Le Jupiter Anal – di Lorenzo CARLUCCI

Le Jupiter Anal
Aux Bouvards et Pécuchets de la poésie contemporaine.

                       This s.p.e.r.m. (several pages electronic ready-made) was written at Rathsbone
                       Hall, University of Liverpool, end of April 2007, while visiting Dr. Andrey Bovykin.


esto è lo straccio d’un canto (da scriversi) da dedicarsi a

1. li poeti vanguardisti
2. li poeti transgender
3. li poeti marchiciani
4. li poeti maestrielementari
5. li poeti dottor(&)i in italianistica
6. li poeti magneristi
7. li poeti-pantegana de roma
8. li poeti macchinici
9. li poeti ciccionici
10. li poeti oranti
11. li poeti de provincia
12. li poeti anali
13. li poeti pissing
14. li poeti a filo d’oro
15. li poeti doppiointreccio
16. li poeti ingennieri
17. li poeti in (-)pausa
18. li poeti ciulattori

Incipit vita vostra.

I. La poesia e voi

siete riusciti a ucciderla/in me/fenice a braghe d’oro/coi vostri vuoti a cuore/-
besadora/rètte le vasche all’ora/pelle da sfiora-suora /cuore di pesca a ver-
so/crollo d’aurora./tresca:/in occasioni riparate all’atto./e come il matto/voi
continuate a ucciderla in silenzio/col pannolino in bocca e il cagnolino/che
lecca lecca/vicino al mio bambino./il riso ha biondo e voi/voi le schiac-
ciate il viso./ogni parola con/l’asciugamano in bocca/violentatori in piccole
brigate/e segaioli/- senza la sborra e senza/le vecchie concezioni maculate.
/seghe senza la sborra/sotto quei tavolini/dietro le scrivanie/porno in fon-
do al cassetto/e in mano un etto/di un bel cazzetto da tagliare fino/da
tenere stretto./ancora l’uccidete e continuate/a strangolarla e lei non dice
niente/difesa, indifferente/terrorizzata troia/che tiene il fiato/spera che voi
cediate/prima dell’ora spera/che voi moriate ancora/prima che lei sia vec-
chia/ottima per nessuno/prima che più non possa/rifarsi l’esistenza/senza di
voi sì senza/con un ragazzo buono/che parli un’altra lingua/con un ragazzo
bianco/come un bicchiere nero/pieno di latte ancora/che non è nato.

 

II. La poesia di uno

in cuore hai solo un osso/l’osso di cane/non rosicchiato/nato spolpato e gri-
gio/cavo di linfa privo/come un cazzetto secco/in mano a un vecchio/lecca-
filetto
/non pesa un etto/quell’osso cavo/lo succhia raffaella quand’è lesso/se
fosse un pollo in esso/sarebbe il sugo in fondo/questo non pesa un etto/è
un osso cavo e stretto/cava la mano – amica -/spingi quell’ossicino/in cu-
lo al tuo vicino/spingilo in fondo piano/al timpano del cuore/cuore vuoto
né cuore/privo d’amore/nero di cavo cuore/nero d’amore. e non./è questa
bacchettina/l’ossicino/libri o manina tesa/a fare in culo/al cuoricino/al lab-
bro scemo fino/ai denti chiusi,/dentro la bocca come/i bei librini in testa/i
tuoi/libri-bicocca e fava/senza i semini.

 

III. La poesia d’un altro

ho spento il lumincino // e spengo pure // il referente // questo demente //
volesse Iddio che Dio // se n’accorgesse // che dico niente. // che dico niente
e spengo // la fiamma con lo sputo // scozzo sulla candela // e nella mela //
ci ficco il bruco brutto // sporco della mia lingua. // sono una salamandra
prego // mi faccio le abluzioni // lavo le mani insieme // prima che faccia
buio // prima dei pescatori // prima che sorga il sole // astro del referente! //
unico referente – // l’esser referenziati // codice indifferente // – Hai codici o
bistecche? // Pietre per chiappe secche // soldi scambiati a fiori // guardo la
sera i mori // scendere sui gradini // guardo i bambini // dei negri dei cinesi
dei rumeni // parlano lingue e chiudo // la porticina. // resto da solo.

 

IV. Intermezzo Orovoca

il bruco o la farfalla?/domanda sciocca e scelta/già fatta e già scommes-
sa/fonda dentro la scarpa/strarótta del rumore./sorda come una trave/che
spingo in te per te./- Dai non è vero niente/- Vieni, vieni con noi./ci met-
teremo in groppa/la pelle di leopardo intransigente/e poi sarà come se fos-
se./come dire qualcosa./e invece niente./il latte è caglio e brucia/vino dentro
il pitale./nasconditi nel cesso, vomitino./aggiustati la patta e poi risali/espleta
la poesia./aggiungi i sali,/che di abusivi farisei non sanno/- risponde al
mulo il culo:/prato ch’è di smeraldo/critica dell’ognuno./insieme a te tu
dietro/sempre dietro te stesso./occhio ch’è dentro il teschio/e il dentro è
prima./viaggia ne l’amuchina./in iridato.

 

V. La poesia maestra elementare

scende la norimberga/sopra la neve nera/riempe le bocche a sera/digita i
quadernini./la tua poesia che ama/solo i bambini./la tua pedopoesia/solo
le tette riesce/a non rimpicciolire./pedopoesia maestra/elementare/cazzi nei
quadernini/ricci di mare./guarda questa lucina/è lampadina./guarda la luc-
ciolina,/che viola le labbrucce alla bambina./ha tredici anni e costa/solo
tre monetine./potesse il corp(acci)o(ne) mio – darei mia moglie -/essere un
puffo e stare/in quella scatolina./sai che ci faccio adesso?/ci faccio uno snuff
movie
(mi piace dirlo!)/con questa tua poesia/la inchiodo giù in cantina/e
filmo il tutto./poi faccio una snuff poetry/ti prendo il collo e stringo/fino a
sentire il verso./la lampadina./la lampadina./il genio la bambina/meschino
cuore/mettiti il silicone.

 

VI. Zio Leo e la bona Madonna

rompo le balle al mondo/e per non dire altro/per non pensare/rompo le balle
a te, mio ascolatore./è proprio come in cavo a questa torre/proprio come
di là dalla crostata/la pera-apeiron/la disco e l’insalata francescana/santino
mio/francesco nel panino./or che la sega m’è venuta a noia/e per tua
gioia,/amico mio lettore/mi son deciso a farti tutto in faccia/in faccia a
te, hyposémite, figliol/fratello di tua madre/Oh mia fanghiglia./guardo di
qua e di là/ça va, ça marche encore/e poi non vedo altro/marche e mer-
canti in erba/labor del vellutino/tappeti e tappetini/per le banchine/tappi
per culi, scippi/fuori le case e dentro/le velleità più mute/derisi e sconso-
lati/letti e moltiplicati/disperati, carenti/bambini malmutati/in scorie adulte
e con/tempo\oràneo./le collisioni in cuore, sono tante/milioni di gettoni in
cataclismi/e voi siete neppure/bravi coglioni e figli/degli scismi.

 

VIII. Bevere

è l’ora della notte chi ti fotte la mano in tasca in tasca e tu lo senti mezzo
borlotto e tenti nella mutanda – G – nei pantaloni in tasca è la poesia il pesce
vivomorto la puzza del bidet dentro i calzoni in tanto le parole che chiudono
coi denti: l’O, l’amore. scendono divertenti come bambine aurore sulle colline
gialle lingua materia orrore. leggi sei un mago guarda hai ucciso anche tua
madre tutto con le parole. leggi sei un mago guarda.

 

IX. Carne da macello (1)

che hai detto? boh, io non lo so/il fiato arriva qui/poi resta come un chewing-
gum
spiaccicato/sopra l’orlato grigio/del topo attento./il labbro è un reggi-
mento/sfonda pupille e suore/spetta anche a te l’amore/del signore./bella
sciarpetta viola/lo mio poeta/cuore-di-suora/bella sciarpetta ancora/sulle
spallette/parole e biciclette/non fanno più l’amore.

(1) Questo testo è ispirato a Balestrini Nanni.

Tratto da Absolute Poetry del 23 luglio 2007.

***

6 pensieri su “Le Jupiter Anal – di Lorenzo CARLUCCI

  1. Mi son piaciute molto queste mordaci stilettate. Un dettato preciso e scorrevole. Una scrittura piacevole da leggere. Non ho detto un granche’, lo so. Complimenti a Carlucci e ai gestori del sito per averle postate!

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  2. Salvi, la ringrazio, io non sono “i gestori” del sito, ma i complimenti me li prendo, anche quelli destinati a Carlucci.

    Concorro per la categoria dei “postatori bulimici”, nevvèro.

    fm

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  3. Francesco,
    davvero di sorriso: “Concorro per la categoria dei “postatori bulimici”,
    nevvèro.”

    Di persona concorro per la categoria “tolleràti” e/o “tòllerati!”

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  4. Una piccola eco, da Corbière:

    A’ un Juvénal de Lait

    Incipe, parve puer, risu cognoscere…

    A’ grands coups d’avions de douze pieds, tu rames
    En vers… et contre tout – Hommes, auvergnats, femmes. –
    Tu n’as pas vu l’endroit et tu cherches l’envers.
    Jeune renard en chasse… Ils sont trops verts – tes vers.

    C’est le vers solitaire. – On le purge. – Ces Dames
    Sont le remède. Après tu feras de tes nerfs
    Des cordes-à-boyau; quand, guitares sans a^mes,
    Les vers te reviendront déchantés et soufferts.

    Hystérique à rebours, ta Muse est trop superbe,
    Petit cochone de lait, qui n’as gou^té qu’en herbe,
    L’a^cre saveur du fruit encore défendu.

    Plust tard, tu colleras sur papier tes pensées,
    Fleurs d’herboriste, mais, autrefois ramassées…
    Quand il faisait beau temps au paradis perdu.

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