43 pensieri su “I sogni verranno a te

  1. non so, solo un senso forte di disagio e di fastidio nellla visione di questo filmanto e nell’ascoltare questo “messaggio”
    un bacio
    la fu

    "Mi piace"

  2. si potrebbe provare a contestualizzare nell’ambito del sogno americano, Fu’.
    poi bisognerebbe fare analisi di Superego ed Es, verificare l’autenticità delle mozioni, delle motivazioni etc etc.
    Randy è morto l’altro giorno: quello che è certo è che ha lasciato un’ultima lezione che fa pensare, magari solo al positive thinking.

    "Mi piace"

  3. va bene fabrizio, va bene.
    non ho voglia di contestualizzare, lascio fare al mio “istinto” che di naturale ha ben poco.
    sono molto arrabbiata oggi ma mi perdono e ti abbraccio fiduciosa
    la funambola.

    "Mi piace"

  4. E’ da un po’ di tempo che mi capita di ascoltare o leggere, senza cercarli, questo tipo di messaggi. E’ qualcosa che in fondo ho sempre saputo e si riconduce a una filosofia semplice: bisogna vivere fino all’ultimo respiro, pienamente. Vivere, semplicemente.

    "Mi piace"

  5. Esiste un libro a mio parere bellissimo e molto importante che tratta profondamente l’arte di morire (è anche il titolo del libro)di Osho Rajneesh e che è stato pubblicato dalle edizioni Giuntina, perchè è stato riconosciuto giustamente un testo che va al cuore del messaggio chassidico e che mi sembra di ritrovare nelle parole finali di questo filmato. Certo la parola sogno ha una connotazione tutta particolare nelle cultura e storia americana e mi sembra affetta da capitalismo mercantile, tuttavia uno può leggere il finale di quest’uomo secondo la propria esegesi. E allora riporto la mia che è poi quella che mi ha convinto del discorso di Rajneesh del libro che citavo: “Colui che arriva a casa deve seguire il sentiero del paradosso, ovvero: Devo lavorare sodo, non solo, devo mettere in gioco tutto me stesso e solo allora potrò ricevere la grazia divina. Ma accade attraverso la grazia: quando avrò fatto tutti gli sforzi possibili e non ci sarà più nulla da fare da parte mia, allora qualcosa dall’altra parte si muoverà. Dio incomincia a lavorare su di voi solo quando voi avete fatto tutto il vostro meglio: se c’è ancora qualcosa di intentato e una parte di voi non è ancora coinvolta, Dio non può venirvi in aiuto. Dio aiuta solo coloro che aiutano se stessi. Questo è il paradosso del chassid: egli lavora sodo e, tuttavia, ha una fiducia cieca verso la grazia di Dio che gli porterà la fioritura suprema. Questo atteggiamento è molto bello. Noi siamo piccoli e il nostro sforzo non può creare molto; il nostro fuoco è debole e con la sola nostra fiamma non possiamo dare fuoco all’intera esistenza. Siamo solo delle gocce, incapaci di creare un oceano, ma se la goccia è in grado di diventare preghiera profonda, anche l’oceano si rende disponibile; quando la goccia si abbandona può contenere tutti gli oceani in se stessa perché può apparirvi piccola se la osservate alla circonferenza, ma è incredibilmente vasta se la osservate al suo centro”

    "Mi piace"

  6. queste sono per fabrizio

    l’ultima Notte ch’Ella visse
    fu una Comune notte
    tranne per il Morire – e questo rese
    a Noi diversa la Natura

    notavamo le minime cose –
    cose che prima ci sfuggivano
    come se quella grande luce
    Le scrivesse in corsivo sulla Mente

    mentre entravamo e uscivamo
    tra la sua ultima Camera e le Stanze
    dove stavano Quelli che domani
    sarebbero vivi, un biasimo affiorò

    che altri potesse esistere
    mentr’Ella doveva del tutto finire,
    e gelosia sentimmo
    per Lei così vicina all’infinito –

    aspettavamo che passasse –
    fu un tempo breve –
    troppo sconvolta l’anima per parlare
    e il segno venne.

    disse qualcosa , e lo scordò –
    leggera come un Giunco
    curvo sull’Acqua,lottò appena – e si spense.

    le accomodammo i Capelli –
    tirammo eretta la testa –
    poi ci fu un orrendo tempo libero
    che la Fede doveva regolare –
    c.1866 [1100]

    sono balsamo queste parole, e mi placo.
    un bacio
    la fu

    "Mi piace"

  7. sul filmato ci sarebbero mille cose da dire se non si rischiasse di offendere la memoria di chi è morto. solo una cosa, allora: ci sono sogni che non ne vogliono sapere di muoversi da dove stanno e muri così impenetrabili che possono distruggere anime fragili.

    requiescat in pace.

    "Mi piace"

  8. Non posso che pregare per questo uomo.

    Che sia nella pace, che conosca adesso la vera pace, il vero abbandono, che forse ha conosciuto troppo poco.

    Che Dio lo accolga con dolcezza, con quella tenerezza che quest’uomo non riusciva a mostrare se non deformata da un’allegria e da uno spirito vincente da bambino troppo pressato.

    Che possa comprendere che non tutto si ottiene con la volontà o la grinta.
    Che possa conoscere il potere della rinuncia e della sconfitta, della resa e della debolezza.

    Che stia davvero nella pace e possa pregare per noi.

    "Mi piace"

  9. Secondo me gran parte delle persone che hanno scritto dei messaggi sta fori come una terrazza. Ma come se fa! A me pure ha commosso, commosso per davvero. Guardate di non fare tanto i bellini, pulitini, cattolicini e tuuto il resto. Tanto non potete nascondere che ogn frase che aveta scritto nella vostra esperienza poetica o letteraria o latro è stata scritta con l’unico intento di fari ricordare un po’. La stessa cosa del filmato. Gente, non siate ipocriti, in fondo si vive e si muore solo fer farsi ricordare da quelli dopo di noi.

    "Mi piace"

  10. E’ stato il suo modo di affrontare la morte, la fine di un sogno, la preoccupazione per i propri figli: parlandone, dandogli (e, indirettamente, dando anche ai presenti e a noi) consigli su come conviverci anzitempo, quando è ancora appostata all’ombra della vita, prima che ci trovi fragili, depressi, inermi.
    “L’importante è che la morte mi colga vivo” diceva Marcello Marchesi.

    Grazie Fabrizio

    Giovanni

    "Mi piace"

  11. Chiedo scusa per le mie parole, non voglio assolutamente offendere i cari lettori che mi hanno preceduto nel commentare questo filmato.
    Io personalmente, al di là della morte del protagonista verso cui nutro profondo rispetto, ho trovato il filmato fantasticamente americano, nel senso di orrendamente esibizionista, mercificatore delle emozioni, una sorta di spot pubblicitario molto fuori luogo. Sto leggendo “L’ospite inquietante” di Galimberti: il filosofo parla anche del mettere in piazza certe emozioni: “Ma contro tutto ciò soffia il vento del nostro tempo che vuole la pubblicizzazione dell’intimo, perchè in una società consumistica, dove le merci per essere prese in considerazione devono essere pubblicizzate, si propaga un costume che contagia anche il comportamento dei giovani, i quali hanno la sensazione di esistere solo se si mettono in mostra, per cui, come le merci, il mondo è diventato una mostra, un’esposizione pubblica” (“L’ospite inquietante”, p.58)

    Se non erro, mi è sembrato il noto programma della Ophra Winfrey (si scrive così?), un talk show popolano e sensazionalistico. Io mi sono fermato a metà filmato, non l’ho terminato per varie ragioni: perchè il sogno americano non esiste, l’America ha uno stato sociale che è a dir poco imbarazzante rispetto a quello dei paesi europei, perchè ancora persistono discriminazioni razziali, perchè mi è sembrato di rivedere “My life” con Michael Keaton (ve lo ricordate? lui alla fine muore di cancro) versione pomeridiana, perchè è infarcito di retorica, dalle foto, ai successi, al riferimento ai figli, al non volere la pietà (ne siamo sicuri?).

    Credo che la malattia e la morte abbiano bisogno di pudore, di quel sentimento che, come dice Galimberti, non è tabù, non è repressione, ma è l’ultimo baluardo a protezione dell’anima.

    Mi scuso ancora se per qualcuno dei lettori le mie parole possano essere state offensive, non era mia intenzione.

    Un caro saluto
    Francesco

    "Mi piace"

  12. grazie a Cletus, Franz, Alessandro, Giovanni, Francesco e la Fu.
    credo sia difficile dare un giudizio definitivo su questa conferenza. bisognerebbe conoscere il contesto, oltre che il testo. la persona umana è un mistero, come sappiamo tutti, e sapere cosa ci fosse nel cuore di Randy è forse impossibile.
    è un documento che rimane lì, a ricordarci che su nessuna cosa si può attaccare un’etichetta definitiva. e che alla fine resta solo quello che è fatto per amore. perché l’ha fatto, Randy?
    non lo sapremo mai.
    un saluto a tutti
    fabry

    "Mi piace"

  13. Io ho cercato di ascoltare e di capire quello che diceva questo tizio. E mi è sembrato importante.
    Qui non è in ballo la sua americanità, il suo senso dello spettacolo, il suo mettersi in piazza, la sua vanità. Qui c’è un uomo che ha qualcosa da dire e sfrutta i mezzi che il suo tempo mette a disposizione.

    Questo è anche un caso da manuale di saggio che indica la luna, e di folla che gli guarda il dito e disquisisce se ha dello sporco sotto l’unghia.

    Guido Tedoldi

    "Mi piace"

  14. Io non mi sento offeso, bensì indotto a replicare alla critica espressa. Ora, il filmato è chiaramente una iniziativa del “morituro”: ritenere che il suo scopo fosse quello di esibirsi, mercificarsi, farsi pubblicità piuttosto che quello – apparentemente ovvio – di dare ai figli (e agli altri, e forse principalmente a se stesso!) una dimostrazione di coraggio, equivarrebbe a rappresentare una persona forse per certi versi “semplice”, o “ingenua” (nel suo modo di incarnare il “mito americano”) come un autentico mostro di perversione: un idiota malriuscito che non riesce a interrompere la propria commedia eterodiretta nemmeno in punto di morte. Io non credo in una simile interpretazione, per una miriade di segni. Dietro al suo sguardo ho scorto soltanto un panico dominato, tenendosi aggrappato ai valori della propria vita. Insomma una postura nobile, garantita – questo mi pare essenziale – dalla morte imminente. Fossi uno di quei figli ne sarei fiero.

    "Mi piace"

  15. anche a me dà l’idea di un *uomo* – nobile o no, non lo so – ma un uomo, nel senso migliore, che è uno solo. perché farlo? la risposta è sempre la stessa: perché non farlo?

    se Isabella Santacroce scrive in pubblico “mi hanno ancora minacciata di morte” – tu le credi? io le credo. perché scriverlo? perché è una scrittrice. perché crederle? perché non ha niente da perdere, e perché è grande. e perché andare a dirlo in tv? quanto alla retorica, forse una pagina scritta sarebbe stata ancora insopportabile (la stupidità della tv semplifica anche i toni). sarà una cosa americana e tutto il resto, sarà spettacolo – ma vive. e se è tv detta per 3 bambini: era il modo. qualcosa rimane.

    [ma ci si sente anche piccoli, di fronte a queste cose: la mia bocca in fiamme o gli occhi che fanno sempre più male – non sono niente. quell’uomo conosce la disgrazia, e ne parla; tanti conoscono solo la sfiga, e ne scrivono]

    "Mi piace"

  16. E’ da stamattina, quando l’ho guardato, che ci penso. So che mi resterà impresso per molti giorni, forse per sempre. Mi ha colpito il contrasto tra la vitalità di quest’uomo, la sua energia, e la dichiarazione che di lì a poco morirà, che gli restano pochi mesi. Mi stimola pensieri angosciosi sulla fine, sul destino che riguarda tutti noi, tutti, poveri, ricchi, potenti, sfruttati.

    Mi colpisce con ancora maggiore intensità perché il mio dirimpettaio sta morendo di cancro. E’ un uomo di 50 anni, supersportivo, ed è entrato ieri nella struttura per malati terminali.

    "Mi piace"

  17. memento mori! lo dicevano già gli antichi padri.

    pensavano fosse cosa buona riflettere sul destino che ci accomuna, la morte che oltretutto non è detto debba per forza arrivare a prenderci con preavviso, con un biglietto da visita che dice “il tempo scadrà tra sei, tre, due mesi” come nel caso in oggetto, ma potrebbe coglierci di sorpresa, dietro ogni angolo, dopo o dentro ciascuno dei prossimi respiri, tanto fragile è quella cosa che si chiama vita!
    memento mori! attività ambigua: può indurre a odiare la vita ma può anche spingere ad amarla con struggimento fino a che sarà respiro.

    non credo ci sia bisogno di certi filmati per pensare al nostro destino. chi di noi può dire di avere passato la vita indenne da un dolore così grande? se non è la morte di chi ci sta accanto a farci riflettere, potrà farlo quella di un perfetto sconosciuto solo perché è andato in televisione?
    continuo a ritenere il filmato un “reality show” che toglie forza alla verità del dramma umano che la morte consuma nella vita di ciascuno di noi.

    ma il mio è solo uno degli infiniti punti di vista possibili.

    "Mi piace"

  18. questo uomo non si è arreso, è vero, questo uomo non si è arreso alla consapevolezza.
    questo uomo non si è arreso all’umiltà di riconoscersi essere degno di indulgenza.
    quando si parla di coraggio bisognerebbe intendersi sul “significato” che attribuiamo alla parola “Coraggio”, alla parola “Orgoglio”
    io amo i “perdenti” e le anime che non nutrono certezze ma coltivano il rigore, il rigore buono
    quello che ti fa sentire di non aver nulla da dire, nulla da insegnare, nulla da proporre se non la tua fragile, contraddittoria “testimonianza” di tentativo di vita “Orgogliosa”
    e la vita “orgogliosa” non dà spettacolo.
    io anche chiedo scusa se offendo con le mie parole il sentire di qualcuno di voi, ma bisogna tentare di non mentire a sè stessi ed io non sono capace di non dire quello che “sento”
    e questo cercare di giustificare quasi il mio intervento mi dà la misura di quanto io “diffidi” di voi.
    un pochino infatti diffido perchè alcuni interventi mi stizziscono
    e poi però mi dico: questo è un temino mica male, non puoi essere “preparata” al tutto 🙂
    voglio dire che per esempio sarebbe facile smontare tutto il filmato, proprio come si fa quando si fa la “critica” di un film però io sono una che non ama i film che rispecchiano paro paro la realtà,perchè, per quella, di realtà, ci ho la vita,la vita vera non quella “vera” e non devo neanche scomodarmi tanto.
    sostenere o dire che ritieni questo filmato quasi osceno non toglie la profonda pietà che “puoi” nutrire nei confronti di questo uomo e per la sua famiglia.
    per chi suona la campana?
    comunque sposo in pieno fides&ratio, lo sposo anche in senso biblico se lui acconsentirebbe :))))
    molti baci
    la fu

    "Mi piace"

  19. Ancora una riflessione sulla morte, un’autoriflessione. Guardarsi allo specchio e accettare, semplicemente, che quella faccia lì sta svanendo. Annullarsi nel Tutto senza averlo scelto, consapevoli che tutto il resto che sta intorno, l’altro da sé, continuerà ad esistere. Sentire il mondo che si allontana a velocità insostenibile. E con esso gli affetti più cari, mani che sfuggono alle mani, dita che scivolano non riuscendo a trattenere, sguardi che dovranno abbandonare ogni tentativo di memoria, acqua che ci ricopre e ci porta via. Sentirsi affondare sprofondare affogare nelle tenebre mentre lassù la festa continua. Non è facile. The show must go on. Non è facile dirlo tu quando sei dall’altra parte, la parte opaca dello specchio mentre anche i suoni sfumano, vedere un dna eht mentre senti una mano che ti stringe e ti porta via all’indietro lontano da quello schermo che volevi attraversare per raggiungere gli altri in sala e invece qualcosa ti risucchia da dietro le quinte. Un ultimo sguardo e tutto il mondo alla rovescia in quell’unico momento torna in ordine. Non è facile. Io lo prendo come un dono. Sconvolgente che ancora non comprendo ma un dono. Grazie a Randy.

    "Mi piace"

  20. Cari lettori,

    ho letto un poco i commenti a seguito del mio precedente pensiero, e posso solo dire “non sono d’accordo”, accogliendo e rispettando al tempo stesso le motivazione che molti di voi hanno addotto.
    Però non posso fare a meno di sottoporvi un invito – che può anche essere una benevola provocazione – più concreto: ho fatto il servizio civile in un ospizio, o residenza per anziani come dir si voglia, e di Randy, magari leggermente più attempati, ne ho visti molti, esserci ed andarsene veramente il giorno dopo.
    Ora mi chiedo: abbiamo bisogno di un filmato così ad effetto per riflettere sulla morte? Con ciò non discuto affatto la nobile iniziativa di Fabrizio nel postarlo, mi sento però disarmato dai tanti riflettori che si sono accesi, mi viene in mente il termine “sciacallaggio”. Sembra uscito da “Volver” di Almodovar, quando Agustina viene invitata in trasmissione e deve parlare del suo cancro, ma lei sceglie infine la riservatezza e se va dagli studi.
    Nei consultori, nelle corsie d’ospedale, nelle case di lunga degenza, negli ospizi, di Randy ce ne sono a palate, con le loro storie e le loro emozioni ugualmente nobili e importanti come quella del protagonista del filmato. Solo che non hanno puntata davanti una telecamera.
    Ho perso un conoscente, un compagno di teatro, a neanche 40 anni, e mi piace pensare di più ai suoi ultimissimi giorni sul palco assieme a noi, a ridere come se nulla fosse pur essendone a conoscenza, il male lo avrebbe spento qualche mese più tardi.
    La televisione non potrà mai rendere tutto questo, neanche con una retorica ben curata e le luci sistemate a dovere.
    Un caro saluto a tutti
    Francesco

    "Mi piace"

  21. Randy ha lasciato un documento, sul quale ha invitato a riflettere. la morte, soprattutto in America, è un argomento tabù: di tutto si può parlare, tranne che di questo tema. le bare dei soldati morti in guerra vengono nascoste. questo esige la società dell’opulenza, del benessere, del consumismo. la consumazione ultima, quella che spiega tutte le altre, deve essere conseguentemente sottratta allo sguardo. Randy ha voluto procedere in direzione contraria: far parlare della morte, reinserirla nell’orizzonte umano. parlare di sciacallaggio, al riguardo, significa non aver capito niente.
    un grazie particolare a Giorgio, anche per l’intervento sul post Essi sempre deboli.
    fabry

    "Mi piace"

  22. fabrizio ti chiedo scusa per la stupida cecità dei miei commenti ( e quindi mia).non ero riuscita a vedere le cose nella giusta dimensione e ti ringrazio di avermi offerto la possibilità di cambiare punto di vista. hai ragione, il rischio che corre la nostra società è quello di perdere il senso stesso della vita occultando con dolo la verità della morte. se Randy avesse fatto riflettere anche solo una persona avrebbe raggiunto uno scopo immenso, e credo che le persone che si interrogano ascoltando le sue parole sono state e saranno molte di più di una, a cominciare da me (nonostante tutti i “benpensanti” come me 🙂
    scusami ancora.

    F&R

    "Mi piace"

  23. Randy ha avuto la fortuna di avere due grandi genitori che gli hanno garantito un infanzia felice. Non è difficile diventare grandi sognatori nel mare della tranquillità. Non è invece facile tramutare i sogni in realtà, né tentare di farlo. Probabilmente perchè, come dice giustamente nel suo commento Fides&ratio “ci sono sogni che non ne vogliono sapere di muoversi da dove stanno e muri così impenetrabili che possono distruggere anime fragili”. Ma non era il caso di Randy.
    Da quanto ci mostra il suo filmato, egli riesce ad offrire di sé un’immagine molto più autenticamente umana e consumisticamente meno americana di quanto ci possiamo aspettare da un cittadino statunitense. Basta riflettere sull’episodio della lattina di coca rovesciata nella macchina nuova. Che a certuni può apparire insignificante, e che invece sprizza ironia, manifesta il giusto valore dato agli oggetti e dimostra affetto verso i bambini/nipoti. Giocare onestamente con gli altri, siano essi bambini o adulti, è un’inclinazione sempre più raramente in dote alle persone.
    Non cita dio, nella sua breve conferenza. E questa assenza, a mio modesto avviso, è un forte segnale ad indicare che di fronte alla morte, e, perché no, anche di fronte alla vita, ce la possiamo cavare senza di lui. O senza credere che esista. Randy inoltre solleva dal pietismo chi lo sta ascoltando, e rifugge dal patetico con tutte le proprie forze.
    Requiescat in pace, dopo gli applausi che si stramerita.
    Sinceri e commossi.

    "Mi piace"

  24. Carissimi, io non credo che Randy abbia voluto tanto parlare della morte, quanto piuttosto della vita, e ciò che lascia un po’ perplessi non è il suo atteggiamento dinanzi alla morte, ma l’idea di vita e l’immagine della propria vita che tenta di trasmettere.

    Spero e prego che ora sia nella pace e magari sorrida con noi del suo racconto, della sua famiglia un po’ troppo perfetta e felice, del suo un po’ troppo oneroso e forzoso realizzare sogni di successo sportivo o professionale, della sua tensione vocale e cardiaca per sembrare prestante e volitivo.

    La morte è la grande maestra dell’impotenza finale di ogni uomo, e, per chi crede, dell’abbandono in Dio. Siamo polvere e cielo. Che Dio ci faccia cielo, ci faccia sentire già da ora che siamo cielo: eterna-mente custoditi e protetti: eterna-mente VIVI, anche se ora, e ad ogni ora muoriamo.

    Solo questo può darci un vero coraggio non forzato, non stonato, non fanciullesco, non temerario.
    E solo questo dà veramente coraggio anche ai nostri figli.

    Comunque voglio davvero bene a Randy e non giudico affatto le sue scelte.
    Solo Dio conosce i nostri cuori.
    A noi spetta la misericordia, la simpatia, la comprensione, la compassione, e , specialmente e fondamentalmente, la preghiera: aiutare cioè ORA Randy a crescere nella luce:
    Cresci, Randy, rallegrati, sii felice, e prega anche tu per noi.

    Marco Guzzi

    "Mi piace"

  25. Grazie, Fabrizio, di questo commovente messaggio, e parole.
    Non ogni giorno lo sappiamo, non sempre lo sopportiamo, benché bellissimo abbraccio.
    Maria Pia Quintavalla

    "Mi piace"

  26. Tu sei consapevole di essere uno straordinario dono di Dio?

    Quando si parla di doni, è facile che la nostra attenzione sia sviata da un tranello: la mania di confrontarci con gli altri. Subito viene da pensare a questo o quel dono che vediamo in questa o in quella persona…e che noi non abbiamo (o pensiamo di non avere), e ci sentiamo sconfitti.
    Anche questo è frutto di cattiva educazione, a volte e una vera e propria tentazione. Ma dov’è il rispetto per noi stessi? E per i prodigi che Dio opera in noi?
    Leo Buscaglia, un famoso insegnante di pedagogia alla University of Southern California, ha scritto una cosa interessante:”Mi fa soffrire vedere quanta poca fiducia abbiamo in noi stessi. Nei corsi universitari, ad un certo punto, chiedo ai miei studenti chi vorrebbero essere se potessero scegliere di essere qualcun altro. È sorprendente che più dell’80% risponda che vorrebbe essere qualcun altro”.
    Quest’uomo, entusiasta della vita, conclude dicendo che dobbiamo essere non solo contenti, ma entusiasti di essere quello che siamo: noi stessi! Non sprechiamo energie a confrontarci con gli altri, perché questa è la
    maniera sicura per sentirci sconfitti e per accumulare pessimismo.
    Impariamo a scoprire i doni meravigliosi e unici che sono in noi e siamone ri¬conoscenti! Solo così impareremo a essere riconoscenti per i doni che vediamo negli altri. (P. Gasparino)

    Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio» (Sal 139).

    "Mi piace"

  27. Guardiamolo bene, quest’uomo. Non è poi così vitale come sembra. E’ dimagrito e scavato, la fine è vicina e non si nasconde.

    Al di là della spettacolarizzazione all’americana di ogni cosa, sentimento, o sentire, quest’uomo ha trovato il suo scopo nella vita e lo fa con i mezzi che l’ambiente in cui si è ritrovato gli ha dato a disposizione.

    No, non è facile parlare di morte. E ognuno la vive, se così si può dire, secondo le sue possibilità e il suo modo di essere stato. Un modo non è uguale all’altro, ma non per questo è meglio o peggio. Chi ne parla, e chi si rintana come un animale ferito. Sono entrambi da rispettare.

    Ho da poco letto un libro molto coinvolgente sul tema della morte, l’ho consigliato già a qualcuno e lo ripeto qui, se ci fosse chi si sente interessato. S’intitola “La morte è di vitale importanza”, di Elisabeth Kubler-Ross, una psichiatra svizzera-americana che ha girato il mondo tenendo seminari sul passaggio dalla vita alla vita dopo la morte (questo è il sottotitolo). Confesso che non volevo proprio leggerlo! Lavorando in ospedale di sofferenza, malattia e morte ne avrei fin sopra i capelli… meglio un romanzo d’amore, rilassante e poetico… scacciapensieri!
    Invece l’ho letto e mi ha molto colpita. Io che sono razionale, con una preparazione “scientifica”, poco propensa a seguire guru di qualsiasi genere, mi sono ritrovata in molte di quelle parole. Che prescindono da religioni e convinzioni e hanno riscontri statistici.
    In sostanza, abbiamo tutti uno scopo nella vita, quello di Randy era evidentemente quello di far parlare non di sè, ma del “problema” morte.
    In secondo luogo non ci viene dato nulla che non possiamo sopportare.
    Infine, moriremo quando è il nostro momento, e non lasceremo nulla in sospeso. Randy voleva fare questa cosa con tutte le sue forze, e l’ha fatta.
    Dopo tutto, a dispetto di tutto, forse se n’è andato sereno.
    Scusate la lunghezza, ma vi consiglio davvero la lettura di questo testo. Senza pregiudizi.

    "Mi piace"

  28. parlare di “sciacallaggio” mediatico significa, per me, dire pane al pane e vino al vino senza enfasi e senza rancore.
    credere che gli uomini abbiano bisogno di testimonianze “forti” per riflettere sul dramma della vita e sul mistero della morte credo sia un atto di “superbia” e di “sfiducia” nei confronti degli uomini.
    tutto, nella mia vita mi fa riflettere e interrogare, sulla vita e sulla morte.
    anche un duce che pontifica da un balcone,ad esempio,(ed è uno fra milioni di esempi dello scempio che potrei fare) mi fa riflettere e interrogare sul “valore” della vita e sul “valore” della morte.
    cara fides, felicissima di saperti pensiero femminile, non ti sposo più ma ti mando un bel bacione :))
    la fu

    "Mi piace"

  29. cara Fu’, vedi, se c’è una cosa difficile per me è dire “ho sbagliato”. passo la vita a pensare, riflettere, meditare. la filosofia è il mio pane e quindi spesso prendo un bel respiro, gonfio il torace e mi dico: “come come negare a me stessa di stare dalla parte della ragione quando parlo, visto che parlo e scrivo solo dopo lunghe riflessioni (che qualcuno definisce – in qualche caso a ragione- “straordinarie e quantomai pericolose pippe mentali” che, come si diceva un tempo, “fanno diventare ciechi” :-))))
    dicevo, come negare a me stessa “lo scettro della ragione” visto quanto profonde sono le mie giornate e la mia capacità di scandagliare le cose della vita e della morte? :-)))
    (guarda che nik mi sono andata a trovare… ne puoi pensare uno più tronfio,basta uno spillo e pssssssssssssssss volo via come un palloncino bucato 🙂

    ecco, vedi, dopo aver letto il commento di fabry e riletto tutti i commenti e riascoltato le parole di Randy e rivisto il filmato,ho visto l’ipertrofia egotica del mio atteggiamento: “quest’uomo ha sbagliato tutto! solo io la penso nel modo giusto!” e mi sono fatta una grassa risata alla faccia mia 🙂 pretendevo di avere ragione io, di sapere cos’è la morte e come ci si debba comportare di fronte ad essa… ma io grazie a Dio non sto morendo, si è vero potrebbe accadere anche adesso e questo cerco di non dimenticarlo mai, e ho anche conosciuto la malattia, quella che mette paura davvero, ma sono guarita, su di me pende una condanna sospesa, come su chiunque, per me la morte è quella terribile di chi mi ha lasciata nel corso di una vita che bene o male continuo a vivere , ma non ancora la “mia morte” con la quale devo e voglio fare i conti e sebbene io cerchi di farlo quotidianamente,”morte” resta un’idea che non mi toglie il respiro come accade a chi sa che “la clessidra ha cominciato a correre” (dr. Faust)
    quell’uomo, invece, stava morendo, e, sì, forse, questo filmato può risultare urticante e presuntuoso (nessuno più di un presuntuoso sa riconoscerne un altro diceva il grande Jung :-)), ma resta il fatto che quell’uomo stava morendo davvero. Ci ho riflettuto e al di là di tutto quello che penso sia giusto o sbagliato fare, al di là di tutto quello che penso riterrò giusto fare se mi troverò nella sua stessa situazione ho deciso di credere nella sua verità, di rispettare il modo in cui si è voluto manifestare, di ascoltare quello che aveva da dire e, perché no? di cercare di capire perché mi procurasse tanto sdegno. insomma mi sono resa conto che nessuno gioca con la morte quando cammina mano nella mano con lei e si prepara al grande salto, e non credo che per Randy questo suo fosse solo uno stupido gioco mediatico.

    monsignor Bianchi della comunità di Bose sull’accompagnamento ai malati dice: “è il malato il maestro dell’accompagnatore, non il contrario”.
    Randy era malato e spero di imparare da lui quello che ha cercato di In-Segnare

    un abbraccio a te

    "Mi piace"

  30. Quello di Randy è stato uno straordinario atto di coraggio, ho due amiche che stanno combattendo con il cancro e spesso non trovo le parole, per aiutarle in questi momenti difficili.

    Gena

    "Mi piace"

  31. nessuno più di un presuntuoso sa riconoscerne un altro
    nessuno più di un “uomo” che ha letto dentro la sua miseria, sa riconoscere la miseria dell’altro.
    e il malato ti insegna se hai l’umiltà di imparare
    come non condividere!
    cara fides, avrei una smiliardata di pensieri da sperare di con dividere ma l’essenziale è esserci compassionate.
    un bacio grato
    la fu

    "Mi piace"

  32. io credo che il filmato possa produrre sdegno rifiuto sconcerto perché siamo stanchi della messainscena quotidiana dei sentimenti, anche i più intimi, che poi risultano di plastica. abbracci insulti lacrime rimpatriate figlioli prodighi madri coraggio buttati in pasto (se sono veri) alle nostre bocche sazie. allora siamo prevenuti: è giusto difendersi e dire, senza bisogno di ulteriori verifiche “no, grazie!”. ma qui quest’uomo è morto. da ingegnere dell’immagine ha lasciato per immagini il suo testamento morale. cambiano i tempi i mezzi e anche le morali si adeguano. credo abbia detto cose gentili sulla VITA prima che sulla morte. un tempo si esorcizzava l’argomento morte: ora se ne parla con meno remore. ho l’impressione che dobbiamo tornare a parlare prima di tutto della vita e che questo argomento sia più duro di quanto pensiamo. io da randy ho imparato questo.
    (la morte d’altronde ne è un aspetto o “l’aspetto”: anzi è ciò che dà senso alla vita).

    "Mi piace"

  33. cara Fu’, finché spunti l’aurora Giacobbe lotta ancora nella notte con l’angelo del Signore e ancora ne esce con un’anca slogata e più vivo che mai. accade così all’uomo che lotta con la maestosa e terribile bellezza del mistero della vita, col quale è giusto lottare senza tregua e di fronte al quale è necessario chinarsi per ottenere vittoria 🙂

    a presto

    F&R

    "Mi piace"

  34. Quello che forse può disturbare, sopratutto un europeo o un giapponese è questo modo di comunicare tipicamente americano. Si sale su un palco, dove si è da soli, sotto c’è una platea e lì sopra si esibiscono delle flessioni braccia a terra. Un europeo o ancor di più un giapponese avrebbe difficoltà a morire così. Cmq ognuno è libero di decidere come morire. In quanto a parlare della morte occorrerebbe parlarne e tenerla presente quando si è sani e non in punto di morte. Il filmato vale per quello che ognuno ne vuole ricavare, occultandone alcuni aspetti e spingendone oltre altri. Ogni interpretazioni ha un aspetto della verità.

    "Mi piace"

  35. magari si trovassero più messaggi come questo anzichè le tante porcate che si vanno a cercare su youtube.
    poi nessuno è perfetto. qui c’è tanto volontarismo, si devono scoprire dimensioni più profonde etc etc.
    ma Randy ha fatto meglio di tanti altri.
    buonanotte
    fabry

    "Mi piace"

  36. qualche commento fa si accennava ai libri di osho. anche lui, in tutt’altro modo e con tutt’altra poesia ovviamente, invitava a occuparsi più della vita che della morte. parlava della pienezza della vita, del suo mistero e del suo sapore: parlava al cuore e demoliva la mente ( nell’ottica buddistica, per capirci). la morte è parte integrante della vita e passare la vita ad attenderla, è una mortificazione del vivere; farne i conti e accettarla, invece, ne è la celebrazione.
    in questo video c’è molto di criticabile, ma fermarsi alla critica è, secondo me, fortemente connotato ad un’ottica “ideologica”.
    personalmente ho visto un signore in procinto di morire che ha dette molte cose che non mi interessano, ma mi ha anche comunicato un grande senso di attaccamento alla bellezza del vivere; che sia americano, americanizzato, che le abbia sparate all’americana attiene alla forma; la sostanza, invecemi dice di non sprecare nemmeno un secondo di vita, che domani, o anche solo “dopo”, potrebbe essere troppo tardi.
    la vita è qui e ora.
    quando arriverà la morte, sarà allora che me ne preoccuperò!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.