11 pensieri su “Raccogli le mie lacrime nel tuo sacco di pelle

  1. non so se la voce di Foà sia fedele a Montale – sì, assomiglia a quella di Montale. ma ora non conta. il rischio è che la poesia, detta così, diventi un grande cosmetico, un *piacere* (testo solenne, voce solenne; e se la voce fosse aspra e chioccia? forse; una voce dissonante MA andante; esempio musicale: Mahler). l’immagine ferisce. le cose ci sono (e sono esattamente le cose che non-sono, e annulleranno le altre). quanta vita – dice il bambino di Luzi. quanta mancanza di vita – dice chi osserva i morti e gli uomini-cani e gli altri animali. è proprio la difficoltà di credere che qualcosa risorga da lì – su questa difficoltà ci incontriamo. il Cristo glorioso delle notti di preghiera-amore di padre David Maria diventa quello che vive di accattonaggio.

    dal bidone è riemersa una sciarpa (e molte forme di pane, secco, inutilizzabile. sono *decine* ogni giorno, intonse e durissime: lo STRAZIO, ogni mattina, a vederle). nessuno stile freegan, solo le cose che si impongono, dal nulla in cui vengono confinate.

    Mi piace

  2. grazie, Fides, per la dissonante armonia mahleriana.
    Massimo, io invece apprezzo l’incontro tra la voce di Foà, il piano di Allevi e le inaccettabili povertà di questa terra.
    mi sembra che l’efficacia derivi proprio dal contrasto.

    Mi piace

  3. è vero nessuno vuole vedere queste persone, si preferisce passar oltre. però è anche vero che l’immagine è qualcosa che rappresenta la realtà, non è la raltà stessa, in sé.
    ho la sensazione che in questo video, in cui vengono mostrati volti, scene scandite da colonna sonora, non si tenga presente che più che essere un documento, è un’irruzione nella vita di questa gente. bisogna avere pudore della sofferenza, bisogna avere la famosa pietas. il mostrare non sempre ripetta l’Intimità: Quella va preservata prima di ogni cosa.

    Mi piace

  4. non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.
    grazie fabry del tuo sguardo di cuore

    Mi piace

  5. è un problema serio quello della visibilità della povertà.
    in Italia, oggi, si tende a metterla sotto il tappeto.
    qualcuno, in parrocchia, mi chiede di cacciare i poveri che girano liberamente. ma io credo che la povertà debba emergere con la massima chiarezza, per essere condivisa e riscattata. se un povero vuole restare nascosto, bisogna onorare la sua scelta. ma se siamo noi a nascondere i poveri, stiamo passando dalla parte dell’ingiustizia.

    Mi piace

  6. fabrizio sono d’accordo con te sul non camminare con i paraocchi, e nel non nascondere “sotto il tappeto” ma questi video non mi suscitano nulla, non stimolano in me la fattività. anzi mi sembra quasi che vadano a scavare all’interno di una vita, in modo violento. lo so la parola è forte. ma è l’utilizzo della camera che mi infastidisce. sono abiutata a guardare a volto scoperto la realtà, in un silenzio concreto.

    Mi piace

  7. Buongiorno a tutti,
    volevo solo dire a Ang, che ho realizzato questo video propio per suscitare emozioni e lanciare un messaggio critica, sopratutto verso la società. Mi spiace se non ha suscitato emozioni, spero che per tutti non sia così e volevo aggiungere che secondo me invece, manca propio quel “mostrare” certe situazioni, certe condizioni e che solo così si riuscira a sensibilizzare la gente e a renderla più cosciente. Visto che, almeno secondo il mio parere, questa società è indirizzata verso l’opposto.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.