Silvana Ghiazza e Marisa Napoli, Le figure retoriche

Silvana Ghiazza e Marisa Napoli, Le figure retoriche. Parola e immagine, Zanichelli, Bologna, 2007

di Pietro Pancamo

Malalingua, certo. Ma non già nel senso, seppur nefando, di megera pettegola pronta ad esibirsi in calunnie sistematiche e torrenziali. Bensì in quello (molto più drammatico, se vogliamo) di idioma ormai corrotto, debosciato e marcio che – smarrita la retta via per colpa di giornalisti ignoranti o intellettuali fasulli – cerca, dannoso e nocivo, di svilire senz’appello (sia di smantellare vigliaccamente) la buona grammatica di un tempo (e la ricchezza lessicale di una volta). Insomma i rischi capitali che l’italiano scompaia irrimediabilmente, sostituito nei cervelli e sulle labbra di noi “peninsulari” (abitanti del Bel Paese), da un gergo nazionale imbarbarito e rozzo, sono oggi tanti e tali, che a mio parere anche per scongiurarli, e contribuire a sconfiggerli in pieno, la casa editrice Zanichelli ha deciso recentemente di dare alle stampe, scritto a quattro mani dalla professoressa Silvana Ghiazza (in forza all’Ateneo di Bari) e da Marisa Napoli (supervisore Ssis all’Università cattolica di Milano), Le figure retoriche. Parola e immagine. Ovvero un libro d’innegabile utilità che – analizzando in simultanea letteratura e belle arti – spiega e dispiega i meccanismi della retorica antica e novecentesca, passandoli minuziosamente in rassegna dall’anacoluto allo zeugma, senza dimenticare di chiarirci, con estrema abilità argomentativa, come essi, nella società moderna, siano stati ampiamente ripresi dalla televisione, dalla pubblicità e dalla politica per tramutarsi “di scatto” – da strumenti che erano per consentire a esigenze dello spirito umano, ad esempio la pittura o la poesia, di meglio appalesarsi – in tecniche fraudolente ideate per ingannare, in trabocchetti d’assalto, in armi occulte (magari ad effetto) per accattivarsi le simpatie, il denaro ed i preziosi voti della gente. Siamo dunque di fronte non solo ad un’opera di grande valenza didattica e scolastica che disvelerà agli alunni di ogni ordine o grado la storia, le caratteristiche, persino i vari impieghi delle figure retoriche – riportandole alla funzione originaria di risorse al servizio dell’artista e di “ritrovato” eccellente per corroborare il repertorio espressivo dei popoli -, ma anche e soprattutto al cospetto d’un ottimo manuale di sopravvivenza che educherà gli adulti, come i ragazzi, a riconoscere, per eluderli e deluderli (cioè debellarli e mettersi in salvo al riparo d’una maggior consapevolezza), gli espedienti nascosti o sotterranei, le truffe spiazzanti, i tranelli aggressivi e i trucchi affabulatori di un mondo invasivo (quello attuale) che desidera principalmente, se non esclusivamente, appagare i propri e miserevoli interessi.

Pietro Pancamo

Silvana Ghiazza insegna letteratura italiana all’Università di Bari. Ha sempre associato, nelle sue ricerche, l’interesse per le strutture testuali e le forme metriche e retoriche (Struttura e varianti del Nome di Maria di A. Manzoni, Adriatica, Bari, 1984; Elementi di metrica italiana e di retorica, Levante, Bari, 1994; La metafora tra scienza e letteratura, Le Monnier, Firenze, 2005) all’indagine storico-critica (Origini del dubbio nel pensiero e nella poesia di Leopardi, Levante, Bari, 1984; Carlo Levi e Umberto Saba. Storia di un’amicizia, Dedalo, Bari, 2002; Le antitesi nella poesia di Ungaretti, Palomar, Bari, 2003).

Marisa Napoli insegna italiano e latino nei licei scientifici. È supervisore Ssis e tiene laboratori di scrittura all’Università cattolica di Milano. È presente nell’editoria scolastica con testi di italiano e di latino tra cui I linguaggi della retorica, Zanichelli, Bologna, 1995; L’uomo e il tempo in Seneca e Agostino, Laterza, Bari, 2001; Edoardo Sanguineti e Gaetano delli Santi: due generazioni d’avanguardia a confronto, Fabio D’Ambrosio Editore, Milano, 2006. Ha curato le voci di linguistica e retorica nell’Enciclopedia del ragazzo, XV, Rizzoli, Milano, 1985. È redattrice de «La Mosca di Milano» e della rivista on-line «L(‘)abile traccia».

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