Lucia Tilde Ingrosso, strategia per la costruzione di una carriera nel mondo della scrittura

di: Guido Tedoldi

Recensione di «A nozze col delitto», romanzo di Lucia Tilde Ingrosso, 2007, Kowalski, pp. 303, € 14,00

Alcuni amano pensare che non sia possibile costruirsi una solida carriera nel mondo delle lettere – oggi come oggi nell’Italia che è la terra delle mafie, delle raccomandazioni e degli imprenditori che hanno paura di intraprendere qualsiasi impresa. Lucia Tilde Ingrosso è la dimostrazione che, invece, si può. L’ingrediente di base da usare è la forza della scrittura, maturata nel tempo, curata, sperimentata, perfino reimparata giorno per giorno per adattarla a nuovi progetti.
E poi bisogna lavorare molto, lavorare sempre, per sé prima che per chi si dice disposto a pubblicarti. Cosa che la Ingrosso ha fatto, scrivendo «A nozze col delitto» e poi mandandolo a diversi editori e poi vedendoselo rifiutato. E allora sotto con un’altra storia. Quell’altra storia, «La morte fa notizia», ha trovato un editore nel 2006 in Pendragon ed è arrivata in finale al premio Scerbanenco. Dopodiché Kowalski ha accettato di pubblicare «A nozze col delitto» nel 2007.

Questo romanzo è una storia gialla delle più classiche, anche se in copertina c’è scritta la parola «noir». C’è un poliziotto, Sebastiano Rizzo, destinato a diventare il protagonista seriale ingrossiano con la sua pletora di personaggi di contorno, poi c’è un omicidio, ci sono sospetti su tutto e su tutti, ci sono false piste, c’è un mistero che prima appare inestricabile poi piano piano si risolve fino alla soluzione finale.
Il patto che funziona qui tra autrice e lettori è lo stesso di Agatha Christie: «Io ti metto gli indizi, variamente nascosti nelle pagine e tra le righe, e tu cerchi di scoprire chi è il colpevole prima che te lo sveli io». Non per niente la Ingrosso ha dichiarato, in numerose interviste (basta fare una ricerca con un motore di ricerca qualsiasi – il web è tremendamente efficace per la promozione editoriale) di aver letto i libri di Agatha Christie fin dalla più tenera età, così come i libri dei giallisti più classici.

Ci si potrebbe domandare se, alla luce degli sviluppi che la letteratura ha avuto negli ultimi decenni, un discorso del genere possa ancora trovare un suo pubblico. Se basti il divertimento e lo stimolo intellettuale da quesito della Settimana Enigmistica a giustificare l’operazione. Una domanda del genere se la pone anche l’editore Kowalski, visto che gli scappa di mettere la parola «noir» in copertina… il senso comune della nostra epoca pare ormai aver accettato che il mondo è nero e sporco fin nel profondo, e che quindi non c’è investigatore abbastanza bravo da rimettere a posto le cose come ai tempi in cui il mondo sembrava giallo.
La risposta che dà la Ingrosso è positiva. Magari è soltanto una pia speranza, però scoprire i colpevoli può aiutare a rimettere a posto le cose. Magari la patina di nero è spessa e ormai durissima, ma sotto il mondo è ancora giallo – e si può tentare di ripulirlo per mostrare il colore originale. E se anche quella maledetta patina non viene via… che vita è quella in cui ci si rassegna prima ancora di cominciare?

Su questa risposta positiva la Ingrosso ha impostato la propria carriera, tanto che ha scritto un altro libro con protagonista Sebastiano Rizzo, il suo poliziotto seriale. E i fatti (ovvero le vendite) sembrano darle ragione, visto che Kowalski ha annunciato sul proprio sito web che quel libro, «Io so tutto di lei», lo pubblicherà a settembre.
Una carriera che è cominciata come giornalista e che ora la vede redattrice di Millionaire – un mensile che parla proprio della capacità delle persone di «sistemare le cose» se ci mettono il necessario e sufficiente impegno. E che è continuata con la pubblicazione di alcuni libri non gialli scritti in collaborazione con altri e con lo pseudonimo Assunta Di Fresco. E che continuerà con altri progetti, come la collaborazione con la Smemoranda.
Perché l’ingrediente da usare è la forza della scrittura, da coltivare ogni giorno. E con questo patto chiaro con i lettori si può andare molto avanti, arrivare così lontano da entrare perfino nel mondo dell’arte. Come è capitato a tanti grandi della letteratura di genere.

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