Corpo di Resurrezione

Se ciò che è solido saprai dissolvere e ciò che è sciolto volatilizzare e poi il volatile fissare in polvere, avrai di che sorridere all’ignoto. Mio amico, chiudi le palpebre e guarda ciò che vedi. Se mi dici che non vedi nulla ti sbagli. Tu puoi vedere se superi la decoerenza, mi ha detto un fisico, ritorna in fase d’onda. Tu puoi vedere ma la tenebra della tua natura è purtroppo così vicina a te da ostruire la tua vista interiore al punto che non la riconosci.
Se vuoi riconoscerla e vederla dinanzi a te, inizia tenendo le palpebre chiuse a diminuire o ad allontanare qualcosa dalla tua natura. Per giungere alla meta occorre orientarsi, tornare all’origine. I nemici del tuo stato macrodimensionale sono qui la natura, l’anima inferiore e il demone. Il cuore per primo va purificato – solve – attraverso quel processo di liberazione, di catarsi così splendidamente tracciato nel mito di Dionisio che si libera e successivamente libera dalla “mania” – l’energia oscura, pesante, inespressa che può essere nei nostri cuori – attraverso lo scatenamento provocato dalle sue celebrazioni. Non ci riferiamo al Dionisio del periodo tebano ma a quello successivo, ateniese, in cui la prassi è divenuta matura e l’esperienza impedisce che la catarsi liberatrice divenga furia distruttiva. Questo per dirlo in un ottica cinese, è un processo yin, un processo di liberazione “acquosa” dei noduli energetici bloccati e ristagnanti. L’esistenza naturale si compone di quattro elementi costitutivi, che sono sovrapposti gli uni agli altri e sono tutti tenebre: La Terra, l’Acqua, il Fuoco e l’Aria. Tu sei sepolto sotto di essi. Quando ogni elemento avrà ricevuto la propria parte sarai finalmente libero da questi fardelli. Nella sua Utriusque Cosmi Historia del 1617 Robert Fuid espose l’esperimento, col quale comprovava la genesi degli elementi: da un ottimo vino estrasse l’olio, rettificandone la feccia, e lo chiuse ermeticamente in un vaso che lasciò immobile per una notte. La mattina era risultato un disporsi del vino in cinque strati sovrapposti: uno nerissimo e opaco, la terra; il secondo pura flemma, l’acqua; terzo, la flemma mescolata all’olio, l’aria; infine quarto, lo spirito di vino o fuoco e, sopra di esso, l’olio purissimo o etere. L’uomo come insegnò il Bohme è destinato quindi a entrare nella seconda natura lucentissima, risorta: resurrezione della carne è l’apice della mistica, come risulta dal Credo. Il fisico Tippler prende sul serio questa resurrezione e mi parla a New Orleans di effetto tunnel quantistico elettrodebole, che viola la conservazione del numero barionico e del numero leptonico. Il modello che sviluppa è coerente e avrebbe confortato Wolfhart Pannenberg. Materializzarsi e smaterializzarsi. Il salmo centotre chiede a Dio di benedire le singole cose che stanno dentro all’uomo, tutti i suoi strati. Le parti dell’uomo perfetto sono elencate: intelletto, anima, mente, cuore, numinosità, corpo, animo, spirito. L’essenza della vita nel mondo, come essa viene espressa nelle scritture ebraiche, è esemplificata dal terribile avanzare del fuoco (Ezechiele 1) avanti e indietro, in alto e in basso – il ritmo costante del respiro e del sangue nel cuore. Questo principio di fluttuazione sembra essere alla radice del rapporto dell’uomo con il Cielo e la terra, che si manifesta come l’istinto a liberarsi dai lacci della materia e sollevarsi verso il Divino, e l’ugualmente impellente bisogno di ritornare nel mondo con tutti i suoi problemi, alla sua concretezza, la sua vita di tristezza. Ma c’è, è inscritta nella vita stessa, nella morte la possibilità di una separazione e purificazione, di uno smembramento da ciò che è oscuro e deve mutare, un potenziamento della vita che si fa gioia. Il vangelo di Filippo invita a una conquista: “Mentre siamo in questo mondo è necessario acquistare per noi la risurrezione”, e i poeti Blake, Rimbaud, Rilke si sono trovati d’accordo. E’ probabile che i sufii sciiti abbiano dato un quadro più coerente ed esaustivo della complessa immagine del Corpo di risurrezione; come in seguito i cabalisti, possedevano teorie dei mondi alternativi, di differenti stati dell’essere che si intrecciavano in questa vita. Un rabbino ebreo, professore di fisica mi dice che sia il mondo ebraico che sufi rimandano a un realtà non locale, a uno spazio-tempo come quello in cui sono appunto “intrecciati” (entanglement) due elettroni osservati da Aspect nel suo celebre esperimento. L’ effetto dell’ entanglement comporta che l’informazione assume una dimensione “non-locale”. Infatti, i due elettroni staccati ed allontanati nello spazio (dis-entangled), si comportano in modo identico di fronte a qualsiasi misurazione o perturbazione apportata su uno soltanto di loro, come se fossero ancora a contatto, infatti essi mantengono la capacità di effettuare una azione di comunicazione simultanea a distanza. Pertanto, la spiegazione semplice di questo apparentemente strano comportamento – noto come Esperimento di Aspect – risiede nell’esistenza di una realtà “non-locale” accanto a quella più nota, la realtà locale, in cui viviamo. Se fosse vero questo avrebbe una molteplicità di implicazioni.

3 pensieri su “Corpo di Resurrezione

  1. Molto istruttivo. Degne di nota, sono le considerazioni di Melvin Morse, professore di Pediatria presso l’Università di Washington, che nella sua professione di medico si è occupato a lungo delle esperienze di quasi morte (NDE, Near Death Experiences) nei bambini. Secondo Morse, il lobo temporale destro consente agli esseri umani di entrare in contatto con una realtà non locale, al di fuori del tempo e dello spazio ordinari, e tale realtà costituirebbe la base delle esperienze mistiche e di quelle paranormali.

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  2. grazie all’ultimo libro di Frank J. Tipler , digitando “effetto tunnel quantistico elettrodebole ” , scopro oggi il vs. rutilante blog : un’area del pensiero meritevole meritevole di quotidiane frequentazioni … thank you ! .. bye-bye …

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