Il futuro è vicino

Facciamo l’ipotesi che ci sia al potere un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione. Non vuole fare la marcia su Roma ma vuol istituire una larvata dittatura… Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. Allora il partito dominante comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. E comincia a favorire le scuole private.

Piero Calamadrei, discorso tenuto al III congresso dell’associazione difesa della scuola nazionale, Roma 11 febbraio 1950 – pubblicato su L’Unità.

57 pensieri su “Il futuro è vicino

  1. Facciamo l’ipotesi che, nel 1950, il partito dominante fosse quello comunista e che, sbattendosene i coglioni come ha fatto in tutti i paesi nei quali ha preso il potere, avesse modificato a suo uso e consumo la Costituzione. Avremmo avuto delle ottime scuole di stato pubbliche, nessuna scuola privata e ora saremmo nella stessa situazione dei Paesi annessi all’ex blocco sovietico o alla stessa Russia. Mica ci sarebbe tanto spazio per andare in giro con la cravattina gialla, a giocare a fare i giovincelli tardivi, gli alternativi allegri e detentori di una verità comoda, come la nutella, per essere spalmata in ogni dove: che tanto il gusto è sempre buono.

    Discorso che non ha tenuto nessuno, ma sul quale vale la pena di riflettere.

    Blackjack.

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  2. Ed è ignominioso che il discorso di Calamandrei sia ritagliato e ripiegato alla bisogna: quel discorso aveva un senso, e continua ad averlo, ora più di allora. Rimane il problema che, utilizzato per alludere, diventa offensivo e mi hanno sempre infastidito le persone che, come Baldrati, pensano di essere gli unici intelligenti in circolazione e giocano con frasi ad effetto che non sarebbero mai in grado, da soli, di scrivere.

    E’ ignominioso che, in modo subdolo, si dia dei fascisti alla maggioranza degli italiani che hanno votato per un governo che sta operando meglio di quei quattro incapaci che in due anni hanno buttato al vento mezza Italia e che, invece di rimanere qui a fare una sana opposizione, se ne vanno a New York, nella libreria alla moda, a presentare il loro ultimo capolavoro letterario e a farsi fotografare assieme a una delle tante Kennedy e alla Betancourt. Patetici!

    E’ ignominioso che un tema serio come quello della scuola sia utilizzato, per l’ennesima volta, per generare contrapposizione: questo Paese ha bisogno di tutto tranne che di una patetica opposizione da parte di finti intellettuali nostalgici. Serve discutere, anche aspramente, scuoiare le parole, modificarne il senso, trovare una via comune, una soluzione e non usarle come una clava vigliacca.

    Blackjack.

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  3. Mamma mia, Black, cos’è tutto questo fiele?
    La frase di Calamendrei, riportata ieri sulla fascia di apertura de “L’Unità” (avevo vagamente pensato anch’io di postarla qui, ma poi il fattivo della situazione è stato Mauro) è stata scritta nel 1950 ma sembra proprio dipingere il partito di Berlusconi… Ma guarda un po’ le curiosità della storia!

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  4. Anna, non è possibile che in questo Paese, se al governo non c’è la sinistra, parta immediatamente la solita campagna denigratoria e offensiva, nei confronti di tutti gli altri. Qui, di fascista, c’è solo l’atteggiamento di chi, non avendo altro a cui attaccarsi e non avendo chi è in grado di portare avanti in sede parlamentare proposte serie alternative, non trova di meglio che attaccarsi alla frase di Calamandrei per buttare fango sulla maggioranza degli italiani.
    Ma è sensato, secondo te, un atteggiamento simile? E’ sensato, secondo te, continuare a vivere di nostalgia, patetica, aggrappati a un perenne scontro frontale? E’ sensato?

    Che l’abbia pubblicato l’Unità non sposta le cose di una virgola: il messaggio implicito è offensivo e mi sono rotto di essere offeso da gente più stupida di me, che viaggia a slogan e ha, come unico appiglio, una improduttiva, nostalgica contrapposizione.

    Non dice mai nulla nessuno? Io non sono nessuno e mi prendo il diritto, sacrosanto, di incazzarmi con chi, come l’Unità, o Baldrati ‘cravattina gialla’ o chi vuoi tu, senza argomentare, cerca solo di fomentare l’odio e la contrapposizione.

    Blackjack.

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  5. @ giocatore

    Al commento 2 dici che questo governo sta operando meglio…….
    Non mi va di fare contrapposizioni, desidero sapere da te, se vuoi, cos’è questo meglio perchè io nella mia cecità non sono riuscita ancora a vederlo, il meglio ,intendo. Quale meglio può esserci se ancora il governo continua a parlare di alcune priorità assolute come per esempio il ponte sullo stretto.
    Come dire distruggiamo due coste capolavoro della natura, come dire chi se ne frega se qualche paesino verrà distrutto, case costruite con sudore da molte persone, come dire chi se ne frega dove andranno a vivere queste persone, come dire chi se ne frega se fino ad oggi il servizio dei traghetti ha avuto sempre un approdo in tutte le situazioni climatiche, come dire chi se ne frega se togliamo all’estremo sud un patrimonio naturale che è lì da secoli? ma che ne sanno questi signori? si preoccupassero di più della sanità e della famiglia non in senso assistenziale-tipo elemosina, ma in senso di garanzia di diritti imprenscindibili e che loro, in nome della loro ignoranza e ottusità stanno calpestando.

    Se vuoi fammi degli esempi concreti di ciò che definisci meglio. Io non credo che il meglio sia parlare di grembiulini e simili quando le famiglie stanno affogando nel nulla, nel vuoto del loro portafoglio, me compresa.

    grazie con saluto
    jolanda

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  6. Io l’ho ravvisato più come un segno di sicure profezie..già nel doponovecento.
    Che poi in Russia, o negli anni e nel dove, altro andò male, lo sappiamo, né ignoriamo, ma stiamo pensando qui, io penso, alla socità civile attuale,che vede lese tante di quelle realtà e memorie, da sembrare una vergogna ogni tradizione costituzionale.
    Ripeto, penso di pù all’avveramento di una società del Grande Fratello, quello di Orwell-che ci tocca vedere, appunto, da tutti i posti a sedere.
    Anche a Débord, mi fa pensare..

    Maria Pia Quintavalla
    Maria Pia Quintavalla

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  7. Jolanda, la lista della spesa la facciamo un’altra volta che qui non si tratta di lista della spesa, ma di un soggetto molto più serio e più condizionante di una semplice lista buoni/cattivi; si tratta dell’incapacità di questo Paese e dei suoi cittadini di smetterla di viaggiare per contrapposizioni assolute. Si tratta dell’incapacità di dialogare e della volontà di anteporre, sempre e comunque, il muro ideologico a difesa.

    Ma a difesa di cosa? Qui non abbiamo più nulla da difendere! Qui dobbiamo solo, tutti, rimboccarci le maniche e iniziare a considerarci, prima di ogni altra cosa, tutti persone con gli stessi diritti e gli stessi doveri e sullo stesso livello.

    Dobbiamo iniziare a capire che non esistono intelligenti e non intelligenti, marchiabili per un voto e, se la sinistra dopo due anni è affogata e continua ad affogare, non è sicuramente perché ha operato bene. Se la maggioranza degli italiani non l’ha votata e continua a perdere consensi non è perché gli italiani sono tutti fascisti, scemi e idioti.
    Continuare a insinuare questo dubbio è fascista.
    E’ lo stesso identico meccanismo di delegittimazione che la sinistra più becera utilizza da decenni e che ancora oggi, giornali alla frutta come l’Unità e una classe di intellettualini in ‘cravattina gialla finto giovanile’, pensano di poter utilizzare a loro esclusivo uso e consumo; come se fossero loro i detentori unici della verità.
    Salvo poi offendersi se qualcuno li manda a quel paese e agitarsi come prefiche a un funerale.

    Possibile che sia così complicato da capire? Possibile che sia così difficile capire che, continuando su questa strada, la sinistra italiana diventerà un soggetto da WWF? Possibile che sia così difficile capire che è necessaria, SEMPRE, un’opposizione seria in grado di competere sulle proposte e non sulla contrapposizione? Possibile?

    Blackjack.

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  8. caro Blackjack,

    la presenza di Berlusconi al governo o comunque nella politica italiana ormai da più di un decennio mi fa stare male, e non per nostalgia (sono troppo giovane) né perché sono stato deviato dalla propaganda di sinistra che, secondo lo stesso B., possiede gran parte dei giornali, e anche TV (qui è evidente che più ripeti le cose, giorno dopo giorno, attraverso i mezzi informativi di cui puoi liberamente disporre, più i concetti ossessivamente ripetuti diventano Verità autovalidantesi). qui c’è il ritorno all’esaltazione di una persona a scapito del parlamentarismo che, pur funzionando male, con lentezza, invischiato fino al collo nei sordidi meccanismo di potere, è l’unica garazia contro ogni deriva personalistica di stampo fascistoide (anche Cavour ne era convinto). non si parla, è chiaro, del fascismo novecentesco. come si può a parlare di democrazia e dire “buttare fango sulla maggioranza degli italiani” se il consenso è un prodotto diretto dei mezzi di informazione che B. e co. possiedono? il problema è che B. è modello sociale degno di imitazione: non Gramsci, ma Berslusconi; Gramsci è stato una persona che in prigione ha scritto molta della sua ricerca, con una “disperata vitalità” che dovrebbe essere questa sì degna di imitazione (“dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare” disse Mussolini), e non l’ostentazione del potere e dei soldi, a cui la maggior parte della gente s’inchina. è ridicolo parlare di “proposte serie alternative”, quando destra e sinistra in italia hanno ora, mi sembra, poche differenze di offerta politica. la pietra dello scandolo è B., col suo curriculum di illegalità, connivenze, buchi neri finanziari, amicizie mafiose. il graduale smantellamento dello stato sociale, l’intervento dello stato solo per salvaguardare i grandi interessi della finanza, l’eccesso di stato nel suo ruolo oppressivo e la sua latitanza in quello assistenziale, sono oggi caratteri comuni e conservati in ogni paese europeo, non importa il governo considerato. l’ideologia non è morta; ora si chiama “liberalismo”, “neoconservatorismo”, “monetarismo”, “libero scambio”, “guai allo stato se interviene nel mercato”, solo che i fautori di questa ideologia si vestono di pragmatici detendori della realtà, spogliata di ogni utopia, responsabili e realistici interpreti dei reali e possibili interventi in campo sociale, economico e politico.

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  9. Mariapia: la classe intellettuale italiana, tutta e senza alcuna distinzione, è la più ignorante al mondo sul tema della società controllata e della tutela della privacy. Non ha alcuna idea delle tipologie di controllo che possono essere attivate nella nostra società e con le tecnologie attuali: se ne frega bellamente e preferisce marciare, compatta e unita, a braccetto della nostalgia. Ridicola!

    Non c’è un solo saggio serio, su questo tema, pubblicato da un intellettuale italiano, non esiste mezzo corso universitario, da anni non si organizza un convegno. In pratica: non esiste consapevolezza. Non esiste nemmeno un movimento d’opinione e chi li deve inventare i movimenti d’opinione? Io che gioco a carte o chi si è fatto carico, per libera scelta, di percorrere la strada dell’intellettuale?

    Ma di cosa stiamo parlando? Del solito slogan buono per tutte le stagioni? Delle previsioni del tempo che domani piove, però potrebbe anche esserci il sole? Guardiamoci in faccia e guardiamoci intorno: qui, in Italia, siamo in paradiso e, nonostante questo, facciamo di tutto per trasformarla in un inferno. Abbiamo la possibilità di parlare e discutere di ciò che vogliamo, di crescere e invece cosa facciamo? Trascorriamo le giornate e sprechiamo energie ad erigere muri e dividerci. Noi che possiamo, per una serie di circostanze fortuite e immeritate, godere di questo privilegio lo sprechiamo continuando a rivangare e ad etichettarci.

    Vuoi parlare di Grande Fratello? Bene: LPELS non è raggiungibile in Turchia, in TUTTI i paesi Islamici, secondo gli umori del giorno in Bielorussia, in Cina, in Vietnam, a fasi alterne in Venezuela. E’ sufficiente come spunto per una discussione seria?

    Blackjack.

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  10. Ed è possibile che un governo non abbia la serietà di capire i bisogni effettivi dei cittadini i quali,mi sembra,continuano a rimboccarsi le maniche? è possibile che un governo pensi solo agli affari suoi? Non c’è una seria opposizione, dici, è vero, come dire quando il gatto non c’è il topo balla. Dunque questa specie di classe politica non ha molta forza se per fare i suoi comodi contro il cittadino deve aspettare il momento di distrazione del gatto. E i cittadini sono tutti pecore? non credo proprio. Certo è che la maggior parte si è consegnata sua sponte tra le fauci del lupo, credendo a promesse che in effetti, per quanto mi riguarda sono soltanto lo spechio per le allodole e questo i politici lo avevano ben compreso. Mi rendo conto che questo commento somiglia alla rappresentazione di una fattoria, ma tu non hai risposto a cos’è il “meglio” di questo governo. Non importa, oggi è il giorno dove in molte piazze d’Italia si parlerà di sla, vedi un paio di post più giù, e sono sempre i cittadini e le associazioni in prima fila. Con questo ho concluso la mia incursione domenicale.

    un caro saluto
    jolanda

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  11. Domenico, l’unico passaggio che mi vede in completo disaccordo (tutto il resto è discutibile) è quello legato al consenso. I mezzi di comunicazione sono importanti, nessuno lo nega, ma sono un pannicello caldo. Non è vero che Berlusconi ha vinto le elezioni per le TV (che è come dire che tutti quelli che l’hanno votato sono scemi, e ritorniamo al punto iniziale): le ha vinte perché il governo precedente ha letteralmente fatto schifo ed è stato, probabilmente, il peggior governo che l’Italia abbia mai avuto nel dopoguerra.

    Nessuno ha impedito alla sinistra, nonostante le televisioni, di alternarsi alla destra alla guida di questo paese negli ultimi quindici anni: nessuno.

    Se nel frattempo hai informazioni diverse, ne prenderò atto, ma informazioni: non opinioni.

    Per quanto riguarda Gramsci, scusami, ma non riesco a considerarlo un santo o un modello da imitare; è un mio limite e una mia precisa scelta: mi spaventano tutte le ideologie che antepongono la struttura, lo stato, alla persona. Gramsci sosteneva un’ideologia, quella comunista, che vede la persona come ‘strumento’ al servizio della società: non lo posso e non lo potrò mai condividere, anche se non posso negare i suoi meriti storici o il suo coraggio o la sua coerenza intellettuale.

    Per quanto riguarda il liberismo e il resto, troppo complesso in poche righe e il tema cruciale, per me, rimane quello che evidenziavo nei commenti precedenti.

    Blackjack.

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  12. Jolanda, poi chiudo anch’io che ho gente a pranzo: continui a viaggiare per contrapposizioni. Pensi forse che, perché ho votato centrodestra, non sappia cos’è la SLA e mi servano i post (utilissimi!) di LPELS? Oppure che, per il semplice motivo che ho votato centrodestra, abbia le fette di salame sugli occhi? Qui non c’è distrazione del gatto, ma il peggior centrosinistra che si sia mai visto: vuoto, spento. Talmente vuoto e talmente spento che Di Pietro pare la novità!

    Scusami, sarò anche un coglione, ma se questi rimangono i presupposti questo centrosinistra il mio voto non lo prenderà mai.

    E rimane sul tavolo il tema della contrapposizione, pericolosa e nostalgica.

    Blackjack.

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  13. Giocatore,il discorso non è tra te e me, io posso anche rispettare come persona chi ha altre idee,non è questo il punto e se ho parlato di sla non era certo per dire che tu non ne fossi a conoscenza quanto piuttosto per ribadire,ma lo avevo specificato, che iniziative importanti partono sempre da associazioni e cittadini che si fanno carico,molto spesso,delle carenze e insensibilità del governo.

    un caro saluto, anche qui c’è da approntare un pranzo.
    jolanda

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  14. Il conflitto è uno strumento di progresso. Dunque contrapposizione sempre. Il problema in Italia è che la destra fa cose di destra, la sinistra niente.

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  15. Ottima citazione, Mauro, e profetica, di quella profezia che nasce dall’essere totalmente dentro e consapevoli delle cose. Grazie per averla postata, non la conoscevo e mi era sfuggita quando è stata proposta da “l’Unità”.

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  16. Carlo, il confronto è uno strumento di progresso. Il conflitto e la contrapposizione nostalgica e ideologica, provocano solo implosione. E distruzione.

    Blackjack.

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  17. Unico grande assente Baldrati, ma sarà andato a comperarsi, in qualche outlet, una cravatta rosa per cambiare immagine. Consiglierei anche di sostituire quei datati occhialini da sole alla Matrix con dei classici RayBan, tornati prepotentemente trendy.
    E se qualcuno pensa che ce l’abbia con Baldrati ha indovinato: rappresenta e racconta l’ipocrisia che non sopporto.

    Blackjack.

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  18. Blackjack, qui di ignominoso c’è solo la tua violenza. Ormai sei un troll berlusconide impazzito, e se ce l’hai con me, come dici, non me ne frega niente. Ma se ti sbrachi in insulti ti blocco l’accesso, sappilo.

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  19. Blackjack, in realtà mi pare che sia tu a offendere non solo Mauro, ma tutti quelli che qui sono intervenuti, anche me. Eppoi 9 interventi su 18 mi sembrano troppi. Hai detto la tua, però imperversare e offendere è troppo.

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  20. Fabrizio, e sarei io quello che offende? E’ interessante saperlo, ancora più interessante scoprirlo. Ancora più interessante scoprire, Giorgio, che avrei offeso tutti quelli che sono intervenuti: quando e dove? Sostenere che sarebbe opportuno smettere di rivangare una nostalgica e inutile contrapposizione ideologica, tentando un dialogo costruttivo che in questo Paese non c’è MAI stato, è un’offesa? Strana offesa.

    E l’unica riposta che arriva da Baldrati è distribuire del troll berlusconoide; e quello che offende sarei perché prendo in giro la sua cravattina gialla? Mica sono io quello che, sulla soglia dei sessanta, continua a impersonare il sessantottino giovanile, a viaggiare per slogan e, come sa benissimo Baldrati, nel momento in cui giochi sull’immagine devi giocare fino in fondo sia gli aspetti positivi, sia quelli negativi, dell’immagine che ti sei scelto. O vale solo a senso unico l’ipocrisia?

    Se c’è un aspetto umano, perché ne sono maestro, che fiuto lontano un miglio, è l’ipocrisia e le parole, travestite alla bisogna e usate come clava, ne sono la via maestra. Vero Baldrati? Così come il rifiutare il confronto, il non mettersi mai in discussione, il viaggiare per assiomi inconfutabili e, a volte, anche il cattivo gusto di non saper invecchiare e diventare più saggi.

    Qui siete tutti molto bravi/e con le parole, le ammaestrate, vi alzate al mattino e vi accompagnano, pranzate e sono lì, al vostro servizio, per servirvi. Io, con le parole, ho meno dimestichezza, non sono un filosofo, né un letterato; io non sono nulla, solo un bastardo che gioca a carte, ma sono in grado di leggerle, fino in fondo, molto bene e di comprendere quanto possano essere faziose e inutili e pericolose.

    Blackjack.

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  21. Black, ultimo intervento: hanno rubato i soldi del pellegrinaggio, sto cercando di capire come cavolo devo fare.
    si possono esporre le proprie idee senza attaccare la persona: questo vale per tutti, non solo per te.
    la persona deve essere sempre rispettata.
    ci sentiamo più tardi.
    fabrizio

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  22. Mi associo a Fabrizio, costretto alla concisione da eventi vari e imprevisti. Invito tutti, commentatori e redattori, a rileggere il colonnino di destra. Invito anche a non rifugiarsi nel “ha cominciato prima lui!” o nel “glielo dico al mio papà”. Scusate se sono brusco, ma in LPELS non usiamo la censura perché ci teniamo ad avere una pluralità di opinioni: a patto che siano espresse da persone civili in modo civile. Nel già citato colonnino è detto chiaramente che SOLO LE POSIZIONI TOLLERANTI SONO TOLLERATE. Questo vale per tutte e due le parti e presuppone che ci si esprima parlando di fatti, non di opinioni, e meno ancora di ingiurie.
    Grazie.

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  23. Riccardo, Fabrizio: per me va bene e, promesso, non parlerò mai più della cravattina gialla di Baldrati. Epperò il colonnino è a sinistra 🙂

    Blackjack.

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  24. Black, tu e io ci siamo scontrati spesso, e sempre con il massimo rispetto, qui e sul mio blog. Siamo su due posizioni politiche completamente opposte: la mia e quella di Mauro Baldrati coincidono pressoché al cento per cento.
    E francamente non capisco cosa intendi quando rispondi in modo così velenoso a Mauro: cosa ti ha fatto? La pensa diversamente da te, e allora? Anche io la penso come lui.
    Guarda, Black, che qui in Italia – se proprio vogliamo dirla tutta e fino in fondo – chi ha incitato a una spaccatura, all'”odio” (o all'”odio di classe”, se preferisci chiamarlo così) non è stata propriamente la sinistra – vuota e spenta, sì – o quantomeno non solo. Il centrodestra mansueto e docile, che incassa, il centrodestra che si immola per il bene dell’Italia non mi pare un’immagine verosimile. Come non mi pare di sbagliare ricordando Berlusconi dire che “chi vota a sinistra è un coglione”. Questo tanto per placare gli animi. (elezioni dell’aprile 2006)
    Chi la pensa diversamente da voi, da te, porta avanti un proprio discorso: non è possibile sentirsi sempre dire che rincorriamo l’ideologia.
    Concludendo, una cosa mi ha lasciato esterrefatta: ovverossia l’attacco “personale”. Dirò di più, l’attacco al “look”.
    “Unico grande assente Baldrati, ma sarà andato a comperarsi, in qualche outlet, una cravatta rosa per cambiare immagine. Consiglierei anche di sostituire quei datati occhialini da sole alla Matrix con dei classici RayBan, tornati prepotentemente trendy.”
    Che significa? Perché sottolineare certe cose? Tu dirai che è uno scherzo, una battuta, ma puntare sull’aspetto fisico di qualcuno per sminuirlo o esaltarlo non è esattamente quello che fanno i sostenitori di Berlusconi (e lui stesso)? Che razza di osservazione è? Che battuta è?
    “E se qualcuno pensa che ce l’abbia con Baldrati ha indovinato: rappresenta e racconta l’ipocrisia che non sopporto.”
    Allora ce l’hai anche con me. Se è ipocrisia credere in qualcosa che non sia la realtà patinata che ci propinano le televisioni (di oggi e di ieri) allora sono ipocrita.
    E, ribadisco, non comprendo questo veleno nei confronti di mauro.

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  25. Black, non ho capito cosa vuoi dire a proposito del colonnino a sinistra, e non mi interessa. Mi interessa che tu lo legga e che ti renda conto del fatto che il tuo modo di esprimerti non è accettabile. Qui si possono esprimere tutte le idee che si vogliono, ma senza eccessi verbali, senza insulti, senza ironie gratuite. Se ti danno fastidio le cravatte altrui, sono fatti tuoi. Ti prego di non rispondere. Io non risponderò.

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  26. Attaccare una persona per come si veste. La cravatta gialla. Anche il mio ex aveva una cravatta gialla, che metteva spesso. A me piaceva molto che la indossasse.
    I Ray Ban, brutti ricordi. Se indossavi un eskimo o un vestito indiano, chiunque tu fossi, non potevi passare in certe piazze, ad esempio piazza Euclide o piazza delle Muse. Bivaccavano davanti ai bar certi tipini, la cui divisa era un loden e naturalmente i ray ban.
    Forse portavano i ray ban anche quelli che hanno colpito mio fratello ad una tempia con un pugno di ferro, senza parlare, senza motivo, all’improvviso, ad una fermata di autobus. Mio fratello non faceva politica, ma indossava un eskimo. Che fosse alto quasi due metri, ben piazzato e karateka non gli è stato di alcuna utilità.
    Adesso dove saranno quei tipini?

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  27. “Facciamo l’ipotesi che ci sia al potere un partito dominante…”

    Tra i padri della patria, uno dei più grandi.
    Ma qui, ai giorni nostri, neppure formalmente si vuole rispettare la Costituzione. E oltre ad affossare la scuola che si fa – non prima di avere comprato o aggiustato tivù e giornali? Si affossa la giustizia e la pubblica amministrazione denigrandole ogni giorno. Ma ovviamente ci si riferisce ai comunisti ai fannulloni…
    Grazie a Mauro per questo tassello di memoria.
    Giovanni

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  28. prima ho proposto Gramsci come modello di uomo, al di là della sua vicenda politica, di persona che studiava anche al confino. punto. questo è il modello che proponevo, un “tipo” spirituale contro uno, il B., che è certamente figlio del nostro tempo. “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente” ha detto san Paolo. contrariamente a ciò che sembra, qualche contrapposizione mortale è avvenuta in questo paese dal ’94 in poi? B. ha fatto ciò che ha voluto, anche non essendo al governo, ha salvato le sue aziende da una situazione finanziaria disastrosa, ha moltiplicato negli anni seguenti i suoi profitti, e non solo. la contrapposizione, se c’è stata, fu quella tra magistratura e B.; come si sa, tutto questo è stato allegramente risolto. non si trattata di parteggiare per quello e per l’altro partito, molta gente, me compreso, non si rispecchia in nessuno, si tratta solo di rifiutare questo stato di cose. un’ultima cosa: per la cronaca, e io, ripeto, non simpatizzo per nessuno, l’ultimo governo di centro-sinistra non ha avuto i numeri per governare, da qui il suo fallimentare epilogo.

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  29. Concordo con Giovanni.
    Scusa Blackjack, sei andato veramente fuori, l’argomento era la scuola statale, cosa trememdamente attuale! Perchè hai fatto un comizio?

    Gena

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  30. Non sono uno statale, ma condivido comunque quanto scrive Nuscis (e, ovviamente, la citazione di Calamandrei mi pare più che doverosa, come di tutti coloro, da Salvemini a Silone, da Arturo Carlo Jemolo a Terracini, hanno fatto della democrazia e della sua difesa un tema morale, senz’alcuna paura del moralismo – ma qui siamo in una nazione in cui, a Cento, viene abolita “via Gramsci” perchè era un tale coinvolto nel comunismo… e si trovava nelle carceri fasciste per villeggiatura).

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  31. Blackjack ha senz’altro ecceduto nei toni, però è vero nella sostanza quanto dice. Poiché qui è solo contro tutti, ci tengo a dichiarare che condivido il succo del suo discorso. La sinistra è ammalata di antiberlusconismo, questo è il suo guaio più serio. Da quando Berlusconi è sceso in campo, la sinistra ha perso il lume della ragione e non ha fatto altro che andare all’indietro, dividersi e infine crollare, come è successo con il governo Prodi. Se la sinistra si trova ridotta a mal partito, il male che l’ha corrosa è il suo antiberlusconismo. Ho avuto anch’io in passato degli scontri con Mauro (che, conosciutolo a Firenze, è persona amabile). Mi meravigliavo come non riuscisse a capire che un governo retto da Prodi non aveva alcuna possibilità di riuscita. Prodi avrebbe governato male e non sarebbe durato. Mauro sosteneva il contrario, e che ero io il miope della situazione. Invece ho avuto ragione, perché era nei fatti ciò che andavo sostenendo: vorrei dire che era sotto gli occhi di tutti e bastava solo avere la volontà di fare due più due.
    C’è in giro troppo antiberlusconismo (si veda Di Pietro, che ha perso la bussola) e non si riesce più a ragionare. Prendiamo il caso Alitalia. Poiché il salvataggio dell’Alitalia figurerebbe come un successo di Berlusconi, allora la CGIL si allea con i piloti, una categoria così lontana dagli operai. Possibile che CISL e UIL abbiano torto e la CGIL e i piloti abbiano ragione?
    Poi, sostenere e diffondere anche all’estero (con danno della nostra immagine di paese democratico: ciò che ancora siamo) che in Italia c’è la dittatura è un gioco al massacro di cui si deve dare la colpa alla sinistra. Non è Berlusconi che pratica la dittatura ma è la sinistra che cerca di accreditare presso gli altri Paesi e presso noi cittadini che siamo diretti da una dittatura. Io personalmente so che posso scrivere e dire tutto ciò che voglio e nessuno è venuto a casa mia a somministrarmi l’olio di ricino o a chiudere la mia rivista.
    Diffondere queste calunnie sull’Italia è un atto di grave irresponsabilità, i cui danni rischiano di prolungarsi nel tempo.
    Questo governo ha avuto i voti della grande maggioranza degli italiani, non dobbiamo dimenticarcelo. Questi italiani hanno il diritto di essere rispettati e questo governo ha il diritto-dovere di governare per essere poi giudicato dal corpo elettorale. L’opposizione deve vigilare e se non condivide fare proposte costruttive, rispettando il governo e la sua maggioranza. Non ricorrendo, ossia, al disprezzo, all’insulto, alla denigrazione, e ad inventarsi impossibili dittature. Io non credo che in Italia, dopo la nefasta esperienza del fascismo, possa instaurarsi più una dittatura. A questo riguardo, negli italiani di oggi – pur pieni di tanti difetti – nutro molta fiducia.

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  32. Facciamo l’ipotesi che ci sia al potere un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione. Non vuole fare la marcia su Roma ma vuol istituire una larvata dittatura… Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. Allora il partito dominante comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. E comincia a favorire le scuole private.

    Piero Calamadrei, discorso tenuto al III congresso dell’associazione difesa della scuola nazionale, Roma 11 febbraio 1950

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  33. Di Monaco, in quanto a “bussole perse” non è che tu scherzi poi molto… Chiedi “rispetto” per un governo “democratico” di cui fanno parte personaggi che si puliscono il culo con la bandiera che ti sta tanto a cuore, che incitano alla crociata contro lo straniero e il diverso, che vanno all’estero, in rappresentanza del loro partito, ai congressi neonazisti, che esaltano il buon fascismo d’antan pubblicamente in spregio al dettato costituzionale, che vogliono demolire l’unica scuola che funziona veramente nel paese… Ma dove vivi? Dài, “jèsce da rint’ ‘o ventre d’ ‘a vacca”, dove si sta belli al caldo, ben pasciuti e riparati a coltivarsi i propri piccoli privilegi, e , se ti capita, getta un’occhiata in giro: ci sono milioni di famiglie che non sanno come e dove sbattersi, altro che le tue Alitalia e menate varie… E poi basta, per carità, a farne sempre e comunque una questione di “partiti” contrapposti. In questo modo, ti sfugge l’essenziale, perché quello del “ventre della mucca”, come recitano i vecchi proverbi delle mie (ancora tue?) parti, è comunque un orizzonte, confortevole quanto vuoi, ma ristrettissimo: e l’essenziale è un paese dove cinque milioni di persone possiedono l’ottanta per cento della ricchezza nazionale, e si stanno impadronendo anche del resto: l’essenziale è una “questione etica”, non partitica: una ricchezza sempre più sfacciata, ostentata e di dubbia provenienza, da una parte, e una miseria montante, insieme a un degrado devastante di tutto ciò che è pubblico, dall’altra. Altro che partiti… Credi forse che tra il “tuo” “unto del signore” e la “loro” mortadella bolognese, con tutti i suoi pallidi derivati, ci sia forse qualche differenza? Sono uno la bella o la brutta copia dell’altro: figli da quindicimila anni degli stessi fottutissimi privilegi di classe e del loro eterno, immutabile tramandarsi di padre in figlio.

    Ripìgliati Di Monaco, non fare l’avvocato del nulla, non trattarci, te ne prego!, come se qui si fosse tutti al servizio di qualche interesse partitico. Ti danno così fastidio le persone che cercano di pensare con la loro testa, che non debbono niente a nessuno, se non il rispetto che portano a se stessi e alla loro libertà di essere e agire secondo la “loro” coscienza?
    Il paese che tu e qualche altro avete nella testa, non è una democrazia: che è fatta di dialettica, di confronto, di rispetto per le minoranze: tutte parole che i tuoi referenti politici e gli organi di informazione di riferimento hanno cancellato dal loro vocabolario e dalla loro prassi. Da sempre e per sempre.

    Statt’ bbuòn’.

    fm

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  34. Caro Bart,
    B. all’estero si é creato un progetto di immagine tutto suo, vedi affare schulz, vedi affare halonen e mi fermo lí.
    La veritá Bart é che B. é indifendibile.

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  35. Marino, io non difendo Berlusconi. Errori ne fa anche troppi. Certamente lo preferisco all’incapace Prodi, vecchio politicante e intrallazzone. Prodi è stato uno dei potenti baroni della prima repubblica ed io accuso la sinistra di non aver saputo esprimere, ancora una volta, un proprio candidato, ricorrendo al vecchio berciume.
    Io condanno l’antiberlusconismo, invece, che è altra cosa. La sinistra non è più in grado di ragionare perché ha fatto della cacciata di Berlusconi la sua linea politica principale. E’ mai possibile? Così non riesce a costruire niente di buono. Veltroni tuona che il Paese è allo sfascio. Ma chi ha governato fino all’altro giorno? Non se lo ricorda che ha governato la sinistra? Non è credibile che sia andata allo sfascio nei pochi mesi di governo Berlusconi. Ancora con la menzogna si cerca di tappare i buchi della non-politica.
    La sinistra parli meno di Berlusconi, dunque, e avanzi progetti e proposte. Ricordiamoci che è’ stata già più di una volta al governo e la grande maggioranza degli italiani (non solo io perciò, ed anche la classe operaia) non è stata contenta di ciò che ha fatto (quasi nulla) e hanno deciso di fare piazza pulita del marasma in cui il governo Prodi ci aveva precipitati.

    Marotta, dàtti una calmata e fai sbollire quel tuo linguaggio pieno di livore. L’Alitalia conta e come…

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  36. Bart, il tuo discorso funzionerebbe anche se tu invertissi i nomi, in un’alternarsi al potere
    conta la legge dello scaricabarile. Del resto avresti ragione, secondo me, se tu potessi sostenere: guarda, B. non c’é una volta che attacchi la sinistra, ma sarebbe un insulto alla tua intelligenza se ti chiedessi di provarci. Io parlavo dell’Europa, criticavo quella tua formula, legittima ma non mia, tua e di molti altri, che sostengono che l’Europa giudica B. in base all’immagine che ne dá la sinistra. E questo secondo me é sbagliato, l’Europa, anche quella di centro destra che conosco, é ancora libera di pensare e vedere e giudicare attraverso fatti come schulz e halonen sopra citati. Il Prodi che tu, e me ne dolgo, giudichi intrallazzone e vecchio politicante ha una dignitá tale da non cadere in certe bassezze.

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  37. Marino, Prodi è propio uno che non sa amministrare un Paese. Questa è, ovviamente, una convinzione personale, ma i fatti (i suoi governi caduti anzitempo per mano degli stessi alleati scontenti) non è che mi diano torto. Prodi è stato solo capace di svendere (quand’era all’IRI) aziende ad amici, così come oggi si accusa Berlusconi di fare con l’Alitalia. Ma l’Alitalia stava già per essere regalata da Prodi alla compagnia francese, che l’avrebbe presto (nel giro di pochi anni) smantellata.

    Sulle gaffe e le imperizie di Berlusconi si potrebbe scrivere un libro. Ma sta di fatto che l’Italia non ha di meglio da scegliere. Ed io preferisco (continuo a preferire) il male minore, ossia Berlusconi.

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  38. Livore? No, grazie. Rabbia, magari. E tu, che sei uno studioso e un praticante della lectio evangelica, dovresti ben conoscere la differenza.

    Ma anche fosse: sempre meglio di quella pestifera, falsa, retorica, ammorbante miscela di buonismo decotto e vaselina, utile, al massimo, per friggere un po’ d’aria, tipica di frasi come questa (non si sa se più patetica o esilarante): “Io personalmente so che posso scrivere e dire tutto ciò che voglio e nessuno è venuto a casa mia a somministrarmi l’olio di ricino o a chiudere la mia rivista.”

    Qui, tra il riso e il pianto, il confine è davvero labile, quasi inesistente. E, in ogni caso, te lo auguro di cuore, ne va anche della mia “salute”: il giorno in cui ti propinassero l’olio di ricino, o chiudessero la tua rivista (sic!), vorrebbe dire che io sono già passato attraverso le fiamme di diecimila roghi in pubblica piazza.

    Da bravo, Di monaco, non temere, tu sei come la benemerita, nei secoli fedele: chi vuoi che ti tocchi?

    Su una cosa, comunque, hai perfettamente ragione: sull’importanza dell’Alitalia.
    E sì, vuoi mettere? O si risolve subito la faccenda (e mi raccomando: con una cordata “privata” finanziata con denaro dei contribuenti, magari capitalizzato attraverso i tagli alla scuola pubblica e alla sanità), oppure molti di voi saranno costretti, per gli spostamenti di routine, a far uso del treno. Ma ci pensi? Intercity Milano-Napoli, trentasei ore di viaggio, sedili sventrati, cimici dappertutto e un prurito che non ti dico, non si riesce a leggere in pace nemmeno l’ultima feltronata sul giornale di famiglia…

    Ma forse è tutto più semplice, caro. Visto che il capo ha il jet personale, potreste farvi dare un passaggio, a turno; o, in casi estremi, se proprio non riuscite a sopportare gli insetti urticanti, usare le diligenze trainate dai purosangue delle sue scuderie, e guidate da abili e affidabili stallieri.

    Ciao, Di Monaco, buon riposino quotidiano. E mi raccomando, sveglia puntuale per il notiziario di fidobau…

    Di come ci si senta, poi, a farsi rappresentare da pluri inquisiti, ce lo racconterai una prossima volta. Anche se posso ben immaginare l’eventuale (molto remota) risposta: meglio un “devoto” (sic!) accusato di collusioni mafiose, che farsi rappresentare in parlamento da Vladimir Luxuria: “feccia umana”, come l’ha definito un “nobilissimo” rappresentante del governo che inviti a ossequiare.

    Statt’ bbuòn.

    fm

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  39. Ragazzi, se ci mettiamo a discutere su Berlusconi a 360 gradi non se ne esce, credetemi. E poi quello che dice Bartolomeo, in fondo, è vero: la sinistra è stata troppo antiberlusconiana, e l’ha detto (o glielo hanno attribuito) anche Veltroni, che a questo punto ha ragione (con Bartolomeo). Infatti più lo si attacca, anche con dimostrazioni inoppugnabili sui conflitti di interessi, le leggi private e molto altro, più avanza nei consensi. Oggi lo danno, e sono più o meno concordi tutti, al 60%. E’ ormai ovvio che la deriva è avanzata, e non ne usciremo più, non per i prossimi anni almeno. Io invece sto facendo altre riflessioni: perché Berlusconi è lì? Cosa deve fare? Qual è il suo vero compito? Perché se sta accadendo tutto questo c’è un motivo, e non è solo per i deficit della sinistra ecc. C’è un motivo profondo, ed è nella società italiana. Forse ci scriverò su, ma devo pensarci. Devo fare un po’ di ricerca.

    Per il resto il post è su questo piccolo capolavoro di fantascienza di Calamandrei, che 58 anni fa ha descritto nel dettaglio il nostro presente.

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  40. Mario Vargas Llosa, dalle colonne de La Stampa di oggi, lunedi 22 settembre (che sarà purtroppo reperibile online solo fra qualche giorno), lancia un’accusa al nostro paese, pesante come un macigno. “Non è il capitalismo E’ l’Italia ad essere corrotta”.

    L’articolo, come fosse un colpo di teatro preparato con cura, si chiude con una C (e’ il simbolo del copyright, seguito da “El Pais”, il che lascia pochi dubbi su quale sia stata l’altra fonte (qui il link relativo: http://www.elpais.com/articulo/opinion/Gomorra/Napoles/elpepiopi/20080921elpepiopi_11/Tes
    sulla quale è stato pubblicato.
    Cito questo come l’esempio più recente di come siamo visti all’estero.

    Ora, premesso che un lit-blog sia giocoforza anche percorso (e ci mancherebbe) da tensioni politiche, premesso che l’atto di usare l’offesa (o pesante ironia) inficia la più valida delle argomentazioni, trovo che nessuno abbia colto, nelle parole di Blackjack, ripeto, dietro tutte le esagerazioni che lo pervadono, questo passaggio “questo Paese ha bisogno di tutto tranne che di una patetica opposizione da parte di finti intellettuali nostalgici, Serve discutere, anche aspramente, scuoiare le parole, modificarne il senso, trovare una via comune, una soluzione e non usarle come una clava vigliacca”.

    Vorrei potermi alzare una mattina e scoprire che in questo Paese, ad esempio, non ci siano più regioni completamente in mano alla criminalità organizzata. Ma so che per trasformare una pia illusione in realtà, molta dovrà essere la strada da percorrere. Viviamo male, in questo paese. Accettiamo le peggiori nefandezze con indici di rassegnazione variabile. Ci si rinfaccia questo e quell’altro, campioni di dietrologia, ma chiederci di cambiare, anche solo desiderare di farlo, richiede sforzo.

    E lo sforzo di comprendere l’altro, di capire cosa ci sta dicendo. Fino a che ognuno, forte delle proprie convinzioni resterà ancorato ai suoi schemi mentali, c’è da scommetterci, non cambierà niente, anzi, se possibile, andrà sempre peggio. E non credo ci sia un copyright curiale a sostegno di questa tesi. A volte, a fronte delle scaramucce verbali sono tentato di paragonarle a liti fra tifosi.
    Ciascuno fermamente convinto delle proprie ragioni, ma in modo fideistico appunto, non come risultato di un’elaborazione critica e autocritica del pensiero.

    Rispetto le opinioni di tutti, resta il fatto che mentre si sta qui a discettare dei massimi sistemi, la nave affonda e altrove ci dipingono come fa Vargas Llosa.

    Approfitto di questo commento per salutarvi. Oggi ho chiesto a Don Fabrizio di uscire da LPELS. Buona fortuna, a tutti.

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  41. la sinistra è stata così antiberlusconiana che quando ha avuto i numeri al governo non ha fatto NULLA per risolvere l’anomalia B.: nessun intervento sul conflitto d’interessi, nessun tentativo di arginare lo strapotere mediatico di B. (e non prendimoci in giro, B. vince perché: a)possiede le televisioni b) incarna ciò che è più in voga: soldi, potere, calcio e figa c) l’assenza totale di senso civico dell’italiano medio vede la sua reale incarnazione in B.) e in ultimo, il tentivo abortito di una sinistra veltroniana di levarsi da dosso questo patina antiberlusconiana (che, mi rendo conto, era la sola marca che caratterizzava la sinistra agli occhi della gente – qui è l’errore) per assumere una propria identità, escludendo la sinistra “radicale”. risultato: B. al governo (di ampia maggioranza), Veltroni ridotto a simulacro-pupazzo balbettante di sé stesso, la sinistra “radicale” divenuta extraparlamentare.

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  42. pensavo che il post di Baldrati (à propos, grazie Mauro, very cool tie!) provocasse una discussione poco ideologica (è carattere di questo blog, no?) sulla scuola, cioè sull’idea di scuola, sui progetti di scuola in un paese che bene o male (più male che bene, temo) è ancorato all’Europa e dovrebbe formare cittadini (che sono anche consumatori) che hanno competenze, tecniche, economiche, anche umanistiche (bisogna pur trovare gli argomenti, la retorica, per persuadere la gente che viviamo nel paese più bello del mondo).
    Ma, insulti personali a parte (esecrabili, poco utili qui, dicono molto intorno a chi li pronuncia, poco del bersaglio, ci sono molti siti dove l’insulto è libero e benvenuto, prego accomodarsi) si è finito col parlare tra partigiani e avversari dell’attuale destra al governo, provocando un’ovvia, prevedibile e tutto sommato misurata reazione. Niente di nuovo.
    A me pare che sia innegabile che l’Italia, il sistema Italia, non stia troppo bene. Lo dicono i numeri. A me pare che l’Italia abbia un problema di immagine internazionale piuttosto serio. Lo so, lo vedo, lavoro all’estero un paio di mesi all’anno, leggo la stampa estera, che in genere non conosce gli “schieramenti” inevitabili in Italia. Negli USA, il NYT è letto E PRESO SUL SERIO dai conservatori, il Washington Post dai democratici. (in entrambi i giornali gli articoli di politica sull’Italia sono solo note di colore).
    A me pare che si dovrebbe parlare non tanto di Ber. o Pro. o Vel., ma di una peculiarissima classe dirigente, che non è proprio come la classe dirigente di paesi come Francia o Germania. Pare che i meccanismi di selezione della c.d. classe dirigente, in Italia, siano diversi dal resto del mondo “occidentale”. Troppi esempi di sciatteria. Familismo. Viltà. Scarsa propensione all'”etica protestante” (è un paese cattolico controriformistico, in fin dei conti). Conflitti di interessi (è ridicolo doverlo ricordare, è una situazione che fa male a tutti, eccetto a coloro che confliggono).
    C’è il libro di Lodato e Scarpinato, si può discutere, non essere d’accordo, ma pone delle questioni che non si possono sbeffeggiare come deliri di sessantottini. Allora anche Guicciardini era un sessantottino? Cuoco? Gioberti? Discutere di queste cose non significa insultare chicchessia, in un senso o nell’altro.
    I commenti sono benvenuti se portano argomenti. Gli argomenti si partoriscono e si perfezionano pensando.
    Hello? You know, thinking! Non ripetendo quei due o tre luoghi comuni letti sui giornali o sentiti alla TV. Allora si capisce come parte l’insulto. Perché i luoghi comuni letti da qualche parte non sono qualcosa di elaborato, sono un contenuto di pensiero raccogliticcio, non lo si può sostenere con l’argomentazione, e allora scatta l’insulto, come i ragazzini ebeti che bulleggiano i timidi e i secchioni.
    Chi ha tempo, e tanto, per frequentare blog letterari dovrebbe fare a se stesso e agli altri il favore di proporre argomenti e non cliché. Sulla scuola soprattutto, dove i luoghi comuni appunto si sprecano, dalla maestrina dalla penna rossa alla supplente che si fa toccare il culo dagli studenti. Dal figlio del carbonaio che si addormenta sui libri al figlio dell’impresario edile che spaccia coca.
    Il ministro ha presentato il progettato “taglio del secondo maestro” (è la modifica, o soppressione, della Legge 5 giugno 1990, n.148, che prevede 3 insegnanti su 2 classi, o 4 su 3 classi) adducendo ESCLUSIVAMENTE un motivo economico. Nessun bilancio di questa esperienza, nessuna riflessione sulle ragioni della legge, niente di niente. Come dire: mangiare costa, d’ora in avanti mangerete la metà. Curarsi costa, d’ora in avanti lasceremo crepare i malati cronici.
    Vogliamo (volete?) una scuola elementare privata per i privilegiati o coloro che si considerano tali? Siete sicuri che funzioni? Che cosa sapete delle attuali scuole private? E in che paese vivranno gli scolari privilegiati di domani?
    Forgive the ranting

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  43. @ Plevano

    ” I commenti sono benvenuti se portano argomenti.Gli argomenti si partoriscono e si perfezionano pensando.”

    ” proporre argomenti e non cliché ”

    Se non ci fosse stata questa illuminazione, avrei continuato a pensare che molti degli interventi precedenti fossero scaturiti proprio da un pensiero, autonomo, per giunta!!!
    E tu non hai forse parlato per cliché? Conosci la vita di tutti quelli a cui, sopra e sotto le righe, hai bacchettato? ma per cortesia!

    Non mi interessa che tu risponda o meno, tanto non replicherò perchè non ne vale proprio la pena.

    jolanda

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  44. Anch’io saluto Cletus, sperando di continuare a vederlo in giro per il web con la sua energia e i suoi interventi, talvolta scomodi, ma sempre interessanti.

    E anch’io sono da sempre favorevole al dialogo, alle riflessioni, all’incontro tra diverse mentalità, opinioni. Però dobbiamo anche guardare attentamente in faccia la realtà: si parla di scuola. C’è un ministro che sta portando avanti una palese opera di smantellamento della scuola pubblica, con tagli di insegnanti, e introducendo nozioni di autoritarismo. Il veicolo è sempre il solito: “libertà di scelta” tra la scuola pubblica e quella privata. Leggi: la scuola pubblica viene declassata, svilita, proprio come dice Calamandrei, e resta quella per i poveri. Chi ha le risorse si rivolge alle private. D’altronde era così negli anni 50, quando Calamandrei parlava. Bene, di cosa discutiamo con chi porta avanti questa politica? Che dialogo impostiamo? Che incontro cerchiamo? Io credo che si tratti di conflitto sociale, e di lotta per cercare di combattere un’ingiustizia, il potere del più forte, del più ricco che prevale, e si prende tutto.

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  45. @ Jolanda Catalano
    Intanto ti ringrazio per aver trovato il tempo di leggere e rispondere. Mi devo essere spiegato male. Giusto a titolo di precisazione, un cliché può essere: “Il governo Pro. è stato il peggior governo che l’Italia abbia mai avuto nel dopoguerra”, perché non è un argomento. Non puoi discutere. Chi dice una cosa del genere, dovrebbe dare un giudizio equo e complessivo sulla storia italiana del dopoguerra: il miglior governo, il normale governo, il peggior governo, ecc. E che cosa vuol dire, comunque? Nulla, solo il pregiudizio di chi parla. E il fatto che non sia un argomento è confermato dal fatto che si aggiunge: “e tu sei patetico guarda che cravatta che hai, guarda me invece che sono figo ha ha”.
    Ora, c’è chi mette nome cognome curriculum e faccia sui post, e chi risponde da anonimo o pseudonimo. Benissimo. Però non si può sparare sul pianista che propone, nome e cognome, una riflessione su Calamandrei e l’avvenire delle nostre scuole.
    Si vede che a qualcuno piacciono i Western.

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  46. Vedi Mauro, non sarei intervenuto piú, non fosse che Jolanda ha
    fatto notare una buona cosa. E allora ti dico questo: a te personalmente che tenti di riportare il torrente nel solco da cui é partito, dico certo, hai ragione, di scuola si tratta. Purtroppo son cosí lontano dall’Italia e dalla scuola che non saprei che dire e dire qualcosa per forza no. Commento sempre cosí poco, giusto quando ci sono cose su cui sento una necessitá, che poi non siano nuove non importa ma sento quella necessitá, magari deviando un attimo il torrente e chiedo scusa. Tu questa cosa l’hai fatta notare con garbo, il signore che si firma Roberto Plevano invece l’ha fatto con arroganza. E per farlo ci ha dovuto persino raccontare che vive due mesi all’anno all’estero e ci ha detto hello, you knouw ecc. e forgive the ranting, e come un poliziotto della rete ha deciso di dire che i commenti devono portare argomenti altrimenti sono inutili. Sono dell’idea che i commenti debbano portare uomini, ma forse mi sbaglio. Ma si parlava di scuola, e allora dico che se uno vien qui per gettare qualche parola in inglese, come io potrei farlo in francese o in olandese in inglese, spagnolo, portoghese nonché in quattro o cinque gerghi riconosciuti dalla letteratura latinoamericana e in dialetto ligure, farei la figura
    del cretino qual sto facendo, non lo faccia, perché sa oltremodo
    di ben piú raccogliticcio.

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  47. Marino, grazie del tuo commento, che sottoscrivo. Si può andare fuori tema, ci mancherebbe, io poi lo faccio spesso. Il mio accenno a non impantarci nella discussione a 360 su Berlusconi è solo dovuto al fatto che si riempiono chilometri quadrati di testo di idee periferiche, idee di sovrastruttura, con elenchi interminabili delle malefatte di Prodi, poi di Berlusconi e così via. Ma se qualcuno lo vuole fare, lo faccia pure liberamente.

    Però devo dire che non colgo l’arroganza di cui parlate tu e Jolanda nel commento di Roberto.

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  48. Non ripetendo quei due o tre luoghi comuni letti sui giornali o sentiti alla TV.

    ma il copia incolla é giá stato fatto. Io semmai, l’avrei espressa alla tua maniera, altrimenti la sensazione é quella.
    ma non voglio andar oltre.

    Mi piace

  49. come non concordare con te, Francesco? Il guaio (o errore?) di fondo sta tuttavia nel continuare a parlare – in bene o in male… ma perché queste continue dicotomie? – del Cavaliere 2 (certo, perché ne subiamo lo strapotere, e già l’Italia ne ebbe un precedente più… sanguigno). E intanto si attende da eoni quella risata affossatrice che ci giungerebbe quale salutare catarsi. La problematica etico-politica legata alla contrapposizione, “destra-sinistra” ha ancora qualche senso? Qualche ragione di sussistenza? In una Nazione (?!) che ancora all’oggi si trova a fare i conti con “la borghesia più ignorante e becera d’Europa” (Pasolini, per ‘bocca’ di Orson Welles ne “La ricotta”, 1963!)? Berlusconi è una… fenomenologia transeunte. Resta il problema di una metodologia di “gestione” delle risorse e delle ricchezze a dir poco barbarica (non… barbara) e di un approccio antropologico ed etico che storicamente, nel Bel Paese, mai visse (in teoria e in praxis) per un solo istante neppure gli echi di ritorno di quella stagione dei Lumi che produsse una borghesia ‘rivoluzionaria’. Il buio che da secoli ci ghermisce non è cronaca. Basti pensare a Giordano Bruno e al suo ‘homo novus’. Certo, cambiano gli aspetti della repressione: ieri l’altro, il rogo; ieri, l’olio di ricino, il manganello, la deportazione; oggi, l’istupidimento mediatico-consumistico di massa. Il fine è comunque sempre quello: il benessere “comune” di una, pare, sempiterna oligarchia.
    Un caro saluto.

    mirko

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  50. Pingback: I Finlandesi sono studenti modello « Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

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