PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 80

Stamattina entrando in ufficio mi sono subito reso conto che c’era qualcosa di diverso. Guardando meglio ho notato che un angolo della scrivania era tutto sbocconcellato, e che, dalla medesima parte, quasi metà della mia poltroncina in finta pelle, dopo più di trent’anni di tacito e apprezzato servizio, mi aveva lasciato senza dare preavviso.

Brunetta o L.H.C.?
Fosse quel che fosse, mi son seduto in bilico sulla mezza poltroncina superstite e non ho fatto una piega.
Se mi lamentassi, se sporgessi reclami ufficiali o anche solo ufficiosi, rischierei, oltre al licenziamento, la gogna mediatica (anatemi della F.P. e contumelie della C.S.), o peggio ancora la congiura del silenzio: compromettendo così ogni possibilità di godermi, prima di chiudere gli occhi, il quarto d’ora di celebrità che il Dottor Warhol ha profetizzato per tutti, onesti travet non esclusi.
Perciò me ne resto appollaiato in punta a questa mezza poltroncina in finta pelle, e chi mi sposta? Anche se, ve lo confesso piano, si sta piuttosto scomodi; e chissà domattina, rientrando in ufficio, se non troverò la situazione mutata in peggio, come ormai comincio a temere.
Vi terrò informati; ma resti fra noi.
Cereja, nèh!

8 pensieri su “PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 80

  1. Quando ho programmato questo post l’L.H.C. non s’era ancora guastato e girava gloriosamente.
    Perciò, o l’unica alternativa valida resta Brunetta, o si tratta di una delle solite premonizioni. Questa volta, su un futuro pericolosamente prossimo.
    Un caro saluto,
    Roberto

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  2. Altri fenomeni inspiegabili in America, lì uffici interi sono svaniti in una notte. Le prime congetture puntano a un’entità finora considerata astratta, il MERCATO (credo che si chiami così, da quelle parti).
    Ciao, hai mai pensato di raccogliere le PROVOCAZIONI come una cronaca del presente?

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  3. Caro Fabrizio,
    il guaio è che anche le nostre poltroncine sfondate hanno acquistato un’aria di eccellenza. Non abbiamo più soltanto da perdere le nostre catene, o almeno lo crediamo; e il risultato è che ci andiamo oramai troppo cauti.

    Caro Roberto,
    io col presente me la dico poco, e quando esso in qualche modo collima con i miei deliri sul trapassato remoto e sul futuro anteriore sono guai grossi: per lui, per noi, per tutti.

    Caro Riccardo,
    ce lo vedi Zarathustra pontificare sulle rovine di una poltroncina da quadro aziendale? Ne ho parlato col suo autore e si è messo a dare in escandescenze, sembrava ammattito!

    Cara Lucy,
    sta a vedere che è la condizione umana e non ce ne eravamo accorti. Tranne qualcuno, che scrisse:
    “Si sta
    come d’autunno caldo
    chi al suo striscione cerca
    di mantenersi saldo”.

    Grazie e un abbraccio a tutti,
    Roberto

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  4. Cara Nadia,
    ormai di d.o.c mi son rimaste le provocazioni, da giovane avevo spiriti ad alta gradazione.
    A ciascuno il suo, e il nostro il tempo ce lo svela quando è troppo tardi per.
    Con simpatia ricambiata,
    Roberto

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