ma la sua merce non mi piace, è mielosamente dolciastra e come tale dopo dieci minuti stucca.

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  18. …scusato, certo! Ognuno ha i propri “gusti”. Poi ci vuole sempre un’eccezione per confermare una regola. Eppoi non tutti possiedono quella innata musicalità interiore che sa sintonizzarsi con la musicalità dei suoni esteriori la cui armonia viene definita MUSICA … quella propriamente detta.
    Per la precisione di violini “Stradivari” il Maestro ne possiede 2: quello del 1667 che è il più antico esistente (costruito negli anni d’oro del giovane Stradivari) eppoi quello che André Rieu suona da anni, in quanto di misura maggiore e quindi più adatto alla sua corporatura (costruito fra gli ultimi della sua lunga vita considerando che Stradivari morì novantenne circa)…Secondo me sono in buone mani: è un musicista e non un collezionista e questo è già sublime per l’essenza di uno strumento musicale e, anche se Rieu non è un violinista d’eccezione, è certamente e prima di tutto uno straordinario Direttore d’Orchestra ed è come tale che viene stimato.

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  19. Non credo di essere un’eccezione: ci mancherebbe altro, e non ho detto commerciante nel senso di collezionista: è il suo genere che ècommerciale, ben presentato e venduto come un ottimo prodotto ma non degno di essere considerato artisticamente eccelso.

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  20. Renato Leban
    ho la bella età di settantadue anni, e da quando sono nato ho avuto il privilegio di ascoltare i più grandi artisti del mondo musicale. Ho studiato al Conservatorio G: Tartini ed ho scoperto tanta latra bella musica. Quando ero piccolino mia madre mi faceva fare le file per andare ad ascoltare le Opere al Castello di San Giusto ( io sono un Triestino “patoc”) Ho avuto modo di ascoltare Beniamino Gigli , Toti dal Monte , Renata Scotto, Renata Tebaldi, Mario del Monaco , Ettore Bastianini,Ho Conosciuto e lavorato con tanti artisti celebri poichè ho lavorato come comprimario al Teatro G:Verdi,Ho Conosciuto ditrettori d’orchestra famosissimi, e bravissimi e certi signori immodesti e pretenziosi. Ma voglio dirvi che essendo Triestino
    ho sempre seguito il festival dell’Operetta che è stato ed è tutt’ora uno degli eventi più importanti della stagione estiva Triestina. Naturalmente anche in quel caso ho avuto il piacere di conoscere personalmente dei mostri sacri come Ennio Calderoni, Nuto Navarini , Elio Pandolfi,Daniela Meneghini Mazzuccato, Aurora Banfi, Ugo Benelli, Sandro Massimini Piero Nuti, I vari comprimari d’eccezione Giorgio Valetta e Gianfranco Saletta. Tutto questo per dirvi che ho sentito tanta musica in Italia In Francia In Germania in America e tante altre parti del mondo.Ma devo dire anch’io che noi Italiani non siamo gli unici melomani. E’ assolutamente vero quello che ha scritto il signor Ferrazzi a proposito dei Viennesi ed io sono un che segue da sempre il concerto di capodannoda Viennaed ora l’Italia si scoperta che puo imitare Vienna e mette in onda da Venezia lo stesso giorno un concerto di musiche operettistiche. M a niente da fare con la magia che riesce a creare a Vienna e poi lasciatemi dire l’uomo che ho scoperto per caso il maestro Andre Rieu. La sua musica è un respiro per l’anima è un rivivere delle armonie interiori di secoli di musiche splendide. Lui ha saputo cogliere lo spirito della Vienna della Belle Epoque. Non queste urla di cantanti impazziti che usano l’urlo per dire delle cose che dovrebbero diventare un piacere per le nostre orecchie ed invece sono solo isterie collettive.La musica di Andre Rieu è musica ed è eseguita con talento e signorilità senza volgarità senza schiamazzi brutti ed inutili.IO ho lavorato con grandi Artisti eanche con dei signori incapaci che si vantavano di sapere quello che un altro sconosciuto avrebbe eseguito meglio.Un vero Artista sa toccare l’animo di chi ti ascolta e per certo Andre Rieu è un grande artista ed anch’io lo suggerisco ai miei amici e spero di vedere e di sentirlo all’arena di Verona dove per certo avrà un successone.Quindi auguro a lui al Maestro un grande successso dopo l’atro e di poter venire a suonare in Italia per poterci onorare della sua presenza e della sua arte.Chi è triste ed ha una giornata no, ascolti un pò di quella sua musica e vedrà che la vita ritornerà a sorridere e non importa se il signore sopra di me ha detto che lui non è un musicista eccelso è per certo un signore che sa presentarci il bello della musica e della vita sia pure come un sogno di un valzer.Io sono uno che ha studiato e disegnato gli Asburgo una grande dinastia, che ha rappresentato la Belle Epoque di Franz Joseph di Sissi di Rudolf e di Massimiliano e Carlotta eppure a guardarli da vicino hanno collezionato terribili esperienze di tragedie che ci hanno condotto a quello che oggi siamo. Ma ancora oggi se vogliamo e speriamo di vedere il bello ricoriamo dietro alle loro immagini ed al loro mondo così come lo fa benissimo Andre Rieu.

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  21. Ciao a tutti, devo scrivervi assolutamente: domenica scorsa ho visto il concerto di Andre a Maastricht, la sua città natale e devo dire che è stato fantastico, un’ unica festa. Tante persone felici, guardate anche sul suo sito ufficiale: ci sono tante foto. Lui sarà anche commerciale, ma fare felici tante persone “comuni e semplici” mi sembra comunque una cosa bella. Poi si è visto nel pubblico anche qualche tricolore qua e là. Insomma, non c’erano solo degli olandesi, belgi, tedeschi e tantissimi inglesi !

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  22. Ciao a tutti, come vi ho già scritto tempo fa, conosco Andrè Rieu da anni, ho visto un suo concerto a Maastricht : spettacolare ! Adesso c’è la prima grande occasione per noi in Italia : il 18 luglio al cinema UCI di Milano viene trasmesso il suo concerto da Maastricht. Meglio
    che niente, ma spero che prima o poi arrivi a suonare all’Arena di Verona !

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  23. Le sue interpretazioni nascono dal cuore
    Si avvale di professionisti di eccellenza questo è il segreto del suo successo in tutto il mondo.

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  24. Penso che Rieu sia un preclaro e sontuoso esempio di cattivo gusto, davvero molto kitch. Se qualcuno ( o molti ) trova conforto e piacere nel consumare le sue pacchianate, pazienza. C’è posto per tutti a questo mondo, anche per i più semplici. Ma la cultura musicale viennese è altra cosa da quella descritta nell’articolo. Esiste un kitch di centroeuropeo che riesce a raggiungere vertici davvero vertiginosi.

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  25. André Rieu è un grande interprete, rende amabile anche le canzonette più leggere; rende perfino gradevole l’inno di Mameli ed esegue brani classici a livelli eccellenti. Fa anche opera educativa nel campo musicale cosa indicata per l’italico popolo dedito tragicamente a San Remo!
    Mi rammarico solo per aver scoperto così tardi questo Grande!!!

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