Yeats Country. Viaggio nello spirito dell’Irlanda

A volte i blog sono un mezzo per mettere in contatto persone accomunate dalle stesse passioni.
È quello che è accaduto a me, quando ho ricevuto una mail dalle Edizioni Saecula (una giovanissima casa editrice di cui vi invito a visitare il sito) che, avendo notato la mia passione per l’Irlanda e l’indirizzo dei miei studi, mi proponevano la lettura di un libro pubblicato da poco: Yeats Country. Viaggio nello spirito dell’Irlanda. L’autore è Andrea Lessona, giornalista e scrittore innamorato dell’Isola di Smeraldo e profondo conoscitore della sua storia e delle sue leggende.
«Non si sa se Maeve, il cui nome viene pronunciato anche Medb che significa “inebriata”, fossse una donna mortale innalzata al ruolo di dea oppure una dea fattasi mortale. Gli antichi irlandesi pensavano comunque che avesse poteri particolari: poteva correre più veloce di un cavallo e la sua presenza alla testa dei battaglioni li rendeva invincibili. I soldati nemici cadevano ai suoi piedi, bramando una notte con lei».
Lessona ha descritto in Yeats Country il suo viaggio alla scoperta della contea di Sligo – dove per l’appunto nacque il grande poeta William Butler Yeats – che quasi più nessuno chiama con il suo nome ma con l’espressione che meglio la identifica: la terra di Yeats, per l’appunto.
Metà di questo libro è composto da fotografie assolutamente mozzafiato: per chi, come me, è andato innumerevoli volte in Irlanda, Yeats Country ha rappresentato una sorta di ritorno a casa. Per chi non ci è mai andato sarà un viaggio indimenticabile.
Il racconto di viaggio di Lessona è strettamente intrecciato alle leggende irlandesi: stenterei ad attribuire a questo libro una definizione univoca, quale ad esempio “resoconto di viaggio”. A me pare che Lessona abbia scritto qualcosa che è a metà tra la cronaca e il romanzo, qualcosa che suscita infinite emozioni, grazie anche a uno stile limpidissimo e coinvolgente e alle leggende irlandesi che l’autore sa proporci sapientemente. Come quella della regina Maeve:
«Cerchi di prendere il massimo dell’energia da questo luogo» dice a Lessona un professore incontrato lungo la strada, davanti alla tomba della regina Maeve. «Gli studiosi paragonano Maeve a Iside, perché credono che avesse un potere divinatorio, essendo una grande sacerdotessa druidica, e che possedesse una forte connessione con la forza femminile della Terra».
Anche Yeats dedicò una poesia alla regina Maeve (chiamata anche Mab: si pensa sia la “versione” celtica del mito di Gea (Gaia), la Madre Terra): The Old Age of Queen Maeve.
Andrea Lessona ci accompagna emozionato al cospetto della tomba di Yeats, dove il poeta ha voluto che fossero incise queste parole: “Cast a cold eye/on life on death/Horsemen, pass by” “Guarda con freddezza la vita e la morte/Cavaliere, prosegui“: io stessa ricordo le mie reazioni la prima volta che la vidi: pensieri che era impossibile esprimere e che in questo libro ho ritrovato accarezzati e descritti senza alcuna sbavatura.
Chi ama l’Irlanda sa che è una terra magica. Chi la ama sa che non ammette mezze misure: io ho sentito di appartenerle sin da quando scesi la prima volta all’aeroporto di Dublino e ancora non avevo visto nulla.
Quest’anno, per esempio, cosa che non mi è mai capitata da sedici anni a questa parte, ho visto un doppio arcobaleno. E ho capito il perché di certi colori.
«Come la leggenda dell’arcobaleno, che si dice sia nata qui: racconta che alla fine dell’iride uno gnomo avesse sepolto un tesoro. Il vero tesoro era lasciarsi rivelare la storia, lasciarsi colmare e trascinare dalle sensazioni: scoprire cose uniche al mondo e percepire messaggi capaci di andare sempre più in profondità, di entrare dritti nel cuore. Il cuore dell’Irlanda».

Andrea Lessona, Yeats Country. Viaggio nello spirito dell’Irlanda, Edizioni Saecula 2008, Euro 22,50, pagine 295.

La foto del doppio arcobaleno è stata scattata da me, in Irlanda, lo scorso agosto.

9 pensieri su “Yeats Country. Viaggio nello spirito dell’Irlanda

  1. amo l’irlanda senza averla conosciuta, da sempre. viaggio sognato e rimandato o impeditomi da vicissitudini varie, una di quelle cose che si sentono dentro ed è bello mettere davanti a sè come cose da realizzare sperando di poterlo fare, un giorno, chissà. intanto un altro bel libro da mettere sulla lista.
    un saluto affettuoso e una strizzatina d’occhio a gaja-mab e a tutto l’olimpo (ricordi?) dell’isola di smeraldo.
    go raibh mile agat, mab!

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  2. Gaia grazie per questa segnalazione! l’unico doppio arcobaleno della mia vita l’ho visto ai piedi del Knocknarea (dove Maeve è sepolta) nel gennaio 2004… sarà un caso? Mi cerco il libro. E beate voi che sapete il gaelico!

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  3. Francesca! Sul serio? Ma allora il caso non esiste! Pensa tu… anche per me quello è stato l’unico doppio arcobaleno della mia vita!
    grazie mille! (e ti garantisco che, per quanto mi riguarda, conosco davvero solo un paio di espressioni… è una lingua difficilissima che mi piacerebbe sapere meglio!)

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  4. Mi pare che la bassa montagna ai cui piedi si trova il cimitero di Sligo si chiami Benbulden o qualcosa di simile: imponente.
    Ricordo ancora, con nostalgia, il giorno in cui entrai dal piccolo cancello e subito a sinistra vidi la umile tomba di Yeats e di sua moglie, con la scritta che hai ricordato. Oltre alla lapide, la delimitano quattro assicelle di marmo bianco e all’interno del perimetro tutto è cosparso di ghiaia bianca.
    Ho visto altre tombe umili come quella di Yeats. Quella di Ruskin, ad esempio.

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  5. Sì, Bart, si chiama Benbulben. Ha una forma molto particolare, sembra un trapezio. È davvero imponente e, a mio avviso, anche emozionante.
    Grazie, Bart!

    p.s. la prima volta che ho visto la tomba di Yeats sono rimasta paralizzata e raggelata… e non per il clima. Ti capisco.

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