Paz


(Andrea Pazienza, San Benedetto del Tronto, 23 maggio 1956 – Montepulciano, 16 giugno 1988)

di Vincenzo Sparagna

Il caro Mauro Baldrati, antico collaboratore/redattore di Frigidaire, autore – tra le molte cose – di tante splendide fotografie di Andrea Pazienza e di tutti noi della redazione, mi chiede di inviargli un piccolo ritrattino scritto di Paz. Ora parlare di Andrea non mi dispiace affatto, ma so che qualsiasi ritrattino, memoria o aneddoto non può che essere un parzialissimo contributo per avvicinarsi a uno degli autori più geniali e innovativi del finale del secolo ventesimo.
Vi era infatti in Andrea una fusione piena, sentita, non estemporanea né estrinseca, tra molti livelli di sensibilità artistica, una sorta di naturale leonardismo, di spontaneo universalismo rinascimentale.
In lui le più diverse discipline, nelle loro più lontane manifestazioni popolari o d’alto profilo, si univano e si intrecciavano: letteratura e disegno, pittura e scultura, cinema e fotografia.
Il suo era un viaggio estetico ininterrotto e felice, che andava tranquillamente da Walt Disney a Gustavino, da Sven Hassel a Franz Kafka, da Adriano Celentano a Mozart.
Questa interdisciplinarietà intima, questo suo nomadismo creativo, supportato da un talento naturale fantastico, non era tuttavia fine a stesso, un semplice (si fa per dire) manifestarsi solipsistico e compiaciuto della sua bravura personale.
No, il Narciso che abita in ogni Vero Artista, a guardarlo da vicino, è la necessaria autoaffermazione (dolorosa anche quando appare arrogante) di energie, desideri, paure e pensieri di intere generazioni.
In Andrea, “nato” artisticamente nel fuoco del movimento del ’77, cresciuto in maturità e sicurezza nelle redazioni “anomale” di Cannibale, Il Male e Frigidaire, questa relazione tra l’artista individuale e l’esponente necessario, il frutto succoso, la voce narrante di un pezzo di generazione sociale e culturale è strettissima. Nessuna sua opera può essere capita fuori da questa sfida, da questa prova del fuoco, dal confronto tra il sé dell’autore e il mondo che rappresenta, denuncia, e anzi, direi, cambia con il suo racconto.
Andrea fu un Kerouac, che non puoi considerare un semplice scrittore, togliendogli la co/invenzione della beat generation, un Dostoevskij, che non puoi capire se cancelli Gogol o i demoni di quel periodo di “anime morte”. Ecco perché la riduzione della storia di un autore come Andrea (o, potrei dire, come Scozzari o Tamburini o me o altri di noi) a una “brillante carriera” è il peggior servizio che tante pseudocelebrazioni postume rendono talvolta ingenuamente, talaltra in malafede – alla sua memoria.
E’ significativa per esempio la rimozione, pressoché totale nelle celebrazioni postume, come di un accidente di percorso da passare sotto silenzio, del suo rapporto con l’eroina, la sua sorella maledetta.
Un rapporto che invece fa parte intimamente di quel vivere pericolosamente, al confine con la morte, che esaltò e avvelenò tutta la sua generazione, in quel drammatico finale degli anni ’70, divisa tra il piombo e la droga, l’avventura disperata e la scalata al cielo.
In realtà ogni sottovalutazione dell’eroina, così come lo spirito rivoluzionario di Andrea e dei suoi/nostri compagni di viaggio e di sfide, è un modo per tradirne la “poetica”.
Si può forse ridurre Van Gogh a un damerino di galleria? No. E allo stesso modo è assurdo voler separare le qualità formali ed estetiche di Paz da quel suo vivere con la rivoluzione, con il movimento, in quella rivoluzione, vivere con la droga.
La sfida alla morte di Paz che oggi appare chiaramente come quello che fu, cioè una storia di suicidio involontario, era assurda almeno quanto la sfida alla morte che alcuni di noi praticavano nelle armi o in altre impossibili missioni.
Dobbiamo leggerla come un segno di un’epoca in cui, forse a torto, ma con molte ragioni, tanti pensarono che i tempi della storia stringevano, che eravamo alla vigilia di scelte epocale che avrebbero cambiato, in meglio o verso il nulla, i destini del pianeta e della civilizzazione.
Solo questa dimensione, questo respiro rende giustizia alla grandezza del suo segno.
Non la ribellione, non l’eroina in sé certo, ma quel suo partecipare a una scommessa totale e sincera: liberi o definitivamente morti. La stessa sfida, anche se tutta collocata nell’oscuro intimo dell’io, che, dopo l’avvento di Karol Wojtyla al papato, portammo (con le false Trybuna Ludu, Pravda e Stella Rossa) a est nell’impossibile tentativo (poi incredibilmente riuscito) di rovesciare l’inattaccabile “comunismo realizzato” sovietico. Ed è su questo che dovremmo continuare a meditare, se non vogliamo ridurre l’arte a una “brillante carriera”. L’arte è un messaggio, un destino, una testimonianza, un sacrificio sicuramente assurdo, ma anche bellissimo.

10 pensieri su “Paz

  1. Grazie Mauro e grazie Vincenzo Sparagna.

    Nel ’80 avevo cinque anni e, come Nadia, ho scoperto Pazienza molto tempo dopo.

    INFO: Per chi viene a Transumar e organizzar le vacanze in Puglia (nella mia regione), c’è una mostra dedicata a Pazienza a VICO DEL GARGANO e SAN MENAIO (FG):

    VITEIMPAZIENTI – Mostra di tavole originali di Andrea Pazienza. 15 luglio – 24 agosto

    qui le info in dettaglio:

    http://www.fuoriporta.info/articolo310-1/attualita~/vite-impazienti.html

    Non l’ho ancora visitata…

    p.s.
    bel video con la voce di Janis Joplin

    "Mi piace"

  2. Semplicemente: un artista geniale.

    E, a mio modo di vedere, uno dei più grandi “scrittori” italiani degli ultimi trent’anni.

    fm

    "Mi piace"

  3. negli anni settanta, in Italia, musici (teatranti) e fumettari(pintori) erano distanti anni luce dai letterati. L’unico choc alla lingua italiana, nel secondo novecento viene da lì. Demetrio Stratos , Carmelo Bene, Andrea Pazienza da soli hanno fatto più di quanto non abbia potuto (e possa, potrà) alcuna avanguardia letteraria
    effeffe

    "Mi piace"

  4. paz che nostalgia. ad ancona un po’ di anni fa organizzammo una mostra, senza il becco di un quattrino (ci toccò persino spazzare il pavimento dello spazio che l’amministrazione ci aveva “gentilmente concesso”) intitolata “lo spettacolo di andrea pazienza”, interamente dedicata a tutto il lavoro che paz aveva fatto in collaborazione con altre arti più spettacolari :cartoni animati (come il video di milano e vincenzo di fortis) , copertine di dischi (vecchioni, avitabile), manifesti di film, storyboard teatrali (sosta palmizi)AND SO ON. è vero che il contributo degli artisti applicati o provenienti da arti “minori” è stato fondamentale per RINNOVARE l’asfittico e accademico mondo della cultura italiana. e così sempre sarà.

    "Mi piace"

  5. Grazie a tutti, soprattutto a nome dello Sparagna, che guarda Internet ad ogni morte di papa. Sono contento che tante persone ricordino e ammirino Paz, anche se sarebbe bello sentire questo affetto e questa stima con lui ancora in vita.

    Segnalo che a settembre uscirà per Rizzoli un libro/antologia/ricordi su Frigidaire, curato dallo Sparagna, la rivista dove Paz ha pubblicato le sue opere più importanti –

    "Mi piace"

  6. Che bello! anch’io come Francesco e Nadia Paz l’ho conosciuto molto dopo, nel 1995 precisamente, ad una mostra retrospettiva a Bologna dove comprai “Perché Pippo sembra uno sballato”. Fu un amore immediato e non destinato a svanire… Non so a voi, ma a me Andrea Pazienza mette una nostalgia tremenda. Non nostalgia di un’epoca che non ho conosciuto, ma di qualcosa che è stato anche nei miei vent’anni quel “liberi o definitivamente morti” di cui parla Sparagna. D’accordo con quello che si dice sull’eroina – penso che Pompeo su questo spieghi tutto. GRAZIEEE!

    "Mi piace"

  7. Su Frigidaire per fortuna non esiste solo il libro Sparagno-centrico. Varrebbe la pena saperne meglio e di più leggendo “Prima PagarePoi Ricordare”, di Filippo Scòzzari, Coniglio Editore, Roma.
    Quello sì…

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.