Non capirsi


Il sottrarsi dell’arte al capire razionale, inteso quest’ultimo come atteggiamento primario, è stato sfruttato dal volgare irrazionalismo estetico. Secondo esso il sentimento è tutto. Ma la penetrazione concettuale diviene urgente sul serio quando l’esperienza artistica diventa la cattiva, passiva irrazionalità del consumo e non c’è più da fidarsi del sentimento. Il posto del ricompimento specifico, preteso dalle opere d’arte, è stato preso dal mero chiacchiericcio cui ci si abbandona seguendo la corrente della lingua, il declivio tonale, la complessione oggettuale delle immagini. La passività di quel modo di reagire scambia se stessa con l’encomiabile immediatezza. Le opere vengono sussunte a schemi cui ci si riferisce automaticamente, senza che vengano più conosciute individuatamente. Contro di ciò, e non oggi per la prima volta le opere d’arte devono proteggersi e costringere a un ricompimento che abiuri il capire convenzionale, il quale sarebbe soltanto un inconsapevole non capirsi. Deve venire fuori in primo piano ed enunciarsi il momento dell’assurdo, contenuto costituitivamente in tutta l’arte ma finora ampiamente coperto dal convenzionale.

Un pensiero su “Non capirsi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.